Microbiota permeabile

intestino cervello

Vi racconto una storia: 3,5 miliardi di anni fa la Terra era popolata da batteri anaerobici, poi ci fu la catastrofe dell’ossigeno e alcuni di loro cercarono rifugio realizzando sistemi digerenti anaerobici.

L’uomo è sulla terra da 500 mila anni, i batteri che ospita hanno una maggiore esperienza.

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Molti pensano che li ospitiamo in cambio di “lavoretti”, ma sono 10 volte le nostre cellule (loro pensano di ospitarci) e, mentre noi abbiamo 24000 unità geniche, loro ne mettono a disposizione 4 milioni!

Il direttore dell’istituto genoma di Washington ha scritto che siamo maggiormente caratterizzati dal DNA dei nostri microbi che da quello delle nostre cellule. I batteri sono eterotropici, mangiano di tutto e da tutto ricavano energia.

Disbiosi intestinale, microbiota

Sono gli impianti digestivi ad essersi differenziati sulla base delle preferenze alimentari, ma il prodotto finale del processo digestivo deve essere LO STESSO, in quanto le cellule di tutti i mammiferi necessitano delle stesse cose.

Queste sono i SCFAs (acidi grassi a corta catena, come acido acetico (aceto), butirrico (burro), valerico (valeriana) e da BCAAs. I BCAAs (ammino acidi ramificati) si ottengono dalla demolizione delle proteine, presenti nella frutta, verdura e carne, i SCFAs dipende…

Intolleranze alimentari

i carnivori predatori mangiano SOLO carne grassa, mangiano un 70% di grassi (sono in diete chetogenica), da cui semplicemente tagliandoli ottengono i SCFAs (infatti il loro intestino è molto semplice).

I carnivori necrofagi mangiano la carne magra che è stata lasciata attaccata all’osso, ma solo dopo che è stata putrefatta (digerita da altri batteri). I frugiferi mangiano fibre, mangiano un 70% di fibre da cui ricavano per fermentazione un 70% di SCFAs.

Microbiota assimilazione

I SCFAs sono i NUTRIENTI delle cellule (nostre) intestinali, se ne introduciamo pochi l’intestino muore di fame. Noi abbiamo il sistema digerente derivato da quelli dei frugiferi, non abbiamo uno stomaco così demolitivo come quello dei carnivori, non riusciamo ad ottenere i SCFAs dalla demolizione dei grassi, che mangiamo anche poco grazie alla campagna per promuovere l’olio di semi.

Della serie: attenti al colesterolo e poi assumete integratori di vitamina D, sintetizzata dal colesterolo. Mangiando poche fibre mettiamo alla fame il nostro intestino, che diventa debole.

permeabilità intestinale

A parte pochi frutti, come uva e fichi, la frutta non aumenta molto la glicemia, in quanto il fruttosio è in forma di polimeri, che possono o non possono essere scissi dall’amilasi salivare (bocca) e pancreatica (tenue).

Quelli non scissi arrivano integri al colon dove fermentano, gli altri vengono demoliti a disaccaridi (in bocca) e a monosaccaridi nel tenue, producono un lento e graduale aumento della glicemia.

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Coloro che hanno problemi con la frutta hanno un intestino che è…alla frutta, ovvero avvengono fermentazioni che non dovrebbero avvenire ad opera di ceppi disbiotici che hanno avuto il sopravvento su quelli simbiotici.

Occorre correre ai ripari, non certo continuando a non mangiare frutta. Evitandola si eliminano i fastidi da essa prodotti, ma non si ripristina un corretto funzionamento dell’intestino.

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I roditori hanno un cieco sviluppato in quanto li ricavano gli SCFAs dalla cellulosa. A noi si è atrofizzato in quella che chiamiamo appendice. Possiamo capire molte cose su quale sia la nostra corretta dieta proprio osservando le differenze degli impianti digerenti di diversi mammiferi.

Tutti devono ricavare dalla dieta gli SCFAs, i roditori dal cieco, i carnivori direttamente nello stomaco per demolizione dei grassi saturi, gli erbivori, follivori, nel colon dalla fermentazione delle fibre indigeribili.

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Noi siamo partiti come i frugiveri, ma abbiamo imparato ad ottenere gli SCFAs dai grassi saturi, che rappresentano il cibo proibito, la mela di (adamo ed eva), che demoliamo nel tenue anzichè nello stomaco.

E’ stato grazie a questa scelta alimentare, di voler mangiare cibo proibito (non nostro), che abbiamo modificato il digerente e siamo diventati sapiens sapiens.

Prof. Paolo Mainardi

Perchè l’aceto fa bene? 

L’acido acetico è uno degli acidi grassi a corta catena (SCFAs) prodotti nel colon dalla fermentazione delle fibre indigeribili contenute nella frutta e nelle verdure.
 
Valeriana, Rucola, Bacon, Pancetta Tagliata A Dadini
 
Questi sono il nutriente delle cellule intestinali, quindi lo mantengono forte, e sono i mattoncini con cui nel fegato sintetizziamo tutto quello che serve al nostro corpo: i carboidrati e i chetoni per il cervello, gli acidi grassi mono – e poli-insaturi.
 
Un altro SCFAs largamente prodotto è l’acido butirrico, quindi burro e aceto nutrono l’intestino, partendo dall’alto.
L'immagine può contenere: bevanda e cibo
Una curiosità: l’acido valproico è stato scoperto essere anticonvulsivo casualmente, in quando, essendo un liquido, è stato scelto come solvente di nuove molecole da testare.
 
Era stato sintetizzato circa 90 anni prima di questa scoperta come derivato dell’acido valerico, principio attivo della valeriana, un tempo usata per controllare le crisi.
 
Mangiare, Alimentari, Verdure, Cipolle, Sano, Aceto
 
L’acido valerico è un SCFAs, più grosso dell’acetico, l’acido valproico è un SCFAs ramificato, nutre e quindi disinfiamma l’intestino, meglio a bassi dosaggi.
 
Un modo per meglio favorire l’assorbimento è grattugiare verdure di stagione alla juilienne aggiungere un cucchiaio di olio extravergine (proprietà lipofile) e mezzo limone spremuto (digerisce le verdure) , lasciare riposare da 2 – 3 ore, chiuso al buio in frigo, portare in tavola prima di mangiare carboidrati o altro, aggiungendoci Aceto, senza sale gustosità di verdure fresche e croccanti.

Prebiotci e Probiotici

Negli ultimi 10 anni un vasto numero di studi clinici hanno investigato le potenzialità dei batteri probiotici nel migliorare le condizioni patologiche delle malattie allergiche.

 
Questo nuovo approccio si è originato da numerosi dati che hanno riportato gli effetti che hanno i probiotici su moltissime funzioni tra le quali l’immunomodulazione, la correzione della disbiosi intestinale così come il mantenimento dell’integrità della barriera epiteliale [dell’intestino – N.d.T.].
 
Virus, Microscopio, Infezione, Malattia, Morte
 
Come è possibile verificare facilmente scorrendo l’articolo fino alla fine, esso si basa sull’analisi di ben 161 altri lavori scientifici.
 
Diversi prebiotici che raggiungono il basso intestino hanno portato ad una [positiva] alterazione del microbioma intestinale che si suppone aumenti la fermentazione delle fibre per produrre acidi grassi a catena corta.
 
Batteri, Virus, Specie Batteriche, Imitazione, Aureus
 
Questi cambiamenti sono correlati positivamente con un aumento della frazione di calcio assorbita negli adolescenti e con un aumento delle misure di densità e di robustezza ossea.
 
Il primo è Novel probiotic candidates for humans isolated from raw fruits and vegetables (“Nuovi candidate come probiotici per gli esseri umani isolati da frutta e verdura fresca”) , che mostra come il 35% dei batteri che producono acido lattico isolati in frutta e verdura fresca possono sopravvivere all’acidità dello stomaco e quindi arrivare vivi nel nostro intestino.

Batteri, Malattia, Virus, Infezione, Ill, Cellule, Bio
 
Il secondo è Comparison of the fecal microflora in rural Japanese and urban Canadians (“Comparazione della microflora fecale della popolazione rurale giapponese con quella della popolazione urbana canadese”) , che mostra un più elevato livello di clostridi e di altri batteri patogeni tra la popolazione urabana canadese, ed un maggiore numero di bifidobatteri e di lattobacilli (dei batteri benefici) tra la popolazione rurale giapponese; anche la biodiversità del microbiota della popolazione urbana è ridotta rispetto a quello della popolazione rurale.
 
Difesa, Protezione, Minaccia, Sistema Immunitario
 
Similmente l’articolo Comparison of fecal microflora of elderly persons in rural and urban areas of Japan (“Comparazione della microflora fecale delle persone più anziane nelle aree rurali ed urbane del giappone”) rileva una maggiore quantità di bifidobatteri ed una maggiore biodiversità nel microbiota fecale di chi vive nelle zone rurali e segue una dieta più vicina a quella ancestrale, ed un maggiore numero di clostridi nel microbiota di chi vive nelle zone urbane.
 
Animale, Bird, Kleiber, Sitta Europaea
 
Similmente altri due articoli hanno confrontato le popolazioni che vivono in villaggi africani o sud-americani con le popolazioni occidentali (europee e statunitensi) ottenendo ancora una volta il risultato che il microbiota di chi si alimenta seguendo una dieta più vicina alla tradizione ancestrale ha una maggiore diversità di batteri benefici.
 
Si tratta di Impact of diet in shaping gut microbiota revealed by a comparative study in children from Europe and rural Africa , e Human gut microbiome viewed across age and geography .
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Oltre alla dieta, anche l’ambiente in genere, ovvero il “macrobiota” che ci circonda è importante nel modellare le caratteristiche del microbiota umano.
 
Si è scoperto infatti che l’assunzione di probiotici impedisce che si manifesti l’aumento della permeabilità intestinale (e dei sintomi correlati): i probiotici rallentano la produzione di citochine infiammatorie e contemporaneamente diminuisce anche la produzione di zonulina.
 
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Le fibre solubili sono caratterizzate da composti quali beta-glucani, pectine, gomme naturali, inulina, olisaccaridi. La loro caratteristica (solubilità) è quella di assorbire acqua già nello stomaco (aumentandone fino a 100 volte il volume iniziale) e di fermentare nell’intestino, con lo scopo di nutrire la flora batterica buona e le cellule colonociti (le cellule che compongono l’epitelio dell’intestino).

La loro presenza è fondamentale per diverse ragioni.

 
In primo luogo, l’aumento di volume nello stomaco stimola il senso di sazietà facendoci mangiare di meno. Le fibre solubili una volta assorbita l’acqua si trasformano in una sostanza viscosa e gelatinosa che modifica la capacità di assorbimento dei nutrienti.

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Difatti legandosi agli acidi biliari (effetto chelante), diminuiscono l’assorbimento degli acidi grassi (riduzione del colesterolo nel sangue). Inoltre rallentano l’avanzamento del “chimo alimentare”, aumentando in tal modo l’azione digestiva (incrementando il tempo di contatto con gli enzimi digestivi); migliorano l’assimilazione dei nutrienti quali:
 
vitamine e sali minerali (i villi hanno più tempo per assimilarli); abbassano il picco glicemico aumentando il tempo di assorbimento del glucosio.
 
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Durante l’attraversamento dell’intestino tenue è digerito, tramite la fermentazione, da batteri buoni (bifidus). Il processo produce acidi grassi a catena corta (soprattutto acetato, butirrato e proprionato) e gas. Il butirrato “presente anche nel burro” è la principale fonte energetica per i colonociti (cellule epiteliali dell’intestino).
 
L’acetato “presente nell’Aceto (acido acetilico)” acido valerico (valeriana) ed il proprionato sono assorbiti dalle pareti del colon ed inviati al fegato, per svolgere le seguenti funzioni: stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue, ridurre la sintesi del colesterolo, stimolare la produzione di cellule immunitarie (cellule T, anticorpi, globuli bianchi, etc.).

Risultati immagini per prebiotici probiotico inulina
Tali acidi grassi sono inoltre utili all’assorbimento dei minerali, neutralizzando l’acido fitico, aumentando l’acidità dell’intestino (impedendo la proliferazione dei batteri nocivi della putrefazione), alimentando i batteri probiotici (quelli buoni) e quindi migliorando le difese immunitarie (quelle provenienti dall’intestino).
 
Pubblicato su Food Microbiology. 2012;31:116–125, autori Vitali B, Minervini G, Rizzello C G, Spisni E, Maccaferri S, Brigidi P, Gobbetti M, Di Cagno R;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22475949.
Pubblicato su Microbiology and Immunology 1986;30:521–532, autori Benno Y, Suzuki K, Suzuki K, Narisawa K, Bruce W R, Mitsuoka T;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3747865.
Pubblicato su Applied Environmental Microbiology 1989;55:1100–1105, autori Benno Y, Endo K, Mizutani T, Namba Y, Komori T, Mitsuoka T;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC184260/.
Pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science USA. 2010;107:14691–14696 ; autori De Filippo C, Cavalieri D, Di Paola M, Ramazzotti M, Poullet JB, Massart S, Collini S, Pieraccini G, Lionetti P;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2930426/.
Pubblicato su Nature. 2012;486:222–227, autori Yatsunenko T, Rey F E, Manary M J, Trehan I, Dominguez-Bello M G, Contreras M, Magris M, Hidalgo G, Baldassano R N, Anokhin A P, Heath A C, Warner B, Reeder J, Kuczynski J, Caporaso
ECN

I denti cariati possono essere guariti dalla sola dieta?

Asse intestino – Cervello

Sinceramente la lettura dell’articolo Teeth needing root canals can heal with diet alone (“Denti che richiedono una devitalizzazione possono guarire con la sola dieta”) sul sito The healthy home economist mi ha lasciato di stucco.

Secondo quanto viene riportato un dente seriamente danneggiato al punto di richiedere una canalizzazione può ripararsi senza che si intervenga a livello dentistico.
La soluzione, descritta nel libro Cure tooth decay di Ramiel Nagel e raccomandata sin dal 1930 dal dentista Weston A.

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Price sarebbe persino semplice ed economica in quanto basata sulla dieta. Una testimonianza di guarigione viene raccontata in dettaglio sempre sullo stesso sito e potete leggere (in inglese) alcune informazioni direttamente sul sito http://www.curetoothdecay.com/. quanto basata sulla dieta.

Una testimonianza di guarigione viene raccontata in dettaglio sempre sullo stesso sito e potete leggere (in inglese) alcune informazioni direttamente sul sito http://www.curetoothdecay.com/.

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Ad ogni modo la base del metodo è una razione quotidiana di olio di fegato di merluzzo e burro chiarificato (possibilmente abbinata ad una dieta paleolitica e anche al brodo di ossa). Il burro chiarificato (che sarebbe da acquistare biologico, possibilmente prodotto a partire da latte di mucche che mangiano erba) è un tipico alimento indiano ottenuto a partire dal burro, che contiene solo i grassi salutari del burro mentre è privo di lattosio e di caseina.

Lo si può anche preparare in casa a partire dal normale burro .

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Quanto all’olio di fegato di merluzzo esso contiene un discreto ammontare di vitamina D ed A, omega 3 e Iodio. Di sicuro la vitamina D è correlata ai denti in quanto migliora (specie se associato all’esposizione alla luce solare) l’assorbimento di calcio e fosforo e ne permette l’utilizzo nei denti e nelle ossa.

Ricordo che anche l’alga kelp è ricca di iodio organico, mentre gli omega 3 si possono assumere anche con l’olio di semi di lino spremuto a freddo, o ancora più semplicemente assumendone i semi (un cucchiaio di semi di lino in 3/4 di bicchiere d’acqua tiepida, lasciare in ammollo tutta la notte e assumere la mattina dopo).

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Tra l’altro i semi di lino contengono alcune sostanze (fitoestrogeni) che proteggono dal tumore al seno, alla prostata ed al colon-retto .

Detto questo non so ancora se ci sono alternative vegetali al burro chiarificato. Di sicuro so solo che tale burro contiene vitamine A, D, K, E ed acido linoleico coniugato (che si trova anche nell’olio di girasole).

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Segnalo brevemente, a proposito di cure naturali per la carie, anche la nuova tecnica ideata da ricercatori del King’s College di Londra permetterebbe al contempo di evitare la presenza di materiali estranei nel dente (anche le cosiddette “resine biocompatibili”, per quanto meno tossiche sicuramente delle amalgame dentali, causano degli effetti indesiderati) e la somministrazione dell’anestesia (che si realizza iniettando sostanze non certo benefiche per l’organismo).

Questa nuova tecnica è stata denominata “Rimineralizzazione accelerata ed aumentata elettricamente” (Electrically Accelerated and Enhanced Remineralisation).

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In sostanza delle scossettine elettriche indolori dovrebbero fare regredire la carie fino a farla sparire, stimolando un processo di rimineralizzazione del dente da parte di calcio e fosfati. Il costo della cura dovrebbe essere paragonabile a quello delle cure attuali (basate sulla rimozione della carie e sull’otturazione del buco risultante), e forse in un futuro in cui tale tecnica si riuscisse a diffondere capillarmente i costi potrebbero essere anche minori.

L’articolo sul sito del King’s College afferma che la tecnica potrebbe essere commercializzata nel giro di tre anni, ed un anno è già passato. Il professor Nigel Pitts del Dental Institute del King’s College ha detto:

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“Oltre che combattere il deterioramento dei denti, il nostro apparecchio può anche essere utilizzato per sbiancarli.” E sebbene non sia specificatamente menzionato, è facilmente immaginabile che possa essere utilizzato per prevenire la carie in maniera del tutto naturale sicura e non tossica, senza l’utilizzo del tanto nocivo fluoro aggiunto al dentifricio (considerato venefico anche dalla dottoressa Campbell-McBride).
 
834 http://www.thehealthyhomeeconomist.com/teeth-needing-root-…/.
835 http://www.thehealthyhomeeconomist.com/how-i-healed-my-chi…/.
836 http://www.dottorperuginibilli.it/il-burro-di-ghee-.
837 Vedi http://www.fragolelimone.com/…/04/ghee-burro-chiarificato.h… ohttp://www.thehealthyhomeeconomist.com/video-how-to-make-g…/.
838 http://obiettivobenessere.tgcom24.it/…/i-semi-che-sbloccan…/.
839 http://www.kcl.ac.uk/…/Kings-spin-out-will-put-tooth-decay-….
840 Vedi l’articolo No more fillings as dentists reveal new tooth decay treatment , 16 giugno 2014, Press Association, http://www.theguardian.com/…/fillings-dentists-tooth-decay-….

Colesterolo News

Prof. Shantih Coro:

Molti studi hanno dimostrato che chi ha il colesterolo elevato vive più a lungo, contrariamente a quello che è il pensiero comune, incluso quello di molti medici e nutrizionisti.

La risposta delle compagnie farmaceutiche è che questi numeri non sono accurati in quanto chi ha malattie infettive o cancro tende ad evere il colesterolo basso e anche se i livelli di colesterolo sono elevati, in questi soggetti, probabilmente l’HDL è elevato e l’LDL basso.

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Il 13 di Giugno 2016, è stato pubblicato uno studio sul prestigioso British Medical Journal che rivedendo tutti gli studi esistenti, ha concluso che non esiste una correlazione tra LDL elevato e mortalità in persone oltre i 60 anni di età. Non solo, risulta che chi ha l’LDL elevato vive più a lungo.  No comment

Prof. Mainardi

Non bisogna confondere LDL e HDL con il colesterolo, queste sono lipoproteine che veicolano il colesterolo, che essendo un grasso ha difficoltà a muoversi nel corpo umano.

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Per l’80% il colesterolo è sintetizzato nel ns corpo a partire dell’acido acetico, che è ottenuto o nel colon dalla fermentazione delle fibre, o nel tenue dalla demolizione dei grassi.

Per digerire i grassi e ottenere gli SCFAs (di cui uno è l’acetico) occorrono i sali biliari, che sono ottenuti dal colesterolo. Senza i sali biliari, i grassi non sono trasfromati in SCFAs, aumentano i trigliceridi e viene il fegato grasso.

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Non abbiamo solo l’LDl e l’HDL, ma tutta una famiglia di lipoproteine che vanno dalle VLDL (molto piccole) alla HDL (grandi).

Quando c’è un processo riparativo (infiammazione), le lipoproteine vi portano il colesterolo in quanto stimola una produzione locale di citochine anti-infiammatorie corrette, ovvero quelle capaci a ricostruire i tessuti.

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Purtroppo le VLDL rimangano “bruciate” nell’ambiente infiammato (ossidate” e ne troviamo i cadaverini nelle placche di arteriosclerosi, che NON sono formate dal colesterolo, ne tanto meno dalle VLDL o LDL, ma sono calcificazioni che mettiamo per proteggere il vaso sanguigno dall’opera demolitiva delle citochine pro-infiammatorie.

Se il processo riparativo (infiammatorio) si prolunga nel tempo, in quanto siamo in infiammazione cronica, queste placche aumentano di spessore, fino a chiudere il vaso …

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Ma perché diminuirlo?

Il tam tam contro il colesterolo è iniziato per lanciare sul mercato l’olio di semi, che lo abbassa, ma nessuno mai ha dimostrato che sia salutare abbassarlo, anzi… sempre più lavori dimostrano l’importanza di questo ormone, che per l’80% è sintetizzato nel nostro corpo mediante un enzima stimolato dall’insulina, quindi la maggiore produzione avviene quando mangiamo carboidrati, non grassi. il ghee è burro sobbollito, molto utile per conservarlo quando non si avevano i frigoriferi, fatto che ha portato anche a consumare latte acido…

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Oggi penso che i frigoriferi siano presenti in ogni casa, il burro non cotto è un ottimo alimento, che è stato ingiustamente colpevolizzato di essere grasso e per questo aumentare il colesterolo, a tutto vantaggio di promuovere il consumo di olio di semi o peggio ancora di burri vegetali.

Ma l’80% del colesterolo viene sintetizzato da un enzima che è stimolato dall’insulina, quindi produciamo colesterolo quando mangiamo CARBOIDRATI, solo un 20% proviene dalla dieta.

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Comunque avere poco colesterolo è PERICOLOSO per la salute, in quanto mantiene elastica la membrana cellulare. Sono i prodotti dell’ossidazione del colesterolo ad essere nocivi, con la vs dieta state AUMENTANDO il colesterolo in quanto diminuite l’ossidazione, e ne dovete essere contenti.

 

Le placche di arteriosclerosi si formano SOLO su tessuto infiammato!!!

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

Sfiammandovi diminuite le probabilità di formazione. Campagne alimentari, basate unicamente su interessi commerciali, ci hanno indotto a demonizzare cibi senza alcun supporto scientifico.

Per stare meglio dobbiamo aumentare la quantità di grassi buoni. E qui si ritorna al grosso limite delle diete che suddividono il cibo banalmente in proteine grassi e carboidrati, quando all’interno di queste categorie ci sono quelli buoni e quelli cattivi.

Insalata Di Salsiccia, Svizzera, Salsiccia, Formaggio

Si deve aumentare la conoscenza degli alimenti….Non sono un esperto della GAPS, anche perchè blindata all’acquisto del libro, non è per spilorceria, ma di solito i libri sono più lunghi da leggere che gli studi scientifici.

Sicuramente mangiamo pochi grassi e troppa carne magra, tipo di carne che nessun carnivoro mangerebbe, e noi non siamo originariamente carnivori.

Sicuramente la carne dei piccoli animali è più digeribile di quella dei grossi erbivori, come la carne del vitello di oggi non ha più niente in comune con il vitello fatto crescere naturalmente.

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Il burro crudo è un’ottima fonte di acido butirrico (SCFA) come l’aceto di acido acetico (altro SCFAs).

Mangiando uova e grassi aumentiamo il colesterolo proveniente dalla dieta (il 20% del totale), l’altro lo sintetizziamo mediante un enzima che è attivato dall’insulina, quindi quando mangiamo carboidrati semplici ad alto indice glicemico produciamo l’80% del colesterolo, ma questi ci infiammano l’intestino, questa infiammazione se diventa cronica va in giro, ed ecco che…le placche di arteriosclerosi si formano SOLO su tessuto infiammato.

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Oggi ci sono in letteratura molti lavori che rivalutano l’azione positiva del colesterolo, le pubblicità televisive che sostengono che il colesterolo oltre 200 è pericoloso potrebbero essere denunciate come ingannevoli.

Un altro punto di non allineamento con la GAPS è sul disintossicarci. Abbiamo stupendi meccanismi endogeni con cui espelliamo non quello che ci fa male, ma quello che ci è inutile.

Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

Una infiammazione li blocca, disinfiammando ripartono, ma non sono i patogeni, i metalli o altro a farci male, è la stessa infiammazione che ha fermato i processi escretivi……

http://www.eurosalus.com/malattie-cura/quando-il-colesterolo-alto-fa-bene-dubbi-statine