Il sesso e l’età influiscono sui livelli di ferro

Obesità. Diabete, Malattie cardiovascolari, Cancro

Le donne in età fertile perdono 500 ml di ferro ogni anno per circa trent’anni attraverso il flusso mestruale.(2) Questo è uno dei motivi per cui l’aspettativa di vita delle donne è più lunga di quella degli uomini. Gli uomini infatti non possono versare regolarmente cospicue quantità di ferro, perciò i loro livelli di ferro sono costantemente più alti di quelli delle donne in età fertile.

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Dopo la menopausa, però, le donne perdono questo beneficio. In media solo 1 milligrammo circa di ferro viene perso con il sudore, il ricambio delle cellule dell’epidermide e, in misura minima, con i normali sanguinamenti dell’apparato gastrointestinale, mentre la quantità di ferro assimilata con l’alimentazione è in media da 1 a 2 milligrammi.3 Man mano che l’età avanza, diventa sempre più importante monitorare e ridurre proattivamente i livelli di ferro. Oltre a danneggiare i mitocondri e a contribuire alle mutazioni genetiche, il ferro in eccesso ha effetti negativi sulla salute nei modi seguenti:

Promuove lo sviluppo degli agenti patogeni. Il ferro facilita la crescita ed è essenziale che i bambini abbiano sufficienti quantità di ferro per favorire il processo di sviluppo durante l’infanzia. Ma un eccesso di ferro nel corpo facilita anche la crescita degli agenti patogeni, dei batteri, dei funghi e dei protozoi, (4) e crea nel corpo un ambiente ospitale per microrganismi che possono nuocere alla salute.

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Obesità. L’aumento nel consumo d’integratori di ferro negli ultimi settant’anni è correlato all’incremento del tasso di obesità. Ricorda: il ferro è un fattore di crescita. Così come i bassi livelli di ferro in una donna gravida sono associati a uno scarso peso del bambino al momento del parto, gli alti livelli di ferro sono associati a un aumento del peso.5,6

Diversi studi hanno dimostrato che le persone obese tendono ad avere livelli elevati di ferritina.7,8 Un importante studio epidemiologico condotto su maschi adulti coreani ha dimostrato che livelli moderatamente elevati di ferritina sierica9 predicono un futuro accumulo di peso, fino ad arrivare all’obesità e persino all’obesità grave. Se hai deciso di leggere questo libro perché non riesci a perdere i chili superflui, hai una ragione in più per sospettare che la tua difficoltà nel dimagrire non sia dovuta solo alla dieta o al regime di attività fisica.

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Diabete. Diversi scienziati ritengono che il ferro influisca sui livelli di glucosio e d’insulina nel sangue10 e che ci sia una correlazione tra i livelli di ferritina sierica e il diabete di tipo 2. In una vasta indagine che ha seguito trentamila soggetti sani tra uomini e donne, gli elevati livelli di ferritina sierica erano associati a un rischio notevolmente più alto di sviluppare il diabete di tipo 2.11 Negli uomini con elevate riserve di ferro, le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 erano 2 o 4 volte superiori a quelle degli uomini con scarse riserve di ferro.

Un sistema per ridurre il rischio di sviluppare il diabete può essere la donazione del sangue, perché è stato dimostrato che chi dona il sangue di frequente ha una migliore sensibilità all’insulina e un rischio inferiore di diabete.12

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Malattie cardiovascolari. Dallo studio sopracitato è emerso anche che nei donatori di sangue le probabilità di avere un ictus o un attacco cardiaco sono inferiori del 50 per cento rispetto agli altri soggetti. È probabile che il ferro incida sulle malattie cardiache in quanto contribuisce all’ossidazione dell’LDL e al danneggiamento contribuiscono all’arteriosclerosi.13,14

Fin dagli anni Ottanta i ricercatori ipotizzano che le differenze di genere nei livelli di ferro spieghino la maggiore incidenza delle malattie cardiache negli uomini. Il primo ad avanzare questa teoria fu il patologo Jerome Sullivan in un articolo pubblicato su “The Lancet”. Lo studio su trentamila soggetti sani ha rilevato che per le donne il rischio di malattie cardiache aumentava notevolmente dopo la naturale entrata in menopausa o dopo aver subito un’isterectomia; in altre parole, quando smettevano di perdere il ferro ogni mese attraverso il flusso mestruale.

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Ciò suggerisce che c’è un legame tra i livelli di ferro e le malattie cardiovascolari.15 Malattie degenerative, tra cui il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica. Il cervello ha bisogno di ossigeno più di qualunque altro organo, e il ferro è essenziale per trasportare l’ossigeno dove serve. Ma come in ogni altra parte del corpo, anche nel cervello un eccesso di ferro non è positivo. Il fatto che i livelli di ferro aumentino con l’avanzare dell’età probabilmente è il motivo, o almeno uno dei motivi, per cui malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson sono associate alla vecchiaia.

Il ferro è presente in alte concentrazioni nelle placche che si formano nel cervello dei malati di Alzheimer,16 ed è presente in quantità anomale nel cervello di soggetti che mostrano i sintomi di un esordio precoce dell’Alzheimer e del Parkinson.17,18 Da uno studio è emerso che elevati livelli di ferritina nel liquido cerebrospinale preannunciano la conversione di un lieve deterioramento cognitivo in una forma di Alzheimer conclamato.19

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Inoltre è dimostrato che livelli elevati di ferro nel cervello sono associati alla gravità del deterioramento cognitivo.20 Lo stress ossidativo e le infiammazioni che ne conseguono sono i meccanismi che spiegano i danni causati dal ferro nelle funzioni cerebrali.

Cancro. Il ferro in eccesso contribuisce alla formazione del cancro danneggiando il DNA mitocondriale con un’eccessiva produzione di radicale ossidrile. La ferritina sierica è elevata in chi è affetto da diversi tipi di cancro, tra cui il cancro al pancreas e al seno, il melanoma, l’adenocarcinoma del rene e il linfoma di Hodgkin.21

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L’analisi del National Health and Nutrition Examination Survey [Indagine nazionale sulla salute e l’alimentazione] ha rilevato un legame tra il ferro assunto con l’alimentazione o presente nelle delle cellule endoteliali, due processi che a loro volta riserve del corpo e il rischio di sviluppare il cancro colon-rettale.

Le riserve di ferro sono associate anche ai polipi e alle lesioni precancerose del colon. È probabile che l’elevato contenuto di ferro nella carne rossa sia uno dei motivi per cui il suo consumo è un fattore di rischio per il cancro al colon, in quanto il ferro in eccesso promuove le infiammazioni che provocano danni alle mucose del colon. Si ritiene che le fibre alimentari aiutino a prevenire questi danni, perché si legano al ferro e aiutano il metallo a transitare nell’apparato digerente per poi uscire dal corpo.

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22 Altri riscontri supportano la tesi secondo cui il ferro in eccesso contribuisce alla formazione del cancro al fegato. A corroborare ulteriormente il legame tra ferro in eccesso e cancro c’è anche il fatto che chi dona regolarmente il sangue ha un rischio di cancro inferiore.

Da uno studio clinico randomizzato è emerso che i prelievi di sangue riducono l’incidenza del cancro del 37 per cento.24 Osteoporosi. Per la salute delle ossa, che è regolata da cellule sensibili al ferro, è importante che i livelli di ferro siano nella norma. In parole povere, un eccesso di ferro danneggia le ossa. Ciò spiega perché chi soffre di squilibri nel carico di ferro, come l’emocromatosi, ha una maggiore tendenza a sviluppare l’osteoporosi.25

1 “Ferritin: The Test,” American Association for Clinical Chemistry, https://labtestsonline.org/…/a…/ferritin/tab/test/consultato il 9 maggio 2016.
2 E. D. Weinberg, “The Hazards of Iron Loading,” Metallomics, 2, n. 11 (novembre, 2010):732–40, DOI: 10.1039/c0mt00023j.
3 M. D. Beaton, P. C. Adams, “Treatment of Hyperferritinemia,” Annals of Hepatology, 11, n. 3 (2012): 294–300, PMID: 22481446
4 G. Ortíz-Estrada et al., “Iron-Saturated Lactoferrin and Pathogenic Protozoa:Could This Protein Be an Iron Source for Their Parasitic Style of Life?” Future Microbiology 7, n. 1 (2012): 149–64, DOI: 10.2217/fmb.11.140.
5 D. J. Fleming et al., “Dietary Factors Associated with the Risk of High Iron Stores in the Elderly Framingham Heart Study Cohort,” American Journal of Clinical Nutrition, 76, n. 6 (2002): 1375–84, PMID: 12450906.
6 T. Iwasaki et al., “Serum Ferritin Is Associated with Visceral Fat Area and Subcutaneous Fat Area,” Diabetes Care, 28, n. 10 (2005): 2486–91, PMID:16186284.
7 S. K. Park et al., “Association Between Serum Ferritin Levels and the Incidence of Obesity in Korean Men: A Prospective Cohort Study,” Endocrine Journal, 61, n. 3 (2014): 215–24, DOI: 10.1507/endocrj.EJ13-0173.
8 Ibid.
9 S. K. Park et al., “Association Between Serum Ferritin Levels and the Incidence of Obesity in Korean Men: A Prospective Cohort Study,” Endocrine Journal, 61, n. 3 (2014): 215-224, DOI:10.1507/endocrj.EJ13-0173.
10 J. M. Fernandez-Real et al., “Serum Ferritin as a Component of the Insulin Resistance Syndrome,” Diabetes Care, 21, n. 1 (1998): 62–68, DOI: 10.2337/diacare.21.1.62.
11 J. Montonen et al., “Body Iron Stores and Risk of Type 2 Diabetes: Results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)- Potsdam Study,” Diabetologia, 55, n. 10 (2012): 2613–21, DOI: 10.1007/s00125-012-2633-y.
12 J. M. Fernández-Real, A. López-Bermejo, and W. Ricart, “Iron Stores, Blood Donation, and Insulin Sensitivity and Secretion,” Clinical Chemistry, 51, n. 7 (giugno 2005): 1201–5, DOI: 10.1373/clinchem.2004.046847.
13 B. J. Van Lenten et al., “Lipid-Induced Changes in Intracellular Iron Homeostasis in Vitro and in Vivo,” Journal of Clinical Investigation, 95, n. 5 (1995): 2104–10, DOI: 10.1172/JCI117898.
14 N. Stadler, R. A. Lindner, M. J. Davies, “Direct Detection and Quantification of Transition Metal Ions in Human Atherosclerotic Plaques: Evidence for the Presence of Elevated Levels of Iron and Copper,” Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, 24 (2004): 949–54,
DOI:10.1161/01.ATV.0000124892.90999.cb.
15 W. B. Kannel et al., “Menopause and Risk of Cardiovascular Disease: The Framingham Study,” Annals of Internal Medicine, 85 (1976): 447–52, DOI:10.7326/0003-4819-85-4-447.
16 M. A. Lovell et al., “Copper, Iron and Zinc in Alzheimer’s Disease Senile Plaques,” Journal of the Neurological Sciences, 158, n. 1 (June 11, 1998): 47– 52, DOI: 10.1016/S0022-510X(98)00092-6.
17 K. Jellinger et al., “Brain Iron and Ferritin in Parkinson’s and Alzheimer’s diseases,” Journal of Neural Transmission, 2 (1990): 327, DOI: 10.1007/BF02252926.
18 G. Bartzokis et al., “Brain Ferritin Iron as a Risk Factor for Age at Onset in Neurodegenerative Diseases,” Annals of the New York Academy of Sciences, 1012, (2004): 224–36, DOI:10.1196/annals.1306.019.
19 S. Ayton et al., “Ferritin Levels in the Cerebrospinal Fluid Predict Alzheimer’s Disease Outcomes and Are Regulated by APOE,” Nature Communications, 6 (2015): 6760, DOI: 10.1038/ncomms7760.
20 W. Z. Zhu et al., “Quantitative MR Phase-Corrected Imaging to Investigate Increased Brain Iron Deposition of Patients with Alzheimer’s Disease,” Radiology, 253 (2009): 497–504, DOI: 10.1148/radiol.2532082324.
21 A. A. Alkhateeb, J. R. Connor, “The Significance of Ferritin in Cancer: Anti- Oxidation, Inflammation and Tumorigenesis,” Biochimica et Biophysica Acta, 1836, n. 2 (dicembre 2013): 245–54, DOI: 10.1016/j.bbcan.2013.07.002.
22 J. I. Wurzelmann et al., “Iron Intake and the Risk of Colorectal Cancer,” Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention, 5, n. 7 (luglio 1, 1996): 503–7. PMID: 8827353.
23 Y. Deugnier, “Iron and Liver Cancer,” Alcohol, 30, n. 2 (2003): 145–50.
24 L. R. Zacharski et al., “Decreased Cancer Risk after Iron Reduction in Patients with Peripheral Arterial Disease: Results from a Randomized Trial,” JNCI:Journal of National Cancer Institute, 100, n. 14 (2008): 996–1002, DOI: 10.1093/jnci/djn209.
25 L. Valenti et al., “Association between Iron Overload and Osteoporosis in Patients with Hereditary Hemochromatosis,” Osteoporosis International, 20, n. 4 (aprile 2009): 549–55, DOI: 10.1007/s00198-008-0701-4.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Nutrire l’intestino

Occorre capire che mangiamo per nutrire le cellule.

Le cellule di tutti i mammiferi necessitano delle stesse cose: Ammino acidi essenziali (EAAs) che ricaviamo dalle proteine. queste sono in tutti gli alimenti per cui li ricaviamo nello stesso modo. Altro nutriente sono gli acidi grassi a corta catena (SCFAs), questi li ricaviamo in modo diverso a seconda della specializzazione alimentare.

Ovvero si sono realizzati impianti digestivi diversi per ottenere lo stesso risultato partendo da alimentazioni diverse. Il sistema digerente dei carnivori predatori è costituito per un 60% dallo stomaco, segue un corto tenue e un corto colon (10%).

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Questi animali si nutrono solo di carne grassa, mangiano un 70% di grassi, che il loro stomaco a capace a tagliare a pezzetti ottenendo così gli SCFAs. I carnivori necrofagi mangiano la carne lasciata attaccata all’osso dai predatori, ma dopo che è stata digerita (putrefatta) da batteri ambientali.

Quindi quando chiedete al macellaio la carne magra, mangiate una carne che nessun carnivoro sulla Terra gradirebbe. E noi deriviamo dai frugiferi.

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Questi animali hanno uno stomaco che costituisce il 15% del sistema digerente (vs un 60% dei carnivori), in compenso hanno un colon che rappresenta un 60% del sistema, vs il 10% dei carnivori.

Nel colon vivono batteri capaci di trasformare le fibre della frutta in SCFAs, che sono il nutriente delle cellule intestinali e da quello che avanza il fegato è capace d realizzare quello che serve alle altre cellule: zuccheri, chetoni, acidi grassi mono- e poli-insaturi.

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Per questi animali è importante mantenere il colon popolato dai batteri buoni, quelli dalle uova d’oro, se questi diminuiscono, aumentano altri incapaci di produrre gli SCFAs, magari producono gas che provocano reflussi, gonfiori, meteorismi, che ci danno fastidio, ma il grave è che abbiamo ridotto quelli capaci di fornire nutrimento alle ns cellule.

Poi l’uomo è diventato onnivoro e ha ridotto l’intestino per ridurre il tempo di contatto di nuovi agenti patogeni verso i quali l’impianto non era stato progettato.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Questo è stato determinante per diventare quello che siamo. Infatti gli organi che consumano più energia sono cervello e intestino, quindi riducendo l’intestino gli ha permesso di aumentare il cervello.
MA ha ridotto maggiormente il colon, che è diventato un 20%, dal 60% che era, solo 2 volte quello dei carnivori, a cui non serve.

Lo stomaco è rimasto lo stesso 15% dei frugiferi. In millenni di evoluzione ha trasformato un motore agricolo, poco performante, ma molto robusto, in un motore da F1, elevate prestazioni ma molto delicato.

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Questa lenta modifica è stata ottenuta grazie all’esposizione a cibi più complessi, lo stesso che avviene durante lo svezzamento, che è il periodo in cui l’intestino matura veramente. Possiamo quindi considerare il cibo come pesi di un bilanciere, dopo che lo abbiamo rinforzato con lo svezzamento, occorre mantenerlo allenato.

Diete troppo povere di cibo complesso lo indeboliscono. La dieta ottimale è nutrire i batteri dalle uova d’oro, quindi introdurre tanta fibra, e se guardiamo cosa sono questi SCFAs, possiamo dare da mangiare direttamente alle cellule intestinali.

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Infatti i batteri buoni fermentano le fibre producendo acido butirrico (BURRO) e acido acetico (ACETO). Introducendo questi alimenti nella dieta possiamo nutrire la parte alta dell’intestino dove ci sono i villi e il sistema immunitario.

Poi dobbiamo mantenerlo allenato esponendolo a cibo complesso, con la stessa regola con cui un sollevatore di pesi si mantiene in esercizio.

Prof. Paolo Mainardi

Il succo d’aglio

Metaforicamente parlando, l’aglio già di per sé è abbastanza cattivo

e il succo può addirittura causare un devastante ostracismo sociale per chi lo beve. Eppure fa molto bene se la persona è abbastanza forte psicologicamente da superare l’handicap sociale e se ha un intestino abbastanza robusto da sopportare quel disagio che accompagna la rapida pulizia dell’organismo.

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L’aglio è ricco di oli di senape e questo, insieme alla combinazione di elementi depurativi che lo compongono, ha un effetto estremamente benefico sull’intero organismo, dalla stimolazione dell’appetito alla secrezione dei succhi gastrici, fino all’induzione della peristalsi e all’azione diuretica.

Gli eteri nel succo di aglio sono così potenti e penetranti che aiutano a sciogliere i depositi di muco nelle cavità nasali, nei condotti bronchiali e nei polmoni.

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Aiutano l’essudazione dei veleni dal corpo attraverso i pori della pelle, tanto da indurci a pensare che forse l’effluvio di questo vegetale è migliore di quello dei veleni che si accumulano dentro di noi. Il succo di aglio si è anche dimostrato molto efficace nell’eliminazione dei parassiti intestinali.
 
Può aiutare ad alleviare la dissenteria e la dissenteria amebica risponde non meno degli altri tipi di disturbo. Parassiti e germi comunque, sia che si tratti di ameba che di altro, non possono vivere a meno che non trovino il nutrimento che permette loro di prosperare.
 
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Se gli organi escretori sono pieni di materia di rifiuto putrefatta, naturalmente i germi saranno presenti a milioni e se si aggiunge altra sostanza di rifiuto mangiando ogni giorno carne, cibi inorganici e assumendo farmaci, quei germi e quei parassiti saranno nel loro elemento, si propagheranno e si moltiplicheranno.
 
È un ambiente meraviglioso per i germi, ma tragico per i pazienti. E il succo di aglio aiuta a eliminare molti di questi problemi, anche se per rimuovere le cause dobbiamo fare molto di più.
 
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I lavaggi intestinali con irrigazioni del colon e i clisteri si sono dimostrati essenziali fino a che la materia di rifiuto non sia stata eliminata. In molti casi la dieta è stata programmata in modo che il cibo fosse assimilato più completamente possibile con la minore percentuale possibile di accumulo di rifiuti nel corpo.
 
I risultati sono stati ottenuti grazie a grandi quantità e varietà sufficienti di succhi vegetali freschi e crudi che hanno integrato una dieta a base di cibi crudi ben bilanciata.
 
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Per preparare il succo di aglio non è possibile usare la solita macchina per i succhi perché, una volta utilizzata, sarebbe praticamente impossibile togliere l’odore per giorni e giorni e qualsiasi succo preparato con quella macchina avrebbe il gusto dell’aglio!
 
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La Dieta Anti – Candida intestinale 

Come abbiamo visto l’era degli antibiotici e degli steroidi ha fornito ai lieviti e alle muffe una grande opportunità di crescita.

Questi micro-organismi hanno sempre vissuto nel nostro organismo, ma se in individui sani il loro numero viene tenuto a bada dalla flora benefica dell’intestino e non provocano alcun danno, quando questa viene distrutta o compromessa da antibiotici o dallo stile di vita, i lieviti prendono il sopravvento e da innocui diventano una minaccia temibile.

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Una particolare famiglia di lieviti, la candida, è al centro dell’attenzione.

Candida è un fungo che in casi patogeni causa una serie di malattie degenerative come Sclerosi Multipla, la Sindrome da Fatica Cronica, Fibromialgia e disordini neurologici, per menzionarne solo alcune.

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Quando la crescita di candida è sproporzionata la produzione di alcol e acetaldeide, due tra le tossine più pericolose, raggiunge livelli critici. I bambini autistici, quasi senza eccezione, sono affetti da questo temibile fungo. Siccome candida si nutre di zuccheri, la dieta anti-candida [si intende una qualsiasi dieta anti-candida] si propone di eliminare tutti gli alimenti che li contengono anche in minima misura.

Si cerca di far morire candida di fame togliendo zucchero, fruttosio, maltosio, lattosio, sciroppo d’acero e miele.

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La frutta viene tolta perché contiene zuccheri, anche se questi sono zuccheri semplici. La crescita eccessiva di candida, poi, può favorire allergie ad altri funghi e muffe; allora anche tutti gli alimenti fermentati vengono tolti: lievito e alimenti lievitati come il pane, tutte le bevande fermentate come l’aceto, la birra, tè e caffè, frutta secca e succhi di frutta, funghi ecc.

Ma i cereali e gli amidi non vengono esclusi dalla dieta, anzi si consiglia il granturco, grano saraceno, miglio, riso, patate e così via. Ma proprio qui sta il problema, vediamo perché. La candida non è mai sola nel nostro sistema digestivo, ma vive in compagnia di qualcosa come 500 specie di altri batteri potenzialmente patogeni.

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Quando si analizza la flora di un paziente autistico, oltre al a candida si trovano anche altri patogeni, quel i appartenenti alla famiglia dei clostridi ad esempio sono tra i più comuni. Questi due gruppi sono i principali responsabili del a permeabilità dell’intestino e capaci di impedire agli enterociti la funzione di scomposizione dei carboidrati in molecole più piccole e assimilabili.

Il risultato è che i carboidrati complessi, quelli che si trovano nei cereali e negli amidi, non vengono digeriti e diventano invece cibo per i patogeni. La conseguente permanenza e fermentazione nell’intestino ne aumenta il danno delle pareti e ne peggiora l’infiammazione e le reazioni autoimmunitarie.

La maggioranza dei patogeni: batteri, funghi, protozoi e vermi, si nutrono di questo materiale non digerito.

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La dieta anti-candida associata a quella GFCF, e spesso anche quella priva di fenoli, viene incoraggiata per i bambini autistici. In pratica la dieta di questi bambini si riduce a molto riso, patate, pane e pasta senza glutine. Purtroppo però anche con questi alimenti l’intestino rimane infiammato, in altre parole permane la tossicità che li rende autistici, così come persistono altre patologie infiammatorie sia nell’intestino che nei vari organi.

Ma allora cosa non devono mangiare questi bambini e adulti affetti da problemi infiammatori al Microbioma?

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Prima cerchiamo di capire come il cibo viene assorbito dal nostro corpo. L’assimilazione avviene nel tenue, principalmente nel duodeno e nel digiuno [medio tenue], le pareti del quale sono ricoperte dai villi, piccole protuberanze che esistono proprio per aumentare la superficie di assorbimento.

Questi villi sono ricoperti di cellule chiamate enterociti che sono poi le vere responsabili dell’assimilazione dei nutrienti. La loro importanza è a dir poco vitale. Gli enterociti nascono alla base dei villi e viaggiano verso la loro cima dove poi muoiono. Il veloce arco di vita di queste cellule è regolato dalla flora batterica benefica.

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Come abbiamo già detto in un capitolo precedente, la flora garantisce che gli enterociti siano in ottima salute e in grado di fare il loro lavoro. Gli enterociti assorbono i nutrienti in questo modo:

• Carboidrati.

I carboidrati sono composti di molecole chiamate Monosaccaridi. Ce ne sono molti, i più comuni sono il Glucosio, Fruttosio e Galattosio. I monosaccaridi sono abbondanti nella frutta e sono anche gli ingredienti del miele, per questi alimenti quindi non è necessaria una vera e propria digestione.

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Il galattosio lo si trova nei latticini acidi come lo yoghurt. I monosaccaridi sono quindi i carboidrati più facili da digerire e la dieta di chiunque abbia difficoltà digestive ne dovrebbe essere piena. I prossimi carboidrati sono i Disaccaridi, composti cioè di due molecole di monosaccaridi. I disaccaridi più comuni sono il saccarosio (lo zucchero da tavola), il lattosio e il maltosio prodotto dalla digestione dell’amido.

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Questi doppi zuccheri mettono a dura prova gli enterociti che devono prima scomporli in monosaccaridi per poterli assimilare. Questa operazione costituisce uno dei principali problemi per le persone GAPS. Gli enterociti, messi fuori combattimento dai patogeni, non hanno la capacità di scomporre i disaccaridi che rimangono nell’intestino a nutrire la candida. I disaccaridi devono essere esclusi dalla dieta dei bambini autistici o da intestino permeabile.

Il maltosio è un sotto-prodotto della digestione degli amidi, come le patate, e le sue enormi molecole sono praticamente una lunghissima catena di monosaccaridi. La digestione degli amidi richiede uno sforzo anche per gli organismi sani e in parte rimangono non digeriti, altro nutrimento per candida.

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Quelli che vengono invece digeriti producono maltosio: un altro disaccaride che come ormai sappiamo deve essere scomposto in monosaccaridi dagli enterociti.
Anche in questo caso per privare i patogeni di nutrimento, gli amidi dovrebbero essere eliminati dalla dieta dei bambini autistici e non.

Non preoccupatevi, una volta che le funzioni intestinali saranno ristabilite, questi alimenti potranno essere reintrodotti nella dieta di vostro figlio senza effetti negativi. Tuttavia niente in natura è bianco o nero, alcuni frutti contengono il disaccaride saccarosio, soprattutto quelli non maturi, meglio quindi far mangiare frutta ben matura.

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Molta frutta e verdura contengono saccarosio e amido, ma la quantità è minima paragonata a quella di cereali e verdure amidacee. Anche se l’intestino è irritato riesce ad affrontare queste piccole quantità.

• Proteine.

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Come risultato della digestione avvenuta nello stomaco da parte dell’enzima pepsina e nel duodeno da parte degli enzimi pancreatici, le proteine arrivano agli enterociti in forma di peptidi. I peptidi sono catene proteiche composte da amminoacidi che non possono essere digeriti e assimilati finché non siano scomposti in singoli amminoacidi, operazione eseguita, ancora una volta dagli enterociti che producono enzimi chiamati

Peptidasi.

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Conosciamo già due proteine che non possono essere scomposte dai bambini autistici: il glutine e la caseina che rimangono appunto in forma di peptidi. Le proteine migliori e più facilmente digeribili da questi bambini sono pertanto quelle delle uova, della carne e del pesce.

Anche la loro cottura è importante: bollite, stufate e in camicia (per le uova), piuttosto che fritte, arrosto o alla brace, è il modo migliore per fornire proteine essenziali per i nostri figli.


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Le uova sono un pozzo naturale di nutrimento, contengono proteine nobili, molte vitamine del gruppo B, zinco ed altre sostanze utili. A meno che il paziente non abbia una particolare allergia, le uova avranno un ruolo importante nel a dieta.

• Grassi.

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Per essere assimilati i grassi richiedono l’intervento della bile. Gli enterociti non hanno un gran ruolo nella loro digestione e assimilazione. Ecco perché la pratica clinica dimostra che persone affetti da disturbi digestivi tollerano bene i grassi.

Per un paziente con flora compromessa però abbiamo un problema. Il rivestimento dell’intestino è una membrana mucosa. Qualunque mucosa, quando aggredita, produce una enorme quantità di muco come difesa, cosa che, in questo caso, interferisce con la digestione del cibo, inclusi i grassi.

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Il muco riveste completamente il cibo e non permette che la bile o gli enzimi digestivi possano raggiungerlo. Come risultato i grassi non vengono digeriti, ma espulsi con le feci che spesso hanno un colore pallido. Questo difficile assorbimento dei grassi ha come conseguenza che le vitamine solubili nei grassi [liposolubili] come la A, la E, la D e la K non vengano assimilate.

L’esperienza clinica dimostra che quando gli amidi e i disaccaridi vengono sospesi per un periodo abbastanza lungo, la produzione di muco si normalizza e l’assimilazione dei grassi migliora.

Per riassumere, un bambino autistico o da infiammazione del Microbioma deve evitare:


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1. Cereali: grano, riso, orzo, mais, miglio, tapioca, grano saraceno, farro, sorgo, quinoa (alcuni non sono strettamente cereali, ma siccome sono comuni li ho elencati qui). Questo toglierà molti amidi e tutto il glutine.
2. Amidi: patate e tutto ciò che le contiene, maranta, pastinaca, rutabaga [o navone – brassica napus]. Ceci, fave, piselli, soia, fagioli amidacei.
3. Zuccheri: tutti e tutto ciò che li contiene, [compresi aspartame, neurotossico e xilitolo, sospetto perché prodotto con nickel] [per metabolizzare una molecola di zucchero bianco si impiegano 56 molecole di magnesio]. Zuccheri consentiti sono quelli della frutta e del miele
4. Latte: e tutto ciò che lo contiene, inclusi gli yogurt commerciali.
5. Soia: niente soia. Quello della soia è diventato un affare troppo lucroso e basta guardare a come viene prodotta per far passare la voglia a qualsiasi genitore di inserirla nella dieta del proprio figlio.

Latte Di Soia, Soia, Organici, Seme, Sano, Bevande

Praticamente tutta la soia usata dall’industria alimentare è geneticamente modificata. La fibra viene tolta mettendo i semi a bagno in soluzione acida in vasche di alluminio. L’acido fa passare l’alluminio nei semi e questo metallo è stato ufficialmente riconosciuto come principale responsabile dell’Alzheimer.

L’uso di soia nella dieta di una persona GAPS inibirebbe ulteriormente la funzione tiroidea, già compromessa in quasi tutti i soggetti autistici.
Ma non basta: la soia si lega con calcio, magnesio, ferro e zinco impedendone l’assimilazione e deve essere esclusa. Per un elenco completo dei cibi da evitare consultate il capitolo “Cibi Permessi”.

Yogurt, Frutta, Vaniglia, Fragole, Cibo, Sano

Nessun cibo confezionato. I processi industriali aggiungono conservanti, coloranti, solventi, vitamine sintetiche, “aromi naturali”, additivi chimici ed esaltatori di sapore per compensare tutto ciò che è stato tolto durante la lavorazione che priva i cibi di praticamente qualsiasi valore nutritivo.

È stato provato in laboratorio come molte di queste sostanze chimiche siano cancerogene e contribuiscano ad aggravare i danni neurologici.


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Il corpo umano riconosce ed assimila solo le vitamine naturali, quelle sintetiche passano nell’organismo senza apportare grandi benefici. Inoltre l’industria alimentare non è obbligata ad elencare ingredienti già trasformati da terze parti, quindi leggere l’etichetta non sempre è garanzia che quello dichiarato sia il reale contenuto del prodotto.

È stato effettuato un interessante esperimento sui cereali per la prima colazione.

Cereali, Cibo, Grano, Sano, Fibre, Avena

Un laboratorio ne ha analizzato alcune marche concludendo che la scatola, fatta di pasta di legno, aveva nutrienti più utili dei cereali che conteneva. Due parole sulle farine commerciali senza glutine per celiaci e bambini autistici e non. Praticamente nessuno di noi compra il frumento e poi lo usa, magari macinandolo per farci il pane.

La farina arriva ai forni in sacchi preconfezionati con miscele diverse a seconda del loro uso: per farne pane, biscotti o altri prodotti.

Cereali, Prima Colazione, Pasto, Cibo, Ciotola

Queste farine sono “arricchite” con conservanti per durare più a lungo, pesticidi per evitare la contaminazione di insetti, sostanze che impediscono che la farina assorba umidità e sbiancanti per dargli un colore rassicurante. A questo punto viene tolto il glutine con un altro processo chimico.

Il rischio è troppo alto.


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Tutti i cibi della dieta di una persona GAPS, sia cioè iperattivo, dislessico, disprassico, asmatico o autistico, devono essere naturali, acquistati freschi e cucinati a casa, non potete fidarvi di alcun cibo proveniente dall’industria alimentare, vostro figlio è in uno stato troppo sensibile per essere messo in mani che non siano le vostre.

Natasha Campbel McBride
Sindrome dell’intestino e della psiche
Trattamenti naturali per autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia e depressione, disbiosi, e patologie del microbioma intestinale

ECN

Prezzemolo 

Anche se tecnicamente andrebbe annoverato tra le erbe aromatiche,

il prezzemolo forma una categoria a sé per la sua capacità alcalina. Dovresti sapere che quando il corpo diventa acido può sviluppare delle malattie. Ebbene, sui banchi della frutta e della verdura il prezzemolo dovrebbe essere esposto con il cartello “alcalinizza il corpo più di qualunque altra cosa”.

Pomodoro, Verdure, Prezzemolo, Mangiare

Di solito, infatti, i cibi con queste proprietà favoriscono l’alcalinità in uno o due apparati, senza incidere sull’acidità degli altri; se usato regolarmente e in modo appropriato, il prezzemolo invece può alcalinizzare l’intero organismo. Il merito delle sue proprietà alcalinizzanti si deve per lo più ai sali minerali, che si legano agli acidi improduttivi del corpo per espellerli.

Proprio per questo il prezzemolo è un cibo efficace per prevenire e affrontare ogni tipo di infiammazione.

Coriandolo, Erbe, Cibo, Verde, Cucina, Piatto

Il prezzemolo è un antipatogeno dalle molte funzioni, in quanto tiene alla larga batteri, parassiti e funghi. È ottimo per le affezioni che colpiscono la cavità orale, come malattie delle gengive, caduta dei denti e secchezza delle fauci, perché impedisce la crescita di microrganismi nocivi in quest’area. È anche un potente rimedio contro il DDT che si annida a tua insaputa nel corpo danneggiandoti.

Il prezzemolo è ricco di sostanze nutritive, tra cui vitamine del gruppo B come l’acido folico, coenzimi derivanti dalla B12 e vitamine A, C e K. Grazie al suo apporto di magnesio, zolfo, ferro, zinco, manganese, molibdeno, cromo, selenio, iodio e calcio è altamente rimineralizzante.

Mortaio, Schiacciato, Mano, Ciotola, Contenitore

Il prezzemolo è quasi un cibo selvatico, in quanto non ha bisogno di molte cure per sviluppare le sue proprietà, e sopporta il freddo, il che significa che ha una natura adattogena:

quando lo mangi, il prezzemolo ti trasmette la sua volontà di sopravvivere e prosperare. È un’erba eccellente per fare il pieno di energie se ti senti svuotato ed esaurito e, come la radice di liquirizia, dovrebbe essere considerato uno dei migliori cibi per supportare le ghiandole surrenali, anche se di solito non viene menzionato.

MALATTIE
Succo Verde, Cavolo, Apple, Verde, Sedano, Prezzemolo

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il prezzemolo nella tua vita.
Tutti i tipi di cancro (specialmente quelli ematici, come il mieloma multiplo), lesioni alla cartilagine, fobie, ansia, depressione, malattie delle gengive, problemi alle ghiandole salivari, mughetto, affaticamento surrenale, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, SLA, emicrania, malattie della tiroide, infezioni alle vie urinarie, morbo di Addison, morbo di Parkinson, demenza, morbo di Alzheimer, artrite, arteriosclerosi, fibrillazione atriale, malattie cardiovascolari, broncopneumopatia cronica ostruttiva, disturbi del sistema endocrino, epatite C, HIV, disturbo bipolare, malattia di Lyme, disturbo narcisistico della personalità, steatosi epatica, tigna, sindrome di Sjögren.

SINTOMI
Cuoco, Le Erbe, Erbe Culinarie, Erba Cipollina

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il prezzemolo nella tua vita.
Nausea, stordimento, capogiri, acidosi, perdita dell’olfatto, perdita del gusto, malessere, dolori addominali, tremori, dolori alle gengive, secchezza delle fauci, mal di testa, accumulo di peso, sangue dal naso, caduta dei denti, recessione gengivale, carie, tutti i sintomi neurologici (anche formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, nevralgie e oppressione al torace), carenza di minerali (anche di oligoelementi), sensibilità alle sostanze chimiche, infiammazioni all’utero, alle ovaie e/o alle tube di Falloppio, perdita della memoria, problemi di circolazione, pre-steatosi epatica, fiato corto, lesioni al cervello, lesioni spinali, mal di denti.

SUPPORTO EMOTIVO
Quando avverti una forte instabilità emotiva, chiedi aiuto al prezzemolo.

Bruschetta, Pane, Baguette, Pomodori, Basilico, Cipolla

Quest’erba cresce in modo tale che i gambi e le foglie esterni maturino per primi, mentre al centro continuano a svilupparsi quelli nuovi; per questo è un’erba in grado di offrirti una centratura. Se hai la sensazione di essere trascinato sulle montagne russe emotive di qualcun altro, offrigli una pietanza contenente del prezzemolo; noterai che quando una persona consuma quantità sufficienti di quest’erba raggiunge un maggior equilibrio senza abusare del tuo.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Troppe persone si perdono i benefici del prezzemolo perché non ne amano il sapore.

Funghi, Fungo Bianco, Commestibile, Impianto

Spesso, se una cosa non ci piace, tendiamo a evitarla, pur sapendo che ci farebbe bene.
Quali esperienze, conversazioni, situazioni, responsabilità e azioni stai evitando, anche se sai per certo che potrebbero aiutarti?
Quali lezioni preziose ti stai perdendo?
Quali benefici potresti ottenere se accantonassi la tua iniziale avversione e cambiassi approccio, considerando una cosa apparentemente sgradevole come un’opportunità?

SUGGERIMENTI
Sardine, Di Pesce, Pranzo, Sano, Piastra, Delizioso

Un modo eccellente per gustare il prezzemolo e ottenerne i benefici è centrifugarlo insieme al sedano.

I sali minerali di queste erbe lavorano in coppia: quelli del prezzemolo si legano ad acidi come l’acido lattico e li fanno defluire dal corpo, mentre quelli del sedano si legano ad altre tossine contribuendo nel frattempo a formare e a nutrire neurotrasmettitori chimici (di cui esistono molte varietà non ancora documentate dalla scienza).

Barbabietola Rossa, Insalata, Insalata Mista

Con il prezzemolo puoi preparare una tisana usandolo fresco o essiccato (anche se fresco è preferibile). Il processo d’infusione consente di estrarre al massimo gli oligoelementi e i composti fitochimici racchiusi in esso e di assimilarli.

Per avere il massimo beneficio, cerca il prezzemolo a foglie piatte (anche quello a foglie ricce è prezioso, quindi non rinunciarci se non trovi il primo tipo).
Abituati ad aggiungere il prezzemolo a qualunque piatto, anche se non ti piace; a un certo punto la routine prenderà il sopravvento e alla fine riuscirai a consumarlo regolarmente.

Lammkotelette, La Carne Di Agnello, Prezzemolo, Pesto

Se non ti piace, sperimenta vari modi di usarlo (nei centrifugati, trito nell’insalata, in un frullato mangia e bevi, nelle tisane e così via) finché non trovi quello giusto per te. Allora potrai incamerare le sostanze nutritive del prezzemolo e lasciare che elimini dall’organismo tutto ciò che non ti serve.

TABULÉ AL PREZZEMOLO
Per una/due porzioni

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Quest’insalata è il perfetto complemento di un pasto consumato in compagnia di amici e parenti. Si sposa perfettamente con l’hummus e i cavolfiori arrostiti. Di solito il tabulé si mangia dentro tenere foglie di lattuga: servilo in una ciotola capiente e usa le mani per prelevarlo insieme alla lattuga.

Goditi la tradizione della tavolata raccolta intorno a questo bellissimo piatto.
¼ di tazza di mandorle
4 tazze colme di prezzemolo
⅛ di tazza scarsa di foglie di menta
2 tazze di pomodori in quarti
2 tazze di cetrioli in quarti
½ tazza di cipolla rossa a pezzetti
¼ di cucchiaino di sale marino
1 cucchiaino di olio d’oliva
½ limone spremuto

Gnocchi Di Pane, Raw, Knödlbrot, Rotolo, Gnocco

Trita grossolanamente le mandorle in un robot da cucina e tienile da parte. Metti il prezzemolo nel robot e tritalo finemente, poi tienilo da parte. Metti i restanti ingredienti nel robot e sminuzzali finché sono ben amalgamati. Trasferisci il composto in una grossa ciotola. Aggiungi il prezzemolo e le mandorle e mescola. Servi il piatto e gustalo!
by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

La questione della fibra nel crudismo

Asse Intestino – Cervello

Per quanto una dieta crudista possa spesso essere benefica non è sempre detto che essa sia la migliore opzione per guarire da una condizione patologica. Infatti nel caso in cui sia presente una disbiosi intestinale, soprattutto nella prima fase del percorso di guarigione l’assunzione di cibi ricchi di fibra può creare dei problemi.

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In condizioni di salute ottimale infatti le fibre vengono utilizzate dai batteri benefici presenti nel nostro intestino i quali, come scrive la dottoressa Campbell-McBride nel suo libro “La Sindrome Psico-Intestinale”:

se ne nutrono, producendo tanti ottimi nutrimenti per la parete cellulare e per l’intero corpo, essi la utilizzano nell’assorbimento delle tossine, l’attivano per prendere parte nel metabolismo dell’acqua e degli elettroliti, per riciclare gli acidi della bile ed il colesterolo, etc.

Verdure, Broccolo, Dieta, Fibra, Cibo, Fresco, Verde

Ma quando mancano o sono scarsi questi batteri benefici, e prendono il sopravento invece i microbi patogeni succede che:

la fibra stessa diventa pericolosa per il sistema digestivo, fornendo un ottimo habitat per i batteri patogeni ed aggravando l’infiammazione della parete intestinale. Questo avviene quando i gastroenterologi devono raccomandare ai loro pazienti una dieta povera di fibre.

Cereali, Prima Colazione, Pasto, Cibo, Ciotola

Di conseguenza la presenza della fibra alimentare da sola, senza i batteri benefici presenti nell’intestino, può non essere più tanto buona per la nostra salute.
Di conseguenza fino a quando non si ristabilisce, almeno parzialmente, una microflora equilibrata nel nostro intestino, i cibi fibrosi, per quanto possano essere crudi e quindi pienamente vitali, ricchi di enzimi benefici, sarebbero da evitare.

A mano che si utilizzino dei Pre/Probiotici umani enzimi e depurativi contestualmente per limitare anche i disagi dovuti al cambiamento e alla depurazione.

Risultati immagini per verdura e frutta crudi

Come fare allora ad evitare di assumere la fibra se si vuole ugualmente basare la propria alimentazione su cibi vegetali?

I metodi sono due ovviamente: l’uso di succhi di frutta e verdure fatti in casa (possibilmente realizzati con un buon estrattore e non con una centrifuga, in modo da danneggiare il meno possibili tutti i principi nutrienti dei cibi freschi), la cottura della verdura (e persino della frutta talora).

Prima Colazione, Muesli, Sano, Grano, Bacca, Cibo

Sia la dottoressa Campbell che il dottor Gerson (il medico che ideò il famoso metodo di cura per il cancro, la tubercolosi e molte altre malattie, che poi da lui prese il nome) si esprimono in tal senso; l’importante è non buttare via l’acqua di cottura, che è ricca di minerali e altre sostanze nutritive.

Si potrebbe anche cucinare la verdura a vapore, ma una parte di queste sostanze finiscono ugualmente per essere perse (non per niente Gerson sconsigliava la cottura a vapore). È il caso di puntualizzare qui che gli estrattori che rispondono alle specifiche del dottor Gerson sono pochi e molto costosi, e sono reperibili solo ordinandoli dall’estero.

Verdure, Carota, Cibo, Sano, Dieta, Verde, Nutrizione

È da notare che anche la scuola della dottoressa Kousmine consiglia di iniziare un percorso curativo con una settimana a base di frutta cruda o succhi di frutta freschi fatti in casa (accompagnati da clistere ogni sera e successiva somministrazione rettale di vitamina olio di semi di girasole spremuto a freddo ricco di vitamina F).

In ogni caso è facile accorgersi se e quando e quanto la fibra sia tollerata:

se (pur avendo limitato la propria dieta ad alimenti senza carboidrati, senza zucchero e senza amidi “pane, pizza, pasta, frumento, patate, legumi riso”) i sintomi digestivi di cui si soffriva invece che placarsi hanno una piccola o grande recrudescenza è segno che la fibra non è ancora bene tollerata.

Carote, Cestino, Verdure, Mercato, Cibo

Dopo i primi entusiasmi per l’adozione di una dieta quasi completamente crudista mi sono reso conto che un po’ di verdura bollita può in certi casi essere molto meglio dell’assunzione di cibi crudi ma fibrosi, e che mangiare la frutta senza buccia e semi può in certe circostanze essere benefico.

Se poi risulta noioso fare continuamente spremute di frutta e verdura l’assunzione di verdura (e frutta) bollita non è da disprezzare (ma tenete a mente che seguire il protocollo Gerson significa che, soprattutto per le prime 6 settimane occorre preparare un succo di frutta e verdura ogni ora).

Frutta, Pera, Cestino Di Pere, Sweet, Bio, Mercato

Detto questo sottolineo che il metodo della dottoressa Campbell (mirato a guarire la disbiosi intestinale), quello del dottor Gerson (mirato soprattutto alla cura tubercolosi, cancro ed altre malattie degenerative) e quello della dottoressa Kousmine sono nettamente differenti tra di loro.

Basti pensare che alla dieta ricca di grassi e di proteine della dottoressa Campbell si contrappone una dieta con pochissime proteine vegetali e quasi senza grassi del dottor Gerson (secondo costui una dieta – almeno temporaneamente – povera di proteine, senza sodio e con molto potassio agevola l’eliminazione del sodio in eccesso dal nostro corpo ripristinando lo stato di salute delle singole cellule e contribuendo alla guarigione).

Asparagi, Broccolo, Ciliegia, Fibra, Cibo, Fresco

Tutti e tre i medici summenzionati (soprattutto Gerson e Kousmine) prevedono come parte più o meno importante del percorso curativo l’utilizzo degli enteroclismi, che hanno la funzione di rimuovere dal colon la materia fecale che a volte resta attaccata alle sue pareti divenendo un ricettacolo di microbi patogeni e di parassiti, e intossicando il corpo stesso; il dottor Gerson consiglia l’utilizzo di clisteri al caffè che secondo lui hanno la virtù di accelerare i processi di depurazione che hanno luogo nel fegato.

Verdure, Una Sana Alimentazione, Cucina, Cibo, Mangiare

La dottoressa Campbell oltre a considerare positivamente l’effetto disintossicante degli enteroclismi li consiglia particolarmente per risolvere i problemi di costipazione, abbinandoli ad una dieta che risolva il sottostante problema della disbiosi intestinale; una sua innovazione è stata l’aggiunta di probiotici all’enteroclisma che forniscono batteri benefici al colon per via diretta.

A tal fine si possono aggiungere all’acqua dell’enteroclisma degli integratori di fermenti lattici in polvere (che non contengano eccipienti di nessuna sorta e che abbiano i Bifidobatteri come specie predominante) o dello yogurt (o siero derivato dalla preparazione dello yogurt stesso); ovviamente lo yogurt andrebbe utilizzato solo se e quando l’organismo lo tollera anche per via orale.

Maitake

È un fungo basidiomicete che cresce sui tronchi del castagno nelle zone temperate.

Specie: Grifola frondosa (Dicks) Gray Famiglia: poliporaceae Droga: il carpoforo. È un buon commestibile se raccolto da giovane ma è più interessante per le sue proprietà salutistiche.

Risultati immagini per Grifola frondosa
 
La parte aerea sporifera (carpoforo) è ricca di polisaccaridi (soprattutto 1,3 e 1,6 betaglucani) responsabili di attività immunostimolanti attraverso un meccanismo di attivazione dei macrofagi, dei linfociti T e di altri fattori immunitari,
 
stimola la maturazione, la differenziazione e la proliferazione delle cellule linfoidi e attiva le cellule natural Killer, tramite la modulazione dei livelli di TNF (tumor necrosis factor) e interleuchine.
 
Sangue, Cellule, Red, Medico, Medicina, Anatomia
 
Questi composti hanno spinto molti studiosi a valutarne l’attività nella prevenzione e come coadiuvante delle neoplasie.
 
Contiene anche lipidi (acido decanoico e ottadecanoico) e fosfolipidi probabilmente coinvolti nei processi di adattogenesi dell’organismo. I betaglucani sono anche coinvolti nel metabolismo del glucosio nel sangue conferendo un’azione ipoglicemizzante.

 

Koli Batteri, Escherichia Coli, Batteri, Malattia

 
È un raro fungo d’albero che cresce nel nord del Giappone. Il suo nome botanico é Grifolia frondosa, e, data la sua rarità e la sua efficacia, é piuttosto costoso. Studi condotti da un microbiologico giapponese hanno dimostrato che il Maitakè, grazie ad un suo specifico componente, il D-glucano, rafforza le nostre difese immunitarie e protegge da virus e batteri.
 
Da circa venti anni, il Maitake è oggetto di attenti studi da parte della comunità scientifica. Il suo alto contenuto in beta glucani giustifica i suoi importanti effetti immunologici.
 
Agar, Terreno Fertile, Rosso, Cellule Del Sangue
 
Esso infatti è uno dei funghi più usati nella terapia delle neoplasie sia per le sue proprietà di stimolo diretto sulla funzione dei macrofagi, che per la sua azione citotossica specifica nei confronti delle cellule neoplastiche, oltre che per la straordinaria assorbibilità dei sui principi.

Sarebbe indicato infatti per la prevenzione di

Batteri, Microscopio Elettronico, Colorato, Verde

• influenza ed altri disturbi da raffreddamento, come mal di gola
• ipertensione
• diabete
• infezioni varie, tra cui quelle causate da herpes virus.
• protegge il fegato
• rinforza il sistema immunitario
• utile per combattere le fasi dell’invecchiamento
• agisce su diversi fattori impedendo l’insorgere o il progredire dell’arteriosclerosi
• ottimo nelle anemia
• ottima azione sui trigliceridi sanguigni
• prevenzione e salvaguardia delle T-Cells dall’azione del virus HIV
 
Difesa, Protezione, Minaccia, Sistema Immunitario
 
Il Maitake è ricco di amminoacidi essenziali, di vitamine e di minerali.
I risultati di test scientifici rivelano che 100g del prodotto asciutto contengono 22.75g di proteine, 23.58g gli amminoacidi, e la restante quantità divise in: vitamine C, vitamina E, A, B1 e B2 e selenio organico.

Burro di Cocco

Di tutti i “super alimenti” sul mercato, l’olio di cocco potrebbe essere il campione in carica con una lista infinita di benefici.

L’olio di cocco biologico ha effetti positivi per tutti i sistemi del corpo umano, molti dei quali sono stati testati e confermati dalla ricerca scientifica. Dalla cura della pelle alla perdita di peso, per l’equilibrio ormonale e acutezza mentale ecc

AUMENTO DI ENERGIA

A differenza di molti altri grassi saturi, l’olio di cocco è costituito principalmente di trigliceridi a catena media (dall’inglese MCT).

Questi grassi metabolizzano in modo molto diverso rispetto ai loro cugini a catena lunga, che si trovano in abbondanza in carne e latticini.

Noce Di Cocco, Dado, Conchiglia, Marrone, Polpa

Gli MCT digeriti non vengono memorizzati come grasso nel corpo umano. Invece, essi sono trasportati direttamente al fegato dove vengono rapidamente convertiti in energia.

Il consumo di circa due cucchiai di olio di cocco ogni mattina ha dimostrato di aumentare i livelli di energia in media del 5% in un periodo di 24 ore!

LOTTA ALL’INFEZIONE

Circa il 50% del contenuto totale di acidi grassi contenuti nell’olio di cocco è composto da acido laurico, ed è l’ingrediente principale che rende questo olio così sorprendente.

Tra tutti i suoi tanti benefici per la salute, l’acido laurico è un potente anti-microbico, uccide i virus, batteri, protozoi e funghi, sciogliendo le loro pareti cellulari.

L’aggiunta di una porzione al giorno o due di olio di cocco nella tua dieta può aumentare la resistenza del corpo alla malattia, migliorare la salute dell’apparato digerente, e anche aiutare a guarire le ulcere della mucosa dello stomaco.

NORMALIZZARE LE FUNZIONI CEREBRALI

Quando vengono digeriti, gli MCT viaggiano direttamente verso il fegato, dove vengono sintetizzati in corpi chetonici. Questi composti chimici hanno un effetto positivo su molti disturbi cerebrali, in particolare epilessia ed alzheimer (la forma più comune di demenza).

Elevate concentrazioni di chetoni nel sangue hanno dimostrato di ridurre le crisi epilettiche nei bambini con epilessia farmaco-resistente. I chetoni forniscono anche una fonte alternativa di energia per le cellule del cervello che hanno perso la capacità di elaborare il glucosio, una delle principali cause dell’ Alzheimer.

DIMINUIRE LA FAME

I corpi chetonici formati dagli MCT hanno il vantaggio di ridurre la fame e le voglie. Quando viene mangiato ogni giorno, una porzione o due di olio di cocco può essere uno strumento di provata efficacia per aiutare a sentirsi sazia più velocemente, evitare di mangiare troppo, e fare meno spuntini tra i pasti.

PERDITA DI PESO

Un consumo giornaliero dell’olio di cocco è stato dimostrato aiutare con la perdita di peso, in particolare intorno all’addome. Regolando l’appetito e migliorando la digestione, l’olio di cocco può rendere molto più facile ridurre l’apporto calorico giornaliero e perdere peso ad un ritmo sano.

Poiché aiuta a regolare naturalmente lo stato d’animo, l’olio di cocco può aiutare a sentirsi più motivati ed energici, è questo può anche aiutare con la perdita di peso.

Noce Di Cocco, Dado, Conchiglia, Marrone, Polpa

L’olio di cocco aiuta nel bilanciamento ormonale concorrendo così a ridurre stress e ansia – due delle principali cause di un eccessivo grasso della pancia.

Basta ricordarsi che l’olio di cocco è ad alto contenuto di calorie. Limitane il consumo ad uno o due cucchiai al giorno in modo da non sabotare inconsapevolmente i tuoi sforzi nella perdita di peso.

RIDURRE IL RISCHIO DI MALATTIE CARDIACHE

Ignora il vecchio mito che tutti i grassi saturi sono un male per la salute e una delle principali cause di malattie cardiache. L’olio di cocco è stato indicato per migliorare il colesterolo, agisce contemporaneamente aumentando i livelli di quello buono (HDL) e abbassando i livelli di quello cattivo (LDL).

Lo fa aiutando il corpo a convertire il colesterolo nel sangue in una forma utilizzabile, riducendo così l’accumulo di placca nelle arterie. Gli MCT nell’olio di cocco possono anche lavorare per ridurre i trigliceridi, migliorare la coagulazione del sangue, e svolgere funzioni antiossidanti nel sangue, diminuendo ulteriormente il rischio di malattie cardiache.

SALUTE DELLA PELLE

Ricco di vitamina E antiossidante, l’olio di cocco è un meraviglioso idratante naturale che può aiutare a guarire la pelle danneggiata, ridurre i segni dell’invecchiamento, rafforzare l’epidermide contro la cellulite, schiarire smagliature ed eliminare cheratosi pilare.

L’olio di cocco offre una protezione naturale dai raggi UV dannosi. Può anche essere usato per prevenire o guarire le infezioni della pelle microbiche e fungine, come quelle che causano o aggravano talloni screpolati e l’acne.

Applica l’olio vergine di cocco biologico direttamente sulla pelle per un’esperienza terapeutica rilassante che profuma anche in modo fantastico.

MIGLIORE ASSORBIMENTO DEI NUTRIENTI

Una volta ingerito, l’olio di cocco aiuta l’apparato digerente ad assorbire meglio le vitamine grasso-solubili A, D, E e K. Se stai prendendo supplementi per questi nutrienti, considera di ingogliarli con un cucchiaio di olio di cocco biologico.

Se l’idea di inghiottire un cucchiaio di olio ti fa rabbrividire, prova ad utilizzare l’olio di cocco al posto dell’olio d’oliva o del burro quando cucini o condisci le verdure ricche di vitamine.

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Si sposa in modo unico con molte verdure a foglia verde, anche perchè la struttura dei suoi grassi a catena media non si rompe quando esposta al calore.

L’olio di cocco è anche una deliziosa aggiunta agli alimenti da forno, frullati e dessert.

STABILIZZA LA TIROIDE E GLI ZUCCHERI NEL SANGUE

Gli MCT nell’olio di cocco contribuiscono alla conversione del colesterolo in pregnenolone – uno degli elementi costitutivi per la sintesi degli ormoni umani, come i responsabili della funzione della tiroide sana.

Una dose giornaliera di olio di cocco può anche aiutare l’organismo a utilizzare l’insulina in modo più efficiente e stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue.

Fonti: www.naturalmentemamma.it

La flora Intestinale

La flora intestinale, un organo dimenticato

Il termine flora è desueto, in quanto si riferisce alla botanica, il termine corretto è microbiota intestinale che per dimensioni e funzioni può essere considerato equivalente ad un organo (1)

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È costituito da circa 1012 batteri per g, 400-500 specie diverse, con un numero di geni da 50 a 100 volte il nostro genoma. Numericamente i batteri sono 10 volte superiori alla somma delle nostre cellule somatiche e germinali, complessivamente l’attività metabolica corrisponde a quella di un organo dentro un organo. (2)

Oltre ad essere numeroso, è un esercito estremamente addestrato in grado di assumere rapidamente risposte sincrone alle stimolazioni ambientali. Lo schema è quello del gioco “il dilemma del prigioniero”, ogni battere opera una scelta sulla base di quello che pensa sarà la scelta del suo vicino.

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A questo esercito affidiamo numerosi e complessi compiti essenziali per la nostra sopravvivenza.

Questo avviene durante il programma di sviluppo neonatale che rappresenta un graduale distacco del neonato dalla mamma. Infatti il latte materno sostituisce il cordone ombelicale nella duplice funzione di proteggere, prima, e, poi, nutrire il neonato .

Al momento della nascita l’intestino è completamente formato, ma sterile e completamente permeabile.

L’elevata permeabilità serve a permettere il passaggio dei fattori di crescita e degli anticorpi presenti nel colostro . Addirittura il colostro contiene degli inibitori delle peptidasi, per impedire una loro demolizione.

Vetro, Rovesciato, Cubetti Di Ghiaccio, Fiamma

Con il primo latte l’intestino viene infestato da miliardi di batteri, la Natura ha scelto di farli arrivare tutti, ma di selezionare quelli simbiotici da quelli disbiotici controllando le condizioni del terreno di arrivo, soprattutto il pH.

La sensibilità dei ceppi batterici al pH è dell’ordine del decimo di unità, variando il pH si modula la distribuzione dei ceppi batterici, favorendo quelli simbiotici o quelli disbiotici.

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Durante il programma di sviluppo l’intestino impara a proteggere il neonato, impara a produrre i propri anticorpi, i fattori di crescita, quindi, a poco a poco, la permeabilità si riduce non essendo più necessario fare entrare quelli della mamma.

E’ una fase molto delicata, il neonato impara gradualmente ad essere autonomo, soprattutto nella capacità difensiva.

È un’immagine molto bella: il distacco del neonato dalla mamma non avviene con il taglio del cordone ombelicale, ma è graduale, giorno dopo giorno grazie al colostro e al latte materno. In questa fase si ha una maturazione dell’intestino che si prepara ad una vita autonoma.

La maggiore maturazione intestinale avviene durante lo svezzamento, è in questa fase che l’intestino, esposto violentemente a molti antigeni, sviluppa le capacità difensive.

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Purtroppo diamo poca importanza all’allattamento al seno e allo svezzamento, che deve avvenire in modo graduale sulla base di una adeguata maturazione dell’intestino.

Studi su animali dimostrano che il non allattamento, o la sostituzione del latte con acqua, porta alla non maturazione dell’intestino.

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L’uomo è un animale più evoluto, ha sviluppato sistemi compensatori al non allattamento, che può avvenire anche per cause naturali, ma l’intestino subirà una minore maturazione, sarà più debole.

Oggi sappiamo che durante la fase del programma di sviluppo si ha la massima vulnerabilità, se qualcosa in questa fase va storto, si acquisiscono vulnerabilità i cui sintomi possono presentarsi anche in età adulta.

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Al di là di chiedersi se i vaccini oggi proposti siano utili, occorre seriamente valutare la possibilità di posticiparli per essere certi che l’intestino sia sufficientemente maturo da sopportarli. Il modello sperimentale di encefalite autoimmune, proposto erroneamente come modello della sclerosi multipla, si ottiene iniettando ripetutamente peptidi nel peritoneo di animali per circa 20 giorni.

Il sistema immunitario degli animali è molto elevato, tanto che per far insorgere alcune malattie occorre inibirlo (cavie nude). La continua sollecitazione del sistema immunitario, a seguito delle ripetute iniezioni, porta ad una errata risposta immunitaria, porta al cronicizzarsi di una infiammazione intestinale, che può trasferirsi a livello cerebrale per produrre una encefalite.

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In un soggetto debole, magari ulteriormente indebolito da stati febbrili, o da uso di antibiotici, il cocktail peptidico dei vaccini può aggravare un processo infiammatorio, che si può cronicizzare e portare ad encefaliti.

Durante il complesso programma di sviluppo post-natale avvengono profondi cambiamenti del sistema gastro-intestinale: aumenta la secrezione di muco, che ha lo scopo di proteggere la membrana cellulare, lo stomaco impara a produrre acido, importante scudo protettivo da tutto quello che può arrivare dal cavo esofageo.

Stupidamente, per un reflusso gastro-esofageo, spesso mal diagnosticato, somministriamo gli inibitori della pompa protonica (IPP), che diminuiscono l’azione protettiva dello stomaco, riducono le capacità digestive degli enzimi epatici, che funzionano a pH acido.

In questo modo una maggiore quantità di agenti patogeni arriverà nell’intestino, insieme ad una maggior quantità di cibo mal digerito.

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Inoltre rallentano l’apertura dello sfintere pilorico, che avviene quando si raggiunge il massimo di acidità, pertanto il cibo ristagnerà più a lungo nello stomaco, fermenterà, producendo gas acidi che risaliranno verso l’alto.

La FDA allerta che questi farmaci producono gli stessi effetti per cui sono somministrati, allerta che un uso prolungato può portare a danni degenerativi o, addirittura, alla fibromialgia.

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I cambiamenti più importanti durante lo sviluppo post-natale riguardano la maturazione intestinale, dove risiede la maggior parte del microbiota, al quale affidiamo compiti che vanno dalla estrazione energetica dal cibo, alla risposta immunitaria.

Una corretta maturazione dell’intestino è fondamentale per la nostra salute.

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Riferimenti

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