Ascorbato di sodio e il colesterolo

Ascorbato di sodio

La storia del colesterolo segue in importanza quella del virus. Si deve comprendere, come notato da Ginter [17], che lo scorbuto acuto e l’ipovitaminosi cronica della vitamina C sono malattie metabolicamente differenti.

Su questo punto il Food and Life Yearbook, 1939, U. S. Department of Agriculture, ebbe a dire:

cuore aterosclerosi


“Anche quando non c’è un singolo sintomo apparente di problemi, una persona può trovarsi in uno stato di deficienza di vitamina C, più pericoloso dello stesso scorbuto.

Quando una tale situazione non è rilevata, e va avanti senza correzioni, saranno danneggiati i denti e le ossa e quello che può essere anche più grave, è che il flusso sanguigno è indebolito al punto che non può più resistere o combattere le infezioni, che non sono curabili facilmente come lo scorbuto.”

ipercolesterolemia


Lavorando con i porcellini d’India, molti gruppi di ricerca hanno provato che la avitaminosi acuta della vitamina C produce un incremento della concentrazione di colesterolo nell’intero corpo.

Questa aumentata concentrazione del colesterolo, nell’intero corpo nei porcellini d’India affetti da scorbuto, può essere causata o da una incrementata biosisntesi o da un rallentato metabolismo del colesterolo. La principale modalità del catabolismo del colesterolo è nella conversione in sali biliari.

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E’ stato ben documentato l’effetto stimolante dell’acido ascorbico sulla ossidazione degli acidi grassi polinsaturi e sulla diminuizione di ossidazione dell’acido linoleico nei tessuti dei porcellini d’India scorbutici. Mjasnikova [18] ha trovato che iniezioni endovena di alte dosi di acido ascorbico, in pazienti con alti livelli di colesterolo nel sangue, sono seguite da una distinta riduzione della colesterolemia.

Si deve ricordare che le citate alte dosi di vitamina C usate da altri scienziati non si avvicinano alla dose nel tempo che noi raccomandiamo.

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Per esempio Tjapina [19] riportò dell’effetto di dosi endovena di 500 mg di acido ascorbico sulla colesterolemia in pazienti che soffrivano di aterosclerosi. L’effetto ipocolesterolemico della vitamina C divenne apparente entro un’ora.

Con il continuare delle iniezioni giornaliere di 500 mg ci fu un continuo calo del colesterolo nel sangue. Spittle [20] ha mostrato che i livelli di colesterolo nel sangue, negli umani, variano con la quantità di vitamina C usata.

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Nel nostro esperimento abbiamo ridotto il colesterolo nel sangue in un paziente di 42 punti in 6 settimane, incrementando l’assunzione di vitamina C da 10 g a 20 g al giorno.

Spittle avanzò la teoria che l’aterosclerosi è una deficienza a lungo termine, o un bilancio negativo, di vitamina C, che permette ai livelli di colestrolo di aumentare nel sistema arterioso e risulta in cambiamenti in altre frazioni dei grassi.

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Anche Ginter [21] ha dimostrato che, con una dieta ricca in colesterolo, i porcellini d’India usavano completamente la loro vitamina C nella dieta, mentre i ratti ed i conigli, che fabbricano la loro propria vitamina C, mostravano un incremento nei livelli di acido ascorbico tissutale.

Ginter ha anche mostrato che gli animali da esperimento, a cui venivano dati 50 mg di vitamina C al giorno, avevano depositi di colesterolo del 40% inferiori a quelli degli animali alimentati con la stessa dieta, ma a cui venivano dati solo 5 mg di vitamina C al giorno.

ascorbato di sodio

In una indagine di 1000 scolari Ginter et al. hanno mostrato che il 97% soffriva di carenze di vitamina C durante i mesi invernali, quando i frutti e le verdure ricche in “C” erano meno abbondanti [22]. I ragazzi mostravano anche un corrispondente incremento nel colesterolo.

Ricercatori cecoslovacchi hanno anche riportato che quando i porcellini d’India sono alimentati con una dieta deficiente in vitamina C e ricca in colesterolo, essi sviluppano frequentemente calcoli alla cistifellea [23].

vitamine

Small ha riportato alla Society of University Surgeons di New Orleans, nel 1973, che quando si rimuovono i calcoli della cistifellea dai pazienti essi sono nel 60%-70% fatti di colesterolo [24]. Questo suggerisce un fattore causativo nella formazione umana di calcoli biliari.

Rivedendo la letteratura e riassumendo i suoi propri studi, Ginter concluse che non c’è dubbio che l’assunzione giornaliera di acido ascorbico avrà un effetto più pronunciato nel controllo del colesterolo in quelle persone che sono già saturate di vitamina C.

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Tjapina e molti altri hanno riportato che quando quantità di acido ascorbico basse come, 500 mg al giorno via ago, erano continuate per 60 giorni, il quadro clinico nella maggioranza dei pazienti era impressionante, specialmente riguardo alle manifestazioni di malattie delle arterie coronarie.

Willis [25] ha riportato che nei porcellini d’India scorbutici, i depositi di grasso sull’aorta si erano formati molto velocemente, anche senza aggiungere colesterolo nella loro dieta. Nel 1957 Willis [26] trovò che quando si dava a questi porcellini d’India scorbutici acido ascorbico, le lesioni aterosclerotiche erano rapidamente assorbite.

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L’acido ascorbico è direttamente associato al meccanismo implicato nella patogenesi della aterosclerosi umana. Duguid [27] ha trovato che le alterazioni della sostanza di base prodotte sperimentalmente e quelle osservate nella aterosclerosi erano morfologicamente simili.

Le tracce elettrocardiografiche ottenute da Shafer [28] da animali scorbutici mostravano che, con una prolungata terapia con vitamina C, le anormalità sparivano completamente.

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Stamler [ 29], seguendo il rateo di mortalità per persone di media età, ha trovato un calo significativo con una nutrizione migliorata con vitamina C supplementare.

Dobbiamo proteggere il cuore dallo stress. La sola risposta sta in adeguata vitamina C. Asahina e Asano [30] della Toho University School of Medicine di Tokyo, hanno trovato che maggiore era la dose di acido ascorbico dato a ratti sperimentali, più lunga era la loro sopravvivenza in camere di decompressione in cui l’aria era approssimativamente quella che si trova ad altezze di 33000 piedi (10.058 metri).

Vitamina C micronutrienti

Quando si dava acido ascorbico, in quantità che rappresentavano 14 g per gli umani, solo la metà dei loro animali spirava. Negli umani abbiamo osservato che 30 g in 24 ore sono cruciali in ogni situazione acuta. Se i giapponesi avessero raddoppiato la loro dose di vitamina C probabilmente non avrebbero avuto morti.

17. Ginter, E.: Cholesterol and vitamin C. Amer. J. Clin. Nutr., 24:1238-1245, 1971.
18. Mjasnikova, I. A.: O vlijaniji vodorastvorimych vitaminov na nekororyje storony obmena
vescesty. Tr. Vojennomorskof medicinsk. akademiji Leningr., 8:140-148, 1947.
19. Tjapina, L. A.: Vlijanie askorbovoj kisloty na cholesterinemiju pri giper toniceskoj bolezm i
ateroskleroze. Gipertoniceskaja bolezn. Tr. AMN SSSR, 2:108-113, 1952.
20. Spittle, C.: Atherosclerosis and vitamin C. Lancet, 11:1280-1281, 1971.
21. Ginter, E.: Effects of dietary cholesterol on vitamin C metabolism in laboratory animals.
Acta med. Acad. Sci Hung., 27:23-29, 1970.
22. Ginter, E., Kajabal, I. and Nizner, O.: The effects of ascorbic acid on cholesterolemia in
healthy subjects with seasonal deficit of vitamin C. Nutr. MetaboL, 12:76-86, 1970.
23. Ginter, E., Bilisics, I. and Cerven, J.: Cholesterol metabolism under conditions of acute and
chronic vitamin C deficiency in guinea pigs. PhysioL Bohemoslov., 14:466-471, 1965.
24. Small, D.: Med. World News, March 30, 1971.
25. Willis, G. C.: An experimental study of the intimal ground substance in atherosclerosis.
Canad. Med. Ass. J., 69:17-22, 1953.
26. Willis, G. C.: The Reversibility of Atherosclerosis. Canad. Med. Ass. J., 77:106-109, 1957.
27. Duguid, J. B.: Pathogenesis of atherosclerosis. Lancet, 2:925, 1957.
28. Shafer, C. F.: Ascorbic acid and atherosclerosis. Amer. J. Clin. Nutr., 23:27, 1970.
29. Stamler, J.: Comprehensive Treatment of Essential Hypertensive Diseases. Monograph on
Hypertension. Merck, Sharp and Dohme.
30. Asahina and Asano: Prevention, July 1972. pp. 8 1-82.

www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

L’arteriosclerosi e l’integrazione

L’integrazione può essere un valido aiuto per prevenire e curare l’arteriosclerosi su diversi fronti.

1) Integrare i seguenti micronutrienti per contrastare l’arteriosclerosi:

La vitamina B3 funge da vasodilatatore, rimuove i lipidi dalle parete delle arterie (ateromi), diminuisce la quantità di colesterolo Ldl (cattive) ed aumenta quelle Hdl (buone). Migliora la circolazione e la pressione alta negli anziani.

omocisteina


La vitamina B7 è fondamentale per il metabolismo del colesterolo in quanto è in grado di promuovere la rimozione dei grassi dalle arterie (ateromi) permettendo alle cellule di utilizzarlo. Inoltre è stata riscontrata la capacità di rafforzare il sistema circolatorio (comprese vene e capillari) riducendone anche l’indurimento (diminuzione della pressione alta).

La vitamina C è uno straordinario antisclerotizzante ed agisce su diversi fronti. Scioglie gli ateromi delle arterie, ripara il tessuto endoteliale e riduce il numero di Ldl (dal 15 al 20% in meno).

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La vitamina D agisce direttamente nelle cellule dell’endotelio vascolare e sui mastociti che generano la risposta immunitaria (con la formazione degli ateromi). È stata confermata una relazione inversa tra quantità di calcio che si deposita sull’epitelio (la calcificazione delle vene) e la quantità di vitamina D (maggiore è la vitamina, minore è il calcio).

La vitamina E agisce contro la malattia arteriosclerotica su più fronti. Contrasta l’ossidazione delle Ldl (quando sono ossidate si attaccano alle pareti delle arterie), diminuisce l’aggregazione piastrinica (diminuendo la possibilità di trombi, coaguli ed ictus), ricostruisce le pareti vascolari ed ha un effetto vasodilatatore.

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Il magnesio svolge diverse azioni protettive nei confronti del sistema circolatorio. Favorisce la diminuzione della pressione sanguigna, agendo sulle cellule muscolari del cuore (facendole rilassare), prevenendo palpitazioni e battito cardiaco irregolare. È un ottimo vasodilatatore, inibisce la coagulazione del sangue (diminuzione del rischio dell’ictus ischemico), riduce il colesterolo.

Il potassio favorisce la diminuzione della pressione sanguigna ed è usato per la prevenzione d’infarti e per normalizzare il battito cardiaco.

rame negli alimenti

Il rame, secondo alcuni studi ha avuto un ruolo importante nella riduzione dei danni all’aorta ed al cuore (successivamente ad eventi come l’infarto) grazie alla sua azione antiinfiammatoria. Regola inoltre la pressione sanguigna.

Il selenio è utilizzato per fluidificare il sangue, regolare le prostaglandine e la viscosità delle piastrine (prevenendo le malattie coronariche, l’ictus e l’insufficienza cardiaca). Il calcio può essere usato per la cura dell’ipertensione e la sua carenza può creare ipereccitabilità o aritmie cardiache.

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L’arginina è un prezioso alleato del sistema cardiocircolatorio. L’utilizzo di tale aminoacido ha prodotto la riduzione del colesterolo totale (comprese le Ldl), la riduzione delle dimensioni degli ateromi, una diminuzione dell’aggregazione piastrinica, un effetto dilatatorio dei vasi e la ricostruzione dell’epitelio delle vene.

È essenziale per contrastare patologie quali l’ipertensione, l’angina pectoris, l’aterosclerosi e l’ipercolesterolemia.

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La carnitina è un aminoacido il cui uso ha dimostrato una diminuzione del colesterolo nel sangue. In pazienti in cura per insufficienza cerebro vascolare, migliora la circolazione cerebrale. La cisteina è un aminoacido che promuove l’utilizzo del grasso da parte delle cellule, diminuendo le lipoproteine nel sangue.

La prolina è un aminoacido utilizzato dal corpo per la ricostruzione del collagene. L’integrazione di prolina ha dimostrato (in combinata con la vitamina C) di ricostruire l’endotelio arterioso e ridurre il fenomeno aterosclerotico.

taurina aminoacidi

La taurina è un aminoacido utilizzato nel trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia. Incrementa l’efficienza e la contrattilità del cuore, aumentando l’apporto di sangue nel miocardio ed è un potente vasodilatatore (tramite la sintesi dell’ossido nitrico).

La curcuma ha dimostrato di essere un prezioso alleato contro l’arteriosclerosi. In alcuni studi ha ridotto del 12% la quantità delle Ldl (cattive) ed aumentato del 25-30% le Hdl (buone). È inoltre un antiaggregatore piastrinico con la medesima efficacia dell’aspirina, nella prevenzione della trombosi e dell’ictus.

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Lo zenzero ha confermato le capacità per la cura delle malattie arteriosclerotiche. In particolare si é riscontata una riduzione sulle cavie da laboratorio del 44% delle lesioni aterosclerotiche, del 27% dei trigliceridi, del 53% delle lipoproteine Vldl, del 33% delle lipoproteine Ldl (cattive) ed una riduzione complessiva dell’ossidazione e dell’aggregazione delle lipoproteine.

I chiodi di garofano migliorano la fluidità del sangue, proteggendo le lipoproteine dall’ossidazione dei radicali liberi. Tale attività protegge il sistema cardiovascolare dall’aterosclerosi. 

epigallocatechina antiossidante

L’epigallocatechina gallato ha un effetto inibitorio sull’ossidazione delle Ldl. Può inoltre ridurre il colesterolo. In uno studio di ricercatori olandesi è stata riscontrata una minore incidenza d’ictus e aterosclerosi aortica severa e meno rischi di trombosi.

incidenza d’ictus e aterosclerosi aortica severa e meno rischi di trombosi.

Il resveratrolo è uno del bioflavonoidi più efficaci per contrastare la patologia dell’arteriosclerosi. Gli è riconosciuta la capacità di vasodilatatore, d’inibire l’aggregazione piastrinica, di ridurre la pressione arteriosa, d’inibire la per ossidazione delle lipoproteine (Ldl) e di rigenerare l’elasticità dei vasi periferici.

Risultati immagini per quercetina flavonoidi

La quercitina è un bioflavonoide con interessanti capacità antiarteriosclerotiche. Favorisce la cicatrizzazione delle micro lesioni delle vene, impedendo la creazione delle placche aterosclerotiche. Aumenta la resistenza parietale e la permeabilità dei vasi capillari, proteggendoli da rotture ed emorragie. Ottiene una diminuzione della pressione arteriosa ed un aumento delle Hdl (buone).

Il picnogenolo (Opc) è un polifenolo che stabilizza e protegge il collagene dei vasi, risultando molto utile contro disordini circolatori quali: infarti, edema, ipertensione, vene varicose, renitopatia. Inoltre inibisce l’ossidazione delle lipoproteine (Ldl) impedendo che si depositino sulle pareti arteriose.

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L’esperidina anche chiamata bioflavonoide degli agrumi, ha dimostrato di riuscire ad aumentare l’efficienza del collagene e del tessuto connettivo (soprattutto quello dei vasi) riducendo la fragilità e la permeabilità delle pareti dei capillari. L’esperidina è in grado di mantenere bassi i livelli di colesterolo e può essere utilizzato nel trattamento e la prevenzione della trombosi.

2) Diminuire la quantità di glucosio nel sangue, in modo da rallentare la progressione della malattia arteriosclerotica. Elenco dei nutrienti necessari: 
curcuma, resveratrolo, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “Il diabete ed i carboidrati insulinici”.

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3) Diminuire la secrezione del cortisolo, per evitare la produzione di glucosio dalla massa magra. Elenco dei nutrienti necessari: cordyceps sinensis, schisandra, ginseng, teanina, l’epimedium, rhodiola rosea, magnonolo e l’onochiolo, tirosina, fosfatidilserina, melatonina, vitamina D. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’ipercortisolemia ed i carboidrati insulinici”

4) Contrastare la produzione di radicali liberi, Ages ed Ales in modo da evitare l’ossidazione delle lipoproteine (Ldl), dell’endotelio arterioso e venoso. Elenco dei nutrienti necessari: esperidina, picnogenolo, quercitina, resveratrolo, l’epigallocatechina gallato, chiodi di garofano, origano, cannella, pepe nero, curcuma, taurina, Nacetil cisteina, molibdeno, selenio, cromo, coenzima Q10, acido alphalipoico, vitamina E, vitamina C, vitamina A.

Vivere 120 Anni

Aterosclerosi: un meccanismo di difesa andato storto

Prof Paolo Mainardi:

 
per coloro che temono il colesterolo si consiglia di leggere i seguenti articoli:
“Aterosclerosi: un meccanismo di difesa andato storto”
 
questa patologia è stata definita un processo degenerativo, simile ad un tumore benigno, e a un accumulo di lipidi nella parete dell’arteria simile all’accumulo di fango in un tubo.
 
Prima Colazione, Succo D'Arancia, Pane, Grano InteroDati ottenuti in numerosi laboratori in tutto il mondo hanno portato evidenze che supportano l’ipotesi postulata da von Rokitansky e Virchow (1852), poi modificata da French che porta a sviluppare l’ipotesi di risposta ad un danno, formulata in origine nel 1973 e testata e modificata da Ross.
 
Questa ipotesi suggerisce che le lesioni di aterosclerosi rappresentino una forma specializzata di una risposta fibroproliferativa infiammatoria PROTETTIVA a varie forme di insulto della parete arteriosa.
 
Risultati immagini per ipercolesterolemiaIn base alla natura e durata dell’insulto la risposta protettiva può diventare eccessiva e per molti anni un suo eccesso diventa un processo patologico.
 
La Dr. Beverly Teter, a lipid biochemist at the University of Maryland, President at American College of Nutrition Washington D.C., Stati uniti scrive: “il corpo deposita il colesterolo per risolvere un problema, che è stato in realtà causato da infiammazione”.
 
“E’ l’infiammazione nei vasi ad iniziare la lesione, il corpo invia quindi il colesterolo come una crosta per coprirla al fine di proteggere la parete del vaso da ulteriori danni.”
 

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2 von Rokitansky C: A Manual of Pathological Anatomy, vol 4. Translated by Day GE. London, The Sydenham Society, 1852
3. Virchow R: Gesammelte Abhandlungen zur Wissenschaftlichen Medicin. Phlogose ung thrombose im gefassystem. Berlin, Meidinger Sohn and Co., 1856, pp 458-463
4. French JE: Atherosclerosis in relation to the structure and function of the arterial intima, with special refer- ence to the endothelium. Int Rev Exp Pathol 1966, :253-353
5. Ross R, Glomset JA: Atherosclerosis and the arterial smooth muscle cel. Science 1973, 180: 1332-1339
6. Ross R, Glomset JA: The pathogenesis of atherosclerosis. N Engl J Med 1976, 295: 369-377, 420-425
7. Ross R: George Lyman Duff Memorial Lecture: Atherosclerosis-a problem of the biology of arterial wall cells and their interactions with blood components. Arteriosclerosis 1981, 1: 293- 311
8. Ross R: The pathogenesis of atherosclerosis-an up-date. N Eng l J Med 1986, 314: 488-500
9. Ross R: The pathogenesis of atherosclerosis: a perspective for the 1990s. Nature 1993, 362: 801-809
che sono citati in un aryicolo del 1993: 1993: American Journal of Pathology.

Ginko biloba

Parti usate: foglie e semi, principi attivi: flavonoidi, ginkgolidi, bilobalidi.

Le foglie di Ginkgo contengono un’ampia varietà di componenti fitochimici fra i quali ricordiamo alcani, steroli, carotenoidi, carboidrati, flavonoidi e terpenoidi.

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Però i composti che caratterizzano questa droga sono i lattoni di terpenici detti ginkgolidi A, B, C, J, M ed il lattone sesquiterpenico bilobalide.

Le foglie di ginkgo sono indicate in tutti i casi di disturbi della circolazione sanguigna anche dolorosi, come ad es. claudicatio intermittens (dal latino claudico zoppicare e intermittens in maniera discontinua nel tempo) consiste in una difficoltà di deambulazione che recede col riposo.

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È la manifestazione della vasculopatia periferica, conseguenza dell’aterosclerosi che determina la riduzione del flusso di sangue e dunque di ossigeno ai muscoli preposti alla deambulazione.

Si presenta come una sensazione dolorosa dell’arto affetto (di norma un polpaccio, ma può riguardare anche una porzione più periferica o un singolo muscolo della gamba).

Salute, Indagine, Battito Cardiaco, Pulse

Già gli antichi Cinesi apprezzarono moltissimo il suo valore poichè produce anche un’ideale velocità di flusso nei capillari.

I disturbi del sonno negli anziani, la carenza d’irrorazione sanguigna in determinati organi, arteriosclerosi in tutto il corpo, il senso di freddo nelle gambe e la debolezza di concentrazione come pure i disturbi del ritmo cardiaco possono essere leniti.

Vitamine, Compresse, Pillole, Medicina

Inoltre, le foglie favoriscono la formazione di una circolazione collaterale e tolgono il dolore ischemico (il dolore per mancanza di ossigeno).

Modo d’uso: nelle erboristerie non è disponibile in forma sciolta, bensì come TM o estratto secco, il succo di pianta fresca in dosaggio tre cucchiai al giorno, presi con poca acqua. L’estratto biochelato 10-15 gocce due volte al giorno.

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L’estratto secco standardizzato 24% in ginkgoflavoni, 80-120 mg al giorno.

Rispettare il dosaggio indicato sulla confezione. Con elevato dosaggio d’assunzione si manifesta agitazione, irritabilità, vomito, diarree.

Il Fuoco E L'Acqua, Lotta, Mani, Fuoco, Calore

L’erba è sconsigliata con anamnesi di turbe di coagulazione ematica, in opercoli d’erba singola titolato allo 0,29% in terpenlattoni totali ed all’1,01% in ginkgoflavonglucosidi totali, metodo di determinazione HPLC, corrispondente a 0,8 mg di terpenlattoni e a 2,8 mg di ginkgoflavonglucosidi pari ad una posologia di 3,2 mg/die di terpenlattoni totali e di 11,2 mg/die di ginkgoflavonglucosidi).

Ginkgo interagisce con una sostanza prodotta dal corpo (fattore d’attivazione piastrina PAF)

che fa sì che il sangue non tende a coagulare, interessando così diversi processi, come rigetto d’organi trapiantati, attacchi d’asma, circolazione arteriosa, agisce sul microcircolo arterioso e capillare e sulle piastrine circolanti

circolazione

(Gesellschaft fuer klinische Pharmakologie, Wien, The effect of ginkgo biloba special extract (EGb 761) Wien Med Wochenschr 1992;142;371-9), Telefortan, e la formazione degli emboli, invecchiamento con il deterioramento dell’afflusso del sangue al cervello

– insufficienza cerebrovascolare carotidea e/o vertebrale (University of Limburg, Maastricht, The Nederland’s. Ginkgo biloba for cerebral insufficiency. Br J Clin Pharmacol 1992;34;352-8) migliorando così la memoria e i tempi di reazione, prevenendo la possibilità d’ictus.

Sangue, Cellule, Red, Medico, Medicina, Anatomia

(Psychiatric Center Prague, Czech Republic. In vitro effect of ginkgo biloba extract (EGb 761) on the activity of presynaptic cholinergic nerve terminals in rat hippocampus. AADE Ed J 1997;8:43-8).

Non indifferente è l’azione del ginkgo sulla circolazione negli arti inferiori.

Monitor Di Pressione Sanguigna, Salute

Effetti positivi si sono riscontrati anche nel trattamento della sordità della terza età, del ronzio auricolare, vertigini (disturbi audiovestibolari – Can vestibular compensation be enhanced by drug treatment? A review of recent evidemce. J Vestib Res 1994;4:169-79) legati alla menopausa.

Si sta studiando l’azione del ginkgo nel trattamento dell’asma e nel rigetto degli organi trapiantati, contro le allergie, ipertensione e morbo di Alzheimer, sclerosi cerebrale, retinopatie da diabete, arteriopatia cronica ostruttiva periferica claudicatio intermittens.

Polmoni, Umano, Diagramma, Apparato Respiratorio

Il seme: antiasmatico, poliuria. Studi molto recenti hanno evidenziato attività antilipoperossidante, antinecrotica e antiradicalica. Ginkgo è considerato un’erba sicura,

non va assunta in gravidanza, con problemi di coagulazione, con problemi epatici, non con cure antiaggreganti e anticoagulanti, non contemporaneamente all’aglio e salice.

Nelle forme depressive si associa a ginseng oppure all’iperico.

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Si consiglia l’uso sotto controllo del medico esperto in fitoterapia, omeopatia, naturopatia.

Attenzione: il ginkgo non deve essere associato a farmaci usati per curare i problemi di coagulazione del sangue.

Quest’erba è presa come antiossidante e per migliorare la circolazione sanguigna, perché agisce come anticoagulante. Se è associata ai farmaci con la stessa azione (come acido acetilsalicilico o warfarin) può aumentare gli effetti.

Equiseto

(Equisetum arvense) coda cavallina

Parti utilizzate: fusti, parti aeree.

Principio attivo: contiene grandi quantità d’acido silicico e di silicati (circa 15%9. Flavonoidi, acido fenolico, alcaloidi (tra cui nicotina) e steroli.

Coda Di Cavallo, Tifa, Verde, Equiseto Arvense

Il suo silice è facilmente assorbibile

Quest’ultimo stimola la rigenerazione del tessuti connettivo.

Modalità d’uso: 1-2 cucchiai da tè d’erba essiccata per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare.

Tè, Corea, Tisana, Sala Da Tè, Tè Caffè, La Casa Del Tè

Dose massima: 2 tazza al giorno.

Decotto di pianta fresca: 50-100 g per un litro d’acqua. Lasciare bollire a fuoco lento per 30 minuti (della pianta secca 10-20 g).

Si trova anche in TM da 20-30 gocce 3 volte al giorno. Titolato al 19% in sali minerali ed allo 0,95% in flavonoidi totali come isoquercitina, metodo di determinazione spettrofotometrico, corrispondente a 50 mg/ die di sali minerali e 2,5 mg di flavonoidi una posologia di 200 mg/die di sali minerali e 10 mg di flavonoidi.)

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Si consiglia: di attenersi al dosaggio consigliato sulla confezione

A causa: del suo alto contenuto di selenio si sconsiglia l’uso in gravidanza.. Inoltre, contiene l’equisetina, tossica in dosi elevate.

Per persone sane: non in gravidanza e nel periodo d’allattamento, che non assumono altri diuretici, equiseto è una pianta sicura.

Non usare l’erba per un periodo superiore a 6 settimane, perché potrebbe irritare l’apparato digerente.

Ragazza, Mentire, Mare, Beach, Persona, Persone

Equiseto ha: proprietà diuretiche

(Faculty of Chemical and Pharmaceutical Sciences, Department of Pharmacological and Toxicological Chemistry, Universidad de Chile, Santiago, Diuretic activity of an Equisetum bogotensa tea (Platero herb): evaluation in healthy volunteers. Journal od Ethnopharmacology 1996;54,55-).

Verdure, Una Sana Alimentazione, Cucina, Cibo, Mangiare

Rimineralizzante

(ricca di silicio – la carenza di silicio può contribuire alla rarefazione della trama ossea, silicio è importante per il normale trofismo del tessuto connettivo, in particolare delle pareti arteriose e venose.

Verdure, Carota, Cibo, Sano, Dieta, Verde, Nutrizione

La carenza provoca una maggiore permeabilità e indirettamente partecipa al progredire delle malattie aterosclerotiche (Pedretti, Direttore della Scuola di Fitoterapia e Aromaterapia del Centro internazionale degli Studi della Nuova Medicina in Bologna. L’equiseto, Chimica farmacologica, terapeutica. In: Erboristeria Domani. 1986, pag 39-55).

Persone, Donna, Ragazza, Yoga, Jas, Fisica, Fitness

Favorisce la formazione dei globuli rossi, si consiglia inoltre per albuminuria, gotta, emottisi, ematuria, TBC, lesioni ossee, ipertensione, aterosclerosi, diabete, alcuni stati cancerosi, cistite e cistopielite, calcoli renali, anemia ipocromica sideropenia e da insufficienza midollare, fragilità degli annessi cutanei (capelli, unghie etc.)

É disponibile in abbinamento con Li + Mg + Cu + Mn + K + Co per trattamento dell’artrosi. È disponibile anche il succo fresco d’equiseto in bottigliette da 200 ml, una volta aperto, da conservare nel frigo, da consumare entro una settimana.

L’Equiseto è un eccellente emostatico, riduce emottisi.

Utile nelle patologie: pettorali, come enfisema, per edema degli arti inferiori.

Cedro dell’Atlante olio essenziale

Utile per il naturale benessere del sistema linfatico e dei grassi

Cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica), Olio Essenziale dal legno.

Proprietà dell’olio essenziale e MicroDosi

Persone, Donna, Esercizio, Fitness, Fare Jogging

  • Linfotonico, drenante potente diuretico, potente (brucia grassi) lipolitico AZIONE ELETTIVA (Con Finocchio di mare). Rigenerativa del Sangue
  • Che induce la guarigione tissutale, astringente. Tonico. Antimicotico
  • Anti-zanzare e anti-tarme. Decongestionante e antisettico delle vie respiratorie. Rilassante e confortevole.

Indicazioni applicazioni:

Donna, Persone, Caffè, Ritratto, Ristorante, Tavolo

  • Ritenzione cellulite idrolipidica. Aterosclerosi
  • Depura i capelli grassi, forfora, e contrasta la caduta dei capelli
  • Le malattie fungine della pelle, infezioni parassitarie, eczema
  • Tosse, raffreddore, influenza
  • Tristezza, tensione nervoso

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Uso esterno :

  • Nel massaggio in circolazione e drenaggio, diluito in olio vegetale e in sinergia con altri oli. Oltre a maschere o uno shampoo per la cura dei capelli e del cuoio capelluto
  • Applicato localmente come una miscela con altri oli sulle micosi è curativo
  • Diffusione atmosferica. Aiuta lo smalti mento dei grassi.
  • Facilita il drenaggio.
  • È un importante anticellulite.
  • È anti capelli grassi.
  • È antimacchie di vecchiaia sulla pelle.

Indicazioni :

Vietato durante tutta la gravidanza

Perfetto come formula «anticellulite».

Sinergismi frequenti:

Finocchio di mare, Cipresso.

Bioflavonoidi

Conosciuti anche come vitamine

Composti organici d’origine vegetale che esercitano nell’organismo l’azione protettiva sull’integrità anatomica e funzionale dei capillari sanguigni.

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I bioflavonoidi sono essenziali per: l’assorbimento e l’uso corretto della vitamina C, aiutano la vitamina C a mantenere il collagene in buone condizioni.

Possiedono attività antinfiammatoria. Le sue componenti sono importanti per la respirazione cellulare, quanto intervengono come trasportatori d’idrogeno e d’elettroni nella catena respiratoria.

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Altre componenti hanno la funzione di:

trasferire gli atomi d’idrogeno da determinati substrati organici all’ossigeno molecolare, il quale è trasformato in perossido d’idrogeno.

Operando congiuntamente, trasformano in acqua e ossigeno il perossido neoformato, il quale sarebbe altamente tossico per le cellule.

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I bioflavonoidi sono indispensabile per

il sistema immunitario e prevenzione delle allergie, antiossidanti, aumentano l’assorbimento del ferro organico, importanti nella lotta contro l’azione dei radicali liberi.

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Oltre che proteggere: il sistema circolatorio, sono consigliati nell’artrite, aterosclerosi, fragilità capillare, sembrano utili per il disturbo ai vasi sanguigni dell’occhio che colpiscono i diabetici, ha dato buoni risultati anche nel trattamento della distrofia muscolare, in quanto diminuiscono la pressione sanguigna.

Un trattamento di una settimana con i bioflavonoidi ha dato miglioramenti nella labirintite. 

Guggul resina di caucciù

Pianta arbusto spinoso spontaneo che cresce nelle regioni semi desertiche dell’Arabia, Beluchistan e India.

Resina di caucciù (Commiphora wighth, Commiphora Mukul, Guggul gum)

Ricca di fitosteroli: che hanno un’azione ormonale.

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Applicazione

ipercolesterolemia, iperlipemia Con il termine iperlipoproteinemia si indica qualunque alterazione del metabolismo lipidico che determini un aumento di alcuni o tutti i tipi di lipidi e/o lipoproteine nel sangue.

Una volta si indicava anche lo stesso concetto con il termine Iperlipidemia. I disturbi sono spesso autosomici recessivi. L’alterazione si può manifestare come ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia o entrambe., obesità, infiammazioni articolari, reumatismi muscolari,

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Il Mukul si è dimostrato ottimo collutorio contro varie ulcerazioni delle prime vie respiratorie, tonsilliti ricorrenti e faringiti.

L’estratto: standardizzato della resina è un efficace rimedio contro le ipercolesterolemie, abbassando il tasso di colesterolo e di trigliceridi presenti nel plasma.

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Mukul diminuisce: le LDL e simultaneamente aumenta l’HDL, previene la formazione d’aterosclerosi e aiuta a diminuire le placche aterosclerotiche già esistenti.

L’estratto di Mukul ha anche mostrato una certa attività positiva nel prevenire danni cardiaci dovuti ad eccesso di radicali liberi, si è notata pure un’influenza positiva nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica.

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Posologia: è basata sul contenuto di gugulsterone nell’estratto standardizzato, che deve essere intorno al 4%-8%. Per persona di peso medio: 250-500 mg tre volte al giorno. Il trattamento deve continuare sino a ristabilimento dei valori normali di colesterolo e trigliceridi.

Come antinfiammatorio: 2000 mg al giorno.

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Non sono note controindicazioni, interazioni con farmaci, effetti collaterali.

Qualche rara manifestazione allergica che compare in soggetti sensibili e scompare se si diminuisce o si cessa l’assunzione. Leggeri capogiri, dovuti a variazione della pressione arteriosa, si possono manifestare durante l’assunzione.

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È inoltre impiegata: per i dolori derivati da artrosi, artrite e sciatalgie. La medicina ayurvedica utilizza questa pianta per migliorare le facoltà intellettuali.

BIBLIOGRAFIA

Carciofo (Cynara scolymus)

Ha proprietà diuretiche, aperitive, digestive, toniche, eupeptiche, depurative del sangue, è un tonico epatico

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Parti usate : Le foglie (non le brattee che si usano per l’alimentazione) e radici, sommità fiorite. Il carciofo è sempre stato legato, per il suo sapore amaro, alla funzionalità digestiva ed epatica.

Infatti è uno stimolante delle funzioni epatiche e biliari per la presenza di sigma-diferolo e di flavonoidi.

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I suoi componenti principali sono

flavonoidi, tra cui il cimaroside, responsabile dell’attività protettiva nei confronti del parenchima epatico, acidi fenolici i cui metabolici agiscono sui tessuti favorendo diuresi ed eliminazione di scorie, tannini, inulina uno zucchero facilmente bruciato dal nostro organismo e quindi utile ai diabetici.

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Della pianta di usano le foglie

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’insufficienza epatica, itterizia, cirrosi epatica, calcoli biliari, gotta, reumatismi, ipercolesterolemia e ritenzione idrica.

Principi attivi: tutte le parti contengono il lattone sesquiterpenico cinaropicrina (molto amaro), e inulina. Le foglie sono ricche di cinarina con proprietà epatoprotettive. Particolarmente efficaci sono le foglie. In commercio si trova anche in tintura madre (20-40 gocce, 2-3 volte al giorno).

Modalità d’uso: infuso di foglie 1 cucchiaio da minestra raso per una tazza d’acqua. Si raccomanda l’uso del carciofo nell’alimentazione per mantenere il fegato nelle migliori condizioni. Dosaggio titolato al 3,0% in acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico,

Metodo di determinazione: Farmacopea Italiana, corrispondono a 7 mg di principi attivi. pari ad una posologia di 28 mg/die d’acidi caffeilchinici).

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Carciofo sollecita la produzione della bile, combatte il colesterolo alto

Benigni: l’azione del carciofo sul ricambio del colesterolo è certamente una delle più importanti, in relazione soprattutto alle applicazioni terapeutiche che ne possono derivare in quelle malattie che alcuni attribuiscono ad eccesso di colesterina, fra i quali sarebbe da annoverare la malattia aterosclerotica.

A distanza di 30 anni la teoria trova la sua conferma e la sua base in biochimica – indagine condotta dal Physiologisch-chemisches Institut dell’Università di Tubinga).

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È lassativa, pulisce il fegato, previene l’invecchiamento (aterosclerosi), elimina l’eccesso d’urea, si consiglia nei reumatismi e gotta, nel diabete (utilissimo nel diabete nell’anziano), ottimo alimento per diabetici, perché abbassa notevolmente i livelli dello zucchero nel sangue, epatosteatosi, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, gotta, reumatismi cronici, arteriosclerosi, tendenza ai calcoli urinari (renella).

Il carciofo potrebbe essere: utilizzato per il controllo del diabete non insulino dipendente e nei programmi di riduzione del peso corporeo.

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L’azione sulla diuresi è stata notata quasi in maniera costante, confermato da studi clinici, con conseguente calo del tasso dell’azotemia. Il carciofo fa parte di molti integratori alimentari erboristici.

Quanto stimola la produzione della bile e la contrazione della cistifellea e delle vie biliari, dovrebbe essere utilizzato con molta cautela nei soggetti con calcolosi biliare.