I parassiti e le fasi lunari

Lunatico significa un po’ matto, svitato, con l’umore ballerino, con degli sbalzi d’umore che seguono i cicli lunari

Non credo sia una coincidenza il fatto che i cicli dei vermi parassiti sono regolati sui cicli lunari. La parola “lunatico” in fin dei conti nasconde il concetto che fin troppo spesso la follia è causata o concausata dai parassiti intestinali (che spesso si sommano ad una concomitante disbiosi, giacché un intestino privo della flora benefica è spesso facilmente colonizzato dai vermi parassiti).

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Molte persone, a partire da 2/3 giorni prima del verificarsi della luna piena per finire a 2/3 giorni dopo, sentono acuirsi i sintomi dell proprie condizioni patologiche. Si tratta delle persone che soffrono di vari tipologie di parassitosi.

I parassiti hanno dei cicli vitali sincronizzati con quelli della luna, ed hanno una vita essenzialmente notturna, ragione per la quale la parassitosi può indurre risvegli notturni, pruriti notturni, oltre a stanchezza, irrequietezza, rabbia, aggressività, autolesionismo, etc.

L'immagine può contenere: notte e cielo

Nelle notti di luna piena i parassiti si danno convegno nell’intestino del loro ospite/vittima per riprodursi, e questa può essere l’occasione per lanciare un attacco mirato contro di loro, per esempio assumendo rimedi antielmintici (farmaceutici o naturali).

Alcuni parassiti, come ad esempio l’Enterobius vemricularis (detto anche ossiuro) si riproducono ogni due settimane, rendendo critici (per l’acuirsi dei sintomi sia fisici che emotivi, mentali, comportamentali) anche i giorni intorno alla luna nuova.

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Secondo alcuni medici però il miglior modo di intervenire sui parassiti, per ottimizzare l’azione antiparassitaria, è quello di farlo ogni quarto di luna

L’orario di massima attività dei parassiti in questi giorni (di luna piena e/o di luna nuova) è tra le 2 e le 3 della notte (ora solare).

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Non ci sono migliori parole per chiudere questo capitolo di quelle pronunciate da un bambino che ha seguito il il protocollo di Kerri Rivera per la guarigione dall’autismo, il quale usava dire che quando fa un clistere che lo aiuta ad eliminare i parassiti, la sua follia “va via con la cacca”.

Per conoscere le fasi della luna potete consultare i link sottostanti
http://www.calendario-365.it/luna/fasi-della-luna.html
http://www.calendario-365.it/luna/calendario-lunare.html 
Vedi il libro La medicina dell’informazione di Urbano Baldari; http://www.scienzaeconoscenza.it/…/scienza_e_conoscenza_gol….

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Il parassita intestinale Ascaris suum produce morfina

Nel 2000 è stata pubblicata, da medici e ricercatori del Neuroscience Research Institute dell’Università statale di New York, l’articolo scientifico Ascaris suum, an Intestinal Parasite, Produces Morphine .

Ciò è l’ennesima conferma di quanto affermato da Kerri Rivera nel suo libro Guarire i sintomi noti come autismo.

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La produzione di morfina da parte dei parassiti (ma non è il solo sottoprodotto del metabolismo di questi ospiti indesiderati, che producono spesso anche ammoniaca), oltre ai facilmente immaginabili effetti a livello mentale ha anche delle ripercussioni sul sistema immunitario,

la cui efficacia viene indebolita dalla morfina e dagli altri oppioidi, come conferma l’articolo Depression of monocyte chemotaxis in intravenous drug abusers (IDA): cell alteration .

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Del fatto che gli oppioidi deprimano il sistema immunitario potete trovare conferma anche consultando diversi articoli reperibili on line quali per esempio:
http://www.dronet.org/sostanze/sos_pdf/Eroina.pdf
http://www.stefanocanali.com/PUBalterFar.htm

Del resto la stessa presenza di tale articolo su un giornale specializzato in immunologia dovrebbe chiarire che in ambito medico l’associazione tra oppioidi (come morfina ed eorina) e indebolimento del sistema immunitario è un fatto dato per scontato.

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Nell’articolo viene specificato che la presenza di morfina nel parassita è stata verificata in maniera ineccepibile utilizzando diversi metodi, che la quantità rilevata è di 1168 +/- 278 nanogrammi per ogni grammo di verme (ciò significa che il valore indicativo è di 1168 con un margine di errore di 278 in più o in meno); in sostanza si tratta di circa un milionesimo di grammo di morfina per ogni grammo di verme.

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Inoltre, viene specificato nell’abstract (riassunto) dell’articolo, l’ascaride in questione, mantenuto in vita per 5 giorni, ha continuato a possedere una significativa quantità di morfina, così come il mezzo nel quale era mantenuto in vita, il che ha dimostrato l’abilità di tale parassita di sintetizzare la morfina.

Per determinare se la morfina fosse attiva la si è aggiunta ad una coltura di monciti (i globuli bianchi di maggiori dimensioni), ed essi hanno immediatamente reagito rilasciando ossido nitrico.

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Ulteriori analisi hanno verificato l’assenza dei recettori mu, e la presenza della morfina nella subcuticola (ovvero in prossimità dello strato di “pelle” più esterno del verme) e nei cordoni nervosi dell’animale.

Tutto ciò, dicono gli autori di questo articolo, “suggerisce che la morfina endogena sia prodotta per essere secreta nel microambiente” (in cui vivono i vermi).

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NB: sebbene la quantità di morfina rilevata, possa apparire a prima vista modesta, occorre ricordare che possono essere presenti diversi esemplari di ascaridi in un medesimo ospite, e che un ascaride adulto misura circa 15 cm di lunghezza.

Inoltre non si può dimenticare il fatto che le pur piccole quantità rilevate vengono riversate dal parassita nel suo micro ambiente fin tanto che resta in vita, e che le femmine adulte di ascaride depongono fino a 200.000 uova al giorno, alcune delle quali possono svilupparsi nuovamente all’interno del corpo umano aumentando l’intensità dell’infestazione e perpetuando il problema all’infinito.

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Pubblicata sul Journal of Immunology 2000 Jul 1;165(1):339-43, autori Goumon Y, Casares F, Pryor S, Ferguson L, Brownawell B, Cadet P, Rialas CM, Welters ID, Sonetti D, Stefano GB; abstracthttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10861070, articolo interohttp://www.jimmunol.org/content/165/1/339.long#fn-1
Pubblicato su Allergologia et Immunopathologia 1988 Nov-Dec;16(6):403-5, autori Pérez Castrillón J L, García Palomo J D, Pérez Arellano J L, Jiménez López A; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3242378.