Scoliosi o inclinazione laterale della colonna vertebrale

Malattia espressione dell’AnimA
Con la scoliosi, o inclinazione laterale della colonna vertebrale, ci troviamo di fronte a una inconscia deviazione rispetto al centro di un campo centrale. Il corpo che è sincero, ci rivela oltre a questa realtà anche la direzione del traviamento, che come tutto ciò che è unilaterale nuoce nella stessa misura ad entrambe le parti.
Se il baricentro della vita si sposta a sinistra, verso il lato femminile, la parte destra maschile diventa automaticamente troppo corta; anche la parte femminile però viene a trovarsi in una posizione infelice. In caso di situazione opposta di preferenza per il lato destro, non solo la parte sinistra è in svantaggio, ma anche quella destra soffrirà della propria eccessiva importanza.
Così, come la bilancia armonica dona stabilità a entrambi i piatti, questi soffrono insieme a causa della perdita dell’equilibrio.
Le deviazioni particolarmente accentuate rispetto a una linea centrale della spina dorsale creano complicazioni anche agli organi interni della cassa toracica. Se il cuore non si trova al posto giusto, interpretare diventa inutile.
Inoltre i polmoni non sono liberi di espandersi, poiché per farlo avrebbero bisogno di più spazio. Privati della loro libertà, non hanno più la possibilità di fare grandi voli, sia dal punto di vista concreto che da quello della comunicazione.
Alla distorsione fisica corrispondono distorsioni psicologiche. Per lo più si tratta di giri tondi, che il soggetto non nota neppure, perché l’errore viene a manifestarsi alle sue spalle. Ogni curva ha sempre un doppio carattere, ci si allontana da qualcosa e ci si rivolge verso un’altra.
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È interessante notare che la maggior parte delle scoliosi sono caratterizzate da un’inclinazione della colonna verso il lato destro, cioè verso quello maschile. Un paziente ha sperimentato attraverso la terapia, questa volta però in modo consapevole, come l’inclinazione della sua spina dorsale sia iniziata durante la pubertà, quando non riusciva ad assumere un portamento eretto di fronte al padre e cercava di schivarlo fisicamente.
Drammi particolari accadevano ogni volta in cui si ritrovavano a tavola, quando il figlio doveva sedere alla destra del padre. Dato che il ragazzo non prendeva alcuna distanza sul piano psicologico, era la sua colonna vertebrale che, piegandosi ad arco, si allontanava dal genitore.
Anche nella vita cercava di farsi strada serpeggiando, dando agli altri l’impressione di essere privo di spina dorsale. Tutte le persone afflitte da tale deviazione cercano di procedere in questo modo e di ritirarsi di fronte alla rettitudine.
La loro colonna vertebrale segue vie contorte, che dimostra di prediligere anche metaforicamente, pur non volendolo ammettere. Non comunicano in modo diretto e lineare, ma vogliono imbrogliare gli altri e scelgono sentieri segreti e disseminati di ostacoli. In tal modo possono aggirare le complicazioni.
Una variante fisicamente consapevole di questo modello è rappresentata nel varietà dagli uomini-serpenti.
Il compito consiste in questo caso nello spostarsi del tutto verso il lato preferito. Se si vive fino in fondo questo polo, il corpo potrà scaricarsi e potrà tornare a distribuire equamente il proprio peso. Procedere inclinati verso una metà, rende consapevoli della propria incompletezza e dà la possibilità di scoprire nel profondo le qualità del lato opposto.
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La scelta del farsi strada serpeggiando è dovuta alla necessità di adattarsi e di essere elastici di fronte alle necessità della vita. Con questo non vogliamo dire che bisogna sbattere come banderuole alle minime correnti d’aria, bensì che sarebbe opportuno abbandonarsi al ritmo della vita, nel senso che Eraclito attribuiva a questa espressione e alla sua eterna scoperta; panta rhei, tutto scorre.
Domande
1. Verso quale dei miei lati mi sono rivolto, quale dei due risulta quindi inutile?
2. Cosa nella mia vita è troppo breve? Cosa evito volentieri?
3. Quali ostacoli devo circumnavigare, se necessario anche in acque torbide?
4. Qual è il mio rapporto con la rettitudine? A quali compromessi e a quali leggere deviazioni sono disponibile?
5. Dove voglio arrivare percorrendo strade contorte?
(Dott. Rudiger Dahlke)

Via Piave, 22, 61032 Fano PU, Italia

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