Pranoterapia

Spesso il pranoterapeuta riesce a “percepire” in quali aree del corpo di annidano tensioni nascoste, e dunque infiammazioni e squilibri, e insiste particolarmente su quelle.

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Energia ad alta intensità

la somministrazione  del  prana sono emesse dalle mani dell’operatore varie tipologie di bio-onde sulle  bande delle frequenze elettromagnetiche

Raggi infrarossi

Genera calore

Raggi ultravioletti

Radiazioni colorate

Di pranoterapia probabilmente, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito parlare tutti, e magari abbiamo scrollato le spalle in segno di scetticismo. Ma sappiamo, esattamente, di che tecnica terapeutica si tratta?

Intanto, la pranoterapia è una disciplina che viene inserita all’interno della cosiddetta Medicina alternativa o olistica, quella che con sistemi naturali cerca di curare le malattie non spegnendo il sintomo, ma agendo sulle cause psico-somatiche.

La pranoterapia, nello specifico, si avvale del potere di guarigione che persone dotate di un surplus energetico (ovvero prana, una sorta di calore con poteri taumaturgici) riescono a donare ai loro pazienti semplicemente con l’imposizione delle mani, che quasi non sfiorano il corpo.

Questa energia terapeutica e guaritrice riesce a riequilibrare corpo e mente, andando a colmare i deficit energetici che si accumulano in alcuni organi del corpo e che sono poi i responsabili dell’insorgenza di molte malattie.

Un pranoterapeuta può rinforzare l’organismo in modo che sia più “attrezzato” a combatte, e può alleviare disturbi da stress, ansia e depressione.

Durante una seduta di pranoterapia, il paziente viene fatto stendere vestito (ma senza scarpe), e il terapista percorrerà il suo corpo con delle manovre aeree delle mani che infonderanno energia, benessere, e indurranno uno stato di rilassamento profondo.

Spesso il pranoterapeuta riesce a “percepire” in quali aree del corpo di annidano tensioni nascoste, e dunque infiammazioni e squilibri, e insiste particolarmente su quelle.

Dopo un ciclo di sedute, considerando una seduta al giorno o alternate – in genere il paziente si ritrova molto più rilassato e vitale, con malesseri quali mal di testa cronico, dolori reumatici e articolari, sciatica, nevralgie, gastrite e altri disturbi di stomaco e intestino decisamente alleviati.

Il bravo pranoterapeuta è un serio professionista, in possesso di regolari diplomi e attestati riconosciuti.

Tali onde terapeutiche sono state denominate complessivamente, dal Dott. Lapi, Chirofrequenze (chiros = mani). Di queste  sono state poi evidenziate quelle a bassa frequenza, chiamate, per similitudine con quelle cerebrali, simil-Alfa.

I test condotti dal Dott. Lapi misurano in simultanea, con un encefalogramma doppio, ciò che avviene tra operatore ed assistito prima-durante-dopo  la somministrazione del prana. Ma è soprattutto nella fase del  dopo che dobbiamo porre la massima attenzione:  

dai tracciati del Chirtest si evince – comparando con il prima –  che “qualcosa “ è successo nel cervello del paziente; “qualcosa” che permane anche dopo l’applicazione. Questo “qualcosa” altro non è che l’effetto prodotto dalle Chirofrequenze praniche a bassa frequenza (simil-Alfa).

Siamo in presenza di effetti indotti – per risonanza vibratoria – da onde a bassa frequenza emesse dal terapeuta .

Le modificazioni avvengono anche nell’encefalogramma dell’operatore, ma molto più   interessante e significativo da  notare sono le loro  similitudini e analogie con i tracciati relativi alle Chirofrequenze delle mani. Questo spiega il funzionamento del meccanismo dell’emissione pranica, così come abbiamo descritto in precedenza: dalle onde Alfa si arriva alle Chirofrequenze

Scarica la Relazione Scientifica: Qui.

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