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Parodontite e artrite reumatoide

In sostanza, la carenza di ossigeno facilita l’entrata nella cellula del virus, determinando esiti peggiori in caso di infezione. L’ipossia (saturazione di ossigeno < 90%), si può verificare anche in individui sani quando indossano una mascherina chirurgica

La guarigione è integrazione

Si ritiene che nella cavità orale convivano oltre 700 specie batteriche o fenotipi[577] di batteri. Secondo un articolo pubblicato nel Journal of Oral and Maxillofacial Pathology, il microbioma orale è la seconda comunità microbica più grande dopo l’intestino[578].

Il Progetto Microbioma Umano [579] descrive, all’interno della bocca, ben nove differenti siti, ognuno con la propria serie di microbi, in base alle differenti caratteristiche della superficie. Per esempio, la lingua contiene una comunità diversa da quella che si trova sulle gengive.

Le aree particolarmente dense di microbi sono la placca dentale e la superficie della lingua, tanto da essere considerati “tra gli habitat microbici più densi della Terra”. 

denti

Cervello salute orale

Lo studio dei cambiamenti del microbioma, un campo di ricerca relativamente nuovo, permette di identificare dei modelli di popolazioni batteriche in relazione allo stato di salute.  Non si esclude che in futuro, ad esempio, si potrà prevenire l’Alzheimer e il declino cognitivo, riconoscendo le varie funzionalità dei batteri orali.

Numerosi studi correlano un cattivo stato di salute dentale e gengivale alla comparsa dei primi segni di riduzione delle funzioni cognitive.

Le malattie parodontali, in cui le strutture che circondano il dente subiscono gravi alterazioni, sono state associate alla formazione di placche amiloidi nel cervello anche in assenza di problemi cognitivi[580].

emicrania

Salute orale e infiammazione

Ogni giorno ingeriamo di continuo, attraverso la saliva, grandi quantità di batteri orali che vanno a distribuirsi in tutti gli organi del corpo.

Nella parodontite, le citochine pro-infiammatorie prodotte localmente possono entrare anche nella circolazione del sangue e indurre una risposta di fase acuta nel fegato

 – caratterizzata da un aumento dei livelli di proteina C reattiva, fibrinogeno e di siero amiloide A

– contribuendo a sua volta all’aterosclerosi o esacerbando l’infiammazione intra-uterina.

Inoltre, l’ulcerazione gengivale nelle tasche parodontali permette l’uscita e la diffusione sistemica dei batteri parodontali.

Alcuni di questi, tra cui Porphyromonas gingivalis, sono stati rilevati nei leucociti circolanti e nelle lesioni aterosclerotiche, dove possono agire come stimoli pro-aterogeni.

Altri batteri parodontali come Fusobacterium nucleatum sono stati trovati nella placenta dove possono provocare esiti negativi della gravidanza. Il virus SARS CoV-2, come tutti i virus, sono simili a parassiti intracellulari, ma privi della capacità di riprodursi al di fuori dell’organismo/cellula che li ospita.

Quando i livelli di ossigeno nel sangue diminuiscono, il virus SARS CoV-2 diventa più pericoloso e invasivo, perché per entrare nella cellula – attaccandosi al recettore ACE2 (presente nelle cellule di polmoni, arterie, cuore, reni, ecc.).

utilizza il sito di scissione della furina[581], un meccanismo potenziato dallo stato di ipossia[582]. In sostanza, la carenza di ossigeno facilita l’entrata nella cellula del virus, determinando esiti peggiori in caso di infezione. L’ipossia (saturazione di ossigeno < 90%), si può verificare anche in individui sani quando indossano una mascherina chirurgica[583].

In un confronto tra campioni di sangue appartenenti a 2 gruppi di donatori, è stato rilevato uno stato di ipossia intermittente nel gruppo che aveva indossato la mascherina [584].

Inoltre, una disbiosi del microbiota orale può far prevalere alcuni batteri rispetto ad altri, influenzando in modo negativo il resto degli organi. Ad esempio, Fusobacterium nucleatum, un batterio orale Gram-negativo che non necessita di ossigeno per sopravvivere (anaerobico), rappresenta un contributo significativo allo sviluppo del cancro colorettale (colon e retto)[585].

È stato altresì proposto un meccanismo alternativo, o aggiuntivo, che collega la parodontite all’infiammazione sistemica.

Il Porphyromonas gingivalis ingerito implica alterazioni del microbiota intestinale, determinando così un aumento della permeabilità intestinale e un incremento di endotossine (tossine batteriche LPS), che causano infiammazione sistemica[586].

Gli antiossidanti possono proteggere dalla parodontite anche i non fumatori [587], in particolare se l’integrazione è funzionale alla via biochimica anabolica per la formazione dei tessuti connettivi, associando, ad esempio, vitamina C, Bioflavonoidi, lisina, prolina, controidina solfato, Rutina, Astrgalo, Dimetilglicina, B12.

La presenza di Porphyromonas gingivalis nei pazienti con artrite reumatoide potrebbe avere un impatto significativo sulla patogenesi della malattia stessa[588]. Infatti, dati provenienti da grandi studi di coorte dimostrano che la parodontite precede lo sviluppo dell’artrite reumatoide [589].

Paolo Siliprandi
Paolo Siliprandi
Lecco
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Mi chiamo Paolo, ho conosciuto Francesco circa 4 mesi fa tramite un'intervista che parlava della connessione tra malattia e anima. Da subito ho sentito che quelle parole vibravano in me nel profondo. Ho capito che era la persona giusta per la mia guarigione. Francesco è una persona speciale, unica, che ha compreso come funzionano le cose grazie alla sua esperienza mettendola al servizio di tutti noi. Con lui ho intrapreso un percorso di guarigione che mi sta aiutando moltissimo. Grazie, grazie di esistere AnimA❤️⭐❤️

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