Macronutrienti fibre pressione arteriosa

Come ridurre la pressione arteriosa

Proteine

Alcune ricerche hanno evidenziato una riduzione della pressione arteriosa nei soggetti ipertesi che aumentano il consumo alimentare di proteine a scapito dei carboidrati.

Anche lo studio INTERMAP (International Study of Macro/micronutrients and Blood Pressure) ha documentato una relazione inversa fra apporti di proteine e pressione arteriosa (27), con un effetto significativo per le proteine vegetali.

Ulteriori studi sono necessari per la conferma di questi risultati.

Carboidrati

Anche nel caso dei carboidrati occorre distinguere fra i diversi tipi, sebbene non esistano dati certi e conclusivi.

La cardiologia di segnale e la medicina funzionale sconsigliano il consumo di carboidrati semplici come lo zucchero e le farine raffinate. D’altronde molti studi evidenziano che il consumo di bevande con zuccheri aggiunti può aumentare i valori pressori, mentre la riduzione del consumo abbassa la pressione (28).

Invece il consumo di cereali integrali, che contengono fibre, potassio, magnesio e vitamine, può risultare protettivo e ridurre i valori pressori.

La sostituzione di carboidrati a elevato indice glicemico con proteine (di cui almeno la metà di origine vegetale) e con acidi grassi monoinsaturi può determinare una riduzione della pressione arteriosa.

Fibre

Uno dei meccanismi chiamati in causa per spiegare la riduzione della pressione arteriosa a opera delle fibre è il miglioramento del metabolismo glicidico, in quanto l’insulinoresistenza è uno dei potenziali fattori che contribuiscono all’insorgenza dell’ipertensione.

Il beneficio in termini pressori può apparire modesto, tuttavia si somma a molti altri effetti positivi per la salute. Si consiglia un consumo giornaliero di circa 30 g di fibre per prevenire le malattie cardiovascolari e tante altre patologie croniche, inclusi i tumori.

L’aumento dell’apporto di fibre si può ottenere privilegiando il consumo di frutta, verdura, cereali integrali, frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole …), semi oleaginosi (per esempio di sesamo, di zucca e di girasole) e legumi, anziché ricorrendo all’integrazione con supplementi. 

Potassio

Questo orientamento nutrizionale contribuisce a contrastare l’insorgenza dell’infiammazione cronica sistemica di basso grado. Il potassio è un elemento chimico fondamentale per la trasmissione nervosa e per molte altre funzioni cellulari. L’aumento del consumo di potassio con l’alimentazione è in grado di ridurre i valori pressori sia nei pazienti ipertesi sia nei normotesi.

Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che diete a elevato tenore di potassio possono associarsi a una riduzione della mortalità per ictus cerebrale, anche dopo aver escluso i benefici del calo pressorio. 

Sono stati pubblicati numerosi studi che dimostrano la riduzione della pressione arteriosa con diete a elevato apporto di potassio.

Il vantaggio è più evidente nei soggetti che consumano alte quantità di sodio. 

Molte di queste ricerche suggeriscono di aumentare l’introito di potassio prediligendo il consumo di alimenti che ne sono naturalmente ricchi, come la frutta e la verdura, anziché utilizzare gli integratori.

A eccezione dei soggetti con insufficienza renale severa, nei quali occorre monitorare i livelli ematici di potassio, un incremento di questo minerale con l’alimentazione è auspicabile per la pressione arteriosa e per i molteplici effetti benefici.

Gli alimenti ricchi in potassio sono numerosi e soprattutto appartenenti al mondo vegetale: frutta a guscio (mandorle e nocciole), legumi (per esempio fagioli bianchi), verdure (fra cui spinaci e zucchine), ortaggi della famiglia delle Solanacee (patate e pomodori), frutta (banane), funghi.

Anche gli oli di semi contengono molto potassio.

L’abitudine di fare attività fisica a digiuno, dove a seguire la colazione è il primo pasto principale più importante, avviene una trasformazione e rimodellamento del corpo nelle 5 ore successive. 

Nella notte si riposa dimagrendo, alzandoci riposati. A fini plastici avviene un rinnovamento tissutale funzionale. Un aumento di Dopamina, Triptofano, Serotonina.

Naturalmente in aiuto c’è un ripristino epatico, un Wash intestinale e una comprensione e cause di ciò che persiste e resiste come disagio, malattie ecc. su ogni molteplice aspetto. 

*Il corpo infatti si rifiuta* di produrre nuovo muscolo se si trova in stato di denutrizione, di infiammazione, di intossicazione, di malattia in genere. 

Il fatto che vi sia abbondanza di massa muscolare, dunque, spesso è sinonimo di ottimo funzionamento degli assi ormonali coinvolti e alta spesa metabolica: un’eccellente base di partenza per chi voglia dimagrire.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Tiziana Del Prete
Tiziana Del Prete
Gradara (PU)
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Be, che dire! Ho avuto modo di conoscere Francesco grazie a delle amiche che raggiungevamo ad ogni piccolo bisogno Success Club Professional e quindi Francesco il naturopata! Già dalla prima volta che gli ho fatto visita, mi ha conquistata!e' molto preparato professionalmente, è di una sensibilità unica, mette le persone a proprio agio e i prodotti che ti consiglia di prendere sono di ottima qualità e quindi molto benefici! Oltretutto Francesco è anche pranoterapeuta e con le sue sedute di pranoterapia ho avuto molto benefici! Grazie Francesco per quello che fai! Consiglio Francesco a tutti voi amici, per stare in salute in modo naturale👏💪❤️

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