Le malattie dentarie ed i carboidrati insulinici

Chi non ha mai avuto problemi dentali, comprese le carie?

Tentiamo di arginare tali problemi facendo uso di spazzolini da denti, colluttori e fili interdentali. In genere andiamo dal dentista solo a seguito di forti dolori o per fare la pulizia dei denti o per rimuovere il tartaro che di volta in volta si ripresenta.

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Ci siamo mai chiesti perché in tutto il regno animale, solo l’uomo soffre di malattie dentali?

Potete stare certi che se fosse stata una malattia vecchia come il mondo, la nostra evoluzione l’avrebbe facilmente eliminata. Evidentemente è una malattia moderna!

La conferma di quest’ultima affermazione è stata riscontrata da alcuni studiosi nei resti umani appartenenti a sapiens dei periodi preagricoltura, nei quali i denti non risultavano offesi da nessuna caria.

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Al contrario, già ai tempi degli egizi, gli studiosi hanno rinvenuto nei denti delle mummie moltissime carie. D’altronde non poteva essere diversamente da così.

Quante volte il nostro dentista ci ha avvisato che lo zucchero causa le carie?

Non ci hanno però mai detto che anche i carboidrati producono gli stessi effetti.

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Difatti i germi patogeni hanno come loro unico nutrimento lo zucchero; per cui ogni volta che ingeriamo cibi contenenti tali nutrienti, inondiamo i denti di zucchero, utilizzato dai batteri moltiplicarsi (aumentando lo spessore della placca) e permettendogli d’intaccare e demineralizzare i nostri denti.

Gli zuccheri in base alla loro capacità cariogena si suddividono in: intrinsechi, presenti nella frutta e nella verdura (con minore capacità) ed estrinsechi quali miele, lattosio e saccarosio (tale categoria è altamente cariogena).

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Per quanto riguarda gli amidi (pasta, pizza, pane, patate, riso, fagioli), ingerendoli crudi non rappresentano un grosso problema.

Purtroppo la loro cottura e la masticazione permette all’amilasi salivare di scindere l’amido nei suoi substrati (maltosio, maltotriosio, destrina e glucosio), rendendoli disponibili ai batteri patogeni.

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Inoltre secondo uno studio condotto dal Dottor Iscii e suoi collaboratori nel 1968, i prodotti derivati dagli amidi in combinata con il saccarosio (zucchero da cucina), sono notevolmente più cariogeni del saccarosio stesso.

Il moltiplicarsi della colonia batterica, permette la crescita di batteri putrefattivi, uno dei motivi alla base di problemi come l’alitosi.

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Indubbiamente una buona igiene dentale (pulizia con lo spazzolino, collutorio e filo interdentale) può arginare il problema e il dentista può intervenire riportando la colonia batterica nella fase pre-placca.

Non consumare alimenti come i carboidrati (escludendo frutta e verdura), impedisce totalmente il riformarsi della placca batterica, salutando definitivamente il nostro dentista.

Vivere 120 Anni

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