La contrazione di Dupuytren o mano rattrappita

Malattia espressione dell’AnimA

In questa malattia lo strato di tessuto fibroso del palmo della mano si contrae a partire dal dito più piccolo e col passare del tempo la mano finisce per chiudersi completamente, comunicando un messaggio profondamente simbolico.

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Da un lato è un sintomo di insincerità, perché per suggellare un patto si dà la propria parola e una stretta di mano.

Dato che la parola d’onore viene sancita simbolicamente dalla stretta di mano, la mano chiusa esprime falsità e anche disonestà. D’altro lato, nella sua chiusura si rispecchiano anche limitatezza e quindi paura.

A tutto ciò bisogna aggiungere il significato della contrazione

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Il pollice stretto tra le dita è nei bambini un segno tipico di paura e di insicurezza. Il pugno nascosto nella tasca esprime paura e insieme aggressività, e spesso questi due sentimenti vanno mano nella mano.

La disonestà si presenta di nuovo se la mano viene nascosta nella tasca e le unghie, che ne rappresentano gli artigli, nella mano.

contrazione di Dupuytren

Se il pugno chiuso viene consapevolmente scelto come simbolo – come nel movimento dei lavoratori, decisi e combattivi – il tema dell’aggressività e della conflittualità diviene inequivocabile, in quanto la paura è sempre in agguato dietro lo spirito guerriero.

Nella gestualità della vita quotidiana, il pugno chiuso indica minaccia, desiderio di vendetta e volontà di combattere

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Il pollice, che sta solo di fronte alle altre quattro dita, è simbolo di unità e individualità. Se viene chiuso tra le dita, evidenzia bisogno di protezione e al tempo stesso paura e aggressività, che, come è noto, è la miglior difesa.

Infine la mano chiusa può esprimere anche smania di mistero. I soggetti non vogliono lasciar trasparire la loro individualità perché sono troppo timorosi, troppo insicuri o troppo aggressivi.

contrazione di Dupuytren

La malattia rivela da un lato insincerità e intenzioni nascoste, dall’altro un’aggressività potenziale non ancora vissuta.

Naturalmente i soggetti non sono affatto consapevoli dell’esistenza nelle loro azioni di tali tendenze, che vengono inscenate a livello fisico. Inoltre la mano che si contrae presenta nell’ispessimento della cute un’immagine di avidità. In realtà però chi si trova in una simile condizione non può né dare né ricevere.

Chi trattiene ogni cosa e non dà niente, finisce per non ricevere nulla.

contrazione di Dupuytren

Non può più dare nemmeno la propria mano

lo rivelano le dita contratte ad artiglio e la mano costantemente chiusa. I nodi che si sono formati sul palmo rappresentano problemi che i soggetti hanno cercato di nascondere al mondo e che in questa forma diventano visibili agli occhi di tutti.

La malattia colpisce in genere le mani, limitando di conseguenza la loro capacità di azione: solo di rado attacca le punte dei piedi e i centri dell’equilibrio.

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Il lato colpito permette di operare un’ulteriore differenziazione, Il comportamento adottato nel contesto sociale è molto illuminante.

Se è la mano sinistra ad essere colpita, viene immediatamente nascosta e analoga sorte spetta al lato sinistro femminile. Se la malattia colpisce a destra, la situazione è socialmente più difficile, ma altrettanto chiara. Si è costretti a salutare porgendo la sinistra.

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Prescindendo dal fatto che questo gesto risulta un po’ sgradevole e goffo, il suo significato simbolico è evidente. La mano destra, capace di esercitare la forza, viene nascosta e al suo posto viene presentata l’innocente sinistra.

Se sono colpite entrambe le mani, non si può più fingere di essere sinceri, non è possibile salutare in modo normale, e rinunciando a dimostrare un’accoglienza cordiale, si diventa onesti.

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A questo punto però può mostrarsi anche l’altra faccia della medaglia, se la persona che si deve salutare non vuole rinunciare a un autentico contatto. Può per esempio cercare di afferrare la mano chiusa, di stringerla e tenerla prigioniera.

Proprio nei tentativi di saluto appare particolarmente chiaro il valore simbolico della malattia. I soggetti non sono più aperti alla vita. Non possono stringere in segno di saluto la mano che viene loro tesa.

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La cosa più tragica di questa situazione è che non riescono neppure ad afferrare la mano che viene loro tesa per aiutarli o salvarli.

Per l’avidità di agguantare tutto quanto (soprattutto ciò che è materiale) e di non restituirlo più, i pazienti finiscono col non riuscire più a tenere in mano la propria vita.

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Colpisce il fatto che spesso esista un parallelo con la problematica dell’alcol. In questo caso i soggetti si riempiono e si nascondono. Simbolicamente si chiudono insieme alla mano.

La loro vera natura è nelle loro mani e tutti possono vedere perché le mani vengono chiuse.

Donare e ricevere con il cuore dalle mani

Con le mani chiuse e ripiegate su se stesse, diviene impossibile anche concludere gli affari in modo «pulito», perché per farlo bisognerebbe suggellarli con una stretta di mano.

La contrazione impedisce il contratto leale e si manifesta il lato oscuro del patto. È, per così dire, un affare che viene concluso sotto mano.

Bisogna allora esaminare di nuovo la qualità delle proprie azioni e accettarla nonostante le associazioni negative. Si tratta di ammettere che si desidera afferrare e tenere per sé ogni cosa, e al tempo stesso ammettere i propri fini occulti.

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Se l’egoismo è vissuto consapevolmente, non ha bisogno di manifestarsi sul corpo. Lo stesso vale per i sentimenti aggressivi, la paura e l’insicurezza.

La cupidigia si trasforma in riserbo significativo, gli attacchi bellicosi in esuberanza di energia vitale, la paura in saggia prudenza.

Domande

1. Dove sono insincero? Quale indizio rivela la forma delle mie dita?
2. Se una mano rattrappita indica decadenza, cosa rappresenta la mia mano?
3. Posso continuare a lavarmela come segno di innocenza?
4. Cosa nascondo a me stesso e al mondo? Chi o che cosa ho in mano?
5. A chi sono rivolte le minacce che la mia mano esprime?
6. Verso cosa è rivolta la volontà combattiva che il pugno chiuso manifesta?
7. In quali situazioni non confesso il mio desiderio di afferrare? In che rapporto sono con il dare e il prendere?
8. Cosa significa per me non poter più stendere la mano e non poter più stare a mani aperte?
9. Quali nodi problematici tengo ben nascosti, cosicché nessun altro li possa vedere e soltanto io li senta?
10. Di cosa ho paura, che cosa mi rende così insicuro e mi impedisce di vivere la mia individualità in modo aggressivo?
11. Cosa significa per me il fatto di non poter più tendere a nessuno la mano ( che mi viene offerta per la mia vita, in segno di aiuto) e che non posso più afferrare nessuna mano tesa per salvarmi?
12. Cosa voglio nascondere? Di fronte al mondo? Di fronte a me stesso?

Doc. Thorwald Dethlefsen Doc. Rudiger Dahlke

Via Piave, 22, 61032 Fano PU, Italia

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