I disturbi del sonno

La difficoltà ad addormentarsi, a dormire bene o la tendenza a svegliarsi troppo presto trovano spesso un motivo, anche inconscio

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Le persone che non riescono a dormire bene sono tante, ognuna per motivi e con sintomi diversi, ognuna per disturbi del sonno differenti.

I segni che accomunano chi è affetto da tali disturbi sono visibili sia esteticamente, mediante un aspetto stanco caratterizzato da occhiaie e borse sotto agli occhi, sia dal punto di vista comportamentale, perché la persona che non dorme bene è quasi sempre irritabile, nervosa e stanca.

Rientrano nei disturbi del sonno anche le cosiddette parasonnie, ossia quei comportamenti anomali durante la notte rappresentati per esempio dal bruxismo (il digrignare i denti durante il sonno) e dal sonnambulismo.

Il più classico e diffuso tra i disturbi di chi non dorme bene, tuttavia, è sicuramente l’insonnia, ma non sono da tralasciare neppure la sindrome delle apnee notturne, l’ipersonnia, i disturbi del ritmo circadiano del sonno, la sindrome delle gambe senza riposo ecc.

L’insonnia è quella condizione che ci fa addormentare la sera, risvegliare nel cuore della notte e svegliare poi troppo presto al mattino, impedendoci di riprendere a dormire, il tutto accompagnato dalla percezione che il sonno sia stato molto leggero e di scarsa qualità.

Quando si parla di insonnia però non si può generalizzare: questa condizione viene clinicamente classificata e distinta in base a più parametri.

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◗ In relazione alla durata si hanno l’insonnia occasionale, transitoria o cronica.

In base alle cause scatenanti l’insonnia può essere primaria, quando il soggetto è sano e non vi sono cause apparenti che la giustifichino, oppure secondaria, quando deriva da altri problemi fisici o psicologici.

◗ In base alla tipologia, invece, si distinguono: l’insonnia iniziale, quando il soggetto stenta ad addormentarsi; l’insonnia centrale, quando i risvegli durante la notte sono frequenti e sostenuti; l’insonnia tardiva, quando l’insonnia è caratterizzata dal risveglio mattutino precoce (6).

La difficoltà ad addormentarsi, a dormire bene o la tendenza a svegliarsi troppo presto trovano spesso un motivo, anche inconscio, derivante dalla psiche della persona, un motivo che provoca stress, preoccupazione, agitazione, ma può essere legato anche a un stile di vita non idoneo, a un’alimentazione errata o a un’alterazione dell’assetto ormonale, di cui parleremo dopo.

Un’altra patologia del sonno abbastanza diffusa e ben definita rispetto all’insonnia è l’apnea ostruttiva nel sonno, anche conosciuta con l’acronimo OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), nella quale ripetuti episodi di ostruzione delle vie aeree superiori causano l’interruzione del flusso d’aria nei polmoni.

Il soggetto che ne soffre presenta quindi una transitoria ma ripetuta interruzione del respiro mentre dorme, che si ripercuote poi su tutto l’organismo.

L’OSAS determina infatti un’alterazione del sistema respiratorio e cardiocircolatorio del soggetto, oltre a una compromissione del sonno e una forte sonnolenza diurna accompagnata da cefalea e senso di stanchezza eccessiva che si protraggono per tutto il giorno.

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Dal punto di vista fisiologico, durante il sonno si ha un rilassamento della muscolatura dell’intero organismo, tra cui quella della gola, ma quando la perdita del tono muscolare risulta eccessiva le pareti delle vie aeree superiori, in particolare i tessuti del palato molle, iniziano a vibrare in modo rumoroso dando vita al fenomeno del russamento.

Durante le apnee notturne, invece, le pareti delle vie aeree superiori collassano totalmente perché la muscolatura del palato molle viene risucchiata durante l’inspirazione, causando l’interruzione completa del respiro: il soggetto va in apnea, l’organismo percepisce il pericolo e si risveglia transitoriamente, recuperando tono muscolare e ponendo fine all’apnea.

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Tale meccanismo, indispensabile per il ripristino della pervietà delle vie aeree, determina tuttavia un’alterazione della qualità del sonno, che si accentua quando gli episodi si ripetono più volte durante la notte, costringendo la persona a svegliarsi.

In genere, e fortunatamente, i fenomeni di apnea si verificano nella fase più leggera del sonno e ciò favorisce una più immediata risposta del cervello al pericolo.

Bibliografia: Medicina di Segnale

6 Lugaresi E. Il sonno e i suoi disturbi. Bologna: Il Mulino, 2008.

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