Glucosio o chetoni?

La guarigione è integrazione

Il dottor Bruce Ames, ideatore della teoria triage allocation[142], è professore emerito di biologia molecolare presso la Berkeley University della California e scienziato senior presso il Children’s Hospital Oakland Research Institute.

Nelle sue ricerche sulle malattie degenerative, ha notato che le carenze di vari micronutrienti possono danneggiare il DNA e invecchiare le cellule, come conseguenza della “triage allocation”.

Tutti gli organismi viventi, esseri umani compresi, attraversano periodi di scarsità di micronutrienti. La teoria del dottor Ames ipotizza che durante queste fasi di penuria, i micronutrienti più scarsi vengono assegnati per garantire la vita nell’immediato, trascurando gli effetti nel lungo termine.

diabete

Per esempio, una carenza di vitamina K induce il corpo a utilizzarla per alimentare il metabolismo nel fegato, a spese della densità minerale ossea. Una carenza di ferro verrà compensata dalle riserve del fegato prima di intaccare le riserve del cuore.

Il dottor Bruce Ames è riuscito a spiegare in modo scientifico, perché le carenze moderate di minerali, vitamine e aminoacidi (circa 40 nutrienti essenziali) potrebbero aumentare il rischio di tumori e malattie cronico-degenerative con l’avanzare dell’età, in assenza di sintomi, attraverso la perdita di funzione degli enzimi[143].

In altre parole, se paragoniamo il fuoco alla funzione degli enzimi e la miccia (o comburente) ai micronutrienti, possiamo dire che se le fiamme si affievoliscono, c’è bisogno di “comburente” per ottenere l’energia vitale necessaria allo svolgimento ottimale di tutte le funzioni fisiologiche delle cellule che compongono l’organismo.

crucifere

Tutti i carboidrati, semplici o complessi che siano, hanno un unico destino: diventano molecole di glucosio che vengono assorbite dall’intestino per passare nel sangue.

La principale funzione del glucosio è quella di ottenere ATP (adenosina trifosfato), un composto chimico, o più semplicemente “una moneta di scambio energetico”, indispensabile alla cellula per svolgere qualsiasi tipo di lavoro biologico, tra cui:

i movimenti muscolari, la sintesi delle proteine, la divisione cellulare, l’apoptosi (morte cellulare), la trasmissione degli impulsi nervosi, le funzioni immunitarie. Tuttavia, per ottenere ATP, la maggior parte delle cellule sono in grado di utilizzare un carburante alternativo: i chetoni, molecole derivate dal metabolismo dei grassi.

L’adenosina triptofano (ATP) è un ribonucleotide trifosfato formato da una base azotata (l’adenina), dal ribosio, (uno zucchero a cinque atomi di carbonio e da tre gruppi fosfato. L’ATP si forma nel mitocondrio, la centralina della cellula, nel processo biochimico della fosforilazione ossidativa.

Nella chetosi nutrizionale, ovvero lo stato metabolico indotto dalla dieta chetogenica, la riduzione strategica dei carboidrati minimizza il livello di glucosio in circolo, costringendo gran parte delle cellule ad utilizzare i chetoni per ottenere ATP.

Alcuni grassi alimentari, in particolare l’olio a catena media (olio MTC), raggiungono direttamente il fegato per la produzione di chetoni nel sangue, è utilizzare un glucometro, stesso strumento che misura il glucosio.

cetriolo spaghetti

I chetoni, denominati acetoacetato, beta – idrossibutirrato e acetone, vengono prodotti in prevalenza dal fegato e poi trasferiti a organi, muscoli e cervello per fornire energia, consentendo la sopravvivenza, ad esempio, durante il digiuno.

I chetoni prodotti dal corpo durante una dieta chetogenica o il digiuno, in particolare il β idrossibutirrato – quello più abbondante nel sangue, sono una forma di carburante pulita per l’organismo, rispetto al glucosio[145].

Infatti, durante la produzione di ATP (la molecola energetica delle cellule), i chetoni utilizzano meno ossigeno. Ciò si traduce in una riduzione dello stress ossidativo e in un risparmio di molecole di NAD, un coenzima derivato dalla vitamina B3 (niacina), necessario alla vita, coinvolto in molteplici funzioni: respirazione cellulare, biogenesi mitocondriale (creazione di nuovi mitocondri) e reazioni redox (ossido riduzione)[146].

Per ottenere 1000 molecole di ATP  Dal glucosio ci vogliono 111 molecole NAD+

Da β-idrossibutirrato bastano 11 molecole di NAD+. Elamin M, Ruskin DN, Masino SA, Sacchetti P. 2017 PMID: 29184484

Di conseguenza, aumenta la disponibilità di NAD+ per l’attività del mitocondrio, per la riduzione dello stress ossidativo e per la sintesi di glutatione, un potente antiossidante endogeno, da cui dipendono, tra le altre, anche una corretta espressione genica e l’autofagia, ovvero la rimozione delle cellule danneggiate[148]. I chetoni generano più ATP per grammo rispetto al glucosio.

È stato calcolato che 100 g di glucosio forniscono circa 8,7 kg di ATP, mentre 100 g di beta-idrossibutirrato) forniscono 10,5 kg di ATP, l’acetoacetato circa 9,4 kg. [149] Solo alcuni organi dipendono esclusivamente dal glucosio e sono i seguenti[150]:

Midollo spinale e parte del cervello (25% circa).

Midollare surrenale, midollo osseo, eritrociti (globuli rossi), leucociti (globuli bianchi), retina, cristallino, testicoli. I globuli rossi possono utilizzare solo glucosio poiché privi di mitocondri.

Un globulo rosso adulto contiene quasi esclusivamente emoglobina. Nel fegato, invece, manca l’enzima (tioforasi) che consente l’utilizzo dei chetoni, perciò gli epatociti possono utilizzare solamente glucosio. In definitiva, il glucosio non è essenziale al pari dei grassi e delle proteine.

Nel digiuno, così come durante una dieta con pochissimi carboidrati, il corpo è fisiologicamente programmato per produrre glucosio al fine di mantenere costante la glicemia e assicurare il funzionamento degli organi glucosio-dipendenti.

La gluconeogenesi è il processo con cui il fegato sintetizza glucosio a partire da precursori non glucidici,

Ovvero: Aminoacidi – presenti nell’alimentazione o derivanti dalla degradazione dei muscoli; Gicerolo – proveniente dalla degradazione dei trigliceridi nel tessuto adiposo, Acido lattico – proveniente dai globuli rossi e dal muscolo durante l’esercizio fisico.

Inoltre, il nostro organismo ricava glucosio anche dall’assunzione di proteine e verdure, col vantaggio che queste ultime apportano soprattutto fibre, vitamine e nutrienti antiossidanti.

Ad esempio, mezzo panino per hamburger, così come una sola patata grande, contengono entrambe circa 20 grammi di carboidrati, il limite giornaliero di una dieta chetogenica low – carb. Stessa cosa vale per un paio di bocconi di riso o di pasta.

La dieta chetogenica non è una dieta dimagrante. Inizialmente, nei primi decenni del 1900, serviva per curare l’epilessia[151]. Successivamente gli studiosi si resero conto che poteva curare molto altro, come si leggerà nei prossimi capitoli.

Una particolarità della dieta chetogenica è il consistente apporto di grassi; infatti, come regola generale, le calorie assunte in un giorno derivano da grassi per il 65-80%, da carboidrati per il 5-10%, da proteine per il 15-25%.

A livello scientifico, negli ultimi decenni, è emerso qualche dubbio sulla salubrità delle linee dietetiche tradizionali[152], secondo le quali il 45-60% delle calorie dovrebbe derivare da alimenti a base di cereali e legumi[153], che causano continui sbalzi glicemici. Per essere in equilibrio, il nostro organismo necessita di alternare ciclicamente glucosio e chetoni[154]:

Giselle Parma
Giselle Parma
Rimini
Il lavoro di Francesco unisce competenze e studi di diversa natura, e questo permette di agire contemporaneamente sul piano fisico (grazie a nutraceutici di Eccellenza) emotivo, mentale e spirituale Il corpo riprende progressivamente Forza, Toncità e Vigore, ci si sente meglio Sono di supporto consigli alimentari, terapia verbale, fiori di Bach, trattamenti energetici. Un mix Che permette di ripristinare un equilibrio interiore e fisico 🧡

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