Gli arti superiori

Malattia Espressione dell’AnimA

Unite al busto a livello delle spalle, le braccia ci permettono di toccare, di afferrare, di prendere. Ci servono inoltre a respingere, avvolgere, stringere, soffocare o imprigionare. Infine ci consentono di agire, sono i vettori dell’azione.
 
Solitario, Uomo, Seduta, Tempo Libero, Riposo, Git
 
Chi dice azione, dice dominio, potenza e potere. Le braccia sono, in tal senso, ciò che ci dà la possibilità di agire sugli altri o sulle cose, persino di giudicarli (braccio secolare) o di troncare qualcosa come conseguenza di una scelta.
 
In ultimo, grazie alle braccia possiamo proteggere, difendere e difenderci. In quanto vettori dell’azione e della scelta, ci permettono di passare dal concettuale al reale, al «fare». Con le braccia l’«essere» può esprimersi mediante il «fare», il concettuale può passare nel reale, lo Yang può manifestarsi nello Yin.
 
Cielo, Libertà, Felicità, Alleviato, Preghiera
 
Come le gambe, le braccia si compongono di due parti, il braccio (bicipite e omero) e l’avambraccio (radio e cubito), separate da tre articolazioni principali, la spalla, il gomito, il polso e terminano infine in quel pezzo forte che è la mano.
 

Le malattie degli arti superiori

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I dolori, le ferite o le tensioni che si manifestano nelle braccia sono il segnale che viviamo tensioni nella nostra volontà d’azione sul mondo esterno o su quello interiore. Ci parlano della nostra difficoltà ad agire su qualcosa o qualcuno, a fare o a scegliere qualcosa.
 
Un desiderio di agire, di dominare o di controllare che non può essere realizzato si esprimerà attraverso queste tensioni che possono, come nel caso delle gambe, spingersi sino alla rottura, vale a dire la frattura.
 
Uomo, Pensione, Disegno, Muscoli, Forte, Debole, Gesso
 
Tali malattie delle braccia possono anche significare che abbiamo difficoltà, dopo aver effettuato una scelta, a tradurre nel reale idee, progetti o concetti che ci stanno a cuore.
 
A seconda del punto specifico sul braccio, spalla, avambraccio, polso, dove si manifesterà la tensione, disporremo di un’informazione più precisa su cosa ci «impedisce», secondo noi, di agire. Infine, le nostre braccia possono «parlarci» del nostro rapporto con il potere e con il possesso e, di conseguenza, della nostra capacità a «lasciar andare» le cose o meno.
 
(Michel Odoul)

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