Ginseng

Il ginseng rosso gode di alta considerazione in Cina (in cinese Ren shen), Corea e Giappone e viene impiegato con succes­so nelle seguenti indicazioni:

rinforza le autodifese, è un equilibrante della cistifellea, convalescenza, stimolazione del cuore, debolezza di circolazione, depressione, esaurimento, fortificante, eliminazione dei metalli pesanti, aumento della produttività.

Il ginseng proviene dalle selve montagnose della Manciuria ed è fra le piante medicinali più costose.

Già Marco Polo menzionò questo rimedio prodigioso. Il ginseng selvatico è difficile da trovarsi e viene quindi coltivato.

Dalle radici essiccate al sole si produce una polvere. Trattasi di un tonico yang che rinnova l’energia nella milza e nel polmoni. La radice lenisce gli acciacchi della vecchiaia, come i disturbi del sonno, lo stress e le sue conseguenze. I principali costituenti chimici sono le saponi ne triterpeniche note come ginsenoside che chimicamente sono dei derivati del protopa­naxadiolo e del protopanazetriolo.

Tra questi prevalgono i ginsenoidi Rg1, Rc, Rd, Rb, Rb2, Rb0. La droga contiene, inoltre, un olio essenziale, zucchero ed amidi. Non si tratta di un rimedio per una sola malattia, ma di una sostanza a scopo profilattico che specificamente aumenta le capacità di difesa dell’organismo contro diversi agenti e stimoli ambientali.

Pianta della medicina tradizionale cinese, parti usate: radici.

Applicazione terapeutica: insufficienza della milza, splenite, indebolimento generale, ulcera peptica.

In Cina è usata come rimineralizzante e rivitalizzante.

Posologie: la polvere della radice 5 gr suddivisi nella giornata. L’estratto secco 2000-3000 mg al giorno, non sono note le controindicazioni ed effetti collaterali.