Linguaggio del Corpo

malattia e destino

Malattia espressione dell’AnimA

Le malattie ed i sintomi altro non sono che messaggi inviati dal corpo ad una mente che si rifiuta di comprendere gli insegnamenti della vita. Quando parla il corpo non mente mai e ciascuno di noi è in grado di comprenderne intuitivamente il linguaggio, poiché parla con una lingua antichissima, esistita da sempre e destinata a non morire mai: quella dei simboli.

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L’interpretazione in chiave simbolica, psicosomatica, delle malattie consente di integrarne il messaggio profondo a livello della coscienza, in questo modo si può eliminare la vera causa di un disagio ed il corpo può guarire. Viceversa se eliminiamo solo l’effetto di uno squilibrio interiore, cioè il sintomo, questo è destinato a ripresentarsi nello stesso organo o in un altro situato più in profondità (vicariazione regressiva).

tristezza interiore

Per interpretare correttamente un sintomo è necessaria una visione distaccata ed esterna, non scordiamoci, infatti, che il contenuto che esso trasporta è già stato rifiutato dalla coscienza, altrimenti non sarebbe necessario che il corpo lo manifesti. Una volta integratone completamente il contenuto conflittuale, qualsiasi malattia è in grado di guarire, ed il corpo ritorna al suo equilibrio abituale.

E’ interessante notare che qualsiasi interpretazione data ad un paziente e da questi accettata di buon grado, o non è corretta o è troppo superficiale!

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L’interpretazione corretta è relativa ad un aspetto di sé che il paziente non vede, che tenderà quindi a

negare più o meno aspramente qualora gli si presenti davanti (così come tenderà ad essere particolarmente irritato da quelle persone che lo manifestano apertamente nella propria vita: meccanismo dello specchio).

Per riuscire a interpretare i nostri sintomi dobbiamo chiederci che cosa mi fanno fare (che in condizioni normali non farei) e che cosa mi impediscono di fare (che in condizioni normali farei), in questo modo troviamo la finalità e dunque il messaggio.

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La tabella che segue è una mappa sintomatologia e corporea per riuscire ad orientarsi in questa nuova visione delle malattie.

Per approfondire questo approccio consiglio i libri “Malattia e destino” di T. Dethlefsen e R. Dahlke (Ed. Mediterranee) – “Malattia linguaggio dell’anima” di R. Dahlke (Ed. Mediterranee) – “Metamedicina – Ogni sintomo è un messaggio” di C. Rainville (Ed Amrita).

Buona lettura e buon viaggio alla riscoperta della Vostra anima!

SINTOMO / ORGANO CONFLITTO PSICHICO

ABORTO paura di vivere, paura di affrontare responsabilità.

ACNE conflitto interiore, paura del confronto con gli altri.

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AFOSI ORALE collera o aggressività repressa.

AIDS amore represso, negazione dell’io, senso di colpa nell’area sessuale.

ALCOLISMO senso di colpa, senso di inadeguatezza di fronte alla vita, fuga.

ALITOSI malevolenza, vendetta, disordini verbali.

ALLERGIE isolamento, inflessibilità, difesa, evento che non abbiamo accettato presente nella nostra memoria emozionale.

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ALLUCE VALGO mettersi da parte per soddisfare desideri o bisogni altrui.

AMENORREA shock emozionali, fragilità, rigidità, rifiuto, amor proprio (mancanza di)

resistenza alle lezioni della vita.

ANCHE determinazione nell’andare avanti.

ANEMIA incredulità, mancanza di gioia, paura di vivere, sentirsi incompresi dagli altri

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ANGINA TONSILLARE incapacità a chiedere, difficoltà di accettazione, sentimenti repressi.

ANGINA PECTORIS paura, sentimenti bloccati.

ANO rappresenta la fine di un processo, lasciar andare qualcosa o qualcuno ANORESSIA confusione, fuga, rinuncia, negazione dell’io, grande paura, “ogni parola è cibo, niente entra, niente esce”.

ANSIA insicurezza, disapprovazione di sé, sfiducia nella vita.

ANULARE legami ed unioni.

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APPARATO CIRCOLATORIO blocco o fluidità eccessiva delle emozioni.

APPARATO DIGERENTE elaborazione errata degli avvenimenti.

APPARATO ESCRETORIO paura di lasciar andare qualcosa.

APPARATO MUSCOLARE sovraffaticamento, andare oltre le proprie possibilità.

APPARATO RESPIRATORIO repressione delle espressioni ed emozioni vitali, senso di colpa.

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APPARATO RIPRODUTTIVO mancanza di creatività, di produttività, problemi sessuali.

APPARATO SCHELETRICO problemi agli organi corrispondenti, mancanza di sostegno nella vita (materiale, affettivo, sociale).

ARITMIA riaffiorare di traumi passati non liberati.

ARTERIOSCLEROSI giudizio eccessivo, isolamento, grettezza.

ARTICOLAZIONI rigidità eccessiva, troppo esigente nei confronti di se stesso.

ARTRALGIA resistenza ad un cambiamento.

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ARTRITE rigidità, testardaggine, aggressività repressa, carenza d’amore.

ARTROSI rigidità mentale con difficoltà a far fluire la vita, rancore che ha portato ad una chiusura di cuore.

ASCESSO situazione che mi provoca collera e che non riesco a risolvere.

ASMA mancanza di spazio, incapacità di dare amore, paura di essere abbandonati, senso di colpa per essere al mondo.

ASTENIA perdita di motivazione, mancanza di stimoli nelle proprie attività quotidiane.

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BALBUZIE insicurezza, problemi con l’autorità.

BOCCA E DENTI mancanza di decisione, incapacità o impossibilità di afferrare, condizionamento da parte di altre persone, rabbia trattenuta.

BORSITE ira repressa, collera trattenuta, mancanza di spontaneità.

BRACCIA capacità di prendere, andare oltre le proprie possibilità, assumersi troppe responsabilità o volerle scaricare sugli altri, paura di non farcela in determinate situazioni.

BRIVIDI fuga da un lato di noi stessi, mancanza o perdita di ordine nella vita.

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BRONCHI capacità di prenderci il nostro spazio vitale.

BRONCHITE conflitti, rabbie, turbamenti familiari e del proprio ambiente, senso di soffocamento.

BULIMIA paura di una perdita, grave mancanza di accettazione, vomita addosso agli altri i suoi problemi e non vuole risolverli (nel linguaggio c’è la parola troppo).

CALCOLI BILIARI aggrapparsi a pensieri difficili e a esperienze amare, accumulo di paure o giudizi nei confronti di sé o degli altri.

CANCRO profondo conflitto interiore, distacco dalla globalità della vita, accumulo di odio, grande dolore, ferite profonde.

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CAPELLI problemi nel prendere decisioni, mancanza di libertà, mancanza di forza.

CATARATTA sensazione che il futuro sia oscuro e brutto.

CAVIGLIE flessibilità relativa a cambi di orientamento, il lato materiale in divergenza con quello spirituale.

CEFALE perde filo del discorso, chiede spiegazioni.

CELLULITE emozioni trattenute dal nostro passato (rimpianti, dolori, paure,…).

CERVELLO processi mentali (pensieri malvagi, distorti, pensieri non benefici).

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CIFOSI sentirsi schiacciati dalla vita, difficoltà a mantenersi eretti.

CISTI problemi di crescita interiore, vecchie tematiche, antichi traumi.

CISTI OVARICHE solitudine, rabbia, ferite subite, dolore riguardo alla propria creatività o alla capacità di avere un figlio.

CISTIFELLEA rabbia, amarezza, aggressività, difficoltà nell’accettare le esperienze e nell’imparare le lezioni che vengono impartite, aggrapparsi a pensieri difficili e a esperienze amare.

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CISTITE isolamento, insicurezza, difficoltà a lasciar correre, grande collera, frustrazione o delusione proveniente da aspettative.

COLICHE BILIARI invidia, gelosia, rabbia, orgoglio.

COLICHE RENALI frustrazione, risentimento.

COLLO incapacità di vedere più aspetti di una situazione, paura di fronteggiare una situazione, paura di fare scelte negative, necessità di controllo, rigidità nei pensieri, rifiuto di vedere il punto di vista o la prospettiva altrui.

COLON capacità di usare un’idea o un’esperienza per trarci ciò di cui si ha bisogno, potere di rilasciare ciò di cui non si ha più bisogno, senso di ripugnanza.

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CONGESTIONE sovraccarico di vari organi quali polmoni (emozioni trattenute, accettazione di cose o persone, tristezza, depressione), testa (eccesso di preoccupazioni, dubbi, paure).

COSCE E GLUTEI difficoltà ad andare avanti nella vita, insicurezza rispetto al proprio potere e alla propria sessualità.

COLITE paura di qualcuno o qualcosa che mi rappresenta l’autorità, cattiva gestione delle emozioni.

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COSTIPAZIONE rifiuto ad eliminare vecchie idee, emozioni, modelli che non sono più benefici.

CRAMPI tensioni, paure, bisogno di liberare, mancanza di rilassamento, non lasciarsi andare, trattenere qualcosa.

CUORE problemi con la parte emotiva di noi stessi, mancanza di gioia, antichi problemi emotivi, stress e tensioni.

CUTE rappresenta gli sforzi che facciamo per vivere ed essere felici, mancanza di autostima, sensibilità eccessiva o carente, problemi con il mondo esterno.

DENTI cambiamenti, difficoltà nel decidere.

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DEPRESSIONE (IN GENERALE) colpevolizzazione per l’ira e l’aggressività espresse, rifiuto delle responsabilità, rifiuto di entrare nel nuovo.

DIABETE incapacità di accettare e dare amore insieme al forte desiderio di averlo rimpianto per ciò che non è stato.

DIARREA paura in generale, rifiuto, non accettazione e bisogno di abbandonare vecchie e nuove tematiche

DISMENORREA vulnerabilità, bisogno d’amore, problematiche legate all’accettazione della propria femminilità.

DISPEPSIA rabbia, paure esistenziali, non ci si sente protetti.

DITA dettagli della quotidianità.

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DOLORE:

dolore acuto: brusco richiamo all’attenzione da parte del corpo

dolore cronico: rifiuto a cambiare, vecchie paure e comportamenti

EIACULAZIONE PRECOCE senso di colpa nei confronti del ruolo sessuale maschile, problematiche con il partner.

EMICRANIA rifiuto di una situazione.

EMORROIDI rifiuto, paura, ira.

ENFISEMA bisogno di libertà, paura di vivere, carenza di amore verso sé stessi, non accettazione.

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ENDOMETRIOSI timore delle conseguenze della nascita di un figlio.

EPILESSIA vuoto, bisogno d’amore, senso di persecuzione e di lotta, rifiuto della vita

EPISTASSI perdita di gioia.

ERNIE stress, confusione, tensioni, peso delle responsabilità.

voler spezzare una struttura in cui ci sente prigionieri.

ESOFAGO difficoltà ad accogliere qualcuno o ad accettare una situazione.

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FEBBRE perdita di contatto con la spiritualità, congestione tossica con la materia fisica, sedentarietà, rabbia trattenuta, desideri inespressi.

FEGATO coinvolgimento eccessivo, ira, rabbia profonda, tendenza cronica a biasimare sé stessi e gli altri, emozioni negative, mancanza di stima, inquietudine o preoccupazioni rispetto a qualcosa in cambiamento.

FLEBITE gioia bloccata.

FRATTURA OSSEA senso di ribellione contro qualcosa e qualcosa, senso di colpa.

FRIGIDITÀ paura dei propri desideri e passioni sessuali, non accettazione, paura di lasciarsi andare.

FRONTE modalità di usare il proprio pensiero e di dirigere le idee.

GAMBE incapacità a progredire, evolversi e sollevarsi, mancanza di direzione e di voglia di andare.

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GASTRITE aggressività trattenuta, collera poiché non ci sentiamo apprezzati.

GENGIVE dubbio o paura dei risultati e rimandare una decisione.

GHIANDOLA PINEALE uso inappropriato delle energie fisiche (sessuali) e mentali.

GHIANDOLA PITUITARIA indecisione.

GINOCCHIA orgoglio, troppa ostinazione o inflessibilità.

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GLUTEI capacità di esercitare il potere, sentirsi costretti a stare seduti dove non si vuole.

GOLA rabbia inespressa, creatività bloccata, caparbia ostinazione, difficoltà di comunicazione, difficoltà di comunicare per sostenere sé stessi, difficoltà o rifiuto di recepire.

GOMITI incapacità a mutare direzione, troppa ostinazione, inflessibilità.

GONFIORE essere bloccati in vecchi schemi e idee, dilatare gli avvenimenti.

GOTTA impazienza, ira, ostilità, tendenza a forzare le cose secondo la propria volontà.

GOZZO TIROIDEO forti emozioni inespresse.

IMPOTENZA paura di perdere il controllo, incapacità di dare, pressioni o tensioni sessuali.

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INCONTINENZA forti emozioni, stress psichico.

INDICE (della mano) tematiche con l’autorità.

INFEZIONI conflitto non risolto, incapacità di decidere, paura, ira, negatività, preoccupazioni.

INFIAMMAZIONI reazione a situazioni negative, fastidio o irritazione nei confronti di persone o situazioni, rabbia e frustrazione represse, ipercriticità, rifiuto a cambiare vecchi schemi , resistenza alle lezioni della vita.

INFORTUNI E TRAUMI mettere in dubbio noi e il nostro operato, disistima

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INTESTINO difficoltà ad assorbire ed eliminare elementi ed esperienze della vita, ripugnanza.

IPERCOLESTEROLEMIA perdita del piacere di dedicarsi a cose gioiose.

IRRITAZIONI senso di rabbia e di irritazione, desideri inespressi, voglie insoddisfatte, insoddisfazione in generale.

ITTERIZIA giudizio eccessivo, tormento, intolleranza, amarezza.

LABIRINTITE mancanza di pace interiore.

LARINGITE introversione, problemi con l’autorità, insoddisfazione.

LESIONI ira, senso di colpa.

LETARGIA difficoltà di integrazione con la parte materiale.

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LEUCEMIA rifiuto estremo e rapido della vita, insicurezza di esistere, vecchie barriere insuperabili,mancanza di gioia.

LINGUA difficoltà ad esprimere ciò che pensiamo, problematiche legate al mangiare.

LIVIDI insoddisfazione, senso di inferiorità.

LOMBALGIA rigidità, paura per futuro e denaro, senso di inferiorità e inadeguatezza.

MAL DI DENTI paura dei risultati di fronte ad una decisione da prendere.

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MAL DI GOLA paura di esprimersi, difficoltà nella comunicazione.

MAL DI TESTA intransigenza, frustrazione nascosta, autocritica, trattenere le emozioni.

MAL DI SCHIENA

cervicale: insicurezza, paura.

toracico: conflitto di affettività, farsi carico di sofferenza altrui, difficoltà a comunicare con gli altri.

lombare: preoccupazioni per il futuro, mancanza di sicurezza (economica).

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MANO paura di dare (destra) o di ricevere (sinistra), insicurezza in ciò che si sta facendo, rifiuto di toccare o di essere toccati dagli altri, tenersi troppo stretti a qualcosa o qualcuno, sentirsi vittimizzati.

MASTITE paura nei confronti delle persone care, paura di non poter avere figli.

MEDIO tematiche di sessualità, piacere.

MENINGITE senso di colpa per essere al mondo.

MIGNOLO tematiche legate a famiglia e affetti.

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MILZA difficoltà di accettazione, dipendenza, insicurezza, problemi legate a tappe finali lasciate in sospeso.

MIOPIA timidezza, insicurezza, paura del futuro immediato.

MUSCOLI impegno e motivazione.

NASO mancanza di intuizione e senso di discernimento.

NAUSEA accumulo di impulsi, necessità di liberazione, confusione, eccesso di sopportazione, rifiuto di cose o persone, mancanza di sicurezza.

NEVRALGIA bisogno/difficoltà di perdono, sofferenza, emozioni che non vogliamo vivere.

OBESITÀ bisogno di protezione, paura delle emozioni.

OCCHI capacità di vedere ed osservare le cose, gli altri, la vita, percezione distorta delle cose.

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ORECCHIE paura di sentire, carenza di equilibrio interiore.

ORGANI SESSUALI difficoltà ad instaurare rapporti intimi, mancanza di creatività nell’ambito sessuale.

ORZAIOLO rabbia collegata a qualcosa che è sotto i nostri occhi.

OSSA mancanza di supporto dagli altri e verso gli altri, sistema organizzativo in cui si vive.

OSTEOMIELITE grande collera nei confronti de una autorità.

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OSTEOPOROSI scoraggiamento e svalutazione sopportata a lungo, mancanza di flessibilità, svalutazione personale.

OTITI bisogno di non sentire, conflitto e confusione eccessiva.

OVAIE femminilità e creatività.

PALPEBRE riposo, quiete, distacco.

PALPITAZIONI problemi con l’emotività.

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PANCREAS mancanza della gioia o dell’amore nella vita, mancanza di discernimento delle cose positive della vita, non saper convertire le esperienze di vita in lezioni da imparare.

PANCREATITI ira, frustrazione, conflitti, assenza di dolcezza.

PARESTESIE conflitto con se stessi e con gli altri, rifiuto di andare avanti.

PELLE problemi con gli altri, protezione e interfaccia con l’esterno.

PENE principio maschile, attivo e aggressivo.

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PIEDI perdita di stabilità nella vita, difficoltà con la parte materiale, difficoltà con il futuro.

POLLICE mancanza di discernimento e di giudizio.

POLPACCI capacità di avanzare rapidamente.

POLMONI incapacità a certi livelli di assumere e di esprimere la vita e l’energia, senso di oppressione, problemi con lo spazio e con la capacità di accogliere la vita, depressione, dolore, disperazione.

POLSI flessibilità nell’eseguire gli ordini, qualità degli scambi, pressione sugli altri.

PRESBIOPIA paura di vedere le cose vicino a noi.

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PRESSIONE ALTA inflessibilità, stress, isolamento, rifiuto di affrontare e risolvere uno o più vecchi problemi.

PRESSIONE BASSA mancanza di stabilità, debolezza psicologica, mancanza di accettazione, problemi legati all’infanzia

PROSTATA rappresenta la potenza maschile, paura, pessimismo, senso di colpa.

PRURITO desideri insoddisfatti, rabbia, rimorso, nostalgia, ansia, impazienza.

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PSORIASI bisogno di amore, non sentirsi rispettati nei desideri o nei bisogni, sentirsi obbligato a soddisfare un’aspettativa.

RENI mancanza di discernimento e di giudizio, capacità di conservare l’equilibrio, tematiche di coppia.

RETTO capacità di trattenermi prima di rilasciare.

REUMATISMI CRONICI rabbia, amarezza, frustrazione, vittimismo, vecchie carenze affettive.

RITENZIONE IDRICA mancanza di saggezza, difficoltà di liberarsi di vecchi schemi, di pensieri, di qualcuno,paura di lasciarsi andare.

SALPINGITE infezione batteriche delle tube di Falloppio  collera nei confronti del partner.

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SANGUE forza vitale e voglia di vivere – problemi emotivi irrisolti o agitazione di lunga data (pressione alta), apatia e/o paura di muoversi nella vita (pressione bassa).

SCHIENA protezione, passato, lati di ombra della personalità.

SCIATICA rigidità, conflitto, paura per futuro e denaro.

SCLEROSI MULTIPLA volontà ferrea con inflessibilità, paura di non riuscire a controllare tutto e tutti, durezza di cuore.

SCOLIOSI manifestarsi nella vita in un modo ed avere delle tendenze profonde apposite.

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SCROSCIO ALLE DITA aggressività repressa.

SENI PARANASALI disarmonia, irritazione, mancanza di “fiuto”.

SENO dolore, tristezza, perdita del figlio (sx) o del compagno (dx), mancanza di affetto, paura di crescere e di maturare.

SINGHIOZZO inceppamento nei rapporti con gli altri, situazione che non riesco ad “ingoiare”.

SINUSITE conflitto con una persona vicina, dipendenza.

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SISTEMA NERVOSO eccesso o mancanza di attività, ipersensibilità, mancanza di comunicabilità.

SORDITÀ rifiuto, isolamento, mancanza di comprensione, testardaggine.

SPALLE sentire troppa responsabilità, assumersi le responsabilità altrui, rigidità nei pensieri.

STANCHEZZA disamore verso qualche aspetto delle attività o della vita.

STERILITÀ difficoltà con la parte materiale, paura della responsabilità, mancanza

di onestà con sé stessi.

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STITICHEZZA trattenersi, avarizia, aggrapparsi a credenze che ci danno sicurezza.

STOMACO paura delle esperienze di vita, delle novità, disapprovazione di sé, situazioni che non abbiamo digerito.

SURRENI mancanza di reazione ad avvenimenti importanti della vita.

TESTICOLI principio maschile, creatività.

TIMO eccessiva preoccupazione di questioni correlate agli altri, condizionamento.

TIROIDE disequilibrio nella comunicazione, incompletezza, introversione, insoddisfazione, mancanza di equilibrio, difficoltà di espressione.

TORCICOLLO rifiuto di far fronte ad una situazione per paura di dover passare all’azione.

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TOSSE malinconia, conflitti acuti, turbamenti.

TRACHEITE impressione di sentirsi soffocati dagli eventi, dalle situazioni.

TRISMA FACCIALE controllo eccessivo, rigidità, forte difficoltà di espressione e di

comunicazione.

TROMBOSI emozione che ha bloccato la gioia di vivere.

ULCERA DUODENALE aggressività rivolta all’interno, problemi con il potere.

UNGHIA INCARNITA senso di colpa o rimpianto rispetto ad una direzione intrapresa.

URETRITE rifiuto di passare da una situazione ad un’altra, collera o amarezza.

USTIONI collera, insoddisfazione, bisogno d’amore.

UTERO famiglia, senso di maternità.

VAGINA femminilità, recettività, accoglienza.

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VAGINITE collera nei confronti del partner sessuale, difficoltà ad accettare il proprio ruolo femminile e sessuale – paura o senso di colpa

VENE mancanza di cedevolezza, arrendevolezza, accoglienza

VERRUCHE PLANTARI rimpianti di situazioni passate

VERTIGINI disequilibri, problemi con l’infanzia, variazione della situazione conosciuta.

VESCICA URINARIA ansia e nervosismo, paura in generale.

VITILIGINE provare un senso di vergogna.

VOLTO individualità, senso di sé.

VOMITO rifiuto violento, bisogno di libertà, paura.

Doc. Rudiger Dahlke, Doc. Thorwald Dethlefsen

Il sistema respiratorio

Malattia Espressione dell’AnimA

Come indicato dal nome, il sistema respiratorio è quello che ci permette di respirare. Grazie ad esso possiamo in particolare assimilare l’energia dell’aria ed è tuttavia molto più sofisticato di quanto pensiamo e non serve unicamente a respirare l’aria che ci circonda.

Comprende naturalmente i polmoni, ma anche la pelle e tutte le cellule del corpo. Esistono infatti due livelli respiratori ben distinti, la cosiddetta respirazione «esterna» e la respirazione detta «interna».

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La respirazione esterna è quella che conosciamo, ossia la ventilazione polmonare, ma ne esiste anche un’altra, detta ventilazione «cutanea». La nostra pelle svolge un importante ruolo nella respirazione. Tale respirazione «esterna» è quella che riguarda gli scambi gassosi che hanno luogo tra l’ossigeno e l’anidride carbonica nell’apparato respiratorio.

La respirazione «interna» è una respirazione che avviene a livello cellulare, dove gli scambi intracellulari si attuano direttamente. Anche le cellule vanno incontro a certi scambi gassosi che non sono dovuti all’apporto classico operato dal sangue. Lo stesso processo esiste a livello energetico.

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Organo collegato al sistema respiratorio, la pelle svolge inoltre un ruolo di protezione del corpo nei confronti del mondo esterno. Involucro morbido ma efficace, la pelle lo protegge dalla maggior parte delle aggressioni, provocate sia da agenti attivi (microbi, virus, insetti, eccetera), sia da agenti passivi (polveri, temperatura, piogge, eccetera). Sensore essenziale, la pelle esplica un ruolo preponderante nel controllo protettivo degli stimoli e delle sollecitazioni esterne e nella cicatrizzazione di eventuali ferite.

Le malattie del sistema respiratorio 

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Il sistema respiratorio appartiene al Principio del Metallo, del quale una delle principali funzioni è la protezione nei confronti del mondo esterno. Tale protezione si esplica in due modi, attraverso il filtraggio delle polveri e gli scambi gassosi (espulsione dell’anidride carbonica) e attraverso la capacità di rispondere, di reagire alle «aggressioni» ambientali. Un’altra delle sue funzioni essenziali è quella della cicatrizzazione, della chiusura delle ferite.

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I disturbi del sistema respiratorio ci parlano della nostra difficoltà nel proteggerci dal mondo esterno, nel trovare reazioni adatte nei confronti delle eventuali aggressioni, reali o immaginarie, di quest’ultimo.

Possono anche significare che non riusciamo o non vogliamo che certe ferite della nostra vita si rimarginino e in tal senso ci parlano delle nostre eventuali tristezze, risentimenti e rancori, della nostra difficoltà o rifiuto di dimenticare, di perdonare, se non addirittura del nostro desiderio di regolare conti o, peggio ancora, di vendetta.

I polmoni 

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I polmoni sono l’organo principale della respirazione. In essi si attua lo scambio fondamentale di ossigeno e anidride carbonica senza il quale non potremmo vivere. Ciò avviene in minuscole sacche (ne abbiamo circa 300 milioni) chiamati «alveoli polmonari».

Questi alveoli sono enormemente irrorati da piccolissimi vasi, i «capillari», che permettono al sangue (globuli rossi) di rilasciare l’anidride carbonica che contiene e di riempirsi di ossigeno per alimentare tutte le cellule.

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La membrana di questi alveoli è talmente sottile da permettere questo scambio. Se questa membrana venisse estesa, si otterrebbe una superficie di parecchie centinaia di metri quadrati.

Vi lascio supporre la fragilità di questo tessuto e i danni provocati dall’aria inquinata che respiriamo, ma anche quelli provocati da noi stessi, in particolare dal tabagismo. I polmoni sono inoltre il solo orifizio naturale costantemente aperto verso l’esterno e che deve in continuazione essere in grado di difendersi e difenderci.

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Esiste tutto un sistema che svolge questo ruolo. Passando attraverso il naso, l’aria si riscalda, viene in parte filtrata dai peli e umidificata dal muco che imprigiona certe polveri, prima di penetrare nei bronchi dove il muco trattiene le polveri rimanenti, che vengono espulse dalla tosse o da piccole ciglia vibratili che le fanno risalire.

Possiamo constatare fino a che punto questo sistema di protezione e di difesa sia elaborato. Nel sistema digestivo è tutto il processo di «destrutturazione» degli alimenti ad essere sofisticato. Qui è il processo di protezione. Un ultimo fatto molto interessante merita di essere segnalato.

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La respirazione è la sola funzione organica automatica (inconscia e involontaria), ossia controllata dal sistema nervoso autonomo, sulla quale tuttavia possiamo intervenire volontariamente, vale a dire facendo leva sul sistema nervoso centrale.

Questo ci consente di afferrare meglio la ragione dell’efficacia delle tecniche respiratorie di rilassamento, in quanto ci permettono infatti di giungere a «calmare il sistema nervoso autonomo» e, conseguentemente, di rilasciare le tensioni inconsce.

Le malattie dei polmoni 

respirazione tosse

La fragilità o le malattie polmonari esprimono la nostra difficoltà a gestire le situazioni con il mondo esterno. L’esempio più semplice è dato dall’abbassamento di temperatura all’inizio dell’inverno.

Le persone che non reagiscono riequilibrando il loro sistema termico interno «prenderanno freddo», vale a dire che il sistema polmonare s’indebolirà e aprirà la porta ad un’influenza o un raffreddore.

Tosse, asma, angina, bronchite sono segnali indicantori del fatto che avvertiamo un’importante sollecitazione dall’esterno, per non dire un’aggressione, e che non sappiamo, non riusciamo a gestirla. In tal senso la sofferenza o la malattia ci permettono di eliminarla.

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Le tossi secche ci mostrano che queste aggressioni ci irritano e ci risultano insopportabili, facendoci reagire violentemente. Le tossi grasse segnalano che gli agenti dell’aggressione restano imprigionati dentro di noi.

Restano invischiati nelle mucosità bronchiali, che dobbiamo secernere in quantità maggiore per riuscire a «sputare», a espellere ciò che ci aggredisce e «si appiccica» dentro di noi.

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Il vissuto di aggressione non deve essere obbligatoriamente manifesto per essere avvertito. Le atmosfere pesanti, «soffocanti», gli ambienti dove non ci si sente a proprio agio, sollecitano enormemente le energie del polmone.

I disturbi o le malattie del sistema polmonare (naso, gola, bronchi, eccetera) ci parlano quindi di situazioni o di persone che ci mettono a disagio senza per questo aggredirci direttamente.

Risultati immagini per la respirazione

Sono tante le persone che durante il consulto mi riferiscono «ho l’impressione di soffocare in questa società» oppure «mi manca l’aria in questa famiglia». Chi mi fece quest’ultima osservazione era un asmatico, che giunse rapidamente a comprendere chi «gli succhiava l’aria» nella sua famiglia.

Le eccessive angosce materne, le atmosfere familiari pesanti si traducono sovente nei bambini in fragilità polmonari che, se vengono «curate» troppo efficacemente o se appaiono insufficienti al bambino, possono trasformarsi in allergie respiratorie o cutanee.

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Egli si «difenderà» allora reagendo, talvolta violentemente. Asma, eczemi, angine purulente sono «grida» indicanti che ciò che accade tutt’intorno al bambino non lo soddisfa, che vive la situazione come un’aggressione e che ha bisogno di protezione (amore e presenza), ma non di essere soffocato.

Un ultimo significato che può essere associato ai problemi polmonari è quello della tristezza, della malinconia, del dispiacere, della solitudine.

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L’energia del polmone è incaricata di questi sentimenti che, quando diventano eccessivi, la esauriscono. L’eccesso o il fatto di rimuginare la tristezza per serbare il ricordo di qualcosa o di qualcuno possono manifestarsi attraverso una fragilità dei polmoni.

È interessante rammentare che la grande epoca del romanticismo malinconico (Chateaubriand, Goethe, J.-J. Rousseau, Chopin, eccetera) fu anche la «grande epoca» della tubercolosi.

(Michel Odoul )

L’intestino crasso

intestino crasso

Quanto all’intestino crasso, esso svolge un ruolo di netturbino, di evacuatore. Trasporta e permette di eliminare le materie organiche che abbiamo ingerito e che non sono state assimilate.

tristezza

In tal modo evita all’organismo di intasarsi, di incrostarsi, di giungere a saturazione e, di conseguenza, di «soffocare», di intossicarsi. Per convincersene è sufficiente osservare cosa accade quando c’è uno sciopero di netturbini in una grande città.

L’intestino crasso contribuisce quindi ad una buona «respirazione» del corpo. Ciò ci permette di comprendere meglio perché in campo energetico l’intestino crasso sia complementare al polmone.

intestino crasso

Le malattie dell’intestino crasso 

Tensioni e sofferenze dell’intestino crasso indicano che tratteniamo le cose, che impediamo loro di partire.

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Paura di fallire, di sbagliare, eccessiva riservatezza (timidezza) o rifiuto di lasciar andare, di allentare, si manifestano mediante disturbi dell’intestino crasso (costipazione, dolori, meteorismo, flatulenza, eccetera).

Le malattie dell’intestino crasso ci parlano anche della nostra difficoltà a «cicatrizzare», a dimenticare le esperienze negative, e l’acidità segnalerà spesso la presenza supplementare di una collera repressa e trattenuta.

lasciar andare

Poiché serve a eliminare, ad espellere quanto abbiamo ingerito (alimenti) e che non abbiamo assimilato, l’intestino crasso serve altresì a scaricare, a respingere le esperienze che non abbiamo ingerito (vissuto) e che non abbiamo accettato.

(Michel Odoul)

Il Fegato

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente.

È l’organo più grosso del corpo umano. Svolge infatti un ruolo essenziale nella digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura anche un’altra attività molto importante filtrando il sangue.

Interviene inoltre sulla composizione e sulla qualità del sangue, sia a livello nutritivo sia a livello immunitario (difesa, cicatrizzazione, immagazzinamento, ecc.).

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Pertanto è responsabile della «consistenza» del sangue, della sua composizione, del suo livello vibratorio, del suo «colore». D’altronde il suo duplice ruolo si materializza nel ricevimento di una duplice alimentazione sanguigna, una proveniente dalla vena epatica che lo nutre di ossigeno e l’altra dalla vena «porta» che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall’intestino tenue.

Questi due canali si ricongiungono nel fegato e si «uniscono» nella vena «cava inferiore». Partendo dal fegato, questa trasporta il sangue arricchito di sostanze nutritive con altri globuli, che sarà in seguito ridistribuito in tutto il corpo grazie al cuore e, dopo essersi arricchito di ossigeno, grazie ai polmoni.

Le malattie del fegato

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Anche i problemi epatici indicano, beninteso, che ci è difficile «digerire» qualcosa nella nostra vita, ma con una sfumatura più sottile rispetto allo stomaco. L’emozione principale associata al fegato è la collera. Le tensioni o le sofferenze di quest’organo possono voler significare che il nostro modo abituale ed eccessivo di reagire alle sollecitazioni della vita è la collera.

Ogni volta che «regoliamo» i nostri problemi con il mondo esterno urlando, abbandonandoci a grandi collere, mobilitiamo tutta l’energia del fegato in quella direzione, privandolo così di buona parte dell’energia necessaria al suo funzionamento.

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L’organo comincerà allora a non svolgere più correttamente il proprio ruolo nella fase digestiva. Tuttavia, all’estremo opposto, collere troppo spesso represse o trattenute sistematicamente all’interno, addenseranno l’energia nel fegato e rischieranno di trasformarsi in patologie più gravi (cirrosi, cisti, tumore).

Le malattie del fegato possono anche parlarci della nostra difficoltà a vivere o ad accettare i nostri sentimenti, i nostri affetti o ciò che gli altri ci trasmettono. La nostra immagine, quella che abbiamo di noi stessi o quella che gli altri ci trasmettono, dipende in gran parte dal fegato.

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La percezione che ne abbiamo è responsabile della nostra gioia di vivere, di ciò che ritroviamo attraverso il ruolo di filtrazione e di «nutrimento» del sangue svolto dal fegato.

Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo. Qui ci troviamo nel pieno del senso di colpa.

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Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario e in particolar modo nell’immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze fatte dall’organismo. Ora, il senso di colpa ci «obbliga» a giustificarci, a difenderci.

Mobilita le nostre energie di difesa psicologica e le numerose collere sono il segno e l’espressione di una paura che non trova altro mezzo di difesa.

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Se questa strategia viene messa in atto frequentemente, indebolisce l’energia del fegato e in seguito quella della cistifellea che ne soffrono. Il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell’essere.

Vedremo che per quanto riguarda la cistifellea, che è di natura Yang, è il lato sociale dell’individuo ad essere in gioco.

(Michel Odoul)

 
 

Gli atti «mancati»

Malattia Espressione dell’AnimA

Con la sua definizione di «atto mancato», Freud ci ha fornito un elemento straordinariamente ricco della psicologia individuale e delle interazioni corpo/ mente.

Egli sosteneva che attraverso i nostri lapsus, i nostri gesti maldestri e accidentali, noi esprimiamo, liberiamo tensioni interiori che non abbiamo potuto o saputo scaricare in altro modo. Così, quando incorriamo in un lapsus, si presume che questo esprima in realtà il nostro reale pensiero.

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Mi ha sempre sorpreso che egli abbia definito tali atti come «mancati». Attraverso tale definizione, infatti, essi vengono automaticamente percepiti, sentiti come uno sbaglio, come qualcosa di inadatto e che deve essere evitato (almeno per la maggior parte delle persone).

Ciò è grave perché ci costringe a cercare di impedire, per quanto possibile, che si producano, in particolar modo facendoci mettere in atto una censura interiore più efficace. Preferisco chiamarlo un atto «riuscito», anche se il risultato tangibile non è quello atteso dal Conscio della persona.

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Infatti questo atto è la manifestazione reale di un tentativo di comunicazione del nostro Non-Conscio con il nostro Conscio. Si tratta di un messaggio, talvolta cifrato, mediante il quale il nostro Non-Conscio esprime una tensione interiore e indica al Conscio che le cose non sono coerenti, che qualcosa non quadra.

È il Maestro o AnimA Interiore che giunge a tirare le redini perché il Cocchiere (Mente) è addormentato, sperando che la scossa prodotta dal passaggio in una buca o su una gibbosità del terreno lo risvegli.

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L’atto «riuscito» può assumere, come i messaggi di cui ho parlato precedentemente e di cui fa parte, tre forme. Può trattarsi di un lapsus «linguae», ossia di un «errore» di espressione verbale (usare una parola al posto di un’altra), di un gesto «maldestro» (rovesciare una tazza addosso a qualcuno o rompere un oggetto), ossia che non produce il risultato previsto, e infine di un incidente più traumatico come un taglio, una distorsione o un incidente automobilistico.

Abbiamo incontrato quest’ultimo tipo nel capitolo sui «traumi».
Questa definizione ci consente di comprendere perché Freud ha parlato di «atto mancato», poiché questo assume sempre una forma in apparenza negativa. La ragione è molto semplice. Il nostro Non-Conscio si comporta come un bambino. Quando un bambino pensa che i suoi genitori non si occupano sufficientemente di lui, non lo ascoltano abbastanza, fa tutto quanto è in suo potere affinché questo stato di cose cambi.

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Nella culla piange, urla, e questo funziona, significa che il sistema è efficace. Più tardi, egli farà la stessa cosa rompendo un piatto, ottenendo pessimi risultati a scuola o persino picchiando la sorellina o il fratellino.

Noi agiamo come i genitori. Siamo troppo occupati per renderci conto dei bisogni del nostro bambino interiore. Quindi reagiamo solo quando il richiamo si fa invadente, ossia negativo. Non abbiamo saputo captare nulla prima.

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Avviene esattamente la stessa cosa tra il nostro Conscio e Non-Conscio. Quest’ultimo ci invia tanti messaggi «positivi», come quelli di cui parlo nel capitolo dell’effetto specchio o come i sogni, ma molto spesso non siamo capaci o pronti ad intenderli.

Il Non-Conscio, il Maestro o AnimA Interiore, passa dunque al secondo stadio che è quello dei messaggi a carattere «negativo», ossia che presentano noie e seccature, in modo da indurci ad ascoltarli e comprenderli.

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Se la comunicazione esiste ancora, se non è stata interrotta da un’ipertrofia del Conscio, il messaggio verrà trasmesso mediante tensioni fisiche o psicologiche, incubi, oppure attraverso lievi atti «mancati» (lapsus, rottura di oggetti significativi, eccetera).

Se la comunicazione è di pessima qualità o addirittura inesistente, la forza del messaggio dovrà aumentare (quando la linea è disturbata al telefono, dobbiamo talvolta urlare per essere uditi dal nostro interlocutore).

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Entriamo così nella fase accidentale o conflittuale per provocare e ottenere i traumi di cui ho parlato nel precedente capitolo. Possiamo anche fare quanto è necessario per …ammalarci (prendere freddo, bere o mangiare in eccesso o troppo poco e così via).

Infine, se la comunicazione è del tutto interrotta, allora si farà strada la malattia profonda, strutturale (malattie autoimmuni, cancro, eccetera).

Michel Odoul

 

Il cancro, i tumori da un altro punto di vista Consapevole

Malattia Espressione dell’AnimA

Il cancro e le forme cancerogene sono proliferazioni cellulari anarchiche che fanno la loro comparsa e si sviluppano in una determinata zona dell’organismo.(Separazione da se stessi, ripetizioni deleterie)

Se vengono depistate in tempo, la malattia può essere circoscritta sin dall’inizio; in caso contrario vi è proliferazione.

(Comprensione di Sè dell’Esperinza messa in atto)

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L’organismo viene progressivamente invaso, colonizzato dalle cellule cancerogene che viaggiano attraverso il sistema sanguigno

(chi sei dove nel contesto sociale)

e la colonizzazione delle differenti parti del corpo si attua sempre mediante una sorta di effrazione nell’ambiente cellulare.
(persistenza e materializzazione dell’idea fatto dolore)

Data la gravità di questa malattia, vorrei ricordare le caratteristiche principali del suo processo:

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• disordine sotterraneo, inconscio e indolore all’inizio (incosapevolezza)
• sviluppo anarchico per perdita dei punti di riferimento cellulari (chi e cosa sei)
• invasione dell’organismo mediante colonizzazione (invasione ostruzione, impurità, sentirsi inquinati)
• colonizzazione mediante «effrazione» delle zone interessate (Cristallizzazione, rigidità statica)
• contaminazione dell’organismo attraverso il circuito sanguigno o linfatico (perdita dei punti di riferimento interni)
• conclusione mortale per autodistruzione, se non si interviene.

(perdita e abbandono della Vita, identificazione con la la malattia)

Abbiamo qui la descrizione di tutto il processo psicologico che precede e prepara il terreno alla malattia.

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Un giorno l’individuo vive un trauma (o un accumulo) emozionale o affettivo importante e lo serba nell’intimo.

Per forza, volontà, educazione, convinzione o fuga, egli non si permette di esprimere realmente o riconoscere la propria sofferenza e, in modo particolare, la perdita dei punti di riferimento, la distruzione profonda della convinzione o l’illusione che essa rappresenta.

Il trauma viene percepito come un’intrusione, un’effrazione nelle proprie strutture interiori e la sua ondata di choc comincia poco a poco a colonizzare tutta la costruzione psicologica della persona.

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La crescita interiore dell’individuo perde poco a poco tutti i suoi punti di riferimento e diviene caotica e «suicida» per la struttura dell’essere (all’opposto del processo «allergico» che fa in modo che l’individuo detto «allergico» sia raramente, per non dire mai, predisposto al cancro).

Tutto questo processo ha la meglio e comincia a contaminare la gioia di vivere e le emozioni (sistema circolatorio) che poco a poco vengono impregnate dal ricordo del trauma e fanno progressivamente posto a sentimenti ed emozioni che a loro volta contribuiscono a «minare il terreno».

Tutto ciò è inconscio, sotterraneo e indolore fino al giorno in cui tutto «esplode» e si dichiara alla luce del sole.

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Il cancro rappresenta quindi la distruzione della nostra programmazione interiore di equilibrio e si esprime in particolar modo attraverso la prima zona interessata.

Manifesta spesso rimorsi, ferite, aspettative, lesioni profonde che sanguinano sempre nella mente, che non si possono o non si vogliono rimarginare e che sono spesso associate ad un senso di colpa, di frustrazione, disagi mentalmente incolmabili.

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Si tratta di una sorta di autopunizione che vuole essere definitiva, una constatazione inconscia di fallimento rispetto alla propria vita o alle proprie scelte di vita.

In cosa ho fallito, per cosa mi punisco, cosa mi rimprovero così profondamente?

In ogni caso siamo qui in presenza dell’ultimo grido lanciato dal Maestro Interiore perché tutti gli altri hanno fallito o sono stati soffocati.

in Verità ci siamo identificati con l’esterno .. l’ambiente, separandoci da noi stessi, senza comprendere la dualità da noi stessi creata.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

Il tronco

È la parte centrale del corpo, a cui sono «attaccati» gli arti che gli consentono di spostarsi e di agire. È anche la parte del corpo in cui si trovano tutti gli organi che assicurano «l’intendenza».

Rappresenta la dimora dell’individuo ed è lì che sono riuniti tutti gli organi «funzionali», dal momento che l’organo «decisionale» è posto al di fuori del tronco. Costituisce l’asse del corpo, la motrice centrale che produce e distribuisce l’energia.

Nel tronco si produce l’alchimia umana.

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Come il tronco dell’albero, è la parte più imponente, ma la meno mobile e flessibile. Contiene quindi tutti gli organi funzionali e la colonna vertebrale, mediante i quali si esprime e permette alle eventuali tensioni di manifestarsi. Menzioneremo il ruolo di ciascuno di questi organi e, facendolo, tenteremo di collegarlo alla sua rappresentazione psicologica.

A che cosa servono i diversi organi?

La definizione del termine organo che troviamo nel dizionario Petit Larousse è: «parte di un corpo vivente che adempie a una funzione utile alla vita».
Il corpo umano possiede un certo numero di organi che gli permettono di funzionare, di vivere, che assicurano ciò che amo definire (senza alcuna connotazione peggiorativa) «l’intendenza».

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Tutti questi organi hanno una funzione ben definita e si integrano in un insieme, una catena di cui costituiscono le maglie. Sono raggruppati in sistemi tutt’intorno alla funzione globale che contribuiscono a portare a termine. Esiste il sistema digestivo, il sistema respiratorio, il sistema urinario, il sistema circolatorio, il sistema nervoso e il sistema riproduttivo.

Analizzeremo innanzitutto ogni sistema nel contesto del suo ruolo, poi esporremo dettagliatamente ogni organo, non in un’ottica medica perché non è questo il nostro scopo, ma semplicemente per indicare la funzione adempiuta da ciascuno di essi e per presentare il significato delle malattie che li riguardano.

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Per meglio comprendere ogni organo, sarà tuttavia necessario fare riferimento alla sua rappresentazione energetica, al suo meridiano e al Principio al quale quest’ultimo appartiene. In questo modo potremo sempre collegare l’organo al suo ambiente psicoenergetico.

Il sistema digestivo

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Il sistema digestivo è quello che ci permette di digerire gli alimenti solidi e liquidi che consumiamo e possiamo così assimilare il nutrimento materiale che ci offre la terra e che la gastronomia elabora per il piacere del nostro palato.

Questi alimenti vengono trasformati grazie a un’alchimia estremamente elaborata che li rende utilizzabili, accettabili per il nostro organismo, diventando uno degli elementi essenziali del nostro carburante finale. Il sistema digestivo è quello che coinvolge un maggior numero di organi. Questo ci lascia intuire fino a che punto quest’alchimia è sofisticata e che si spiega grazie al fatto che gli alimenti «solidi» costituiscono una forma di energia «pe sante»,

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densa, complessa da trasformare e che proprio per questo necessita di elaborati e molteplici livelli di trasformazione. Per questo, prima di poter «passare» nel sangue, le sostanze nutritive transitano in un certo numero di ricettacoli e ricevono un certo numero di additivi (il nostro stomaco giunge persino a produrre acido cloridrico) che le dissolvono e le riconducono ad assumere la loro forma.

più semplice. Il sistema digestivo si compone di bocca, esofago, stomaco, fegato, cistifellea, milza, pancreas, intestino tenue e intestino crasso. Poiché la bocca ha un ruolo e un significato molto particolari, tornerò su questo argomento più avanti.

Le malattie del sistema digestivo

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I problemi del sistema digestivo ci parleranno della nostra difficoltà ad inghiottire, digerire, assimilare ciò che avviene nella nostra vita. «Non ho potuto mandar giù quello che mi ha detto» oppure «non ho ancora digerito quello che hai fatto» oppure ancora «questa cosa mi è restata sullo stomaco» sono espressioni popolari molto calzanti. A seconda dell’organo digestivo in questione, avremo una precisazione sulla tensione avvertita o la difficoltà a digerire l’esperienza. Lo vedremo più dettagliatamente con ciascuno di essi.

Lo stomaco

Lo stomaco è l’organo che per primo riceve, attraverso l’esofago, gli alimenti grezzi che sono stati preparati grazie alla semplice masticazione avvenuta nella bocca. È quindi il primo ricettacolo del nutrimento materiale e ha l’incarico di portare a termine il grosso dell’opera svolgendo un po’ il ruolo di «betoniera».

Impasta e mescola, oltre a dissolvere grazie all’acido cloridrico, gli alimenti ingeriti, preparandoli in tal modo al processo dell’assimilazione. Pertanto lo stomaco presiede al compito direttamente «materiale» della digestione, mette realmente «le mani in pasta» e deve occuparsi della materia alimentare e padroneggiarla.

Le malattie dello stomaco

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Le malattie dello stomaco ci parlano della nostra difficoltà o delle tensioni che incontriamo nei confronti del nostro controllo o della nostra gestione del mondo materiale. Contrarietà finanziarie o professionali, scolastiche o giudiziarie sceglieranno di esprimersi in questo modo, se provocano in noi preoccupazioni reali o immaginarie.

Per la sua funzione di impastatura degli alimenti, lo stomaco che ci crea problemi può anche indicare che abbiamo la tendenza a ruminare, a rimuginare le cose e gli eventi in maniera eccessiva. L’acidità gastrica può allora dirci di arrestare questa ruminazione.

Citerò qui come esempio i numerosi casi di ulcera allo stomaco che sono spesso alla base delle contrarietà professionali e sono stati per lungo tempo la «malattia preferita» dagli uomini d’affari. Le cifre sono certo diminuite oggigiorno perché ora si sa come far tacere lo stomaco. I numerosi studenti che avvertono crampi o acidità di stomaco prima dell’esame sanno bene che questi sono un segno della loro inquietudine.

Acidità gastrica, ulcere o tumori sono manifestazioni la cui intensità è progressiva e che esprimono la difficoltà di digerire i colpi che la vita ci riserva o le situazioni che non ci soddisfano. Il vomito è il segnale supplementare del rigetto puro e semplice, del rifiuto.

(Michel Odoul)

I mal di testa e le emicranie

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Emicranie e mal di testa rappresentano spesso la nostra difficoltà ad accettare certi pensieri, idee o sentimenti che ci infastidiscono o ci mettono alle strette.

Stress, contrarietà, ripetizioni insistenti o disturbi che provengono da idee «indesiderabili» o costrizioni «esterne», sono tutte tensioni che si manifestano attraverso il mal di testa o le emicranie.

Quando seguono un percorso laterale della testa, partendo dalla nuca per terminare sulle tempie o a lato degli occhi, quando il dolore non è avvertito direttamente in un occhio, si tratta di emicranie dette «epatobiliari».

Indicano che la tensione è probabilmente di natura affettiva o che il vissuto della situazione si compie a livello affettivo, che l’essere è in gioco. Queste sono perlopiù in relazione con il mondo familiare o intimo.

Quando il mal di testa è frontale, esprime sovente un rifiuto di idee o di pensieri, un attaccamento a idee recenti e approvate.

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In questo caso è in relazione con il mondo professionale o sociale e con le richieste che questo mondo ha nei nostri confronti.

Si può Lavorare sull’Asse Legno della Medicina Tradizionale Cinese, con rimedi per il fegato e Intestino crasso, “risolvendo la capacità di digerire e lasciar andare ciò che è vecchio, passato, esausto, in modo che la comprensione dell’esperienza apporti più Consapevolezza di Sè, senza recidive.

(Michel Odoul modificato Francesco Ciani)

 

Le lombaggini

Le lombaggini sono dolori o tensioni avvertite nella parte bassa della schiena, a livello delle vertebre lombari.

Le lombari sono cinque e corrispondono ai cinque Principi e ai cinque piani basilari della vita di ciascun individuo, ossia:

• la coppia
• la famiglia
• il lavoro
• la casa
• il Paese

Quando attraversiamo un periodo difficile della nostra vita o abbiamo difficoltà ad accettare o ad integrare i cambiamenti che si manifestano, le nostre vertebre lombari e le lombaggini esprimono il nostro timore inconsapevole o il nostro rifiuto per tali cambiamenti.

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Ciò è dovuto sovente al fatto che questi cambiamenti sconvolgono le nostre abitudini o i nostri punti di riferimento e che questo è talvolta difficile da accettare senza generare «scatti di nervosismo».

Le lombaggini possono anche esprimere la nostra difficoltà ad accettare di mettere in discussione qualsiasi situazione, in particolar modo nei contesti familiari e professionali.

Abbiamo difficoltà a mutare la nostra posizione, l’atteggiamento relazionale. Cambiare è comprendere l’esperienza, che si sta facendo, le abitudini della ripetizione ci rendono statici e non dinamici, la volontà di osservarsi comprendere, modellarci trovando la soluzione migliore, rende anche il corpo dinamico e libero da traumi o restrizioni mentali che persistono nei loro loop.

(Micheal Odoul modificato Ciani Francesco)

 

L’osteoporosi ed i carboidrati insulinici 

Abbiamo già parlato dell’osteoporosi e siamo tutti d’accordo che rappresenta un’emergenza sanitaria per le persone anziane, soprattutto per le donne. La medicina ufficiale ha già trovato risposte e soluzioni: qualche pillola per contrastare un fenomeno considerato normale ed ineluttabile.

Allora ci dovrebbero spiegare:

Come mai ci sono persone che arrivano a 110 anni senza grossi problemi di osteoporosi?

La verità ancora una volta è sepolta sotto ricerche mediche che nessuno ha voglia di divulgare. La medicina ufficiale sa perfettamente che uno dei motivi principali che causa lo svuotamento del calcio dallo scheletro, è l’utilizzazione che ne fa il nostro corpo per contrastare l’acidità del sangue.

Difatti ancora una volta, il nostro metabolismo ha come priorità assoluta, salvarci la vita. Il nostro sangue deve mantenere un livello di acidità non superiore a 7,35 (altrimenti si muore) e quindi, in caso di aumento di metaboliti acidi, il nostro corpo preferisce svuotare le ossa, utilizzando il calcio come minerale per tamponare l’acidità.

Ci dovremmo domandare: Cosa genera le scorie acide che finiscono poi nel sangue?

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Abbiamo già approfondito tale aspetto, parlando dell’acidità tissutale e la causa, ancora una volta è da imputare ai carboidrati. La via energetica del glucosio genera scorie acide (atomi H+ e piruvato), che quando escono dalla cellula, finiscono nella matrice e poi nel sangue. Inoltre i cereali hanno un effetto chelante (tramite i fitati), inibendo l’intestino all’assorbimento dei minerali come il magnesio, il potassio ed il calcio, fondamentali per la ricostruzione delle ossa.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’ormone del Gh, deputato alla fase anabolica dello scheletro. Difatti come tutti i tessuti, anche quello osseo è composto di matrice (quindi collagene), e subisce una fase catabolica ed una anabolica. L’attivazione degli ormoni dell’insulina e del cortisolo (per colpa dei carboidrati) inibisce le ghiandole surrenali alla produzione di Gh e quindi una diminuzione dell’azione anabolica (ricostruzione ossea).

Quindi avviene uno squilibrio, tra la fase in cui il corpo demolisce la struttura ossea e la fase in cui invece il corpo deve ricostruire quei tessuti, causando un bilancio negativo, che nel tempo indebolirà lo scheletro.

Un altro aspetto essenziale è la carenza di vitamina D, che come avete potuto leggere nel capitolo dedicato è essenziale al metabolismo del calcio, mantenendo in buono stato il nostro scheletro. Tale carenza è dovuta al poco tempo trascorso all’aperto, impedendo alla nostra pelle di produrre questa preziosa vitamina con l’ausilio della luce solare.

Un altro motivo che inibisce la produzione endogena di vitamina D è l’acidosi tissutale, che richiamando il calcio nel sangue, attiva il meccanismo di feedback negativo (i reni eliminano la vitamina D per evitare l’assorbimento di tale minerale dall’intestino).

Vivere 120 Anni