Il sistema riproduttivo

Malattia Espressione dell’AnimA

Come ci viene indicato dal nome, il sistema riproduttivo è quello che consente all’essere umano di riprodursi. È composto dagli organi sessuali, dalle ghiandole sessuali (testicoli, ovaie) e dall’utero nella donna. Attraverso questo sistema estremamente elaborato, la discendenza umana si perpetua nell’incontro tra un uomo, di natura Yang e penetrante, e una donna, di natura Yin e ricettiva.
 
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La Vita ci mostra così fino a che punto l’evoluzione non sia possibile se non attraverso l’incontro dei contrari. Ciò può portarci a comprendere come sia necessario attuare la stessa cosa dentro di noi per poter evolvere. Dobbiamo andare incontro all’altro lato di noi stessi, della nostra parte «Yin, femminile» se siamo uomini, e della nostra parte «Yang, maschile» se siamo donne.

Non si tratta naturalmente di sessualità, ma di ciò che C.G. Jung definì «Anima» (femminile) e «Animus» (maschile). Si tratta del nostro lato dolce, tenero, passivo, artistico, estetico, accogliente, inconscio, profondo (femminile) e del nostro lato deciso, forte, attivo, guerriero, difensivo, penetrante, cosciente, superficiale (maschile).

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Ci risulta allora possibile crescere, evolvere e giungere progressivamente a fare ciò che definisco «la pace dei contrari» (che Jung aveva battezzato come «riconciliazione degli opposti»), l’Unità in noi, creando, partorendo un altro noi stessi.

È interessante notare che questa (pro)creazione ha tutte le possibilità di realizzarsi nel piacere e nella gioia (godimento, orgasmo) come previsto dalla vita. Un fatto sul quale devono riflettere coloro il cui processo di sviluppo personale si attua mediante l’esercizio della volontà, della forza, della costrizione o dell’urgenza.

Il sistema riproduttivo è beninteso quello che ci consente di procreare, di donare fisicamente la vita. Per estensione, si tratta anche della nostra capacità generale di creare, di partorire (progetti, idee, eccetera) nel mondo materiale.

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Infine è anche il sistema della sessualità, ossia della nostra capacità di creare nel godimento. Rappresenta la nostra azione sull’altro, il nostro potere su di lui poiché egli ci si abbandona, come noi a lui, in questa particolare relazione. Questo potere deve pertanto essere reciproco e rispettoso ed è ancora più grande quando si fonda sull’amore.

In ultimo, esso ha la peculiarità, come appena menzionato, di procurare il piacere, di poter (oserei dire) essere vissuto nel godimento in quanto è normalmente caratterizzato dall’orgasmo. Quest’ultimo rappresenta il godimento supremo della creazione, dell’azione creatrice e fecondatrice, compiuta insieme all’altro.

Le malattie del sistema riproduttivo


Le malattie del sistema riproduttivo ci parlano della nostra difficoltà a vivere o ad accettare questa «pace dei contrari» all’interno di noi. Possono manifestarsi in differenti modi, ma indicano sempre una tensione rispetto all’altro, si tratti del coniuge, di nostro figlio o delle loro rappresentazioni dentro di noi o all’esterno.

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È il caso particolare dei problemi all’utero, che rappresenta la coppia, il focolare, il nido e che indica sovente tensioni o sofferenze relative al coniuge (assenze, frustrazione, decesso, conflitto, eccetera) o relative al posto occupato da ciascuno all’interno della casa.

Esprimono inoltre la nostra paura, il nostro timore di partorire, si tratti di un parto reale (bambino) o simbolico (progetti, idee, eccetera), per mancanza di fiducia, per senso di colpa o angoscia. I dolori ai testicoli o alle ovaie ci parlano di ciò, che si tratti di una cruralgia, di una cisti o di un cancro sviluppatosi nelle ghiandole riproduttive.

Le malattie «sessualmente trasmissibili» rappresentano spesso delle autopunizioni, inconsciamente provocate da un senso di colpa per una attività sessuale sviluppata al di fuori delle norme riconosciute dall’individuo o dal suo ambiente. Tale senso di colpa, consapevole o meno, lo conduce a punirsi da sé mediante un «atto mancato», oserei dire, e ad incontrare sessualmente colui o colei che gli trasmetterà una malattia «vergognosa».

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Attraverso frigidità, impotenza o dolori e infiammazioni di varia natura che «impediscono» la sessualità, esprimiamo la nostra difficoltà a vivere i piaceri della vita e in particolare dell’attività, professionale, sociale o familiare. Non ci permettiamo di provare piacere, appagamento o godimento nell’esercizio del nostro potere personale sulle cose o sugli altri.
 
Tutto ciò ci appare troppo serio o meglio colpevole e non sappiamo più, come il bambino, provare la semplice gioia di aver fatto qualcosa che «va» e di cui possiamo andar fieri.

Crediamo che questo potere sia vergognoso o negativo, quando invece può essere creativo e fecondo poiché ciò che gli conferisce una connotazione positiva o negativa è l’utilizzo che ne facciamo e le intenzioni che gli attribuiamo, proprio come il potere conferito dall’amore e dalla sessualità può creare o distruggere, liberare o alienare, animare o spegnere l’altro o se stessi.

(Michel Odoul)

Ferite Emotive e Destino

consapevolezza

Lo sapevi che le ferite emozionali sono in connessione con il tuo destino?

Cominciamo con lo scrivere che la parola destino etimologicamente indica qualcosa di fisso, di statico, di immobile, quasi a suggerire che da questo non si scappa e che per quanto non lo si ascolti, prima o poi… In realtà, nella nostra vita ci sono un’infinità di punti di svolta, di decisioni che possono portarci da una parte ad un’altra (ricordi il film Sliding Doors?)

Considera questo: noi siamo una imbarcazione con una rotta ben precisa e veniamo qui con delle indicazioni (una mappa). Durante il tragitto, però, perdiamo la mappa, ma ogni tanto ci arrivano idee circa il nostro tragitto, perché sono impresse nell’anima. Nonostante questo andiamo a zig zag con l’imbarcazione.

separazione e malattia

Pensiamo di seguire la nostra volontà e ci sentiamo orgogliosi. Poi ci accorgiamo di essere fuori rotta. Arriva, allora, una “tempesta” (disgrazia, malattia etc.) che ci rimette parzialmente sulla rotta. E poi di nuovo noi, supponenti, ce ne andiamo da un’altra parte. E così via…

Il nostro viaggio inizia così: noi siamo pura energia fusa con l’Unità cosmica, siamo un sé non identificato costituito da luce ed energia. Questo sé decide di incarnarsi e sviluppare alcune conoscenze e capacità. Quindi, lo spirito scende sulla terra, diviene materia attraverso un corpo fisico, emotivo e mentale (sviluppando un’anima).

Dal momento in cui si incarna in un corpo (che è anche energia), si immerge totalmente nella dualità e vive una separazione immanente (ferita originale) necessaria per comprendere e discendere su questo piano materiale.

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Ossia, il sé sente di non appartenere al tutto, ma guarda l’esterno in maniera separata dall’interno. Durante questo affascinante e doloroso viaggio sulla terra, il sé conosce tantissime cose, fa esperienza e sviluppa delle “ferite” che sono sostanzialmente iscritte nella memoria dello spirito. Le ferite sono parte integrante del destino poiché hanno un valore enorme.

La ferita emozionale funziona esattamente come una ferita fisica. Apre uno squarcio nella solidità della massa e rappresenta una nuova apertura. Naturalmente è dolorosa, crea rossore, si infiamma. Quindi va trattata, va lavata, va detersa, va disinfettata.

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Ci sono due modi per rimarginare una ferita: uno è quello di ricongiungere i lembi e l’altro è costituito dal far emergere nuovo tessuto che congiunge i due lembi di carne. In quest’ultimo caso all’interno del vuoto, della separazione, del caos, nasce nuova materia, nuovo tessuto e possiamo, allora, guardare l’opportunità che offre la ferita:

essa procura una apertura all’interno della solidità della materia, quindi caos e disordine. C’è, a questo punto, una prima reazione dolorosa che può portare a negare la ferita oppure ad accorgersene, e poi a trattarla e a permettere, con il tempo, di creare nuovo tessuto, cioè un nuovo talento o capacità.

L’esperienza delle ferite (o le esperienze… ) sono scritte nel libro del destino. Scegliere una determinata famiglia, vivere una gestazione dolorosa, combattere fin da bambini con l’ambiente determina le ferite che vivremo. Ecco quali sono le nostre ferite fondamentali che probabilmente quasi tutti abbiamo attraversato nella totalità o quasi:

– Ferita da rifiuto: ferita profondissima, in cui ci si sente respinti in tutto il proprio essere, proveniente dal genitore del proprio sesso. Il corpo vuole scomparire, occupare poco spazio. La reazione è la fuga. Si ha difficoltà a vivere, a occupare il proprio posto nel mondo, ad affermarsi.

– Ferita da abbandono: generata dal rapporto con il genitore del sesso opposto, crea dipendenza emozionale ed affettiva e predisposizione al vittimismo. Il fisico è “molle” in alcune parti. Il “dipendente” cerca approvazione e consigli dagli altri a causa della mancanza di autonomia.

Bambino, Istruzione, Paura, Terrore, Violento

– Ferita da umiliazione: un genitore o entrambi si sono vergognati del figlio pubblicamente. Il bambino si è sentito mortificato, sminuito, degradato. La ferita da umiliazione genera comportamenti inconsci di mortificazione e dolore. L’umiliato si mette totalmente a disposizione del prossimo, fino a sminuirsi. Ha un corpo grasso o tendente a ingrassare.

– Ferita da tradimento: il bambino ha sofferto nel non vedere soddisfatti i suoi bisogni affettivi basilari da parte del genitore di sesso opposto. La maschera (o reazione) è un comportamento controllante che lo porta compulsivamente ad affermare se stesso. Ricerca ossessivamente la leadership, gli onori e le l’affermazione. Il corpo è muscoloso, seduttivo, forte.

Gogna, Dispositivo, Pena, Catturato, Vecchio, Medioevo

– Ferita da ingiustizia: generata dalla freddezza del genitore dello stesso sesso. Ciò ha causato insensibilità e mancata espressività. La maschera che è costretto a indossare è quella della rigidità, che lo porta a essere intransigente con se stesso, celandosi dietro una positività forzata. Il suo comportamento sfocia molte volte nel controllo e nella freddezza. Il suo corpo è perfetto, ben proporzionato e curato. Ha nel complesso una struttura rigida.

Queste ferite sono generate in un’età compresa tra zero e sette anni. Nella nostra esistenza è raro poter affermare di aver sofferto soltanto di una ferita. E’ molto diffuso il caso che si siano subite almeno due o tre ferite (o anche tutte e cinque) in fasi differenti della vita. Ed è anche possibile (raro, ma possibile), che la gran parte di queste ferite siano state risolte (attraverso elaborazioni inconsce).

Tempo Guarisce Tutte Le Ferite, Consolazione

C’è un diverso livello di profondità delle ferite per ciascuna personale esistenza. Ma tra le stesse ferite c’è un diverso livello di gravità: per esempio, la ferita da rifiuto è molto grave perché riguarda il diritto di essere al mondo.

Ora non ti chiedo di sapere esattamente quale siano le ferite attive nella tua vita, ma di cominciare a percepire quale energia sia racchiusa in questi eventi. Questa energia se inconsapevole può essere utilizzata (o meglio dissipata) per mantenere una maschera, per utilizzare atteggiamenti e avere attitudini meccaniche e condizionanti.

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Oppure può essere, se resa consapevole, utilizzata per lo sviluppo di un vero e proprio salto di coscienza. Riesci ora ad accorgerti della tua energia intrappolata in uno stato di inconsapevolezza, puoi vedere le tue maschere maggiormente utilizzate, i tuoi comportamenti reattivi e fuori controllo, i tuoi corpi di dolore che emergono repentinamente.

La ferita, invece, se non guarita e opportunamente cicatrizzata, può influenzare profondamente la tua esistenza facendoti sentire vittima degli eventi, degli altri e di te stesso. Quello che devi chiederti sempre, è di quali e quanti condizionamenti sei vittima e quale maschera oggi stai indossando prevalentemente. Quanto sei vittima del giudizio e dipendente dall’approvazione altrui… quanto c’è di autentico, spontaneo, naturale nei tuoi comportamenti e quanto invece è condizionato, frutto della paura o del giudizio.

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Tutte le ferite hanno una specifica funzione: quella di collegarti agli archetipi, ai principi primi e quindi alla tua energia originaria. Dal caos può nascere un nuovo ordine, una nuova opportunità di vita maggiormente in sintonia con tutto ciò che sei. Osserva con compassione, consapevolezza e senza giudizio dove le ferite ti hanno portato e stanno portando. Questa sarà una delle azioni più importanti della tua vita.

Articolo di Luigi Miano 
Fonte: http://www.unnuovomondo.net/ferita-emozionale-destino/

Il sistema nervoso

Malattia Espressione dell’AnimA

Il sistema nervoso può essere considerato come il «terziario» del nostro corpo ed è il centro di comando e di controllo delle informazioni. Centralizza, immagazzina, restituisce e fa circolare i dati innati o acquisiti dall’individuo, permettendogli di esistere e di evolvere nel suo ambiente.

È evidente per ciascuno di noi che il ruolo del sistema nervoso è essenziale e che interviene in tutte le attività del nostro organismo.

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È suddiviso in due sottosistemi che sono il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo, definito anche sistema neurovegetativo.

A livello organico è composto dal cervello, dal midollo spinale e dai nervi (periferici, simpatici e parasimpatici).

Il sistema nervoso centrale

Il sistema nervoso centrale controlla il pensiero, i movimenti consapevoli e tutte le sensazioni. È composto dall’encefalo, dal midollo spinale e dai nervi periferici. Qualsiasi pensiero conscio, qualsiasi decisione e azione volontaria passano dal sistema nervoso centrale.

Le malattie del sistema nervoso centrale

Nervi, Cellule, Seppia Dendriti, Eccitazione, Cervello
 
 
Gli squilibri del sistema nervoso sono il segno delle nostre difficoltà a controllare consciamente e intellettualmente la nostra vita e le emozioni vissute .
 
Durezza, eccesso di lavoro, tendenza a vivere tutto e a risolvere le cose con il pensiero e non con i sentimenti, si manifesteranno con squilibri, malattie o tensioni del sistema nervoso centrale.
 
 
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Anche la più grave epilessia, con i suoi momenti detti di «processo automatico», rappresenta una separazione dal sistema nervoso centrale a vantaggio del sistema autonomo.
 
(Michel Odoul)
 

Klamin gocce

AlgoZym

Il sistema arterioso 

Il sistema arterioso è quello rappresentato in rosso sulle stesse tavole di anatomia. Esso trasporta il sangue, arricchito di ossigeno e di sostanze nutritive, verso gli organi e le cellule. È la parte Yang del nostro sistema circolatorio che esercita un’assistenza «attiva» del cuore nella circolazione. Grazie alla sua capacità di contrazione, il sistema arterioso alleggerisce infatti il lavoro del cuore, attraverso quelle che vengono definite la vasocostrizione e la vasodilatazione.

Le malattie del sistema arterioso
Le malattie del sistema arterioso ci parlano di tensioni analoghe a quelle del sistema venoso, ma in senso attivo. Le emozioni sono eccessive e si manifestano con un eccesso (giovialità, eccitazione, eccetera) oppure vengono trattenute, soffocate.
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La difficoltà, se non addirittura l’incapacità di fare ciò che va fatto nella nostra vita per provare gioia, piacere e felicità, si traducono in ipertensioni arteriose. Contrariamente al sistema venoso, non abbiamo l’impressione di essere ostacolati, ma piuttosto di non sapere, di non potere, di non essere o non essere stati capaci di far posto all’amore, alla gioia di vivere.
L’ipertensione ci mostra una grande tensione dovuta alla volontà di ricerca di una soluzione, ma la paura spesso presente impedisce alle nostre emozioni di esistere e questo fa salire la pressione all’interno. Tutto acquista proporzioni eccessive che ci spaventano. Questa paura ci cristallizza e indurisce la parete delle nostre arterie, in tal modo aumentando, mediante l’arteriosclerosi, il fenomeno della tensione.
trombosi

Una delle paure di fondo associate all’ipertensione è quella della morte, nel senso che abbiamo paura che giunga prima di poter portare a termine quello che dobbiamo fare. Così, si sviluppa in noi il sentimento di urgenza, che fa «salire ulteriormente la pressione». come pure la paura della morte e tutte quelle paure che si fondano sul processo del panico.

L’ipotensione ci parla della sconfitta, della nostra sensazione di essere vittime. Sopraffatti dagli avvenimenti, senza via d’uscita, non siamo più in grado di far salire la pressione per rimettere in moto la macchina. La dinamica di fondo è passiva e lo scoraggiamento prende il sopravvento sul senso della lotta.

Ci è senza dubbio mancato l’amore nella nostra vita, quel nutrimento che procura o quantomeno favorisce la manifestazione della gioia e le ragioni di vivere, quella sensazione che fa battere il cuore dentro di noi. Quella fiamma ci è mancata o forse non l’abbiamo mai alimentata.
(Michel Odoul)

VenaVin

Il sistema circolatorio

Il sistema circolatorio è responsabile della circolazione sanguigna in tutto il corpo. Grazie ad esso quel prezioso liquido che è il sangue può circolare e fornire ossigeno e sostanze nutritive alla più piccola parte del corpo.

Ma è sempre questa circolazione che gli permette di svolgere il suo ruolo di purificazione, in quanto trasporta le tossine espulse dalle cellule ed espelle l’anidride carbonica in cambio dell’ossigeno.

Mani, Parole, Significato, Dita, Colorato, Marcatori

Pertanto è una funzione di ripartizione della vita in tutto il corpo, una funzione che consiste nel diffondere dappertutto ciò che dona la vita e, per estensione, la gioia di vivere Il sistema circolatorio si compone del cuore, del sistema venoso e del sistema arterioso e percorre l’organismo descrivendo una sorta di otto.

Le malattie del sistema circolatorio

I problemi circolatori segnalano che abbiamo difficoltà a lasciare che la vita circoli liberamente dentro di noi e che la nostra gioia di vivere, il nostro amore per la vita faticano ad esprimersi, se non addirittura ad esistere in noi. Quale parte di noi stessi non amiamo al punto da non permettere più che la vita la nutra?

Quale parte della nostra vita rifiutiamo? Quale trauma emotivo ha fatto in modo che in noi non vi sia più posto per la gioia o l’amore, oppure, perché ne abbiamo paura? Sono tutte domande che il nostro «Maestro Interiore» può inviarci attraverso le tensioni, oserei dire, del sistema circolatorio.

Il cuore

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Il cuore è l’organo principale, il pezzo forte della circolazione sanguigna. Una pompa intelligente e autonoma dalla straordinaria e sofisticata capacità di reazione. Per mezzo del suo ritmo è in grado di rispondere istantaneamente alla minima sollecitazione, sia fisiologica (sforzo) che psicologica (emozione). In stretto collegamento con il cervello, è capace di regolare con estrema precisione le pressioni e i ritmi circolatori di cui le sollecitazioni ambientali necessitano. Comanda e dirige la nostra capacità di adattare le reazioni interiori alle esigenze esterne.

Il cuore è un muscolo cosiddetto «involontario», ossia che funziona al di fuori della nostra volontà conscia. La sua relazione con il nostro inconscio è forte e spiega l’importante influenza delle nostre emozioni coscienti e incoscienti sul ritmo cardiaco. Sede tradizionale dell’amore e delle emozioni, la sua relazione privilegiata con il cervello, che da esso dipende sul piano energetico, ci mostra come un vero amore non può accontentarsi di essere passionale, ma ha il dovere di essere anche «intelligente». In caso contrario, rischia l’accecamento.

Le malattie del cuore

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Le malattie del cuore ci parlano delle nostre difficoltà a vivere l’amore e a gestire le nostre emozioni che hanno la tendenza a prendere il sopravvento su tutto il resto nella nostra vita. Possono anche significare che lasciamo troppo spazio al risentimento, all’odio, alla violenza, che rimuoviamo o scarichiamo per vie traverse (sport, giochi, ferite). In questo caso, il posto dell’amore per la vita, per noi stessi, per gli altri e per ciò che facciamo diminuisce di giorno in giorno.

Tic Tac Toe, Amore, Cuore, Ascolta

Ora, ricordiamo che il cuore distribuisce il sangue dentro di noi. Se coltiviamo stati emozionali negativi, questi saranno distribuiti dentro di noi allo stesso modo. Nel campo dell’energetica si ritiene che lo stato del Cuore e dello Shen (la sua rappresentazione spirituale) siano riscontrabili dal colorito della persona e dalla vivacità dei suoi occhi, del suo sguardo.

Palpitazioni, tachicardie, infarti e altri problemi cardiaci rivelano tutta la nostra fatica a gestire gli stati emotivi o, al contrario, a dar loro la possibilità di esprimersi, di vivere in noi. Prendere troppo sul serio la vita e tutto ciò che accade, l’assenza di piacere in ciò che facciamo o sentiamo, i pochi spazi dati alla libertà e al rilassamento, indeboliscono le energie del cuore e possono tradursi in tensioni cardiache. Ma anche l’eccesso di piaceri o di passione indeboliscono le energie del Cuore e possono procurare i medesimi effetti.

Michel Odoul

KlamaCor

L’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto

tiroidite

Per comprendere davvero le malattie e i disturbi della tiroide dobbiamo fare un salto indietro nella storia. I racconti si perdono da una generazione all’altra ed è umano dimenticare come tutto è cominciato, perché le incombenze della vita quotidiana ci distraggono. Se non la tiro fuori, la verità sulle origini dei problemi alla tiroide rischia di andare perduta per sempre.

In realtà la malattia di questa ghiandola è relativamente recente. Fu al volgere del XIX secolo, quando la rivoluzione industriale alterò le modalità di lavoro, che si iniziarono ad avere seri problemi. Fino a quel momento, l’ingrossamento della tiroide (chiamato anche “gozzo”) era piuttosto raro: era il risultato di carenze di sali minerali come lo iodio e lo zinco, o era causato dalla tossicità di metalli pesanti, come il mercurio.

tiroide

Quando poi le industrie appena sviluppate presero a scaricare questi metalli nei fiumi, nei torrenti e nei laghi, e le fabbriche a rilasciare emissioni velenose di nuove sostanze chimiche che il corpo umano non aveva mai incontrato, la tiroide cominciò a subirne i danni. L’organo era esposto a un tasso di tossicità che non aveva mai sperimentato e i casi d’ingrossamento si moltiplicarono.

Intorno ai primi del Novecento le industrie cominciarono a privare i cereali, la verdura e la frutta delle loro sostanze nutritive – tutto in nome del progresso – e a inscatolare il nostro cibo in barattoli di piombo, il metallo pesante perfetto per dare a ognuno un gozzo. E senza le adeguate sostanze nutritive le persone erano doppiamente vulnerabili. Allo stesso tempo, la scienza medica fece ciò che sembrava un enorme passo avanti.

Si basava su una filosofia molto diffusa nel Medioevo: la pratica di mangiare una certa parte del corpo di un animale per guarire la parte corrispondente dell’essere umano. In quell’epoca, se qualcuno aveva un problema al cuore gli veniva consigliato di mangiare il cuore, le malattie ai reni erano curate mangiando i reni, le malattie al cervello mangiando il cervello e le malattie agli occhi mangiando i bulbi oculari degli animali.

Era una ciarlataneria del tutto priva di efficacia, ma era stimata come la direzione più sensata del suo tempo. Secoli dopo, sul finire dell’Ottocento, la ricerca medica s’imbatté in un caso in cui questa teoria, per la prima volta nella storia dell’uomo, funzionava davvero. Essa scoprì che dalla tiroide essiccata e macinata dei maiali si poteva ricavare una medicina in grado di alleviare negli esseri umani i sintomi dei disturbi alla tiroide, in particolare il gozzo.

Uno dei motivi per cui il metodo funzionava davvero era che la tiroide essiccata forniva alle persone una sostanza nutritiva di cui erano gravemente carenti: lo iodio. Un altro motivo che venne in soccorso ai pazienti fu che la medicina ufficiale aveva scoperto per caso il primo composto steroideo, ovvero un concentrato di ormoni che sopprime l’infiammazione e il sistema immunitario. Quando la tiroide funziona male, spesso il corpo risponde con una reazione eccessiva la quale provoca un accumulo di liquidi intorno alla ghiandola, cosa che è in parte la causa del gozzo.

Tiroide

Il concentrato di ormoni nel medicinale a base di tiroide essiccata fungeva così da immunosoppressore, rallentando la capacità del corpo di reagire alla tiroide malfunzionante. Per la prima volta, sembrava che dalla filosofia che consigliava di mangiare parti del corpo corrispondenti a quelle malate fosse emersa una cura. In diverse concentrazioni, la tiroide essiccata dei bovini o dei suini è ancora l’ingrediente dei farmaci usati ai giorni nostri, il che li rende a dir poco antiquati.

Questi farmaci non affrontano ancora il problema alla radice, quindi non prepariamo medaglie postume a una scoperta fatta per caso. Dobbiamo realizzare che quella scoperta non era dovuta a una nobile riflessione scientifica ma a un dottore che un mattino si svegliò e pensò: “Proviamo se quella vecchia teoria funziona”; dopodiché andò dal macellaio per cercare qualche scarto e cominciò a fare esperimenti in laboratorio. “Un occhio per gli occhi, un rene per i reni, una tiroide per la tiroide.

Ah, ecco, questo funziona!”. Aveva preso la tiroide di un maiale, l’aveva trattata e disidratata, poi l’aveva somministrata ai suoi pazienti malati di gozzo e vide dei risultati. Non certo una grande epifania basata su una scienza sofisticata. Nel corso del Novecento si ebbe un’impennata virale e le donne iniziarono ad avvertire disturbi alla tiroide con sintomi molto diversi dagli ingrossamenti visti fino ad allora. Oggi, a distanza di molti anni, questa nuova patologia è etichettata come tiroidite, termine che indica semplicemente una tiroide infiammata. Spesso i pazienti ricevono diagnosi più specifiche, come tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo, ma rimangono pur sempre malattie del mistero.

emicrania

Adesso assistiamo a un’altra ondata. Decine di milioni di persone, per lo più donne, non si accorgono nemmeno di avere un problema alla tiroide, ma per tale ragione non vivono appieno la loro vita. I pazienti ricevono farmaci che si basano ancora su tiroidi animali in forma sintetica o essiccata, e quando questi non sono sufficienti a sopprimere i sintomi si passa ai trattamenti allo iodio radioattivo che mirano a distruggere la ghiandola.

Questo non è progresso. Non sono ancora emerse risposte su cosa provochi davvero le misteriose malattie della tiroide, quindi la gente non è ancora nelle condizioni di imparare a guarire. Nel paragrafo seguente svelerò i veri motivi per cui così tante persone combattono con sintomi legati alla tiroide e cosa puoi fare se sei una di quelle. Se stai soffrendo c’è un motivo preciso e c’è anche un modo per stare meglio.

COMPRENDERE L’IPOTIROIDISMO E LA TIROIDITE DI HASHIMOTO

La tiroide è una piccola ghiandola situata nel collo che svolge una funzione fondamentale per la salute: regola i livelli energetici in ogni momento, e ciò influisce su ogni cellula del corpo. Quando la tiroide produce tutti i suoi ormoni, segnala alle cellule di ricevere il glucosio e convertirlo in energia, che serve per la loro normale attività, per ripararsi e riprodursi.

Quando invece produce quantità inferiori di ormoni, segnala alle cellule di trattenersi e risparmiare l’energia per un secondo momento. Questo accorgimento fa sì che il corpo funzioni a un ritmo costante, ma con l’andare del tempo l’attività ridotta della tiroide causa una “insufficienza energetica” in tutto il corpo, perché le cellule non ricevono istruzioni ormonali per ricaricarsi come dovrebbero per funzionare in maniera corretta.

Quando la tiroide funziona bene, funzioni bene anche tu. Quando smette di lavorare nel modo giusto, diverse aree del tuo corpo possono crollare. Per definire una scarsa produzione di ormoni da parte della tiroide si usa il termine ipotiroidismo, uno stadio iniziale e lieve di tiroidite. L’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto non sono come gli ingrossamenti che si verificavano in passato per la carenza di iodio e l’accumulo di tossine nella ghiandola. E queste definizioni non spiegano qual è la vera causa che provoca affaticamento, palpitazioni, vampate di calore, confusione mentale, sovrappeso e molti altri problemi associati.

Le comunità mediche ritengono che la tiroidite di Hashimoto sia il risultato di un sistema immunitario in qualche modo impazzito, che scambia le cellule della tiroide per invasori e gli dichiara guerra. Non è corretto. L’ho già detto e lo ripeto: il corpo non attacca se stesso. Il nostro sistema immunitario non si confonde e non attacca i nostri organi, e ciò vale anche per la tiroide.

L’erronea teoria della malattia autoimmune è semplicemente un gioco accusatorio. Punta l’indice contro il corpo del paziente per distrarlo dalla verità, e la verità è che la ricerca medica non ha ancora scalfito la superficie di ciò che causa le malattie della tiroide.

La verità è che attualmente oltre il 95 per cento dei disturbi alla tiroide, compresa la tiroidite di Hashimoto, derivano da un’infezione virale (il restante 5 per cento deriva dalle radiazioni). E il virus è quello di Epstein-Barr (EBV).

Dopo un lungo periodo di incubazione – di solito nel fegato –, l’EBV si sposta verso la tiroide e penetra nei suoi tessuti, con l’andare del tempo il carico virale la indebolisce, rendendola meno efficace a produrre gli ormoni necessari al corpo per funzionare; poco a poco, il virus infiamma la ghiandola, causando l’ipotiroidismo o la tiroidite di Hashimoto. Non è il tuo corpo che ti ha tradito, anzi, il tuo sistema immunitario sta combattendo contro un autentico invasore e sta lavorando sodo per proteggerti.

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Un grosso equivoco è dato dal fatto che i pazienti credono che i farmaci affrontino alla radice il problema; in realtà essi non curano, si limitano ad aggiungere ormoni nel sangue nella speranza che il corpo li utilizzi per sostituire gli ormoni che la tiroide ha smesso di produrre. Nessuno sa che i farmaci per la tiroide sono blandi steroidi e rallentano il sistema immunitario nella sua reazione contro i sintomi. È un segreto che nemmeno i medici conoscono, perché nessuno gliel’ha detto.

E di solito i medici non confessano ai pazienti che in realtà non capiscono l’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto, né che i farmaci non curano davvero la malattia. Se assumi un farmaco per la tiroide e senti dei miglioramenti, bene; esso agisce per lo più come un innocuo cerotto per una malattia che in realtà deriva da un carico virale. Se hai provato dei farmaci e non hai trovato sollievo, ora capisci che la tua frustrazione è fondata. 

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Ho sentito storie di centinaia di donne che avevano cominciato ad assumere un farmaco per la tiroide dieci o quindici anni prima, quando avevano cinquanta o sessant’anni, in seguito a un esame. Il medico o l’infermiera aveva guardato gli esiti dell’esame e aveva esclamato: “Cosa diavolo è successo alla sua tiroide? È in condizioni terribili.” Per tutto quel tempo, prendendo il farmaco le pazienti avevano creduto di agire in modo responsabile e proattivo, pensavano che la medicina le stesse curando.

Non devi restare inchiodato a questo destino. Seguendo il programma alimentare e dei rimedi consigliati per rieducare il tuo metaboloma intestinale, puoi liberarti del virus di Epstein-Barr, e con i consigli che elenco qui puoi contribuire a guarire e proteggere la tua tiroide lesionata e a fortificare le ghiandole che la supportano. Finalmente avrai il vigore necessario per invertire il corso della malattia, invece di sentirti dire che la stai curando quando non è vero. Conoscendo la verità su ciò che è la causa e su come puoi migliorare, puoi riprendere il controllo della tua salute.

LE ANALISI DEL SANGUE PER LA TIROIDE

Tiroide, Endocrino, Diabete, Ghiandola, Sindrome

Se sospetti di avere un problema o un disturbo alla tiroide ma non ne sei certo, chiedi al medico di prescriverti delle analisi del sangue per verificare i livelli ormonali, in particolare chiedi di testare il TSH, il T4 libero, il T3 libero e gli anticorpi della tiroide. Pur non essendo perfetti, questi esami di laboratorio sono quanto c’è di meglio al momento. Una moda che ha preso piede nelle comunità di medicina alternativa è misurare il T3 inverso.

I sostenitori di questa teoria ritengono che il T3 inverso sia un indicatore accurato, mentre i suoi detrattori sostengono che siano solo chiacchiere. In un certo senso, hanno ragione entrambi. I livelli del T3 evidenziano davvero i problemi, ma se ne sussistono diversi contemporaneamente è impossibile attribuire un significato certo ai risultati. Dunque, anche se l’esito del T3 inverso non è discriminante, è comunque una buona idea chiedere al medico di analizzarlo.

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Infine è importante sapere che, anche se le analisi indicano valori normali, non è da escludere che tu abbia un problema alla tiroide. Molte persone, per lo più donne, avvertono lievi sintomi di un’attività ridotta della ghiandola a prescindere dai risultati; a volte occorrono mesi o anni prima che una malattia della tiroide si sviluppi al punto da emergere nelle analisi del sangue (per di più, i parametri di riferimento di molte analisi sono troppo ampi, perciò una malattia lieve può anche non essere evidenziata, e normalmente non lo è).

Alcuni medici ora prescrivono farmaci anche se i valori delle analisi risultano regolari: è la volontà di affrontare il problema mentre sta sbocciando, ed è un progresso per le donne perché finalmente i loro sintomi vengono presi sul serio. Tuttavia, è solo l’effetto steroideo del farmaco a dare un parziale sollievo alle infezioni virali che le hanno colpite. La ricerca è ancora lontana dallo scoprire quale sia la causa primaria dei disturbi alla tiroide e quali siano i rimedi che possono realmente aiutare i pazienti.

Termometro, Mal Di Testa, Dolore, Pillole, Farmaco

Se avverti sintomi legati a un malfunzionamento della tiroide, anche se le tue analisi del sangue sono nella norma, puoi seguire il protocollo in fondo alla pagina. Se i tuoi sospetti sono infondati, il peggio che ti può succedere è che rafforzerai la tiroide. Se sono fondati, non solo metterai fine ai problemi, ma riuscirai anche a prevenire altre frustranti malattie a quest’organo educandoti anche ad una alimentazione corretta.

Test per verificare la presenza di Virus EBV

Ab Anti Micoplasma Pneumonie IgG
Ab Anti Micoplasma Pneumonie IgM
EPSTEIN BARR VIRUS VCA –Ig
EPSTEIN BARR VIRUS VCA –IgM
CITOMEGALOVIRUS AB IGG
CITOMEGALOVIRUS IGM
AFFRONTARE I PROBLEMI DELLA TIROIDE

Frullati, Frutta, Colorato, Vitamine, Sano, Fresco

Questo paragrafo presenta alimenti, erbe e integratori che aiutano a guarire la tiroide lesionata, a rafforzare tutte le ghiandole correlate del sistema endocrino (ghiandole surrenali, ipofisi, pancreas e così via) e a ridurre il carico virale specificamente nella tiroide.

Alimenti “gozzigeni” C’è una nuova tendenza che induce le persone a temere verdure come cavolfiori, cavolo riccio, broccoli, cavolo cappuccio, cavolo nero e friarielli. Si dice che contengano sostanze gozzigene, ovvero che favoriscano l’insorgenza del gozzo. Non prestare fede a queste voci! I cosiddetti alimenti “gozzigeni” non contengono sufficienti livelli di sostanze gozzigene da inibire il funzionamento della tiroide: dovresti mangiare barilate di broccoli ogni giorno per avere un qualche motivo di preoccupazione. Perciò ti prego di continuare a consumare e gustare le tue crucifere preferite, in realtà promuovono la salute della tiroide.

Alimenti terapeutici

Cibo, Uva, Cipolla, Olio D'Oliva, Ungherese, Autunno

Tra gli alimenti più salutari troviamo curativi per le malattie della tiroide come la palmaria palmata, i mirtilli selvatici, i germogli, il coriandolo, l’aglio, i semi di canapa, l’olio di cocco, le noci brasiliane e il mirtillo rosso. In varia misura, questi alimenti possono uccidere le cellule del virus di Epstein-Barr (EBV), offrire un apporto di micronutrienti, riparare i tessuti della tiroide, ridurre la formazione di noduli, eliminare i metalli pesanti e i sottoprodotti del virus dall’organismo e incrementare la produzione di ormoni della tiroide.

Erbe terapeutiche e integratori
Probiotici umani fermentati 3 anni su base di acidi grassi a corta catena, frutta e verdura
Zinco: uccide le cellule dell’EBV, rafforza la tiroide e aiuta a proteggere il sistema endocrino.
Alga Klamath RW d’acqua dolce, Spirulina (preferibilmente hawaiana): fornisce micronutrienti fondamentali per la tiroide.

Ceppo, Cibo, Frutta E Verdura

Fucus vesiculosus: fornisce iodio facilmente assimilabile e minerali traccia.
Cromo oligoelemento: aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.
L-tirosina: aiuta ad aumentare la produzione di ormoni della tiroide.
Ashwagandha (o ginseng indiano): rafforza la tiroide e le ghiandole surrenali e aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.

Radice di liquirizia: uccide le cellule dell’EBV nella tiroide e sostiene le ghiandole surrenali.
Eleuterococco (o ginseng siberiano): rafforza le ghiandole surrenali e aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.
Melissa in MicroDosi di Olio Essenziale: uccide le cellule del virus e contrasta la formazione dei noduli.
Manganese “oligoelemento: fondamentale per la produzione dell’ormone T3 nella tiroide.
Selenio: stimola la produzione dell’ormone T4 nella tiroide.

Prima Colazione, Frutta Fresca, Mangiare Sano

Vitamina D3 a 10.000 UI : aiuta a stabilizzare il sistema immunitario e le sue reazioni.
Complesso di vitamine del gruppo B: vitamine essenziali per il sistema endocrino.
Magnesio: aiuta a stabilizzare l’ormone T3.

EPA e DHA (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico): fortificano il sistema endocrino e il sistema nervoso. Assicurati di acquistarne una versione di origine vegetale (non derivata dal pesce).
Bacopa monnieri: supporta la produzione di ormoni della tiroide e la conversione da T4 a T3.
Rubidio: aiuta a stabilizzare la produzione di ormoni della tiroide.
Rame oligoelemento: uccide le cellule del virus e aumenta l’efficacia dello iodio.

by anthony william

L’artrite reumatoide

Comprensione e risoluzione

Le comunità mediche usano l’espressione artrite reumatoide (AR) per diagnosticare la malattia che causa un’infiammazione cronica e dolorosa delle articolazioni. Sarebbe molto meglio usare definizioni come malattia del gonfiore alle articolazioni, o delle articolazioni doloranti o sindrome da dolori e disturbi inspiegabili.

Perché, siamo onesti: se la ricerca medica non è riuscita a dare una spiegazione a una determinata serie di sintomi, come nel caso dell’artrite reumatoide, allora sarebbe meglio chiamarla con un nome che riveli ciò che i medici sanno. Nascondersi dietro nomi altisonanti non aiuta nessuno, tanto meno i pazienti. Nei casi più comuni, l’AR colpisce le piccole giunture delle mani e dei piedi, può colpire anche le ginocchia, i gomiti e articolazioni maggiori, o intaccare altre parti del corpo, come i nervi, la pelle, la bocca, gli occhi, i polmoni e/o il cuore.

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L’esito più diffuso è il dolore e il gonfiore alle articolazioni, e a lungo andare possono manifestarsi vere e proprie lesioni alle articolazioni e alle ossa e/o deformità. Le comunità mediche non sanno che il numero di americani attualmente colpiti dall’artrite reumatoide è in realtà più alto di quello riportato: si aggira intorno ai due milioni e mezzo di persone. L’età dei pazienti varia dai quindici ai sessant’anni e le donne sono colpite cinque volte più degli uomini.

Le comunità mediche ritengono che l’artrite reumatoide sia una malattia autoimmune, ovvero una patologia causata dalla confusione del sistema immunitario che scambia parti del corpo per invasori e risponde attaccandoli continuamente. Ciò implica che il tuo corpo si sta rivoltando contro di te senza interpellarti. La medicina ufficiale istruisce i medici a fare ampio ricorso a questo
genere di spiegazioni per le malattie del mistero.

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Si tratta di un artificio che serve a tranquillizzare i pazienti, a fargli credere che i medici capiscono cosa sta succedendo nel loro corpo e perché, a dar l’impressione che il problema sia in qualche misura sotto controllo. Ma la spiegazione della malattia autoimmune non è così utile come la medicina ufficiale crede. Quando un paziente si forma l’immagine mentale di cellule che si rivoltano l’una contro l’altra manda al proprio corpo il messaggio sbagliato: il suo corpo lo ha tradito e dunque non può contare su di lui per guarire.

È fondamentale sapere che il corpo non attacca se stesso. La verità è questa: l’infiammazione alle articolazioni serve a proteggerti dall’attacco di un virus particolarmente diffuso, e il tuo corpo lavora sodo per impedire agli agenti patogeni di penetrare ancora più a fondo nelle articolazioni e nei tessuti circostanti. Quando l’infiammazione si protrae e si cronicizza si trasforma nel problema definito “artrite reumatoide”, in realtà è ancora il segnale che il tuo corpo sta lavorando sodo per contrastare i danni del virus.

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I medici ritengono che non esista un modo per guarire dall’artrite reumatoide, e anche qui si sbagliano. In questo capitolo spiego che cos’è veramente l’artrite reumatoide e come riprendere il controllo e riconquistare la tua salute.

IDENTIFICARE L’ARTRITE REUMATOIDE

Se sei affetto da artrite reumatoide, probabilmente sperimenti molti dei sintomi elencati qui sotto, e a ragione. Questi sintomi derivano dal fatto che il tuo corpo sta usando le sue difese per allontanare un agente patogeno diffuso.

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Dolore alle articolazioni, specialmente ai polsi e alle nocche, alle ginocchia e/o al metatarso, ma tutte le articolazioni possono essere colpite. Infiammazione alle articolazioni. Rigidità alle articolazioni, specialmente al mattino, che si protrae per ore. Formicolio e/o torpore, specialmente alle mani e/o ai piedi. Accumulo di liquidi, specialmente alle caviglie e dietro le ginocchia. Affaticamento, febbre e altri sintomi simili all’influenza. Palpitazioni cardiache. Bruciore o prurito alla pelle. Dolori passeggeri, bruciori. Nevralgie.

I medici adottano diversi metodi per identificare l’artrite reumatoide, ma nessuno di essi offre certezze. Di seguito trovi un elenco degli esami utilizzati, tieni però a mente che sono fallibili, perché non sono concepiti per cercare la causa che sta alla radice dell’AR. Questi test non trovano l’agente patogeno virale che scatena la malattia, servono invece a determinare il livello di infiammazione presente nel corpo.

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Fattore reumatoide nelle analisi del sangue: l’esame cerca gli anticorpi che secondo i medici sono associati all’AR. Tuttavia può produrre un risultato positivo anche in persone completamente sane, o con malattie diverse dall’artrite reumatoide, come per esempio il lupus. Viceversa, può anche dare risultati negativi in persone che hanno davvero i sintomi dell’AR. Quindi non è molto utile.

Anticorpi antipeptide citrullinato (anti-CCP) nelle analisi del sangue: questo nuovo test per gli anticorpi è più efficace nell’individuare casi di infiammazione da AR rispetto al fattore reumatoide, ma anch’esso non dà certezze definitive. Velocità di sedimentazione degli eritrociti (VES) nelle analisi del sangue: questo esame cerca alti livelli d’infiammazione, la quale può avere molte cause, per cui il test non evidenzia necessariamente l’AR. Detto ciò, lo si può usare per determinarne il livello, quindi se sei affetto dall’artrite reumatoide può aiutarti a misurare il tasso di aggressività dell’infiammazione.

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Proteina C reattiva nelle analisi del sangue: questo esame verifica la presenza di alti livelli di una proteina associata a un’infiammazione in corso. Anche altri fattori possono determinare l’innalzamento della proteina, per esempio l’obesità, e anche in questo caso la semplice presenza di un’infiammazione non indica che la causa sia l’artrite reumatoide. Ultrasuoni e risonanze magnetiche: questi esami possono tracciare l’attività infiammatoria che con l’andare del tempo ha danneggiato le ossa.

Un altro modo per determinare se sei realmente affetto dall’artrite reumatoide è imparare la verità su cosa sia in effetti questa malattia.

CHE COS’È DAVVERO L’ARTRITE REUMATOIDE

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Le comunità mediche ritengono che l’artrite reumatoide sia una malattia autoimmune dovuta al sistema immunitario che per una qualche ragione scambia le articolazioni e altre parti del corpo per invasori e le attacca. Come ho già detto, il corpo non attacca se stesso, reagisce solo all’attacco di agenti patogeni.

L’artrite reumatoide è una versione del virus di Epstein-Barr (EBV), il quale colpisce cronicamente varie parti del corpo, tra cui le articolazioni, le ossa e i nervi. È il virus a causare il dolore e l’infiammazione alle articolazioni (e il tuo sistema immunitario non solo è innocente di qualunque misfatto, ma è la tua principale difesa dall’EBV).

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Come ho accennato nelle pagine precedenti, esistono oltre sessanta varietà del virus di Epstein-Barr; passeranno decenni prima che la ricerca medica riesca a far luce sulle condizioni e le mutazioni dell’EBV che determinano l’artrite reumatoide.

Quando finalmente si dedicheranno tempo, energie e risorse per indagarne la causa – si spera nei prossimi venti o trent’anni – i ricercatori scopriranno le varianti del virus che da oltre un secolo causano gravi danni alle articolazioni e ai nervi di molti pazienti. E quando i medici scaveranno un po’ più a fondo, potranno trovare reali soluzioni per debellarlo.

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Sapere che l’artrite reumatoide è una forma del virus di Epstein-Barr dissipa tutti gli oscuri misteri che circondano la malattia. Il virus è lesivo ma, si possono arginare i danni del virus ed eliminarlo quasi completamente dall’organismo.

GUARIRE DALL’ARTRITE REUMATOIDE

Per gestire l’emergenza, i medici di solito trattano l’artrite reumatoide con una varietà di farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, perché non hanno altro da offrire. Data l’entità dei dolori e delle infiammazioni, è comprensibile che ricorrano a tali misure, ma è una strategia che comporta due problemi.

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In primo luogo, i farmaci non curano la causa primaria dell’AR, che è il virus di Epstein-Barr, e poiché non fanno nulla per ridimensionare il virus, permettono alla causa della malattia di continuare a prosperare dentro di te, impedendo al tuo corpo di reagire contro il virus, come se non esistesse. In secondo luogo, la difesa principale contro l’EBV è il sistema immunitario, e i farmaci prescritti di solito lo indeboliscono; di conseguenza non solo non ti aiutano a sconfiggere il virus ma lo aiutano in misura significativa.

L’approccio migliore per comprendere a fondo il virus; spero che lo troverai liberatorio e credo che potrai trarre benefici dalle raccomandazioni in esso contenute. Poiché il virus di Epstein-Barr che causa l’artrite reumatoide può essere particolarmente insidioso e difficile da trattare, ti consiglio anche gli antinfiammatori naturali (che non indeboliscono il sistema immunitario) elencati qui di seguito più o meno in ordine di preferenza; ti aiuteranno ad alleviare il dolore e ad agevolare la guarigione dal virus di Epstein-Barr:

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Curcumina: componente della curcuma che riduce l’infiammazione e allevia il dolore.
Ortica: erba contenente alcaloidi che possono ridurre le infiammazioni specifiche del virus. Curcuma: radice che riduce l’infiammazione e allevia il dolore. 
N-acetilcisteina: amminoacido che riduce l’infiammazione e allevia il dolore.
Metilsulfonilmetano (MSM): composto che riduce l’infiammazione e allevia il dolore alle articolazioni.

Infine, puoi usare impacchi caldi e freddi: l’impacco freddo sulla parte dolorosa per circa mezz’ora riduce l’infiammazione e accelera la guarigione; l’impacco caldo sulla stessa zona per circa dieci minuti al giorno allenta la tensione muscolare che si accumula intorno alle articolazioni lesionate.

Se segui queste raccomandazioni segui il protocollo alimentare di ripristino intestino – cervello, puoi liberarti del virus di Epstein-Barr e dell’artrite reumatoide e riprendere il controllo della tua salute e della tua vita.

by anthony william

Gravidanza Consapevole

Gravidanza consapevole

Il bimbo parla ai suoi genitori dall’utero materno

Parla un bambino dall’utero materno:

“Sono felice che mi abbiate dato la possibilità di comunicare col mondo, perché ho tante cose da dire, anche a nome di tutti i bambini, quelli prossimi alla nascita, ma anche quelli che verranno concepiti in futuro.

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Prima di tutto vorrei ringraziare la mia Mamma che, con molta dolcezza, mi fa giungere non solo il nutrimento che serve per la costruzione del mio corpo, ma anche le sue dimostrazioni di tenerezza manifestate in varie forme. Io sento tutte queste cose, sento che mi vuole già molto bene e che attende ansiosamente il giorno di potermi stringere fra le sue braccia. Anch’io non vedo l’ora che giunga quel momento per conoscere il suo volto, il suo profumo, il suo calore ! Ma dobbiamo attendere con pazienza.

Intanto mi piace sentire la sua voce, specialmente quando mi parla. E anche se lo fa soltanto col pensiero, io la percepisco, perché in questo lungo periodo di nove mesi noi siamo un essere solo e un AnimA sola, anche se al tempo stesso siamo due persone distinte, ognuna con il proprio destino e col proprio programma di vita.

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E, come sento il suo pensiero, recepisco anche i suoi sentimenti e gioisco quando la sento serena e tranquilla. Se è tranquilla lei, lo posso essere anch’io; e, quando sono tranquillo, posso badare meglio alla costruzione delle cellule che devono andare a formare tutte le varie parti del mio corpicino. E’ un grosso lavoro, ma la mia Mamma mi aiuta facendomi giungere tutte le sostanze necessarie più pure e più importanti. Io le sono molto grato, anche perché tutto quello che mi manda è intriso di amore.

I suoi pensieri e i suoi sentimenti, tutto è intriso di amore, ed è così che ricevo gli elementi necessari per formare anche la mia psiche. E questa collaborazione è bellissima. Grazie, Mamma ! Quanto mi piace quando canta per me ! Sento che udire delle belle musiche mi fa bene e mi aiuta a crescere. La Mamma conosce tante belle canzoni. Ci sono delle ninnananne dolcissime, e sono sicuro che me le canterà anche dopo, quando sarò nella mia culla. Udendo i canti che già conosco, nei momenti di agitazione certamente mi calmerò, perché capirò che la nascita era soltanto un passaggio dal prima al dopo.

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Forse, è proprio per questo che le mie orecchie sono già in grado di udire, per memorizzare tutto sin da ora e per riconoscerlo e apprezzarlo meglio dopo. Infatti, conosco tutti i rumori della mia casa esterna: il telefono, l’aspirapolvere, ma quello che mi piace di più è la voce della mia Mamma, non solo quando mi parla, ma specialmente quando canta.

Sono trascorsi cinque mesi e sono già in grado di partecipare a tutto ciò che accade nel mondo circostante. Non riconosco soltanto la voce della mia Mamma, ma anche quella più grave del Papà. Che bello quando mi accarezza ! In realtà, lui accarezza il pancione della Mamma, ma io sento che è lui. E’ un tocco speciale che mi fa gioire tutte le volte. E, quando giochiamo a ‘calcetto’, come mi diverto ! Anche Mamma e Papà si divertono, perché mi sentono presente, e io sono felice più di loro perché sento di essere atteso e amato. Infatti, per noi piccini, l’amore è un nutrimento fondamentale.

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Mi dispiace per tutti i bambini che in passato non hanno potuto vivere questi momenti così gioiosi. Una volta tutti credevano che, prima della nascita, noi piccini fossimo degli esserini insensibili, incapaci di percepire alcunché, nemmeno il dolore fisico. Dicevano che soltanto alla nascita saremmo diventati una persona; prima ci consideravano soltanto una massa di cellule.

Solo la nostra Mamma ci portava nel cuore, Purtroppo, a volte nemmeno lei, ma di questo non voglio parlare. E’ troppo doloroso. Ora tutto è diverso, e ciò lo dobbiamo ai numerosi gli scienziati e ai ricercatori che ormai da tanti anni sondano il nostro mondo che sta nella pancia della Mamma. Lo possono fare perché ora dispongono di apparecchi, che però a noi piccini non piacciono affatto perché sono terribilmente rumorosi. E’ però vero che ora Mamma e Papà possono osservarci su una finestrella, e per loro questa possibilità suscita una forte emozione, in quanto si trovano di fronte a una realtà che prima era in gran parte ancora soltanto un sogno.

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Così ci possono vedere succhiare il pollice o mentre facciamo la pipì, ci vedono mentre ci muoviamo e, molto spesso, riescono persino a capire se siamo un maschietto o una femminuccia. Di solito è il Papà che vorrebbe sapere, mentre la Mamma dice che per lei non è importante, purché il bambino sia sano e perfetto. Intanto i medici ci osservano, ci controllano, ci misurano e giudicano se tutto procede bene. Per noi, però, la cosa non è tanto gradevole; ho sentito dire che saremo tutti una generazione di giovani amanti degli elicotteri, perché l’apparecchio che ci scruta fa lo stesso rumore, tutto a colpi.

A volte entrano nel sacco che ci racchiude con un ago molto lungo per prelevare del liquido, e questa è una cosa che fa paura. So che certi bambini riescono con la manina ad allontanare l’ago per paura che faccia loro del male. Sono tutte cose strane, però dicono che siano importanti.

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Comunque, è a tutti i ricercatori che dobbiamo essere grati, perché sono stati loro a metterci nella posizione che meritiamo, facendo sì che anche noi nascituri veniamo presi in considerazione e curati come è giusto fare, perché anche noi abbiamo delle esigenze, non soltanto i bambini già nati. In generale si parla sempre solo di loro, mentre anche noi siamo il futuro di una società in fase di rinnovamento.

Una cosa che mi piace tanto è quando Mamma e Papà vanno a fare una passeggiata in mezzo alla natura. In quelle occasioni sento proprio che mi giunge l’apporto benefico di qualcosa che chiamano ‘ossigeno’. Dicono che sia molto importante per la formazione del nostro cervello. Dicono che quando il cervello è bene sviluppato, ciò vada a beneficio anche di tutti gli altri organi.

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Infatti, io sento che è proprio così. Spero proprio che Mamma e Papà vadano spesso a fare un giretto in campagna, non soltanto per me, ma anche perché per loro è un momento di incontro molto bello. La maggior parte del loro tempo lo trascorrono sempre al lavoro, per cui queste belle passeggiate sono momenti di riavvicinamento che, includendo anche me – perché i loro discorsi sono sempre rivolti al futuro con il loro bambino, che sarei io – aiutano a consolidare quello che chiamano ‘bonding’ (legame) Mamma/Papà/bambino, che ci terrà vicini e uniti anche in seguito.

E questa unione mi dà molta tranquillità e sicurezza, perché sento che avrò in loro sempre dei grandi e sinceri amici. Ora sono contento di aver potuto dire tutte queste cose. Ce ne sarebbero molte altre da aggiungere, ma lo farò un’altra volta. Ah, no, ho ancora due cose da far sapere: una è che quando dovrò nascere, vorrei che il mio Papà fosse con noi, per assisterci ed esserci vicino, e sono sicuro che anche la Mamma lo vorrebbe.

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La seconda è che, subito dopo la mia nascita, avrò bisogno di rimanere con la mia Mamma. Il passaggio da feto a bambino è un momento molto delicato, e vicino alla mia Mamma mi sentirò più protetto e al sicuro. Appena nato, è importante che io rimanga accanto alla mia Mamma, anche per incontrare il suo sguardo e ricevere i suoi baci e le sue carezze.

Dobbiamo rimanere insieme per far nascere nella realtà tutti quei sentimenti che avevamo sognato nei mesi precedenti. Che gioia grande sarà essere preso fra le sue braccia! La presenza di Papà sarà pure molto importante. Vorrei che fosse lui a tagliare il cordone ombelicale e a separarmi dalla Mamma per costituire così la nostra famiglia. Sarebbe bello che fosse Papà a farmi il primo bagnetto. Noi piccini siamo molto sensibili a queste amorevoli attenzioni, che ci aiutano a dare un inizio gioioso alla nostra esistenza nel mondo.

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Si chiederanno tutti: ma come fa a capire, a distinguere le parole, a sentire quello che gli dicono ? Infatti, non sono i significati delle parole che mi giungono, ma quel flusso di sentimenti profondi che superano tutte le barriere, che non ha bisogno di frasi o di concetti, ma che giunge diretto al mio cuoricino, sempre molto sensibile e aperto a ogni sentimento sincero e amorevole.

E’così che vado incontro con tanta fiducia alla mia vita nel mondo, e sento che sarò una creatura che vive in positivo, con tutte le conseguenze del caso, grazie naturalmente alla mia Mamma prima di tutto, ma anche a Papà e a tutti coloro che già mi aspettano con tanto amore.

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Quello che vorrei aggiungere è che nella Carta dei Diritti dei Bambini sarebbe giusto che venissero contemplati anche i diritti dei bambini che devono ancora nascere. Infatti, vorremmo far valere il nostro diritto di nascere in una famiglia che ci ha concepiti perché ci desiderava veramente, che ci ama già sebbene non ci conosca ancora personalmente e che possa darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per andare incontro a una vita sana, piena di interessi e utile alla nostra crescita fisica e psichica, alla nostra famiglia e a tutta la società.

Si eliminerebbero così tanti guai e dispiaceri che attualmente formano la preoccupazione di tutti. Noi non abbiamo tante pretese; abbiamo bisogno soltanto di essere amati, perché per noi l’amore è cibo. E se riceviamo tanto amore oggi, quando saremo grandi lo restituiremo in dose centuplicata, per il bene di tutti.

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Con tanta gratitudine. Un bambino prenatale 

Le parole del bambino prenatale rispecchiano i concetti enunciati dai numerosi scienziati e ricercatori di tutto il mondo che esplorano e studiano il mondo intrauterino e tutto ciò che riguarda la formazione fisica e psichica del bambino prima della nascita.

L’ignoranza di un tempo non è più tollerata, tanto più se si considera che, quale periodo determinante, la fase prenatale si riflette su tutto il resto dell’esistenza .

Gravidanza Consapevole

Il Percorso Prenatale

Quello che tutte le donne dovrebbero sapere

Lo scopo e l’importanza dell’informazione è quello di trasmettere alla futura madre tutte quelle indispensabili e utili informazioni sulla vita prenatale che le potranno servire per vivere la gravidanza con maggiore consapevolezza e serenità, per il bene suo ma soprattutto del bambino.

I vantaggi sono: far nascere il proprio figlio in un’atmosfera di amore, di attesa e di attenta partecipazione alla sua formazione, in modo da dargli da subito le basi per una vita sana e serena, contribuendo così allo sviluppo delle sue straordinarie potenzialità innate fisiche psichiche.

Infatti, una cosa da tenere presente durante tutta la gestazione è che, sin dall’inizio, non si forma soltanto il corpo fisico del bambino, ma anche la sua psiche e, di conseguenza, il suo carattere. Questo è il perno attorno al quale si muove questo nuovo sapere.

L’accompagnamento prenatale è compito dei genitori i quali, con continue manifestazioni di amore e di attenzione, trasmettono al bambino quei valori umani e spirituali di cui egli ha bisogno per impostare bene la propria vita e anche per sviluppare le sue straordinarie doti innate.

Mentre fino a pochi anni fa, la nascita di un bambino era in massima parte un evento che sembrava legato unicamente alla fisicità del parto, ora gli studi in questo campo dimostrano che il bambino, durante tutta la sua vita prenatale non è affatto un essere passivo.

Paternità

I risultati delle recenti ricerche dimostrano che il nascituro è bene equipaggiato di capacità sensoriali, è reattivo alle situazioni ambientali, è in grado di provare sentimenti ed emozioni ed è intimamente coinvolto nel mondo affettivo e relazionale dei genitori.

Per esempio, se fra i genitori si scatena una lite violenta, il bambino può essere colto da un attacco di tachicardia tale da protrarsi per diversi giorni prima di ritornare alla normalità. Il ripetersi di casi analoghi darebbe adito a pesanti traumi che l’individuo si porterebbe appresso per tutta la vita.

Bambino maternità

Questo dimostra la grande sensibilità e partecipazione del piccolo essere in via di formazione, sensibilità a tutto ciò che lo turba come rumori sgradevoli, musiche rock, voci disarmoniche, ecc., ma anche alle cose piacevoli come la voce della mamma e del papà e di tutte le persone care che lo circondano.

Il bambino in utero segue tutto ciò che avviene nell’ambiente circostante, sviluppando così le sue innate capacità di apprendimento e stimolando nel contempo la funzione dei suoi organi sensoriali.

fratellino

Durante la gestazione, non è sufficiente seguirne il buon andamento soltanto mediante esami ecografici, analisi cliniche e controlli medici per accertarsi del perfetto stato di salute di madre e bambino. Occorre preoccuparsi anche di alimentare correttamente la relazione madre –padre – bambino sul piano affettivo, affinché possa davvero nascere una creatura completa, non soltanto sana di corpo ma anche di mente.

Allora, che cosa fare? Trasmettere al bambino sentimenti ed emozioni positive e soprattutto tanto amore ed accettazione gioiosa della sua esistenza. L’amore è cibo per il bambino. L’amore lo aiuta nella sua crescita. Entrambi i genitori dovranno parlare con lui, cantare per lui, giocare con lui, fargli ascoltare fiabe, canzoncine e melodie dolci. Fra le musiche classiche, Mozart e Vivaldi sono quelle preferite, specialmente le composizioni giovanili.

Dopo la nascita, il bambino riconoscerà tutti i suoni già uditi e comprenderà che la nascita era solo un momento di passaggio dal ‘prima’ al ‘dopo’ e che in tutto ciò che già conosceva c’è una continuità. Si può affermare, quindi, che tutto quanto il bambino vive durante la vita prenatale si riflette sul resto della sua esistenza formandone le basi. E, se la prima fase è positiva a tutti i livelli, questa costituirà il fondamento per tutte le fasi successive, che potranno a loro volta pure evolvere positivamente.

famiglia

Ogni cenno di attenzione e di tenerezza che si dà al bambino non si limita al solo fatto in sé, ma serve da stimolo dei corrispondenti organi sensoriali in formazione. Sono queste le esperienze che egli vive in simbiosi con la madre. Questo ci fa capire quanto sia importante intrattenersi in tanti modi col bambino, il quale, alla nascita, porterà con sé nove mesi di esperienze.

Ecco perché, durante la gravidanza, la futura madre, nel periodo in cui è intimamente coinvolta nella funzione più importante del suo ruolo di donna, dovrà adeguarsi sin dai primi istanti al proprio compito di formatrice, cercando di controllare i propri pensieri, i sentimenti nonché il proprio comportamento.

novità maternità nuova vita

Le osservazioni psicologiche e psicoanalitiche dimostrano che il bambino percepisce le emozioni della madre e registra i sentimenti, i pensieri e gli ideali che ne occupano il cuore e lo spirito. La voce della futura mamma riveste un ruolo strutturante nei confronti dello psichismo del bimbo.

Tutto questo viene trasmesso in parte per via ormonale, ma anche grazie all’empatia che sta alla base del legame madre/bambino. Quindi, la futura madre può offrire all’embrione prima e al feto poi, gli elementi migliori e le condizioni più favorevoli affinché il bambino sviluppi al meglio tutte le straordinarie potenzialità contenute nel suo capitale genetico.

complicità mamma e figlia

Anche il padre, che condivide l’attesa con la madre e che deve creare attorno a lei un’atmosfera di rispetto, di amore, di sostegno, di protezione e di serenità, comunicando con il bambino attraverso la propria voce e col tatto, crea il primo legame, legame che andrà successivamente consolidandosi sempre più.

Ora non si parla più soltanto di legame Madre/Bambino ma di Madre/Padre/Bambino. Infatti, la presenza e il coinvolgimento del padre è di estrema importanza per lo sviluppo del bambino in tutti i sensi.

E se anche il padre segue consapevolmente tutte le fasi di sviluppo del bambino in gestazione, si crea già in partenza nella triade quel “bonding”, ovvero quel legame empatico che rappresenta per il nuovo essere la prima esperienza d’amore e per la coppia il consolidamento della loro unione.

mamma maternità

Per il bambino, l’assenza della relazione affettiva equivale a paura, e la paura è fonte di molti traumi che si manifesteranno nel corso della vita dell’individuo, generando molta sofferenza. E’ sulla base di tutti questi elementi che gradualmente si diventa genitori. Purtroppo la genitorialità è un ruolo per il quale la società non ci prepara affatto. Ma l’informazione su tutto quanto concerne “La Vita Prenatale” sta creando anche a questo riguardo nuovi modelli.

L’accompagnamento alla nascita non costa nulla; esso richiede semplicemente una presa di coscienza da parte dei futuri genitori e di tutti coloro che sono loro vicini: ginecologi, ostetriche, psicologi, operatori, familiari, la società in generale. Il concetto dell’accompagnamento prenatale dovrebbe, infatti, entrare nella coscienza della collettività. E’ importante cogliere ogni occasione per diffondere questa informazione.

bambini fratelli

Proviamo a immaginare un mondo in cui nascano soltanto bambini desiderati, in cui la creatura che deve nascere sia amata ancor prima di essere concepita, in cui la nascita di un figlio sia considerata un evento sacro, nel rispetto della donna che partorisce e del bambino che viene alla luce …. Se ciò potesse realizzarsi, vivremmo in un mondo certamente migliore. Ed è proprio a ‘quel mondo migliore’ che aspiriamo, per la felicità dei nostri figli, nipoti e di tutti coloro che arriveranno in futuro.

cuore mani complicità Unità

L’accompagnamento prenatale fisico ed affettivo è importante, quindi, da vari punti di vista:
– fisiologico, perché aspira a far nascere individui fisicamente sani
– psicologico, perché mira alla formazione sana della psiche dell’individuo e di caratteri forti ed equilibrati;
– antropologico, perché di capitale importanza per la vita dell’umanità e della sua evoluzione;
– della prevenzione, in quanto una gravidanza trascorsa felicemente, serenamente e amorevolmente facilita il parto, evita traumi psichici e nascite pre-termine.

L’azione preventiva si estende anche a impedire che si creino tendenze alla violenza e alla criminalità.

fratelli

In sostanza, lo scopo finale dell’Accompagnamento Prenatale è quello di assicurare una migliore qualità della vita al bimbo, alla famiglia, alla società e di conseguenza al mondo intero. E’ meglio mettere al mondo un bimbo psicologicamente e fisicamente sano, anziché dover ricorrere ai ripari dopo.

https://www.dropbox.com/s/yu9y7z87xfwj36x/gravidanza_consapevole.pdf?dl=0&fbclid=IwAR2RunZo754Zx27bhMLaO9UrjveK2QzppL6I8rkWYfYGimrEKRRe7UwQGg8

Il sistema urinario

pipì a letto

Il sistema urinario è quello che ci permette di controllare i liquidi organici e di eliminare le tossine dal corpo. Si compone di reni e vescica. Filtra, immagazzina ed elimina le «acque utilizzate» dal nostro organismo, proprio come l’intestino crasso elimina le nostre materie organiche. L’uno elimina i solidi, laddove l’altro elimina i liquidi.

Questo ruolo è fondamentale perché l’acqua del corpo è un vettore essenziale della memoria profonda dell’individuo. Il Principio energetico dell’Acqua è d’altronde intimamente legato alle «memorie ancestrali». Siamo in presenza dell’attività più occulta e più potente del corpo umano, quella della gestione delle «acque sotterranee» e della fertilità (fecondità).

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Le malattie del sistema urinario

Le malattie del sistema urinario significano che viviamo delle tensioni in merito alle nostre convinzioni profonde, quelle sulle quali edifichiamo la nostra vita e che rappresentano le nostre «fondamenta».

Indicano che abbiamo paure e resistenze di fronte agli eventuali cambiamenti della nostra vita, che abbiamo paura di essere destabilizzati da obblighi che ci costringono a cambiare. Ci parlano inoltre delle nostre paure profonde, fondamentali, come la paura della morte, della malattia grave o della violenza.

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I reni

I reni sono due organi essenziali al processo di gestione e di filtraggio dei liquidi organici e dei sali nell’organismo. Filtrando oltre 1.500 litri di sangue al giorno, i reni smistano, estraggono le tossine dal sangue e le trasformano in urina. Regolano il livello di acqua e di sali minerali estraendoli dal sangue e restituendoli in funzione dei bisogni.

In tal modo facilitano la capacità di resistenza e di recupero nello sforzo. Vediamo come ciò si ricollega al loro ruolo «energetico». Fanno leva sulla vescica per eliminare l’urina dal corpo.

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Infine, giocano un ruolo molto importante nello stress, nelle paure e nel loro controllo.

Per il tramite delle ghiandole surrenali (medullosurrenali e cortico-surrenali), i reni secernono infatti degli ormoni che determinano il nostro comportamento di fronte a stress e paure. Le medullo-surrenali secernono adrenalina e noradrenalina che stanno alla base delle nostre reazioni di fuga e di lotta. Quanto alle cortico-surrenali, secernono dei corticoidi naturali che controllano il livello «infiammatorio» della nostra reazione, vale a dire la sua intensità emozionale e passionale a livello cellulare.

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Le malattie dei reni

I problemi renali ci parlano delle nostre paure, profonde ed essenziali (la vita, la morte, la sopravvivenza) oppure riferite al cambiamento. I problemi renali possono significare che abbiamo difficoltà ad abbandonare abitudini o vecchi schemi di pensiero o di credenza.

Tale resistenza al cambiamento può essere dovuta a paure, a un’insicurezza o a un rifiuto di muoversi, a un ostinato attaccamento a convinzioni profonde che rifiutiamo di abbandonare, benché tutto sembri condurci, per non dire costringerci, in quella direzione. La cristallizzazione su questi vecchi schemi può spingersi sino a trasformarsi in un’analoga cristallizzazione a livello dei reni (calcoli).

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Queste malattie si accompagnano spesso a disturbi oppure a dolori a livello lombare.

Le sofferenze renali significano anche che abbiamo vissuto una situazione

ne di paura violenta e viscerale (incidente, attentato, eccetera) nel quale siamo stati consapevoli di sfiorare la morte, di averla vista da vicino. Talvolta accade persino che in certe situazioni i capelli (che sul piano energetico dipendono dai reni) divengano improvvisamente bianchi.

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Le malattie dei reni possono infine esprimere la nostra difficoltà a mettere o trovare stabilità nella nostra vita, a trovare il giusto equilibrio tra l’attività,

l’aggressività e la difesa che appartengono al rene sinistro e la passività, l’ascolto e la fuga che appartengono al rene destro. Per questo, le tensioni renali ci indicano talvolta la nostra difficoltà a decidere nella nostra vita e a fare in modo che quanto abbiamo deciso si produca.

(Michel Odoul)