Un fattore nascosto il Microbioma intestinale

Un nuovo studio sui topi dimostra che la manipolazione del microbioma intestinale può influenzare l’entità del danno cerebrale causato da un ictus

Micrograph mostrando necrosi pseudolaminar corticale, un risultato visto in imaging durante l’autopsia. Nefroni / Wikimedia Commons , CC BY-SA 3.0

I batteri che popolano le nostre viscere sono diventati giocatori chiave per i neuroscienziati. Un crescente corpo di ricerca li lega ad una vasta gamma di disturbi mentali e neurologici ansia e depressione alla schizofrenia e il morbo di Alzheimer.

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Ora un studio sui topi pubblicato questa settimana su Nature

Medicine suggerisce che offrire un armonico equilibrio microbico giusto potrebbe causare cambiamenti nel sistema immunitario che riducono in modo significativo i danni al cervello dopo un ictus, la seconda causa di morte e invalidità per le persone in tutto il mondo. (Scientific American è parte di Springer natur.)

Risultati immagini per microbioma

Gli esperti hanno noto da tempo che la gravità dell’ictus è influenzata dalla presenza di due tipi di cellule, che si trova in abbondanza all’interno dell’intestino, che calibrano risposte immunitarie:

cellule T regolatorie hanno un effetto infiammatorio benefica, proteggere un individuo da ictus. Ma le cellule T gamma delta producono una citochina che causa l’infiammazione nociva dopo un ictus.

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Un team di ricercatori della Weill Cornell Medical College e il Memorial Sloan Kettering Cancer Center si mise a indagare se potevano pendere la bilancia di queste cellule in favore di cellule benefiche per armeggiare con i residenti batterica del corpo. Per farlo, hanno allevato due colonie di topi:

Uno del gruppo è resistente agli antibiotici, mentre altri batteri intestinali era vulnerabile al trattamento.

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Come risultato, quando somministrato una combinazione di antibiotici nel corso di due settimane, solo un microbiota intestinale di quest’ultimo ha subito il cambiamento.

I ricercatori hanno poi ostruiti arterie cerebrali dei topi, inducendo un ictus ischemico (il tipo più comune). Essi hanno scoperto che il successivo danno al cervello è stata del 60 per cento più piccolo in topi droga sensibili, di quanto non fosse in un altro gruppo.

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Per confermare che questo risultato potrebbe veramente essere attribuito alla variazione flora intestinale, i ricercatori hanno eseguito trapianti fecali.

Cioè, hanno preso il contenuto dei due punti di topi che avevano sperimentato corsa ridotta e ha dato questo materiale per nuovi mouse.

Questa volta, però, la squadra non ha somministrare antibiotici, creando così un gruppo di topi con batteri intestinali alterate, ma non esposizione al farmaco.

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Inducendo un attacco ischemico in questo gruppo, i ricercatori hanno scoperto che questi topi avevano anche acquisito una protezione contro l’ictus.

I ricercatori hanno scoperto che modificando la flora intestinale avevano indirettamente spinto il rapporto tra cellule immunitarie a favore delle cellule T “buoni” regolamentazione sopprimendo le cellule T gamma delta più dannose.

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Il team hanno rintracciato entrambi i tipi di cellule, come hanno lasciato l’intestino e viaggiato al cervello, dove si stabilirono sulle meningi e, i ricercatori sospettano, che il cervello – intestino ha risposto alla corsa.

Questo risposta infiammatoria sistemica -supportata da T-cellule può essere utile, aprendo il cervello di cellule morte, o debilitanti, provocando edema cerebrale e ulteriori danni.

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“Queste cellule determinano quale tipo di risposta immunitaria infiammatoria del cervello sta per sperimentare dopo l’ictus”, spiega il neurologo Costantino Iadecola, direttore del Brain and Mind Institute di ricerca presso Weill Cornell e uno degli autori dello studio.

Cambiando il paesaggio batterica dell’intestino, spiega, “le cellule immunitarie finiscono per dare una mano, invece di contribuire al danno che si verifica.”

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“Ora il microbioma è un altro elemento in questa equazione, non è solo il diabete, ipertensione e obesità”. “Ci sono anche altri fattori che abbiamo bisogno di sapere al fine di adattare il trattamento.”

Lo studio suggerisce che tale trattamento può comportare antibiotici, probiotici, cambiamenti nella dieta o altri interventi che avrebbero cambiato microbiota dell’intestino per essere di supporto delle cellule T regolatorie e ridurre Le cellule T gamma delta.

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Ad esempio, i pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, molti dei quali finiscono per subire un ictus, potrebbe fare una speciale dieta preventiva.

Tali interventi rimangono molto lontano, però.

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In questo momento stanno lavorando sull’identificazione dei batteri specifici coinvolti nelle loro conclusioni, nonché il meccanismo molecolare-esattamente come l’intestino e il cervello interagire e comunicare, che sta alla base delle risposte immunitarie osservati in questo studio.

Entrambi i percorsi di ricerca sono importanti per lo sviluppo di approcci terapeutici mirati su tutta la linea.

http://www.scientificamerican.com/article/a-hidden-factor-in-stroke-severity-the-microbes-in-your-gut/

ECN

Garcinia

Pianta che cresce in tutta l’India e Ceylon

Parti usate: il tegumento dei frutti.

Applicazione: obesità, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia.

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Nel nostro organismi le sostanze sia d’origine vegetale sia animale, introdotte con l’alimentazione in seguito ai processi digestivi ed all’assorbimento intestinale, si riducono ad un numero relativamente piccolo di semplici sostanze, le quali attraverso vie metaboliche specifiche per gli zuccheri, grassi od aminoacidi, forniscono energia e confluiscono in una via metabolica terminale, che prende il nome di ciclo di Krebs (detto anche dell’acido citrico).

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Una tappa importante del ciclo di Krebs è costituita dalla formazione del citrato che può dare origine ad opera di uno specifico enzima (citratoliasi) ad ossalacetato ed acetilcoenzima A.

Quest’ultimo è il precursore degli acidi grassi e del colesterolo.

Di qui l’importanza di bloccare o limitare la conversione del citrato in acetilcoenzima A, onde evitare la sintesi e l’accumulo d’acidi grassi.

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La mancata trasformazione del citrato in acetilcoenzima A, determina anche un forte rilascio di glicogeno nel sangue con conseguente affievolimento di fame.

Posologia: l’estratto secco standardizzato al 50-60% d’acido idrossicitrico, va preso alla dose di 1000-1200 mg circa giornalieri, ripartiti in due volte, 60 minuti prima dei pasti.

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Non sono note controindicazione ed effetti collaterali, ma non disponiamo con i dati per l’uso in gravidanza e nel periodo d’allattamento.

Fa parte di numerosi prodotti, disponibile anche in opercoli d’erba singola titolato al 20% in acido idrossicitrico, metodo di determinazione potenziometrico, corrispondente a 52 mg di principio attivo pari ad una posologia di 208 mg/die di acido idrossicitrico).

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Garcinia si consiglia nella lotta al sovrappeso e obesità, ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia (ipolipemizzante), (Pharmacological approaches to treating the obese patient. Clin Endocrinol Metab 1976:5:455-79)

Intestino e Permeabilità

Al momento della nascita l’intestino è completamente permeabile, intere proteine possono passare dal lume intestinale al torrente circolatorio.

In 7-10 giorni di allattamento, l’alfa-lattoalbumina contenuta nel latte umano (nel colostro rappresenta il 40% delle proteine) riduce la permeabilità (1)e attiva i processi difensivi/assorbitivi.

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Azione gastroprotettiva: l’azione protettiva delle sieroproteine sulla mucosa gastrica sononote da tempo, ma la responsabile di questa azione è unicamente l’alfa-lattoalbumina. (2)L’alfa-lattoalbumina è in grado di proteggere lo stomaco da ulcere prodotte da stress o alcool(3), in maniera dose dipendente.

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Prostaglandine: E’ stato dimostrato che l’azione dell’alfa-lattoalbumina è mediata dalle prostaglandine, risulta infatti che l’alfa-lattoalbumina è in grado di stimolare la sintesi di prostaglandine (PGE2) (4), in maniera dose dipendente.

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Muco e succhi gastrici: All’aumento di prostaglandine corrisponde un’aumentata secrezione di muco. Il muco ha un’azione protettiva della membrana intestinale in quanto trattiene gli ioni bicarbonato che in questo modo neutralizzano gli idrogenioni che diffondono nello strato gelatinoso.

L’alfa-lattoalbumina è sia in grado di aumentare il muco che i succhi gastrici, in questo modo è in grado di controllare il pH.

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Svuotamento gastrico: un aumento delle contrazioni gastriche costituisce il maggior meccanismo patogenetico alla formazione di ulcere indotte da agenti necrotizzanti o da stress.

L’alfa-lattoalbumina rallenta in modo significativo lo svuotamento gastrico, indice di un rallentamento nelle contrazioni gastriche.

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Attività antibatterica: dalla demolizione enzimatica dell’alfa-lattoalbumina sono stati isolati peptidi con azione antibatterica intestinale(4).

L’alfa-lattoalbumina è, pertanto, un prebiotico intestinale in grado di ripristinare corretti
processi assorbitivi, spesso logorati da diete prive di fibra, farmaci, additivi alimentari e non per ultimo stress.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

RIFERIMENTI

1) Catassi, C.; Bonucci, A.; Coppa, G. V.; Carlucci, A.; Giorgi, P. L . Intestinal Permeability. Changes during the First Month: Effect of Natural versus Artificial Feeding. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, November 1995,21(4):383-386

2) Matsumoto e al. Gastroprotection by alpha-lactalbumin. Biosci. Biotechenol. Biochem. 65 (5) 1104-1111, 2001

3) Hushida S. et al. Effects of Bovine Alpha-lactalbumin on Gastric defense mechanism in naïve rats. Biosci. Biotechnol. Biochem. 67 (3), 577-583, 2003

4) Pellegrini A, Thomas U, Bramaz N, Hunziker P, von Fellenberg R. Isolation and identification of three bactericidal domains in the bovine alpha-lactalbumin molecule. Biochim Biophys Acta. 1999 Feb 2;1426(3):439-48.

Burro di Cocco

Di tutti i “super alimenti” sul mercato, l’olio di cocco potrebbe essere il campione in carica con una lista infinita di benefici.

L’olio di cocco biologico ha effetti positivi per tutti i sistemi del corpo umano, molti dei quali sono stati testati e confermati dalla ricerca scientifica. Dalla cura della pelle alla perdita di peso, per l’equilibrio ormonale e acutezza mentale ecc

AUMENTO DI ENERGIA

A differenza di molti altri grassi saturi, l’olio di cocco è costituito principalmente di trigliceridi a catena media (dall’inglese MCT).

Questi grassi metabolizzano in modo molto diverso rispetto ai loro cugini a catena lunga, che si trovano in abbondanza in carne e latticini.

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Gli MCT digeriti non vengono memorizzati come grasso nel corpo umano. Invece, essi sono trasportati direttamente al fegato dove vengono rapidamente convertiti in energia.

Il consumo di circa due cucchiai di olio di cocco ogni mattina ha dimostrato di aumentare i livelli di energia in media del 5% in un periodo di 24 ore!

LOTTA ALL’INFEZIONE

Circa il 50% del contenuto totale di acidi grassi contenuti nell’olio di cocco è composto da acido laurico, ed è l’ingrediente principale che rende questo olio così sorprendente.

Tra tutti i suoi tanti benefici per la salute, l’acido laurico è un potente anti-microbico, uccide i virus, batteri, protozoi e funghi, sciogliendo le loro pareti cellulari.

L’aggiunta di una porzione al giorno o due di olio di cocco nella tua dieta può aumentare la resistenza del corpo alla malattia, migliorare la salute dell’apparato digerente, e anche aiutare a guarire le ulcere della mucosa dello stomaco.

NORMALIZZARE LE FUNZIONI CEREBRALI

Quando vengono digeriti, gli MCT viaggiano direttamente verso il fegato, dove vengono sintetizzati in corpi chetonici. Questi composti chimici hanno un effetto positivo su molti disturbi cerebrali, in particolare epilessia ed alzheimer (la forma più comune di demenza).

Elevate concentrazioni di chetoni nel sangue hanno dimostrato di ridurre le crisi epilettiche nei bambini con epilessia farmaco-resistente. I chetoni forniscono anche una fonte alternativa di energia per le cellule del cervello che hanno perso la capacità di elaborare il glucosio, una delle principali cause dell’ Alzheimer.

DIMINUIRE LA FAME

I corpi chetonici formati dagli MCT hanno il vantaggio di ridurre la fame e le voglie. Quando viene mangiato ogni giorno, una porzione o due di olio di cocco può essere uno strumento di provata efficacia per aiutare a sentirsi sazia più velocemente, evitare di mangiare troppo, e fare meno spuntini tra i pasti.

PERDITA DI PESO

Un consumo giornaliero dell’olio di cocco è stato dimostrato aiutare con la perdita di peso, in particolare intorno all’addome. Regolando l’appetito e migliorando la digestione, l’olio di cocco può rendere molto più facile ridurre l’apporto calorico giornaliero e perdere peso ad un ritmo sano.

Poiché aiuta a regolare naturalmente lo stato d’animo, l’olio di cocco può aiutare a sentirsi più motivati ed energici, è questo può anche aiutare con la perdita di peso.

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L’olio di cocco aiuta nel bilanciamento ormonale concorrendo così a ridurre stress e ansia – due delle principali cause di un eccessivo grasso della pancia.

Basta ricordarsi che l’olio di cocco è ad alto contenuto di calorie. Limitane il consumo ad uno o due cucchiai al giorno in modo da non sabotare inconsapevolmente i tuoi sforzi nella perdita di peso.

RIDURRE IL RISCHIO DI MALATTIE CARDIACHE

Ignora il vecchio mito che tutti i grassi saturi sono un male per la salute e una delle principali cause di malattie cardiache. L’olio di cocco è stato indicato per migliorare il colesterolo, agisce contemporaneamente aumentando i livelli di quello buono (HDL) e abbassando i livelli di quello cattivo (LDL).

Lo fa aiutando il corpo a convertire il colesterolo nel sangue in una forma utilizzabile, riducendo così l’accumulo di placca nelle arterie. Gli MCT nell’olio di cocco possono anche lavorare per ridurre i trigliceridi, migliorare la coagulazione del sangue, e svolgere funzioni antiossidanti nel sangue, diminuendo ulteriormente il rischio di malattie cardiache.

SALUTE DELLA PELLE

Ricco di vitamina E antiossidante, l’olio di cocco è un meraviglioso idratante naturale che può aiutare a guarire la pelle danneggiata, ridurre i segni dell’invecchiamento, rafforzare l’epidermide contro la cellulite, schiarire smagliature ed eliminare cheratosi pilare.

L’olio di cocco offre una protezione naturale dai raggi UV dannosi. Può anche essere usato per prevenire o guarire le infezioni della pelle microbiche e fungine, come quelle che causano o aggravano talloni screpolati e l’acne.

Applica l’olio vergine di cocco biologico direttamente sulla pelle per un’esperienza terapeutica rilassante che profuma anche in modo fantastico.

MIGLIORE ASSORBIMENTO DEI NUTRIENTI

Una volta ingerito, l’olio di cocco aiuta l’apparato digerente ad assorbire meglio le vitamine grasso-solubili A, D, E e K. Se stai prendendo supplementi per questi nutrienti, considera di ingogliarli con un cucchiaio di olio di cocco biologico.

Se l’idea di inghiottire un cucchiaio di olio ti fa rabbrividire, prova ad utilizzare l’olio di cocco al posto dell’olio d’oliva o del burro quando cucini o condisci le verdure ricche di vitamine.

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Si sposa in modo unico con molte verdure a foglia verde, anche perchè la struttura dei suoi grassi a catena media non si rompe quando esposta al calore.

L’olio di cocco è anche una deliziosa aggiunta agli alimenti da forno, frullati e dessert.

STABILIZZA LA TIROIDE E GLI ZUCCHERI NEL SANGUE

Gli MCT nell’olio di cocco contribuiscono alla conversione del colesterolo in pregnenolone – uno degli elementi costitutivi per la sintesi degli ormoni umani, come i responsabili della funzione della tiroide sana.

Una dose giornaliera di olio di cocco può anche aiutare l’organismo a utilizzare l’insulina in modo più efficiente e stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue.

Fonti: www.naturalmentemamma.it

Alfa-lattoalbumina

Alfa-lattoalbumina.

È stato grazie a questa sieroproteina che ho compreso l’importanza dell’asse intestino

cervello. Era stata scelta da me in quanto ricca di triptofano e povera degli altri competitori alla captazione cerebrale, quindi come un pro-serotonina.

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Nonostante oggi sia stata confermata la sua abilità ad aumentare la sintesi cerebrale di serotonina, anche con assunzioni orali(1), fui presto convinto che l’aumento del triptofano plasmatico era dovuto ad una sua azione prebiotica intestinale atta a diminuire la disbiosi, responsabile di una eccessiva decarbossilazione del triptofano.

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L’alfa-lattoalbumina, è una sieroproteina del latte materno, del quale rappresenta un fattore nutritizio fondamentale.

Le sieroproteine costituiscono un alimento eccezionale:

• sono la principale fonte naturale conosciuta di amminoacidi ramificati,

• permettono un nutrimento immediato,

• sono complete di tutti gli amminoacidi essenziali,

• consentono un efficace controllo della massa corporea.

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Le più importanti caratteristiche della alfa-lattoalbumina sono la tollerabilità, la digeribilità, lasolubilità, l’elevato potere nutritivo, la massima biodisponibilità.

A differenza di tutte le altre proteine che precipitano nell’ambiente acido dello stomaco, l’alfalattoalbumina transita velocemente attraverso il tratto gastrico.

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Arriva nell’intestino completamente demolita a peptidi che passano liberamente la membrana intestinale. Nel sangue continua la sua demolizione fino ad ammino acidi liberi (non in forma proteica). L’assunzione di proteine produce un aumento del livello plasmatico di ammino acidi liberi superiore rispetto all’assunzione degli stessi.

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In particolare, tra le proteine, le sieroproteine producono il maggior aumento dei livelli plasmatici, in quanto non precipitano nell’ambiente acido dello stomaco.

Caratteristica peculiare dell’alfa-lattoalbumina è la sua composizione amminoacidica, particolarmente ricca di triptofano e povera del gruppo di ammino acidi che competono per la sua captazione (dal sangue al cervello) cerebrale, i large neutral amino acids (LNAAs: tirosina,valina, metionina, isoleucina, leucina, fenilalanina e triptofano).

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Tutte le proteine della nostra dieta sono povere in triptofano e ricche dei competitori LNAAs,mentre l’alfa-lattoalbumina contiene il 4.8% di triptofano vs. l’1.1% della caseina.L’alfa-lattoalbumina, assunta oralmente, aumenta anche del 50% il rapporto plasmatico trp/LNAAs.

Da questo rapporto dipende la quantità di triptofano captato dal cervello e da questa quantità dipende la sintesi cerebrale della serotonina (Chugani lo dimostra con la PET):

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Infatti assunzioni orali di Alfa-lattoalbumina aumentano la sintesi cerebrale di serotonina.

Tale dato è stato recentemente dimostrato sperimentalmente da Choi et al.(1) Dopo 9 giorni di ripetute somministrazioni orali si ha un aumento significativo della sintesi di serotonina.

Alfa-lattoalbumina nel latte materno.

Al momento della nascita l’intestino, anche se è completamente formato, non ha mai
funzionato. La sua membrana è completamente priva di flora batterica ed è completamente permeabile: intere proteine possono passare dal lume intestinale al torrente circolatorio.

L’alfa—lattoalbumina, che rappresenta il 40% delle proteine del colostro ha il compito di
attivare i processi assorbitivi/difensivi dell’intestino. In 15-20 giorni riduce la permeabilità
intestinale, consentendo solo a piccoli peptidi, provenienti dalla demolizione enzimatica delle proteine, l’accesso al sangue.

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L’alfa-lattoalbumina controlla l’instaurazione di una corretta flora intestinale, impedendo alla flora disbiotica di attecchire.

Grazie a queste sue azioni a livello intestinale controlla l’arrivo al cervello di importanti
neurotrasmettitori o di ammino acidi che ne sono i precursori, inoltre controlla la sintesi di
importanti neuropeptidi con azione di controllo cerebrale.

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Pertanto l’alfa-lattoalbumina è la molecola che modula lo sviluppo del cervello, organo che
maggiormente ci differenzia dagli altri animali, per questo il nostro latte ne è
particolarmnte ricco.

(Prof. Paolo Mainardi)
dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina
1) Choi S, Disilvio B, Fernstrom MH, Fernstrom JD. The chronic ingestion of diets containing different proteins
produces marked variations in brain tryptophan levels and serotonin synthesis in the rat. Neurochem Res. 2011
Mar;36(3):559-65

Digiuno e Terapia

Il digiuno come terapia

L’uso del digiuno per curare le malattie risale al passato.

Frequentemente è associato a riti religiosi con la convinzione che abbia la funzione di purificare il corpo. In quasi tutte le religioni la pratica del digiuno facilita la meditazione, quindi stimola le funzioni cognitive, l’addestratore porta i cani sul campo di addestramento digiuni, in quanto più attenti e vigili.

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Durante il digiuno il corpo utilizza le sue riserve per le necessità metaboliche: diventa autofago, cioè si nutre di se stesso. La condizione di digiuno è presente nella vita degli animali, per esempio durante l’estro.

Molti animali digiunano nel periodo dell’estro, nonostante i maschi siano intensamente attivi negli accoppiamenti e nelle lotte con i rivali.

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Anche la migrazione degli uccelli migratori o dei salmoni corrisponde ad un periodo di digiuno, durante il quale vengono consumate le riserve. Spesso gli animali digiunano se feriti o malati o se in condizioni di disagio.

Quindi il digiuno svolge un ruolo di potenziamento, non indebolimento, sia delle perfomance fisiche sia della capacità di attivare processi di auto-guarigione.

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Interessante il collegamento con la metamorfosi, in cui si assiste ad una profonda ristrutturazione del corpo, sfruttando unicamente le riserve energetiche, o con il letargo o il sonno, che costituiscano periodi di rigenerazione. Quindi il digiuno favorisce i processi di guarigione da traumi o malattie.

Anche se è ovvio che il protrarsi del digiuno porta alla morte, nella fase iniziale si nota un

miglioramento delle condizioni psico-fisiche, le stesse notate nel 1800 con la dieta chetogenica.

Risultati immagini per digiuno

Risposta al digiuno.

Durante il digiuno consumiamo le scorte di grassi e di zuccheri, ma quest’ultime sono limitate, pertanto la glicemia diminuisce. Questo stato allerta il cervello il cui combustibile è prevalentemente glucosio.

Al protrarsi del digiuno stimola nel fegato la sintesi di corpi chetogeni a partire dai grassi, il loro livello plasmatico aumenta fino al raggiungimento di un valore soglia che attiva un trasportatore alla barriera ematoencefalica.

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Quindi il loro livello plasmatico non aumenta più, entrano nel cervello dove costituiscono il combustibile di riserva dei neuroni. Nei diabetici il livello plasmatico continua invece ad aumentare e ci può essere pericolo di morte.

Nonostante le riserve di grasso siano superiori a quelle di carboidrati, anche la sintesi dei chetoni non tranquillizza il cervello, se il digiuno si protrae deve convincere l’uomo ad uscire dalla tana in cerca di cibo.

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Per far questo agisce sull’intestino, aumenta la disbiosi del triptofano) riducendo la sua captazione cerebrale, quindi la sintesi di serotonina: l’uomo diventa ansioso e percepisce lo stimolo della fame.

La diminuzione del livello plasmatico di triptofano facilita la captazione cerebrale della tirosina, che compete per lo stesso trasportatore.

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La tirosina è il precursore della dopamina (movimenti fini), della noradrenalina (funzioni cognitive) e dell’adrenalina (forza fisica).

Quindi l’uomo è spinto dalla fame e dall’ansia ad uscire dalla tana, ma più forte e più sveglio per evitare che uscendo in cerca di cibo si trasformi in cibo.

La storia della digiuno terapia.

Immagine correlata

La pratica della digiuno terapia si perde nella notte dei tempi ed è giunta sino a noi grazie alla medicina non convenzionale. La medicina convenzionale valuta il digiuno pericoloso per la salute, nonostante quanto riportato da Ippocrate, che viene riconosciuto come il padre della Medicina, e da Galeno.

Risultati clinici del digiuno su 155 pazienti epilettici sono stati riportai nel 1932 dal dott. C. Clemmensen (1), mentre il dott. Casey a. Wood pubblicò un resoconto riguardante l’influenza del digiuno su sette casi di reumatismo articolare acuto.

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Negli anni quaranta, il digiuno fu applicato con buoni risultati per la cura di cardiopatici( 2) James Mc Eachen studiò dal 1952 al 1958 715 soggetti affetti da patologie varie curate col digiuno e Robert Gross 680 casi dal 57 al 63. Anche William L. Esser utilizzò il digiuno in varie patologie..

W.H.Hay ha trattato 400 pazienti affetti da appendicite acuta e cronica con digiuni prolungati, riscontrando la guarigione pressoché nella totalità dei casi; descrive inoltre gli ottimi risultati del digiuno in malattie psichiatriche.

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Y.S.Nicolayev applicò il digiuno a 140 pazienti schizofrenici riportando risultati positivi su 45. (3) Allan Cott ha messo a punto ,nel centro che dirige, un programma di 25 giorni di digiuno per il trattamento della schizofrenia, sulla base del metodo di Y. Nicolayev.

E’ interessante correlare i risultati riportati con l’applicazione del digiuno con i recenti risultati sul ruolo dell’infiammazione nelle diverse patologie, in quanto è evidente come il digiuno sia in grado di disinfiammare l’intestino.

(Prof. Paolo Mainardi)
dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina
Riferimenti
1) C. Clemmensen ‘’Inanizion and epilepsy: studies on the influence of inanition upon epileptic
attacks.’’ Copenhagen, Levin e Munksgaard,1932.
2) “L’azione del digiuno prolungato sul bilancio idro-salino dei cardiopatici scompensati”, “L’azione del digiuno
prolungato sul bilancio energetico dei cardiopatici scompensati”, Giorgio Dagnini, Modena, 1949
3) Y.S.Nicolayev “Controlled fasting cure of schizophrenia”, Moscow 1963

Intestino e Ambiente

Capacità dell’intestino a percepire stimoli ambientali

La rapidità di alcune risposte intestinali a stimoli esterni sono ben evidenti da frasi come:

“farsela sotto dalla paura”, “vomitare dallo spavento”, oppure il fastidio intestinale durante una interrogazione, che mostrano una rapida modificazione dei processi assorbitivi in risposta ad un agente stressogeno.

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L’intestino ha una enorme capacità a modificare le sue funzioni in seguito a stimolazioni
ambientali, ed è proprio grazie a questa capacità che si basa la nostra capacità a sopravvivere.

L’intestino rappresenta la maggiore interfaccia verso il mondo esterno, è continuamente esposto ad agenti potenzialmente patogeni, verso i quali deve mostrare una corretta tolleranza.

Tristezza, Mentale, Triste, Depressione, Depresso

Per questo deve saper riconoscere dal contenuto nel lume intestinale i costituenti pericolosi da quelli benefici.

Non solo, deve essere in grado di capire che tipo di nutriente ha raggiunto il lume intestinale per attivare un adeguato processo digestivo.

Ragazza, Seduta, Molo, Banchine, Triste, Serata

Il complesso sistema intestinale deve essere in grado di fornire risposte corrette ai non
nutrienti e ai nutrienti. Quindi possiede una sensibilità chemiosensoriale.

In analogia alle papille gustative, l’intestino esprime cellule specializzate che fungono da sensori e trasduttori per i fattori luminali stimolando il rilascio di molecole messaggere agenti sul sistema endocrino a paracrino.(1)

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti 1) Breer H, Eberle J, Frick C, Haid D, Widmayer P.Gastrointestinal chemosensation: chemosensory cells in the alimentary tract. Histochem Cell Biol. 2012 Jul;138(1):13-24

Fumaria

Fumaria (Fumaria officinalis)

Parti usate: parti aeree, Considerata una delle piante migliori.

La pianta contiene tannini, degli zuccheri, alcaloidi, e acido fumarico. Ha proprietà aperitive, toniche, depurative, colagoghe, diuretiche, considerata come fluidificante sanguigno, in associazione all’Olea europea ed al Crataegus oxyacantha è utile nell’ipertensione arteriosa.

Salute, Indagine, Battito Cardiaco, Pulse

Questa pianta è utile come coadiuvante in psoriasi, dermatite, dermatosi allergiche, eczemi, acne, insufficienza pancreatica e renale, edemi cardio-renali.

L’azione sulla secrezione biliare è dovuta alla protopina ed agli altri alcaloidi, mentre flavonoidi e sali potassici determinano l’attività diuretica di questa droga.

Risultati immagini per fumaria officinalis

Modo d’uso: un cucchiaino da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, tenere in infusione per 15 minuti, filtrare.

Dose: 2 tazze al giorno, prima dei pasti, non assumere più di 10 giorni. Sotto forma di TM 20-30 gocce in poca acqua 2 o 3 volte al giorno. soltanto per 10 giorni al mese, non più di tre mesi consecutivi.

Amore, Cuore, Passione, San Valentino, Romanticismo

Le proprietà farmacologiche sono state riconosciute: coleretica, epatoprotettive, antispastica della muscolatura liscia dell’apparato digerente (sfintere di Oddi).

Si consiglia di rispettare i dosaggi (perché tossica in dosaggi elevati), da non usare con farmaci o piante ad effetto sedativo. A forti e prolungate dosi si può osservare un’azione ipnotica.

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Si usa anche per il trattamento dell’aterosclerosi, pletora, iperglobulia, iperviscosità sanguigna, ipertensione, anemia, linfatismo, malattie veneree.

Si usa inoltre in compresse d’infuso sopra le dermatosi.

Infiammazioni

Dall’infiammazione periferica a quella centrale

Studi recenti mostrano come una infiammazione periferica possa indurre una speculare risposta infiammatoria cerebrale che può produrre effetti transitori o a lungo termine (1).

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Dato che l’intestino rappresenta la nostra maggiore interfaccia verso il mondo esterno, viene continuamente in contatto con germi, agenti patogeni, potrà infiammarsi facilmente.

Anzi, oggi sappiamo che l’attivazione dei processi infiammatori intestinali sono utili per la nostra sopravvivenza e per attivare i processi difensivi intestinali.

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Il problema nasce quando l’intestino non è più in grado di ridurre l’infiammazione, che, quindi, cronicizza.

Se la risposta in fase acuta (APR: Acute Phase Reaction) di fronte ad un agente stressogeno, è positiva, il suo cronicizzarsi (CPR: Chronic Phase Reaction) è stato definito la madre di tutte le patologie (2).

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C’è un periodo post natale durante il quale anche impercettibili interventi possono produrre danni a lungo termine nella fisiologia dell’adulto (3).

In tale periodo, anche brevi infiammazioni sistemiche, anche non associate a danni osservabili del sistema nervoso centrale (SNC), possono produrre una vulnerabilità che si manifesterà nella età adulta (4,5).

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Assomigliano più ad una forma di “lesione funzionale”, percettibile solo a livello cellulare e molecolare, piuttosto che mostrare un manifesto aspetto istologico (6,7).

Per esempio, un’intensa esposizione a LPS o citochine può alterare l’eccitabilità del SNC e portare alla perdita della memoria e della capacità di apprendimento (8,9,10), alla inibizione del potenziamento a lungo termine (11).

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Il cervello, il sistema endocrino e il sistema immunitario sono inestricabilmente collegati tra loro.

Molecole del sistema immunitario hanno un potente impatto sulle funzioni del sistema immunitario, incluse le interazione degli ormoni legati al comportamento, sia nello stato di salute che di malattia.

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In maniera analoga alterazioni negli ormoni, per esempio durante uno stress, possono agire sulle funzioni immunitarie o sulla reattività. Queste cambiamenti funzionali sono risposte di adattamento evolute, che producono cambiamenti nel comportamento e mobilizzano risorse immunitarie.

Se prolungate possono portare a patologie o aggravare malattie.

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Durante la fase del suo sviluppo il cervello è particolarmente sensibile sia a segnali endogeni che esogeni, un gran numero di evidenze suggeriscono che il sistema immunitario abbia un ruolo critico nello sviluppo cerebrale con il risultato di un associato comportamento per la vita dell’individuo.

Infatti ci sono associazioni tra molti disturbi neuropsichiatrici e disfunzioni immunitarie, con distinte eziologie nello sviluppo neuronale(12).

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(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti

1) Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines andbrain excitability. Epilepsy Res. 2010 Mar;89

(1):34-42.2) Stig Bengmark, Acute and ‘‘chronic’’ phase reaction – a mother of disease. Clinical Nutrition (2004) 23, 1256–12663) Galic MA, Riazi K, Heida JG, Mouihate A, Fournier NM, Spencer SJ, Kalynchuk LE, Teskey GC, Pittman QJ.Postnatal inflammation increases seizure susceptibility in adult rats. J Neurosci. 2008 Jul 2;28(27):6904-13.4) Eklind S, Mallard C, Arvidsson P, Hagberg H. Lipopolysaccharide induces both a primary and a secondary phaseof sensitization in the developing rat brain. Pediatr Res. 2005 Jul;58(1):112-6.5) Hagberg H, Mallard C. Effect of inflammation on central nervous system development and vulnerability. CurrOpin Neurol. 2005 Apr;18

(2):117-23.6) Baram TZ, Eghbal-Ahmadi M, Bender RA. Is neuronal death required for seizure-induced epileptogenesis in theimmature brain? Prog Brain Res. 2002;135:365-75.7) Bale TL, Baram TZ, Brown AS, Goldstein JM, Insel TR, McCarthy MM, Nemeroff CB, Reyes TM, Simerly RB,Susser ES, Nestler EJ. Early life programming and neurodevelopmental disorders. Biol Psychiatry. 2010 Aug 15;68

(4):314-9. 8) Aloe L, Properzi F, Probert L, Akassoglou K, Kassiotis G, Micera A, Fiore M. Learning abilities, NGF and BDNF brain levels in two lines of TNF-alpha transgenic mice, one characterized by neurological disorders, the other phenotypically normal. Brain Res. 1999 Sep 4;840(1-2):125-37.

9) Harré EM, Galic MA, Mouihate A, Noorbakhsh F, Pittman QJ. Neonatal inflammation produces selective behavioural deficits and alters N-methyl-D-aspartate receptor subunit mRNA in the adult rat brain. Eur J Neurosci. 2008 Feb;27(3):644-53.

10) Sparkman NL, Buchanan JB, Heyen JR, Chen J, Beverly JL, Johnson RW. Interleukin-6 facilitates lipopolysaccharide-induced disruption in working memory and expression of other proinflammatory cytokines in hippocampal neuronal cell layers. J Neurosci. 2006 Oct 18;26(42):10709-16.

11) Cunningham AJ, Murray CA, O’Neill LA, Lynch MA, O’Connor JJ. Interleukin-1 beta (IL-1 beta) and tumour necrosis factor (TNF) inhibit long-term potentiation in the rat dentate gyrus in vitro. Neurosci Lett. 1996 Jan 12;203(1):17-20.

12) Bilbo SD, Schwarz JM. The immune system and developmental programming of brain and behavior. Front Neuroendocrinol. 2012 Aug;33(3):267-86.