Microflora intestinale e sistema immunitario

La disbiosi è correlata a infiammazione intestinale, malattie autoimmuni, allergia e cancro

Per comprendere fino a che punto l’equilibrio della microflora intestinale può incidere sulle condizioni di salute e di malattia dell’essere umano, riporto qui alcune righe della traduzione del riassunto (abstract) dell’articolo The gut microbiota shapes intestinal immune responses during health and disease (“Il microbiota intestinale modula le risposte immunitarie durante la salute e la malattia”) .

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L’errata regolazione immunologica è la causa di molte malattie umane non infettive quali autoimmunità, allergia e cancro. Il tratto gastrointestinale è il sito primario di interazione tra il sistema immunitario dell’ospite [l’essere umano N.d.T.] ed i microrganismi, sia quelli simbiotici che quelli patogeni.

In questa rassegna discutiamo le scoperte che indicano che gli aspetti dello sviluppo del sistema immunitario adattivo sono influenzati dalla colonizzazione batterica dell’intestino. (…)

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Infine presentiamo prove recentemente scoperte che sostanziano l’ipotesi che gli squilibri nel microbiota batterico causano un’errata regolazione delle cellule adattive del sistema immunitario, e questo può sottostare a disordini quali le infiammazioni dell’intestino.

Ciò porta a considerare la possibilità che il sistema immunitario dei mammiferi, che sembra essere stato creato per controllare i microrganismi, sia in realtà controllato dai microrganismi.

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Sul rapporto tra disbiosi e malattie autoimmuni, vedi anche l’articolo Alterations in intestinal microbial flora and human disease (“Alterazioni nella flora microbica intestinale e malattie umane”) , nel quale si afferma che lo squilibro del microbiota intestinale porta ad aumento della permeabilità intestinale e attivazione del sistema immunitario (ovvero predisposizione ad allergie, intolleranze, malattie autoimmuni).

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Lo stesso viene affermato nell’articolo The role of gut microbiota in immune homeostasis and autoimmunity (“Il ruolo del microbiota nell’omeostasi immunitaria e nell’autoimmunità”) nonché nell’articolo Does the microbiota play a role in the pathogenesis of autoimmune diseases? (“Il microbiota gioca un ruolo nella patogenesi delle malattie autoimmuni?”) .

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Nell’abstract di quest’ultimo si legge che col procedure della ricerca si accumulano sempre più prove del ruolo causativo della disbiosi intestinale rispetto ad alcune malattie autoimmuni, per esempio “diabete di Tipo 1, celiachia e artrite reumatoide”.
Altre informazioni più particolareggiate sul rapporto tra disbiosi e cancro verrano fornite più vanti nel capitolo relativo.

Pubblicato su World Journal of Gastroenterology v.11(18); 2005 May 14, autori Tursi A, Brandimarte G, Giorgetti GM, Elisei W;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4305914/
Pubblicato su World Journal of Gastroenterology 2010 Jun 28; 16(24): 2978–2990, autori Bures J, Cyrany J, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2890937/
Pubblicato su Nature Reviews Immunology 9, 313-323 (Maggio 2009), autori June L. Round e Sarkis K. Mazmanian, del dipartimento di biologia del Caltech (Istituto californiano di tecnologia);http://www.nature.com/nri/journal/v9/n5/abs/nri2515.html.
Pubblicato su Current opinion in gastroenterology, autori Othman M, Agüero R, Lin H C.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18043226.
Pubblicato su Gut Microbes. 2012 Jan 1; 3(1): 4–14, autori Hsin-Jung Wu, Eric Wu; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3337124/.
Pubblicato su Gut 2005 Feb;64(2):332-41. doi: 10.1136; autori McLean M H, Dieguez D Jr, Miller L M, Young H A;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25416067.

Colite ulcerosa

Appendicite, Diverticolite e Morbo di Crohn

Chi conosce i già citati libri La Sindrome Psico-Intestinale (scritto dalla dottoressa Campbell-McBride), Intestino sano con la dieta dei carboidrati specifici (scritto dalla biologa Elaine Gotschall) , ed il libro The management of celiac disease (“La gestione della celiachia” scritto dai coniugi Sidney Valentine Haas e Merrill Patterson Haas), dovrebbe avere pochi dubbi sul fatto che colite e appendicite siano correlate alla disbiosi intestinale.

Pizza, Cassette, Soda, Pop, Bevande, Sprite, Coca Cola

Ad ogni modo ecco alcune ulteriori informazioni desunte da alcune ricerche recenti, reperibili sul sito pubmed (database governativo statunitense che raccoglie moltissime ricerche scientifiche in ambito medico e biologico).

Iniziamo con Dysbiosis of the faecal microflora in patients with Crohn’s disease and their unaffected relatives (“La disbiosi della microflora fecale nei malati di morbo di Crohn e nei loro parenti sani”) , nel quale si evidenzia una differenza tra la microflora intestinale di chi soffre di tale malattia e quella dei soggetti sani.

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Consideriamo quindi l’articolo Intestinal dysbiosis in inflammatory bowel disease (“Disbiosi intestinale nei disturbi infiammatori dell’intestino” – dove per tali disturbi si intendono per l’appunto morbo di Crohn e colite ulcerosa) , nel cui abstract leggiamo che:

Abbondante letteratura suggerisce che uno squilibrio tra batteri nocivi e batteri benefici dell’intestino, ovvero disbiosi, è largamente responsabile per l’aumento dell’incidenza dei disturbi infiammatori dell’intestino.

Koli Batteri, Escherichia Coli, Batteri, Malattia

In questo studio vengono presentati i dati che supportano la tesi della disbiosi come causa di disturbi infiammatori dell’intestino.

Molto interessante è anche la riflessione sul fatto che negli Stati Uniti si fa molta meno ricerca sulla disbiosi e sulla composizione del microbiota rispetto a quello che succede in Europa, fino ad ammettere che:

Il trend in aumento del consumo di antibiotici negli Stati Uniti fornisce ulteriore prova della mancanza di preoccupazione per l’effetto della disbiosi sulla salute umana.

Batteri, Salmonella, Agenti Patogeni, Malattia

Per comprendere se davvero la disbiosi è una causa piuttosto che un effetto del quadro sintomatologico della colite ulcerosa basta consultare l’articolo VSL#3 probiotic-mixture induces remission in patients with active ulcerative colitis

(“La miscela di probiotici VSL 3 induce remissione in pazienti con colite ulcerosa attiva”) che tratta della somministrazione per sei settimane di un particolare insieme di probiotici NutriZym, NutriFlor, NutriCol, a pazienti sofferenti di colite ulcerosa attiva (di intensità da media a moderata), come i rimedi ECN, KlamExtra

Agar, Terreno Fertile, Rosso, Cellule Del Sangue

Il risultato è stata la remissione (guarigione, almeno temporanea) nel 53% dei casi, il miglioramento nel 24%, nessuna variazione nel 9%, peggioramento nel 9% e mancanza di dati nel restante 5%. Come i Probiotici Umani OX-M fermentati 3 anni su base di acidi grassi a corta catena frutta e verdura fermentata <3 .

Le biopsie hanno mostrato che alcuni ceppi di probiotici somministrati si erano impiantati nella mucosa di alcuni soggetti guariti.

Cocktail, Bevande, Liquore, Barista, Bar, Alcool

Per quanto riguarda il 9% dei pazienti peggiorati bisognerebbe forse avere dati più significativi riguardanti l’effetto a lungo termine, dal momento che una reazione di Herxheimer (vedi il articolo relativo)

Batteri, Malattia, Escherichia Coli, Agenti Patogeni

potrebbe spiegare il temporaneo acutizzarsi del disturbo (se così fosse dopo qualche tempo la situazione alla lunga potrebbe addirittura essere migliorata), ma è pur vero che ci sono dei casi particolari (forse alcune forme di “proliferazione batterica nel piccolo intestino” e/o persone che soffrono di qualche focus dentale che complica la situazione) nei quali i soggetti disbiotici non riescono a tollerare i probiotici e rispondono solo ad una dieta dei carboidrati specifici (SCD).

Batteri, Black, Salute, Microbiologia, Infezione, Cella

Alcuni tollerano solo i cibi fermentati come i crauti, altri nemmeno quelli, mentre alcuni riescono a tollerare solo la somministrazione di probitici “morti”, ovvero fermenti lattici o cibi fermentati fatti cuocere; per quanto possa sembrare strano, anche così i probiotici esplicano una funzione positiva. Ad ogni modo un risultato positivo nel 90% circa dei pazienti è decisamente significativo.

È importante notare a questo punto che i farmaci spesso utilizzati per dare sollievo ai sintomi di queste patologie sono farmaci che squilibrano il microbiota intestinale e rendono l’organismo suscettibile ad infezioni opportunistiche.

Batteri, Medico, Biologia, Salute, Anatomia, Scienza

Ce lo conferma l’articolo Opportunistic infections due to inflammatory bowel disease therapy (“Infezioni opportunistiche dovute alla terapia dei disturbi infiammatori dell’intestino”) .

Tra le infezioni opportunistiche (che ricordo, sono infezioni che avvengono quando qualcosa deprime il sistema immunitario) segnalate in questo articolo troviamo infezioni da herpes, papillomavirus, influenza, tuberculosi, nocardiosi, infezioni da Clostridium difficile, da pneumococco, da funghi e lieviti (per esempio Aspergillus e Candida) e vermi parassiti (come lo Strongyloides stercoralis).

Batteri, Agente Patogeno, Infezione, Verde, Germi

Altro articolo significativo è Acute appendicitis is characterised by local invasion with Fusobacterium nucleatum/necrophorum (“L’appendicite acuta è caratterizzata dall’invasione locale di Fusobacterium nucleatum/necrophorum”) ;

in tale articolo come mostra già il titolo, si evidenzia come l’attacco di appendicite acuta sia caratterizzato (nella maggior parte dei casi) da un’invasione di questi batteri patogeni nell’appendice.

Cheers, Bevande, Bere Alcol, Root Beer, Bei Tempi

Ma come possono questi batteri superare le normali difese dell’organismo e causare un tale danno?

Nell’organismo sano i batteri patogeni presenti nell’apparato digerente vengono tenuti a bada dai batteri simbionti, i “batteri amici” che ci aiutano a digerire e assimilare il cibo, che producono vitamine a noi utili, e la cui presenza impedisce ai germi cattivi di attecchire.

Batteri, Malattia, Virus, Infezione, Ill, Cellule, Bio

Solo uno squilibrio della flora intestinale (disbiosi), che spesso si accompagna ad una proliferazione incontrollata della Candida, può indebolire le difese nel nostro intestino e far sì che i Fusobatteri infettino l’appendice.

Di quanto appena detto troviamo conferma nell’articolo Gut microbiota: next frontier in understanding human health and development of biotherapeutics (“Il microbiota dell’intestino: la prossima frontiera nella comprensione della salute umana e nello sviluppo di terapie biomediche”) ,

Bella Donna, Giovane, Femminile, Stile Di Vita, Sano

nel quale si fa cenno a casi di colite causate da batteri patogeni che riescono a infettare il colon quando c’è una condizione di squilibrio della microflora dell’intestino.

Dei seguenti due articoli purtroppo non sono disponibili on line gli abstract ma solo i titoli, che tuttavia sono indicativi:

Donna, Giovane, Pioggia, Stagno, Cambogia, Ragazza

Local appendiceal dysbiosis: the missing link between the appendix and ulcerative colitis? (“Disbiosi locale dell’appendice; l’anello mancante tra l’appendice e la colite ulcerosa?”) . Gut microbiota: Diet promotes dysbiosis and colitis in susceptible hosts (“Microbiota dell’intestino: la dieta promuove disbiosi e colite in pazienti suscettibili”) .

Virus, Batteri, Germi, Microbiologia

Anche l’articolo Phylogenetic analysis of dysbiosis in ulcerative colitis during remission (“Analisi filogenetica della disbiosi nella colite ulcerosa durante la remissione”) testimonia l’alterazione della microflora intestinale (ovvero la disbiosi) dei pazienti che soffrono di colite ulcerosa.

L’articolo Enteric microbiota leads to new therapeutic strategies for ulcerative colitis (“Il microbiota enterico porta a nuove strategie terapeutiche per la colite ulcerosa”) partendo dalla constatazione della presenza di una disbiosi associata alla colite, suggerisce nuove strategie di cura basate su integrazione di probiotici, assunzione di prebiotici e trapianto di microbiota fecale .

Virus, Microscopio, Infezione, Malattia, Morte, Medico

Per quanto basato su uno studio su cavie, e quindi non troppo affidabile, cito anche l’articolo The murine appendiceal microbiome is altered in spontaneous colitis and its pathological progression (“Il microbioma dell’appendice dei topi è alterato nella colite spontanea e nella sua progressione patologica”) che rivela la medesima associazione tra disbiosi e colite.

Dulcis in fundo abbiamo l’articolo Dysbiosis in inflammatory bowel disease (Disbiosi nelle malattie infiammatorie croniche intestinali – denominazione che comprende morbo di Crohn, colite ulcerosa ed altre malattie simili) .

Batteri, Medico, Biologia, Salute, Anatomia, Scienza

Una ricerca del 2016 ha fatto ulteriore luce su una delle possibili cause del morbo di Crohn. Si tratta di Bacteriome and Mycobiome Interactions Underscore Microbial Dysbiosis in Familial Crohn’s Disease .

In tale ricerca i malati di morbo di Crohn non solo risultano soffrire di disbiosi, con carenza di batteri simbionti (i “batteri amici”) ma che presentano una proliferazione notevole di tre patogeni, un fungo (Candida tropicalis) e due batteri (Serratia marcescens ed Escherichia coli) presenti soprattutto in una particolare aggregazione simbiotica detta “biofilm” nella quale i tre organismi si aggregano e si aiutano l’un l’altro (a danno però dell’organismo umano).

Dna, Biologia, Medicina, Gene, Microbiologia, Analisi

Ma non è ancora finita, giacchè molti pazienti col morbo di Crohn risultano infetti da Mycobacterium avium paratuberculosis (MAP) , un batterio molto particolare, difficile da individuare con test di laboratorio (la sua coltura non è per niente facile) che si può trasmettere per mezzo della carne e soprattutto del latte dei bovini infetti, anche perchè non viene distrutto dal processo della pastorizzazione.

Frutta, Prugne, Mercato Della Frutta

In realtà ci sono molte altre malattie descritte in questo libro che potrebbero essere concausate da tale Micobatterio, e vi consiglio di leggere i pregevoli articoli che Giancarlo Luzzi ha scritto sulla questione. In particolare gli autori dell’articolo Causation of Crohn’s disease by Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis riferiscono che farmaci particolarmente attivi contro il micobatterio come rifabutina e claritromcina possono portare un profondo miglioramento e, in pochi casi, ad un-apparente eradicazione della malattia.

Scheletro Umano, Corpo Umano, Anatomia, A Raggi X

Riguardo all’appendice c’è da segnalare che di recente alcuni scienziati del Duke University Medical Centre (Carolina del Nord), hanno ipotizzato che essa sia una sorta di contenitore di microfolora intestinale di riserva, utile a ripopolare l’intestino in caso di diarrea o altre malattie come il colera, che depauperano l’intestino dei suoi batteri simbionti;

se questo fosse vero, avremmo un motivo in più per cercare di riequilibrare la microflora intestinale in caso di occorrenza di un’infiammazione all’appendice ed evitarne (finché possibile) la rimozione chirurgica.

Donna, Disperata, Triste, Pianto, Grido, Depressione

Per lungo tempo la scienza medica ha considerato l’appendice un organo inutile, e 30/40 anni fa la rimozione di tonsille ed appendice veniva eseguita di routine al minimo segno di infezione/infiammazione dei due organi; secondo la medicina olistica invece anche l’appendice fa parte del sistema immunitario, e la rimozione delle tonsille sovraccarica il sistema immunitario rischiando di causare anche un’infiammazione all’appendice.

Medico, Medicina, Salute, Stetoscope

Dal sito dell’ABC riporto queste informazioni tratte dall’articolo Scientists discover true function of appendix organ (“Scienziati scoprono la vera funzione dell’appendice”) .
Essa fungerebbe da riparo per i batteri benefici, che possono essere utilizzati in maniera efficace per ripristinare la flora microbica intestinale in seguito ad un episodio di dissenteria o di colera (…)

Ma il professor Bill Parker afferma che questo non vuol dire che dobbiamo tenerci stretta le nostra appendice ad ogni costo.

Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

Nicholas Vardaxis, professore associato del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università RMIT afferma che la teoria degli scienziati della Duke University è sensata e precisa che secondo lui gli esseri più evoluti nel regno animale sono onnivori, e che questa dieta porta ad una minore necessità dell’appendice

Holzfigur, Pietre, Lotta Di Vita, Resistenze, Impotenza

Per quanto riguarda la diverticolite innanzitutto ricordiamo che il libro Intestino sano con la dieta dei carboidrati specifici di E. Gotschall (Macro Edizioni) include la diverticolite tra le patologie che possono essere risolte da questo tipo di dieta paleolitica; siccome tale dieta mira ad affamare patogeni e parassiti, risulta evidente il ruolo della disbiosi intestinale, e possibilmente anche della parassitosi.

Bibliografia: 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

ECN

Epilessia

Epilessia cittadini di frontiera tra i mondi

L’epilessia si manifesta attraverso quegli attacchi spaventosi che ben conosciamo. La parola «attacco» indica che un individuo è aggredito da qualcosa, qualcosa di estraneo che viene dal di fuori. In diverse culture, ad esempio quella indiana, questa malattia è interpretata come una manifestazione del divino che da un’altra dimensione irrompe negli individui. 

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Gli indiani ritengono che entità spirituali sconosciute entrino nelle persone colpite: considerano la crisi come una lotta tra due demoni per un unico corpo. Anche la nostra medicina più antica utilizzava per l’epilessia il nome di Morbus sacer, cioè malattia sacra.

I fenomeni di possessione sono noti anche da noi, ma neppure la psichiatria, che dovrebbe conoscerli, se ne vuole occupare. La possessione, e soprattutto l’esistenza degli spiriti, si adatta così poco alla nostra visione del mondo, che preferiamo far passare questi eventi sotto silenzio. Ignorare i problemi, però, non influisce sulla loro esistenza.

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura

Nei casi non così rari di epilessia, in cui si dovrebbe parlare di possessione, ci si trova comunque di fronte a un problema psichiatrico, che dovrebbe essere affrontato al pari di ogni altra malattia di questo tipo, cioè con metodologie fondamentalmente diverse.

La classica grande crisi epilettica viene definita dalla medicina grand mal, termine francese che significa «grande male» o «grande malattia». Ad essa contrappone il petit mal, o «piccolo male», cioè la crisi che si manifesta senza convulsioni e in cui il soggetto perde conoscenza per un breve periodo. In entrambe le denominazioni è presente l’idea che l’attacco sia frutto di qualcosa di cattivo, che può provenire tanto da fuori quanto da dentro.

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I fenomeni che si manifestano a livello fisico vanno interpretati come tutti gli altri sintomi; in questo caso però ci si ritrova continuamente con¬frontati con la malattia psichiatrica. Tra tutti i tipi di epilessia la manifestazione più importante è costituita dalla perdita della conoscenza. I pazienti se ne vanno, sono realmente assenti.

La loro coscienza abbandona il corpo, esce da questa realtà per entrare in un’altra nella quale non sanno orientarsi e di cui, in generale, non riescono a riportare alcun ricordo. Anche la loro sofferenza si distingue dai problemi puramente fisici, poiché nei momenti decisivi loro sono assenti.

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Se l’attacco viene considerato da un punto di vista fisico, esso ci appare come una specie di terremoto. Dopo una breve aura59, che si manifesta di quando in quando e che annuncia ai malati l’avvicinarsi del minaccioso avvenimento, questi cadono a terra svenuti. La pressione del sangue precipita e la respirazione è all’inizio quasi inesistente.

Talvolta all’inizio i pazienti lanciano un grido. Subito dopo arrivano le convulsioni, la bava fuoriesce spesso dalla bocca e i malati possono arrivare a mordersi la lingua, urinare e defecare. Si cerca allora di proteggerli dai loro stessi morsi mettendo loro un pezzo di gomma tra i denti affinché non si lacerino lingua e labbra. Le pupille sono dilatate e prive di reazione, fisse come quelle di un morto.

Epilessia, Sequestro, Ictus, Mal Di Testa

I presenti hanno la precisa sensazione che i malati siano arrivati alle ultime contrazioni. Dopo alcuni minuti di questa spasmodica battaglia, la loro energia è esaurita, le convulsioni cessano e i pazienti cadono in un sonno profondo, detto terminale, dal quale si risvegliano indeboliti, stanchi e spesso con emicranie. 

Tra gli attacchi epilettici di minore entità c’è una serie di crisi parziali, caratterizzate da un senso di stordimento di tipo onirico e da deliri. Si può arrivare a immaginazioni false, alla perdita dell’orientamento, a uno stato di eccitazione fisica e addirittura ad azioni violente. La malattia si può manifestare inoltre attraverso stati depressivi, di esaltazione, mania suicida, fino a manifestazioni strane, come la smania di fuggire o una inarrestabile loquacità.

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Per interpretare i singoli sintomi, vorrei prendere in considerazione un avvenimento che appartiene al macrocosmo e che, nella sua simbologia, corrisponde da diversi punti di vista all’attacco grand mal: il terremoto. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a forze enormi che si scaricano in un movimento di tipo regressivo.

La terra trema finché le tensioni più potenti non siano esaurite, per arrivare, poi, dopo scosse di minore entità, allo stato di quiete. La meccanica dei fatti e la distruzione che ne segue sono talmente simili, che si potrebbe pensare che la terra abbia subito un attacco epilettico. Sarebbe anche possibile chiamare entrambi con lo stesso nome, poiché ogni terremoto è certamente una grande disgrazia agli occhi di chi ne è colpito.

Fuoco, Esplosione, Malattia, Spasmo, Sequestro

Ci dobbiamo però chiedere se questo sia vero anche agli occhi della terra, specie considerando le origini del terremoto. I movimenti tellurici colpiscono le zone sismiche della superficie terrestre e sono causate dal fatto che due falde opposte scivolano l’una accanto all’altra.

Poiché i loro margini non sono omogenei, si arriva a una situazione di forte instabilità. Se l’arco è troppo teso, tutte le tensioni che si sono accumulate per decenni si scaricano attraverso sommovimenti di tutti i tipi.

Fuoco, Esplosione, Big Bang, Malattia, Spasmo

San Francisco, che si trova precisamente sulla faglia di Sant’Andrea, è paragonabile a un malato di epilessia in attesa del prossimo attacco. I sismologi non erano rimasti soddisfatti dal terremoto del 1990, che era sembrato loro troppo debole per bilanciare le enormi tensioni accumulate dall’ultimo grande sisma.

I ricercatori hanno dichiarato nelle loro argomentazioni che la terra necessita di tali movimenti per liberarsi delle proprie tensioni interiori. Allo stesso modo anche i pazienti hanno bisogno di scaricarsi: l’epilessia non costituisce affatto un’eccezione, anche se provoca danni terribili al sistema nervoso.

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Una terapia che determina l’insorgere di sintomi analoghi a quelli della crisi epilettica sarebbe l’elettroshock. Con questo metodo, la psichiatria del tempo passato cercava, attraverso forti scariche di corrente somministrate sotto narcosi, di ottenere miglioramenti nei pazienti psichiatrici.

Il tutto assomigliava a un esorcismo celebrato per espellere Belzebù. L’esperienza mostrava, però, che gli spiriti cattivi talvolta si allontanavano soltanto per breve tempo. Esternamente l’elettroshock appare come un attacco epilettico creato artificialmente, oppure si può anche dire che un attacco epilettico è un elettroshock naturale.

Persona, Umano, Gioia, Tramonto, Sun, Arancione

Di fatto, l’attacco grand mal è un fenomeno elettrico, determinato da una scarica eccessiva, improvvisa e rapida dei neuroni cerebrali, con la quale l’attività elettrica del cervello viene messa a tacere. Contemporaneamente anche la coscienza del paziente viene spenta da una potenza superiore.

Si pone allora la seguente domanda: da chi e a quale scopo?

La risposta più profonda non può essere desunta dai sintomi fisici, poiché la causa essenziale riguarda la coscienza: noi però conosciamo ben poco di ciò che avviene a quel livello, inaccessibile alla coscienza vigile.

Lampadine, Lampadina, Luce, Energia, Lampada, Idea

I sintomi esteriormente visibili ci consentono tuttavia di accedere alle condizioni che fanno da cornice alla malattia e al compito insito in esse. L’aura, cioè il segno premonitore della crisi, insegna ai pazienti a prestare molta attenzione agli indizi, soprattutto a quelli che provengono da un’altra sfera. Spinti dal bisogno, i malati imparano a valutare il significato imminente di tali segnali, anche se non possono né capirli né spiegarli.

La crisi, caratterizzata da episodi convulsivi, è la rappresentazione di una lotta.

In ogni battaglia si contrappongono sempre almeno due partiti rivali. Come nel terremoto entrano in collisione due faglie, nelle persone colpite da epilessia sembrano scontrarsi due mondi opposti. Gli spasmi sono espressione del loro attrito. La coscienza lotta contro un altro piano inconsapevole e soccombe molto rapidamente.

Ponte, D'Oro, Luce, Mistica, Drammatico, Boschi

Il fatto che gli indiani accettino l’idea dell’intrusione di una realtà spirituale nella vita quotidiana è ammissibile quanto la possibilità che nella nostra esistenza possa irrompere un altro mondo spirituale. In ogni caso, il compito sembra essere quello di concedersi alla lotta tra i due mondi e di essere preparati ad affrontarla non appena i segni, anche quelli più irrilevanti provenienti dall’altra realtà, ci esortano a farlo.

Se il contatto con l’altra parte, che la malattia impone a forza, si verificasse liberamente, il corpo ne risulterebbe alleggerito.

Lightbulb, Lampadina, Luce, Idea, Energia, Potere

L’attacco epilettico evidenzia la tensione che i pazienti hanno accumulato dentro di sé: hanno la bava alla bocca, fatto che proverbialmente dimostra quale è la loro reale situazione. Se sbavano dalla rabbia o a causa di un qualsiasi altro tipo di energia, significa che qualcosa, che per molto tempo è rimasto bloccato dentro di loro, vuole uscire.

Nasce a questo punto l’ovvio sospetto che essi abbiano finora vissuto da bravi borghesi, trattenendo la loro bava. Per questo la crisi, che consente loro di scaricarsi fino in fondo, è anche, rilassante. Oliver Sacks descrive gli attacchi epilettici come qualcosa che «avanza a passi misurati insieme a sensazioni di libertà e di autentico benessere». Nei quadri clinici di cinque pazienti diversi si parla di eruzioni vulcaniche e di draghi che sputano fuoco.

Fulmine, Tempesta, Arizona, Monsone

La tendenza, causata dalla contrazione muscolare, a mordersi la lingua, dimostra il livello di tensione che caratterizza l’inizio dell’attacco: è preferibile staccarsi la lingua con un morso piuttosto che rivelare qualcosa, questa è la situazione a cui gli epilettici rischiano di arrivare.

«Mandar giù un boccone amaro» significa essere impotenti di fronte a qualcosa e permettere che avvenga, «non mollare l’osso» significa non rinunciare a ciò che si desidera, qualunque sia il prezzo da pagare. Gli epilettici rivelano la loro ostinazione trattenendo qualcosa tra i denti: non lasciano trapelare niente dalle labbra eccetto la bava e le grida. Piuttosto che lasciar andare qualcosa preferiscono procurarsi da soli delle ferite.

Wormhole, Viaggio Nel Tempo, Portal, Vortice, Spazio

Dalla caduta e dal deliquio iniziali traspare la richiesta di liberare energia e di lasciarsi andare. Si tratta di cedere davanti a un’altra forza, con la quale non si può competere con i mezzi abituali.

I pazienti scelgono a livello inconscio il modo in cui cedere (cioè sottomettersi) drasticamente al proprio destino.

La necessità di arrendersi viene rafforzata dagli altri sintomi. La diminuzione della pressione del sangue dimostra che il malato non deve affatto combattere per riportare qualche successo, ma al contrario deve rassegnarsi e affidarsi a forze più potenti.

Yin E Yang, Fuoco, Acqua, Mano, Opposti, Equilibrio

La tematica della liberazione della tensione bloccata si rispecchia in una perdita involontaria di urina. La vescica è l’organo più sensibile a una pressione che risulta eccessiva per noi. Utilizziamo quindi ogni occasione possibile per svignarcela e per scaricare ciò che ci opprime in un posticino tranquillo, dove non temiamo confronti. 

Il quadro dell’attacco presenta, dopo la battaglia iniziale, una liberazione su tutta la linea, completata dall’azione dell’intestino che si lascia andare a un’involontaria defecazione. Gli escrementi provengono direttamente dall’oltre tomba del corpo, da quella terra delle ombre in cui domina Plutone, dio dell’Ade, il regno dei morti.

Terra, Planet, Continenti, Luce, Pera, Lampadina

Considerato in questi termini, tale sintomo offre l’opportunità di alleggerire sia se stessi che il proprio rapporto con gli inferi almeno per una volta in assoluta sincerità di fronte a tutti senza vergogna. I temi oscuri, qui bloccati, conquistano, durante la crisi, la luce del giorno che altrimenti sarebbe loro negata proprio a causa del loro profondo contenuto simbolico.

In conclusione, è necessario riconoscere anche in questo sintomo l’esigenza di lasciare tutto ciò che è materiale sotto di sé e dietro di sé. In fin dei conti si profila un quadro di mancanza di inibizioni che, crisi epilettica a parte, nella vita del soggetto non avrebbe alcuna possibilità di realizzarsi. Anzi, la scrittura pedantesca di alcuni malati di epilessia rivela un ordine creato dal bisogno di auto-controllo.

La Strada, Travi, Percorso, Foresta, Natura, Silenzio

Lo stato iniziale di quiete nella respirazione, la cosiddetta apnea, lascia supporre che Io stato prodotto dalla crisi non sia di questo mondo. La respirazione è l’espressione chiara del nostro legame con la polarità, con il mondo dei contrari. I due poli dell’inspirazione e dell’espirazione ci incatenano ad esso dal primo all’ultimo istante della nostra esistenza.

Con il primo respiro facciamo il nostro ingresso su questa terra, con l’ultimo ne siamo già fuori. Con le recenti ricerche effettuate sulle condizioni al momento del trapasso, è stato dimostrato che quando le persone smettono di respirare, vivono esperienze che concordano tra loro in modo sconcertante, ma che, d’altro canto, non appartengono a questo mondo60.

Lupo, Lupi, Forest, Invernale, Solitudine, Solitario

In seguito a studi fatti su persone in profonda meditazione, è stato possibile stabilire che le esperienze che avvengono al di fuori del corpo, in un nitro mondo spirituale, sono correlate a fasi in cui la respirazione è ferma.

A ciò contribuiscono anche le pupille dilatate e prive di reazione, che si comportano come se l’individuo fosse già morto. Il fatto che siano dilatate, forse a causa della paura e del grido iniziali, può indicare che i pazienti hanno inizialmente, di sfuggita, come in un lampo, l’impressione di un altro piano, che suscita in loro profondo terrore o un incredibile stupore.

Foresta, Nebbia, Natura, Alberi, Mistico, Atmosperic

Si grida, in genere, di fronte a qualcosa di orrendo, di repellente, che supera le nostre forze, più raramente di fronte a qualcosa di incantevole. Anche la respirazione può fermarsi in seguito a uno spavento. Un grido di aiuto è tipico di questa situazione, analogamente all’urlo primordiale che può erompere dalle dimensioni più profonde del soggetto.

Il neuropsichiatra Oliver Sacks ricorda che anche Dostoevskij soffriva occasionalmente di aure epilettiche estatiche e cita quanto segue: «Ci sono dei momenti, che durano solo cinque o sei secondi, in cui si sperimenta l’esistenza di un’armonia divina …

Luce Del Sole, Foresta, Modo, Percorso, Serata

La terribile luminosità con la quale essa si manifesta e l’estasi di cui essa riempie l’uomo, sono spaventose. Se questo stato durasse più di cinque secondi, l’anima non lo potrebbe sopportare e dovrebbe fuggire via. In questi cinque secondi ho vissuto un’intera vita umana e sarei pronto ad abbandonare ogni cosa senza pensare di aver pagato troppo per questo … »61

Anche l’elettroencefalogramma sostiene le interpretazioni che vedono nell’attacco l’impatto con qualcosa di immane. L’attività elettrica propria del cervello cessa improvvisamente.

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I dispositivi di sicurezza fondono e una forza molto più forte prende il sopravvento. Il sistema nervoso dei pazienti non è in grado di sopportare in stato di consapevolezza la forza della nuova corrente. Siamo chiaramente vicini all’interpretazione che gli indiani danno della crisi epilettica, secondo la quale nell’epilessia si manifesta una forza divina.

Anche noi conosciamo queste idee dalla Bibbia, quando gli uomini non sopportano lo sguardo diretto di Dio, e vengono messi in guardia dall’affrontarlo. Come minimo si può constatare che nell’attacco epilettico si produce una forza di gran lunga superiore a quella dei pazienti.

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Né il sistema nervoso né la coscienza sono all’altezza di sopportarla. È come se si verificasse una commutazione improvvisa da una corrente alternata a una industriale. Secondo le esperienze raccolte con la terapia della reincarnazione, con l’epilessia ci si trova soprattutto di fronte all’irruzione di forze oscure e superiori.

Che dopo tutto ciò i pazienti abbiano bisogno di dormire è comprensibile. Quel sonno profondo e ancora quasi incosciente, che non rigenera, ma addirittura stanca, dimostra che le esperienze ad altri livelli devono essere ulteriormente portate avanti, oppure integrate in un processo che consuma le forze, motivo per cui occorre una rigenerazione.

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È ovvio che la testa faccia male dopo la crisi; in definitiva le è stato richiesto di svolgere un compito esagerato, sia per l’energia che in esso è stata consumata sia, probabilmente, per il suo contenuto. I pazienti recuperano le forze solo lentamente dopo il lungo viaggio ai confini della loro coscienza. In seguito sono relativamente rilassati e non si ricordano quasi di niente.

Dal fatto che in ogni grand mal alcune cellule del cervello vengano distrutte, possiamo trarre la conclusione che a lungo termine i soggetti si allontaneranno dalla propria testa e dalla propria volontà. Tale realtà è confermata anche dai quadri clinici di persone che soffrono di epilessia da molto tempo e che possono mostrare un rallentamento delle attività cerebrali che può arrivare fino alla demenza. 

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I sintomi della crisi petit mal vanno ancora oltre nel campo della psichiatria; ne accenniamo soltanto per sottolineare il fatto che muovono nella stessa direzione.

Dietro le assenze si nascondono stati crepuscolari che rapidamente si impossessano del paziente. La semi-incoscienza o crepuscolo è una situazione di passaggio da un piano all’altro: dal giorno alla notte o dalla veglia al sonno e viceversa.

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Le assenze costringono i pazienti a superare questi punti di passaggio tra i livelli, in questo caso tra lo stato di veglia e il sogno, o meglio, tra Io stato di veglia e il sonno. Il compito è allora chiaro: diventare consapevoli dell’esistenza di queste zone di penombra, per imparare a rivolgere volontariamente la propria attenzione verso di esse e per diventare cittadini dei due mondi.

Anche le apparizioni illusorie sono esperienze che provengono da un altro mondo. Il paziente che ha allucinazioni ottiche, vede qualcosa che nessuno oltre a lui è in grado di percepire. Lo stesso vale per le forme di allucinazioni acustiche, olfattive e tattili62, Il paziente evidentemente può e deve imparare a integrare nella vita queste altre dimensioni della sua realtà.

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Poiché con le immagini illusorie ci si trova di fronte a manifestazioni dell’ombra, i compiti che per lungo tempo sono stati repressi al di fuori della coscienza devono essere (ri)conosciuti e integrati.

Questo rapporto è ancora più evidente nei casi di delirio. Qui penetra l’ombra più pura, cioè quella più tenebrosa, che la psichiatria si limita a definire presenza estranea. Nel delirio si manifesta naturalmente tutto quello che i pazienti nella loro vita borghese non conoscono. Per molti aspetti sarà addirittura l’opposto.

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Questo fatto però non lo rende una presenza estranea, ma rivela che fa parte della realtà più profonda del paziente stesso: rappresenta la sua ombra, il suo altro lato oscuro. Quando esplodono «atti di violenza incontrollabili e senza senso», viene svelato, da un lato, che il paziente ha tenuto le sue energie sotto controllo per tanto tempo e in modo così totale che la loro unica via di uscita è stata quella di farsi largo con la forza.

D’altro lato si evidenzia che queste azioni, rapportate alla sua esistenza borghese, non hanno alcun senso; se però sono messe in relazione con la totalità della sua esistenza, rappresentano il suo altro lato oscuro, e da questo punto di vista acquisiscono maggior significato.

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Questa metà tenebrosa avrebbe evidentemente dovu¬to continuare a condurre una vita d’ombra, come già aveva fatto per un periodo fin troppo lungo, al punto che con un colpo di scena si è spinta alla luce della coscienza. Rientrano in questo contesto anche alcune aure più rare, quelle in cui le voci diventano sempre più forti e pressanti e la coscienza del soggetto viene eliminata una volta raggiunto il culmine della crisi.

I sintomi della fuga epilettica rispondono a esigenze specifiche. Il paziente è chiaramente rimasto per troppo tempo sulla stessa posizione, nello stesso luogo o legato allo stesso tema. Ora è indubbiamente spinto a farsi strada e visitare nuovi ambienti e altri mondi.

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L’espressione epilessia loquace spiega chiaramente il messaggio che questo tipo di crisi vuole lanciare: il malato non sceglie, in questo caso, di mordersi la lingua piuttosto che aprire la bocca. Il tempo dell’aristocratica e inibitrice riservatezza è finito.

Si è mantenuto calmo per molto tempo, ma ora ogni resistenza è stata abbattuta e la corrente a lungo bloccata defluisce nelle chiacchiere. Il sintomo rappresenta una rottura dell’argine, e da questo punto di vista tutti gli attacchi epilettici sono simili: sono come brecce di argini, che mettono in moto parti dell’essere finora trattenute.

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Unirsi alla potente corrente dell’energia vitale e lasciar fluire liberamente le proprie energie, o meglio, permettere loro di scaricarsi, fa parte certamente del compito che dobbiamo svolgere con priorità assoluta, compito che si manifesta attraverso l’avvenimento epilettico.

D’altro canto, qui è compreso anche l’invito ad aprirsi ad altri livelli, in particolare a quelli a cui il normale stato di coscienza non è in grado di accedere. La malattia ci parla di nuovi piani di coscienza, dei mondi del sogno e della fantasia, ma anche di apertura medianica verso altre dimensioni spirituali. 

In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

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In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

Rappresenta una possibilità di prevenire le contrazioni, in quanto affronta volontariamente il principio dello spasmo e scarica gradualmente le contrazioni del mondo fisico e di quello dell’anima.

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Anche un orgasmo vissuto pienamente ha dei paralleli e una certa affinità con un attacco. Anche in questo caso le energie si scaricano sotto forma di onde attraverso il corpo, pur se il punto focale è nel basso ventre e non nella testa. Anche la psicoterapia interpreta la crisi epilettica come uno spostamento di forze dall’alto verso il basso.

I pazienti non osano liberare tutte le loro energie sui piani inferiori, in genere descritti come sporchi, e spostano l’avvenimento, per così dire il grande orgasmo, al piano della testa, che ai loro occhi appare più pulito. Una vita sessuale intensa, che permette all’energia di fluire e di esplodere, è di conseguenza una terapia efficace contro l’epilessia.

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L’aspetto essenziale, però, è cedere volontariamente alle tendenze indicate dalla crisi, divenire cittadini di frontiera tra i mondi, intraprendere consapevolmente viaggi negli altri piani della realtà, che includono anche il regno delle ombre, e abbandonarsi alla forte corrente della vita.

Domande 
1. Quali grandi correnti contrarie si urtano nella mia anima? 
2. Quali possibilità di scarico dell’energia bloccata mi concedo, oltre agli attacchi epilettici? 
3. Dove avrei bisogno di rompere l’argine della mia anima? 
4. Posso lasciarmi andare senza freni? 
5. Quali segni di un altro piano ho ricevuto e ignorato? 
6. Come potrei dare volontariamente spazio dentro di me alle ombre? 
7. Sono capace di abbandonarmi ad altre forze? 
8. Quale rapporto ho con il mondo trascendente al di là della nostra abi¬tuale percezione di tempo e spazio? 
9. Posso immaginare di diventare un cittadino di frontiera tra i mondi?

59Con aura, in questo contesto, vengono indicati brevi preallarmi che precedono l’attacco vero e proprio. Ci sono aure sensitive, cioè a carico della vista, ma anche altre a carico dell’udito, del gusto e dell’olfatto. 
60Cfr. i lavori di Elisabeth Kubler-Ross e di Raymond Moody. 
61Oliver Sacks, Der Mann, der seine Frau mit einem Hut verwechselte, Hamburg, 1987. 
62 Le allucinazioni acustiche confrontano con un udito illusorio, quelle olfattive con un odorato dello stesso tipo, quelle tattili col tatto e infine anche le allucinazioni del gusto.

(Dott. Rudiger Dahlke)

SCFAs e Colesterolo

Certo anche l’uovo, è ricco di colesterolo

uova becon colazione  salata

in quanto ormai da decenni sappiamo che il colesterolo fa bene, lo riportano anche cardiologi come Guido Balestra, fanno il mea culpa per i consigli stolti che hanno dato per anni, frutto di una campagna pubblicitaria americana a favore dell’olio di semi, che l’unica cosa che fa, abbassa il colesterolo, ma nessuno ha mai dimostrato che sia salutare abbassarlo, anzi.

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Eppure oggi ci sono persone che vanno fiere dei livelli introno a 140, veri morti che camminano

Sull’altare del colesterolo è stata fatta una guerra ai grassi, come se il colesterolo provenisse dalla dieta, e dai grassi, perdendo così un’importante fonte alimentare per la nostra salute.

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Basti pensare che nessun carnivoro sulla Terra mangia la carne magra se non fortemente putrefatta (i necrofagi)

Noi, che non abbiamo lo stomaco dei carnivori, capace di ottenere dai grassi i SCFAs, invece la scegliamo bella magra. La coldiretti ci ha assicurato che la nostra carne è la migliore in quanto è la più magra!!!!

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Ma noi non abbiamo nemmeno più il colon dei frugiferi, in essi costituisce il 60% del sistema digestivo, nel nostro è solo il 20%, solo il doppio di quello dei carnivori a cui non serve.

Lì, in quel tratto di intestino, vivono i batteri a noi simbiotici che trasformano le fibre indigerite in SCFAs, che sono il nutriente delle cellule intestinali.

Abbiamo assolutamente bisogno per mantenere l’intestino nutrito e forte

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I SCFAs più prodotti da questi batteri sono il butirrico (burro) e l’acetico (aceto) e Valerico “Valeriana” e Inulina. che si ottengono da burro, aceto, tagli grassi, pesce e verdura, non da alimenti insulinici o con forte carico glicemico,

Allora chi vi consiglia di non assumere alimenti che rinnovano la matrice cellulare e tissutale, mitocndriale, come l’uovo che viene usato a fini plastici al 100% o è ignorante come una scarpa oppure è in malafede. In entrambi i casi scappate a gambe levate.

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Prof. Paolo Mainardi modificato

Ipocloridria gastrite ulcera gastrica reflusso esofageo

Tumore allo stomaco e disbiosi intestinale

Risultati immagini per ipocloridria

La disbiosi intestinale ha fra i suoi tanti effetti una scarsa produzione di succhi gastrici. Ciò succede perché il lievito Candida ed altri microbi patogeni producono delle tossine che causano una riduzione della la secrezione dei succhi gastrici, la cosiddetta ipocloridria.

Siccome lo stomaco ha bisogno di un ambiente molto acido per digerire le proteine questa condizione patologica ha tutta una serie di conseguenze dannose, non ultima quella di contribuire in molti soggetti all’imperfetta digestione di glutine e caseina, che può portare anche alla produzione caseomorfine e gluteomorfine.

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La bassa acidità gastrica rende difficile tutto il processo di digestione perché impedisce la secrezione di due ormoni, la secretina e la colecistochinina, che servono a regolare l’attività di fegato, pancreas e cistifellea sincronizzandola correttamente.

La cattiva digestione di molte sostanze alimentari, dovuta all’ipocloridria come alla carenza di batteri benefici nell’intestino, può innescare dei fenomeni di allergia e intolleranza, anche perché la disbiosi (e la concorrente parassitosi) generalmente si accompagna ad un condizione di porosità dell’intestino, che permette a questi frammenti non completamente digeriti di essere assorbiti nel sangue.

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A questo punto il sistema immunitario (che ha moltissime delle sue cellule nel sangue), già squilibrato dalle tossine dei microbi patogeni presenti nell’intestino, si deve confrontare con la presenza nel circolo sanguigno di sostanze che sono completamene estranee a quell’ambiente.

La condizione di ipocloridria, ovvero la bassa acidità dei succhi gastrici sguarnisce una delle nostre prime linee di difesa, per l’appunto l’alta acidità dello stomaco, che in condizioni normali stronca ogni invasione microbica;

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la condizione di bassa acidità permette invece che nello stesso stomaco proliferino microbi patogeni come il lievito Candida e l’Helicobacter pylori (notoriamente correlato a ulcere gastriche, gastriti, tumore allo stomaco ).

L’Helicobacter pylori è stato classificato come “carcinogeno di gruppo I per l’insorgenza del cancro allo stomaco”

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Che tali sgradite presenze siano sostanzialmente un effetto, un sintomo dello squilibrio della microflora, lo mostra l’articolo The role of probiotics in the treatment and prevention of Helicobacter pylori infection (“Il ruolo dei probiotici nel trattamento e nella prevenzione dell’infezione da Helicobacter Pylori”) ,

una rassegna dei precedenti studi sulla questione che mostra come certe volte i probiotici da soli possano eradicare tale infezione, e che la loro assunzione apporta sempre dei benefici aggiuntivi a qualsiasi altra terapia in uso.

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Ben sapendo che i probiotici da soli poco possono fare per correggere una disbiosi (specie se piuttosto marcata) se non si agisce anche per affamare o uccidere i patogeni (per esempio con la dieta paleolitica) il fatto che in certi casi i probiotici da soli sconfiggano l’H. Pylori è un risultato di notevole importanza.

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Per chi avesse ancora dei dubbi l’articolo The gastrointestinal microbiome – functional interference between stomach and intestine (“Il micro bioma gastrointestinale – interferenza funzionale tra lo stomaco e l’intestino”) esprime il concetto che la perdita dell’equilibrio del microbioma gastrico causa l’infezione da H. Pylori, la quale a sua volta ha delle ripercussioni sull’ecosistema microbico dello stomaco che si estendono poi anche al microbioma intestinale. 

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Da notare che in uno stomaco col giusto grado di acidità vengono digerite solo le proteine, ma quando l’acidità è insufficiente nello stomaco i carboidrati fermentano, e la conseguente produzione di gas causa rutti e rigurgiti.

Anche il famoso reflusso gastro-esofageo può essere causato dalla disbiosi con conseguente ipocloridria e proliferazione di microbi patogeni nello stomaco.

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Alcuni patogeni infatti possono proliferare intorno al muscolo sfinterico che separa lo stomaco dall’esofago, emettendo tossine che paralizzano parzialmente tale muscolo.

La sensazione di sentirsi risalire del cibo acido non è certo piacevole, ma se a questo punto si interviene con degli antiacidi si finisce, almeno sul lungo termine, ad acutizzare il problema. Vedi a riprova di quanto suddetto l’articolo scientifico Bacterial biota in reflux esophagitis and Barrett’s esophagus (“Biota batterico nel reflusso esofageo e nell’esofago di Barrett”) .

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L’ipocloridria può essere una causa importante anche di un disturbo noto come “proliferazione batterica del piccolo intestino (Small Intestinal Bacterial Overgrowth, ovvero in sigla SIBO);

in genere infatti, quando nello stomaco i succhi gastrici raggiungono il corretto grado di acidità, nella seguente porzione dell’intestino si crea un ambiente sfavorevole alla colonizzazione batterica, ma in caso di ipocloridria possono traslocare nel piccolo intestino (detto anche intestino tenue, e formato da duodeno, digiuno e ileo)

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alcune forme batteriche che di norma non si trovano in quel sito (e che lo più provengono dal colon), causando una particolare forma di disbiosi associata tra l’altro a gonfiori addominali (altri sintomi sono eruttazioni, dolori addominali, diarrea, costipazione, reflusso gastrico, acne rosacea, artrite e persino anemia ).

È notevole segnalare che sia la dottoressa Campbell-McBride sia il dottor Gerson (all’interno del protocollo da lui ideato per la cura del cancro e di altre malattie croniche), propongono in certi casi di ipocloridria, l’integrazione di succhi gastrici sotto forma di Betaine HCl con aggiunta di pepsina. 

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Ma se volete un rimedio casalingo all’ipocloridria c’è il cavolo (da assumere all’inizio dei pasti): succo di cavolo, cavolo crudo, cavolo fermentato (crauti), succo dei crauti.

Anche un po’ di aceto di mele mescolato con l’acqua o del limone spremuto in un bicchiere d’acqua (se ben tollerati), possono essere utili specie se bevuti la mattina al risveglio.

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Se la condizione di ipocloridria è causata dalla disbiosi intestinale una dieta paleolitica (senza amidi ne carboidrati specifici) può aiutare a ristabilire una flora intestinale equilibrata e risolvere il problema alla radice.

Se invece volete perdervi nella spirale senza fondo dei farmaci potete prendere degli antiacidi (magari a base di idrossido di alluminio, e quindi neurotossici), che fanno sì che il reflusso sia meno fastidioso, ma non risolvono il problema alla base, anzi riducono ulteriormente la bassa acidità gastrica che generalmente ne è la causa,

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oppure degli inibitori di pompa protonica i quali si è scoperto ormai, con prove sostanziali, che inducono lo stesso sintomo che dovrebbero fare scomparire, come afferma l’editoriale di Gastroenterology intitolato per l’appunto Evidence That Proton-Pump Inhibitor Therapy Induces the Symptoms it Is Used to Treat .

Frutta secca e semi

Nel regno vegetale, la frutta secca e i semi sono l’omologo delle uova nel regno animale e sono tra i cibi più ricchi di sostanze nutritive.

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È importante scegliere frutta secca biologica allo stato naturale, che non sia irradiata, tostata con oli tossici, pastorizzata o ricoperta di zuccheri o aromi. Le varietà biologiche sono anche prive di antimicrobici e pesticidi.

Assicurati che sia fresca e fragrante all’olfatto, non ammuffita, avariata, stantia o rancida. Questi problemi possono anche indicare la presenza di micotossine che danneggiano il fegato.

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Per evitare un apporto eccessivo di omega-6, dovresti limitare il consumo di frutta secca a qualche decina di grammi al giorno e il consumo di semi a qualche cucchiaio al giorno. Quando segui la TMM, le varietà preferibili sono le noci di macadamia e le noci americane (pecan), sempre biologiche e crude, perché hanno il più basso contenuto di carboidrati e proteine e il più elevato contenuto di grassi.

Se vuoi includere nella tua dieta altri tipi di frutta secca, assicurati che non creino uno squilibrio nel rapporto tra omega-6 e omega-3. La frutta secca tostata è gustosa, ma il calore danneggia le sostanze nutritive contenute in essa e riduce la biodisponibilità dei grassi e degli aminoacidi benefici.21

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Se preferisci mangiare frutta secca e semi tostati, tostali tu stesso così da controllare la temperatura e il tempo di tostatura. Per esempio, i semi di zucca crudi si possono cospargere di sale himalayano (o altro tipo di sale naturale) e poi tostare in forno per quindici o venti minuti a bassa temperatura: non più di 80 gradi. Così facendo i danni del calore saranno ridotti al minimo.

Attenzione:

Anche se sono eccellenti fonti di sostanze nutritive e meritano di entrare nel protocollo della TMM, la frutta secca e i semi non vanno consumati in quantità eccessive perché sono anche ricchi di omega-6.

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Gli acidi grassi omega-6 sono essenziali per il corpo umano ma vanno consumati in minime quantità perché, se assunti in eccesso, favoriscono le infiammazioni.

Per esempio, se mangi quantità eccessive di acido linoleico, che è il più comune omega-6, gli acidi grassi instabili si integrano nella cardiopilina – una importante componente lipidica delle membrane mitocondriali – e la deteriorano. Quando le membrane mitocondriali sono danneggiate, le funzioni metaboliche e la produzione energetica dei mitocondri vengono compromesse.22

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Non confondere l’acido linoleico con l’acido linolenico, che è proprio la sostanza di cui la cardiopilina ha bisogno.

Per fortuna puoi ridurre la quantità di acido linoleico che viene integrata nella cardiopilina sostituendo cibi ricchi di acido linoleico con cibi ricchi di grassi omega-3 e con l’acido oleico, che è un omega-9 monoinsaturo contenuto nell’olio d’oliva e in molte varietà di frutta secca, in particolare nelle noci di macadamia, che contengono quantità molto basse di omega-6.

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L’azione proinfiammatoria dell’acido linoleico non si limita alle membrane mitocondriali.

Come è emerso da uno studio, l’acido linoleico svolge un’azione proinfiammatoria sulla cartilagine. Nelle persone con osteoporosi, la presenza dell’acido linoleico nella cartilagine stimola una reazione infiammatoria, mentre sembra che l’acido oleico (monoinsaturo) e l’acido palmitico (saturo) proteggano la cartilagine dal deterioramento.

Ciò suggerisce che potrebbe esserci un collegamento tra l’eccessivo consumo di acido linoleico e il deterioramento della cartilagine che porta all’osteoartrite.23 Per questa e altre ragioni, assicurati di non superare le porzioni quotidiane raccomandate di frutta secca e semi elencati in questa sezione.

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La frutta secca e i semi che consiglio di consumare durante la TMM sono:


Mandorle (in quantità molto limitate perché sono ricche di proteine)

Semi di cumino nero
Semi di sesamo nero
Noci brasiliane (o noci amazzoniche)
Cacao crudo: polvere, chicchi o burro
Semi di chia
Semi di lino
Noci di macadamia
Noci americane (o pecan)
Pula dei semi di psillio
Semi di zucca
Semi di girasole

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Tutte le varietà di frutta secca che non compaiono in questo elenco sono semplicemente troppo ricche di proteine per poterle consigliare.

È per questo motivo che non le ho incluse e ti invito a non consumarle regolarmente. Ribadisco che è importante scegliere frutta secca biologica allo stato naturale, che non sia irradiata, pastorizzata o ricoperta di zucchero. Per evitare che i prodotti siano trattati con antimicrobici e pesticidi, scegli qualità biologiche.

21 B. S. Luh, W. S. Wong, and N. E. El-Shimi, “Effect of Processing on Some Chemical Constituents of Pistachio Nuts,” Journal of Food Quality, 5 (1982): 33–41, DOI: 10.1111/j.1745-4557.1982.tb00954.x.
22 S. M. Solon-Biet et al., “The Ratio of Macronutrients, Not Caloric Intake, Dictates Cardiometabolic Health, Aging, and Longevity in Ad Libitum-Fed Mice,” Cell Metabolism, 19, n. 3 (418–30 ), DOI: 10.1016/j.cmet.2014.02.009.
23 A. Villalvilla et al., “Lipid Transport and Metabolism in Healthy and Osteoarthritic Cartilage,” International Journal of Molecular Sciences, 14,n. 10 (2013): 20793-20808, DOI: 10.3390/ijms141020793.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Endometriosi


Psiche, alimentazione, focus dentali e disbiosi intestinale

Una mia amica mi ha raccontato tempo fa di essere guarita dall’endometriosi anche grazie alla meditazione.

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In effetti l’endometriosi è una malattia autoimmune e come tale il ruolo della psiche può essere molto forte, ma generalmente è la presenza di disbiosi e di parassitosi ad innescare uno squilibrio del sistema immunitario.

La disbiosi può essere la causa che innesca una intolleranza al glutine, alla caseina e ad altre sostanze, intolleranze queste che possono a loro volta essere cause di varie malattie.

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Per altro le tossine generate dai batteri patogeni e dalla candida, predispongono il corpo ad essere infestato dai vermi parassiti.

Secondo la dottoressa Clark l’endometriosi è causata dai trematodi nell’utero.

Sul rapporto tra disbiosi ed endometriosi ho reperito in rete un articolo intitolato Disbiosi intestinale, intolleranze alimentari, cistiti ricorrenti e endometriosi , e due ricerche scientifiche che correlano l’endometriosi alla sindrome d’intolleranza al glutine.

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La prima e la più importante è Gluten-free diet: a new strategy for management of painful endometriosis related symptoms? (“Dieta senza glutine: una nuova strategia per la gestione dei sintomi dolorosa correlati all’endometriosi?”) .

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Dopo 12 mesi di dieta senza glutine il 75% delle donna malate di endometriosi manifestavano una significativa riduzione dei sintomi dolorosi della malattia e tutte (anche quelle non erano miglirate sotto questo aspetto) mostravano un miglioramento delle condizioni generali di salute fisica, con maggiore vitalità, maggiore propensione alla vita sociale e un migliore equilibrio mentale.

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La seconda è Celiac disease and endometriosis: an insidious and worrisome association hard to diagnose: a case report (“Celiachia ed endometriosi: un’associazione insidiosa e preoccupante difficile da diagnosticare: un rapporto su un caso clinico”) . 

Ad ulteriore conferma porto diversi articoli e pareri medici, vedi per esempio il sito infoceliachia ed il sito dell’associazione italiana endometriosi:

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http://www.infoceliachia.com/…/endometriosi-e-celiachia-son… 
http://www.endoassoc.it/…/Inprimopia…/announce_20140708.aspx

La dottoressa Daniela Pelotti addirittura intitola il suo articolo “L’endometriosi è sempre causata dal glutine” .

Ma come fare a dimenticarsi del legame tra l’intolleranza al glutine e disbiosi intestinale, già evidenziato nel capitolo 7?

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Una mia amica infatti mi ha segnalato che la sua cisti endometriosica di 4 cm, dopo un digiuno detossificante si è riassorbita e i dolori sono spariti, che sta continuando con un alimentazione tendenzialmente crudista e pare che il processo di guarigione stia progredendo positivamente.

Tenendo conto che il digiuno fa letteralmente morire di fame patogeni e parassiti così come una dieta tendenzialmente crudista, questa testimonianza rientra perfettamente nel quadro fin qui delineato.

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Secondo un’interpretazione psicologica l’endometriosi è una delle malattie causate dal blocco del 2° chakra (quello collegato al sesso) in seguito ad trauma di natura sessuale.

Lei afferma di avere trovato molto utile fare dei lavaggi energetici emozionali per risolvere questo problema. Sulla tecnica succitata vedi i due link seguenti:

Mattina, Ragazza, Bella, Femminilità, Tenerezza

http://naturopatia.over-blog.it/…/Lavaggio_Energetico-12025… 
http://www.spiritoliberomag.it/…/lavaggio-energetico-emozi…/

Claudia Rainville nel suo libro Metamedicina – ogni sintomo è un messaggio (Amrita editore) afferma invece che: 

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Questa malattia è caratterizzata da presenza di mucosa uterina fuori dal luogo in cui si trova naturalmente. Questa affezione è quasi sempre collegata al timore delle conseguenze della nascita di un bambino.

Le donne che ne soffrono hanno a volte paura che un bambino venga a prendere il loro posto, a spezzare l’armonia di coppia, oppure temono di condurre il bambino in un mondo che, a loro volta, non hanno accettato.

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La naturopata Obberhammer sostiene che una giusta circolazione sanguigna attivata attraverso la ginnastica intima dia molto beneficio a questo disturbo, mentre il dottor Perugini Billi (ottimo medico che usa la dieta, i prodotti erboristici ed altri rimedi naturali) ha scritto un interessante articolo citando anche vari rimedi naturali.

Significativo il fatto che egli scriva: ”È stato visto che le donne con endometriosi hanno un’assunzione ridotta di antiossidanti, segnatamente le vitamine C, E e i minerali Zinco e Selenio”.

Ragazza, Moda, Trucco, Bellezza, Modello, Primavera

Come già evidenziato più volte in precedenza questo è un tratto comune ai pazienti sofferenti di disbiosi intestinale.

Riguardo all’endometriosi è molto interessante l’esperienza pubblicata dal dentista Federico Avesani sul suo sito (Denti devitalizzati Disbiosi intestinale e Endometriosi) , di una donna che, tramite un omotossicologo che la sottopone al Vega-Test, scopre di avere un problema ai denti.

Ragazza, Letto, Capelli, Camera Da Letto, Relax

Casualmente in occasione di quella visita è presente il dottor Avesani che propone il test della procaina, ovvero una iniezione in corrispondenza di un molare devitalizzato. Il risultato è che:

in 5 minuti mi passa il dolore alle ovaie e alla schiena che da sempre mi attanagliano durante l’ovulazione a causa dell’endometriosi.

Bella, Colorato, Moda, Femminile, Ragazza, Capelli

Dopo anni di pillola, antidolorifici, corse in ospedale, due laparoscopie importanti nel giro di 5 mesi, la prospettiva di una menopausa precoce artificiale, l’incubo dell’infertilità, mi ritrovo ad avere speranza, speranza in una visione più naturale e vivibile per convivere e magari risolvere il mio problema trovandone la causa reale. (…)

mi affido al dottor Avesani per bonificare alcune vecchie amalgame in sicurezza, ma soprattutto per estrarre alcuni denti devitalizzati che scopro essere spesso “il nascondiglio” di infezioni che possono scatenare l’endometriosi.

Fiori, Farfalle, Bella, Orange, Luminoso

Nonostante il disagio di togliere dei denti “buoni” e anche le spese per affrontare un percorso di questo tipo, (in realtà in confronto a tutte le precedenti spese fatte in farmacia e per le visite dai vari specialisti non sono niente), mi butto in questo percorso e la mia vita ricomincia.

A fine 2011 concludo i controlli con lo specialista Omotossicologo. Da allora ovulazione e ciclo li supero con del semplice paracetamolo. Da novembre 2012 sono una mamma.

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Concludo questo capitolo con un link di approfondimento su endometriosi ed alimentazione, un articolo della biologa nutrizionista Maria Stella Cacciola in cui si cita uno studio sull’integrazione di omega-3 che ha diminuito i sintomi della malattia di circa il 22%:
http://nutritievivibene.blogspot.it/…/endometriosi-e-alimen….

353 Pubblicato su Revista espanola de enfermedades digestivas 2011 Jul;103(7):349-54, autori Sáez LR, Álvarez DF, Martínez IP, Mieres NA, García PN, García Rde F, Menéndez SR, Alegre SV, Goñi JL; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21770680
354 Dei marcatori genetici che indicano la predisposizione alla celiachia, ma non la certezza che la malattia si svilupperà. 
355 Dopo analisi del tessuto prelevato con una bioscopia. 
http://sabrinaseveri.it/donne/.
356 Pubblicato su Minerva Chirurgica 2012 Dec;67(6):499-504 autori Marziali M, Venza M, Lazzaro S, Lazzaro A, Micossi C, Stolfi V M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23334113.
357 Pubblicato su Clinical and experimental obstetrics & gynecology 2014;41(3):346-8, autori Caserta D, Matteucci E, Ralli E, Bordi G, Moscarini M; 358 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24992792
359 http://pelotti.altervista.org/index.php….
360 http://simonaoberhammer.com/ginnastica-intima/.
361 http://www.dottorperuginibilli.it/…/496-endometriosi-cure-c….
362 http://www.studioavesanifederico.it/le-testimonianze.

Tonsillite Otite e Disbiosi

Qui di seguito una breve rassegna di articoli sul rapporto tra tonsillite e disbiosi intestinale

utite

ai quali ovviamente si somma quanto scritto nel libro “La Sindrome Psico-Intestinale” della dottoressa Natasha Campbell-McBride, la quale spiega in maniera dettagliata come la disbiosi intestinale generi uno squilibrio di tutta la microflora del cavo orale ed anche della microflora del sistema uditivo, predisponendo così l’organismo a tonsilliti ed otiti.

Nel suo libro la dottoressa Campbell consiglia infatti la dieta paleo/GAPS e quindi l’assunzione di probiotici (fermenti lattici e cibi fermentati come i crauti) per prevenire il ripetersi di queste affezioni;

Batteri, Medico, Biologia, Salute, Anatomia, Scienza

per le otiti consiglia anche di mettere nell’orecchio dolorante un paio di gocce di “olio d’aglio” ottenuto schiacciando uno spicchio d’aglio, aggiungendo un poco d’olio e lasciando riposare il composto per un paio d’ore.

Dal canto suo il dottor Saverio Buccieri, medico olistico, con laurea in medicina e chirurgia, odontoiatra, omeopata e agopuntore, nel suo interessante articolo Disbiosi intestinale, le nostre difese , afferma che mantenere in buone condizioni la flora eubiotica intestinale, permette di evitare:

Microscopio, Diapositiva, Ricerca, Close Up, Prova

le otiti, le bronchiti, le tonsilliti, le faringiti, le laringiti e la maggior parte dei problemi a carico dell’apparato respiratorio, fino ad episodi di asma, in seguito all’assunzione di alimenti quali latte di scarsa qualità e glutine.

Similmente la dottoressa Fabiola Menon, nutrizionista, nel suo articolo L’intestino , scrive che:

Batteri, Virus, Specie Batteriche, Imitazione, Aureus

Tonsilliti e otiti ricorrenti, presenti soprattutto nei bambini, hanno spesso la loro origine in un sistema immunitario intestinale inefficiente

Ulteriori conferme le troviamo sul sito dietology, ove troviamo scritto che:

Mostro, Verde, Male, Comuni, Aggressivo, Morso, Batteri

le conseguenze di carattere sistemico della disbiosi sono molteplici e assai importanti: predisposizione alle infezioni, perdita di energia, cistiti ricorrenti, manifestazioni allergiche, aumento delle affezioni del cavo orale (tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti), difficoltà a perdere peso e perdita di capelli.

Anche sul sito mednat.org , del naturopata Vanoli, leggiamo di un rapporto tra disbiosi, carenze di zolfo e tonsillite.

Ulteriori informazioni e conferme si trovano nell’articolo:

Dna, Biologia, Medicina, Gene, Microbiologia, Analisi

Nasopharyngeal microbiota in infants with acute otitis media , che mostra come il microbiota nasofaringeo degli infanti cambia in maniera significativa nel corso di una otite media acuta, ma anche dopo ad esposizione agli antibiotici ed al vaccino eptavalente “conjugated pneumococcal polysaccharide vaccine” (PCV7).

Da notare un riscontro scientifico sul danneggiamento della popolazione di batteri amici da parte di un vaccino.

Batteri, Malattia, Virus, Infezione, Ill, Cellule, Bio

L’articolo The otologic microbiome: a study of the bacterial microbiota in a pediatric patient with chronic serous otitis media using 16SrRNA gene-based pyrosequencing , rappresenta un altro studio che ci informa di come le nuove tecniche di indagine sul microbiota permettano di scoprire tutto un proliferare di batteri in ogni zona dell’orecchio, del naso, della faringe.

L’articolo Aspergillus Otitis ci informa del fatto che le otiti possono essere causate da infezioni fungine, le quali sono conseguenti anche a trattamenti con antibiotici e cortisonici, l’ennesima conferma di quanto più volte ribadito in questo libro.

Bibliografia: http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Il rapporto tra celiachia e disbiosi

Per chi non ritenesse sufficiente quanto viene affermato al riguardo nei libri citati nel capitolo 3 (in particolar modo in quello dei coniugi Hass sulla celiachia), ecco alcune informazioni desunte da alcune recenti ricerche scientifiche.

Il primo è Duodenal-Mucosal Bacteria Associated with Celiac Disease in Children (“Batteri della mucosa duodenale associati con la celiachia nei bambini”) . Gli autori dello studio hanno raccolto la microflora del duodeno attraverso la biopsia ed hanno scoperto che la malattia è associata alla proliferazione eccessiva di possibili patogeni che escludono i batteri simbionti o i commensali che sono caratteristici di quello che è il microbiota del piccolo intestino in una condizione di salute.

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Detto in altre parole viene scoperto che sono diminuiti i batteri simbionti (quelli “amici”, che ci aiutano a digerire, ad assorbire il cibo, a difenderci dalle infezioni, che producono vitamine) e sono aumentati quelli patogeni (quelli “cattivi”, apportatori di malattie, produttori di tossine).

Questo studio indica chiaramente la presenza della disbiosi intestinale nei soggetti celiaci.

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Il secondo è Intestinal dysbiosis and reduced immunoglobulin-coated bacteria associated with coeliac disease in children (“Disbiosi intestinale e riduzione dei batteri ricoperti da immunoglobuline associata con la celiachia nei bambini”) . A conclusione di questo studio si legge che “nei soggetti celiaci la riduzione i batteri ricoperti di Ig-A è associata alla disbiosi intestinale”.

Il terzo è Altered duodenal microbiota composition in celiac disease patients suffering from persistent symptoms on a long-term gluten-free diet (“Composizione alterata del microbiota dei pazienti celiaci sofferenti di sintomi persistenti dopo una dieta senza glutine protratta per molto tempo”) .

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In questo caso le conclusioni sono che i soggetti celiaci che soffrono ancora di sintomi persistenti dopo un lungo periodo di dieta senza glutine hanno una manifesta disbiosi intestinale.

Il quarto è Non-celiac gluten sensitivity triggers gut dysbiosis, neuroinflammation, gut-brain axis dysfunction, and vulnerability for dementia (“Sensibilità al glutine non celiaca innesca la disbiosi, la neuroinfiammazione, la disfunzione dell’asse intestino-cervello, e la vulnerabilità per la demenza”) .

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In questo caso si rileva ancora una volta la correlazione tra disbiosi ed intolleranza al glutine (non celiaca, ovvero in assenza di danno ai villi intestinali), anche se, curiosamente, si suppone che sia l’intolleranza la causa scatenante della disbiosi piuttosto che il contrario.

Del resto tutte i sintomi e le patologie che in tale articolo vengono indicate come correlate alla sensibilità al glutine non celiaca (dal mal di testa alla depressione passando per i disturbi dell’apprendimento), sono proprio le stesse che la dottoressa Campbell-McBride indica come manifestazioni della disbiosi intestinale.

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È pur vero che una reazione di intolleranza al glutine, sebbene scatenata dalla disbiosi, posso avere a sua volta un effetto negativo sull’equilibrio della microflora intestinale, creando un circolo vizioso.

Il quinto è Imbalance in the composition of the duodenal microbiota of children with coeliac disease (“Squilibrio nella composizione del microbiota duodenale dei bambini celiaci”) nel quale si legge che i bambini celiaci hanno un numero significativamente più alto del carico totale di batteri, in particolar modo dei microrganismi gram-negativi, rispetto ai pazienti asintomatici ed ai soggetti sani, che i batteri delle specie del genere Bacteroides e l’Escherichia coli sono significativamente più numerosi nei celiaci rispetto alle persone sane.

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Simili risultati sono stati ottenuti nello studio The metabonomic signature of celiac disease , mentre l’articolo Symptom overlap and comorbidity of irritable bowel syndrome with other conditions (“La sovrapposizione di sintomi e la comorbidità della sindrome dell’intestino irritabile con altre condizioni”) mostra come spesso i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile ed altri disturbi gastrointestinali si sovrappongono spesso alla condizione celiaca.

Di particolare rilievo ai fini di quanto su esposto è l’articolo Antibiotic exposure and the development of coeliac disease: a nationwide case-control study (“L’esposizione agli antibiotici e lo sviluppo della celiachia: uno studio caso-controllo esteso a tutta la nazione”) le cui conclusioni sono:

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L’associazione positiva dell’uso degli antibiotici con il successivo manifestarsi della celiachia ma anche con le lesioni che possono rappresentare un primo stadio della celiachia suggerisce che la disbiosi intestinale può giocare un ruolo nella patogenesi della celiachia. Tuttavia, una spiegazione non causale per questa associazione positive non può essere esclusa.

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L’articolo scientifico The HLA-DQ2 genotype selects for early intestinal microbiota composition in infantsat high risk of developing coeliac disease (“Il genotipo HLA-DQ2 seleziona precocemente una composizione del microbiota intestinale in infanti ad alto rischio di sviluppare la celiachia”) mostra che chi possiede quel particolare un fattore genetico (considerato un fattore di rischio per il successivo sviluppo della celiachia) sviluppa una composizione alterata del microbiota intestinale (per esempio con una quantità inferiore di bifidobatteri ed altre alterazioni rispetto al gruppo di controllo), anche se è stato allattato al seno ed ha avuto un parto naturale.

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Ciò potrebbe significare che quel fattore genetico (sebbene il meccanismo non sia per niente chiaro) influenza la creazione di un microbiota alterato che a sua volta predispone alla celiachia.

Sebbene in questo caso potrebbe essere un fattore genetico a indurre realmente la celiachia, pare che lo faccia perturbando l’equilibrio del microbiota intestinale, e quindi trattare la disbiosi può essere il mezzo migliore per evitare tutte le complicazioni e le patologie correlate alla disbiosi che spesso si manifestano nei pazienti celiaci.

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Per altro è possibile che la predisposizione alla celiachia indotta da quel gene si manifesti solo quando è presente qualche altro fattore (alimentazione, stile di vita, sostanze tossiche inalata o assimilate) ed in questo caso sarebbe difficile attribuire alla celiachia una causa puramente genetica, tanto più che sappiamo ormai come anche l’alimentazione e lo stile di vita della madre contribuisca all’espressione genetica.

Da un po’ di tempo ormai, sebbene questa rivoluzione epocale non sia stata ancora recepita dai libri di testo scolastici e quindi non sia ancora stata recepita dalle masse, la

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genetica come causa delle malattie è stata messa in un angolo dalla scoperta che i geni si possono esprimere in maniera differente a seconda dell’ambiente in cui si trovano le cellule che li portano, e che questa espressione dipende a volte persino dall’ambiente della madre durante la gravidanza (in certi casi addirittura si può risalire indietro anche di 3 o 4 generazioni).

Questo nuovo campo di studi, detto epigenetica, fa vedere sotto una luce completamente differente il legame supposto tra alcune patologie ed i geni, non per negarlo, ma per ridurlo a volte ad una semplice predisposizione che si manifesta solo in particolari condizioni.

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Un discorso particolare va fatto sulla cosiddetta Celiachia refrattaria, un disturbo che si differenzia dalla celiachia per il fatto che l’adesione rigida ad una dieta senza glutine non porta alla guarigione. Innanzitutto bisogna puntualizzare che, sebbene nella maggior parte dei casi di intolleranza al glutine basti appena un mese per notare dei netti miglioramenti, certe volte occorrono persino 18 mesi per una remissione dei sintomi.

A parte questo, rimuovere il glutine non fa certo scomparire la pre-esistente disbiosi, un certo grado di danno alla mucosa intestinale ed ai villi può forse essere spiegato da una grave forma di disbiosi su cui bisogna ancora intervenire dopo avere rimosso il glutine.

Succo, Frutta, Orange, Fragola

Inoltre c’è da tenere conto non solo dell’intolleranza al glutine, ma anche di possibili intolleranze alla caseina (una persona potrebbe essere intollerante a glutine o caseina pur se gli esami di laboratorio risultano negativi, dal momento che nessun esame potrà mai rilevare tutti i possibili anticorpi a peptidi originatisi dalla cattiva digestione di queste proteine) nonché di reazioni incrociate.

Esiste infatti la possibilità che una persona celiaca risulti intollerante anche a delle sostanze la cui struttura molecolare assomiglia a quella di certi peptidi derivati dalla digestione del glutine.

Frutta, Apple, Tangerini, Noci, Succo D'Arancia, Fresco

Alcuni alimenti in particolare come latte, mais, soia, uova, lieviti, caffè, sesamo, cioccolata, persino riso (ed altri ancora) possono causare queste reazioni incrociate facendo sì che gli anticorpi al glutine restino elevati anche dopo l’adesione rigida ad una dieta senza glutine.

Una dieta paleolitica, che escluda tutti i cereali e gli pseudo-cereali (eventualmente se necessario anche gli altri alimenti summenzionati), potrebbe essere la soluzione a questo particolare disturbo? Sarebbe auspicabile che la ricerca si indirizzasse anche in questa direzione.

Bambino, Al Seno, Allattamento Al Seno, Cura, Drink

Probabilmente il primo alimento che si potrebbe eliminare dalla dieta in caso di celiachia refrattaria (e a dirla tutto anche in molti altri casi) è il mais. Questo perché, per quanto possa sembrare strano, il fatto che il mais sia sempre e sicuramente “senza glutine” non è ancora assodato, come fa notare il dottor Osborne in un suo articolo. In effetti, anche se il mais originario forse di glutine non ne conteneva, cosa possiamo dire del mais moderno, in un’epoca in cui la coltivazione di varietà transgeniche si fa sempre più largo, soprattutto nel continente americano?

Bambino, Carino, Papà, Famiglia, Padre, Figlio, Azienda

La contaminazione del mais orginale con quello transgenico è un dato di fatto, sebbene si possa sperare che non sia ancora così massiccia da noi come in America; ad ogni caso, sebbene sia sicuramente una ulteriore cautela, acquistare mais di coltivazione biologica non è detto che sia una garanzia assoluta.

Del resto anche il dottor Nacci nel suo libro Mille piante per guarire dal Cancro senza CHEMIO afferma che le proteine del mais moderno risultano alterate rispetto a quelle del mais originario.

Fratelli, Ragazzi, Bambini, Bambino, Neonato, Amore

Riguardo alla celiachia è interessante anche la lettura dell’articolo Why everyone with celiac disease needs vitamin d (“Perchè tutti i celiaci hanno bisogno di vitamina D”) , articolo corredato da una discreta bibliografia. Non credo sia un caso che la dottoressa Campbell consigli l’integrazione di olio di fegato di merluzzo (ricco in vitamina D e vitamina A) ai soggetti che presentano disbiosi intestinale.

ECN

Pubblicato su Applied environbmental biology 2013 Sep; 79(18): 5472–5479., autori Ester Sánchez, Ester Donat, Carmen Ribes-Koninckx, Maria Leonor Fernández-Murga, Yolanda Sanz;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3754165/.
Pubblicato su BMC Microbiology 2010 Feb 24;10:63. doi: 10.1186/1471-2180-10-63., autori De Palma G, Nadal I, Medina M, Donat E, Ribes-Koninckx C, Calabuig M, Sanz Y;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20181275.
Pubblicato su The american Journal of gastroenterology, autori Wacklin P, Laurikka P, Lindfors K3, Collin P4, Salmi T5, Lähdeaho ML, Saavalainen P, Mäki M, Mättö J, Kurppa K, Kaukinen K;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25403367.
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Pubblicato su Biomedical center gastroenterology 2013 Jul 8;13:109, autori Mårild K, Ye W, Lebwohl B, Green P H, Blaser M J, Card T, Ludvigsson J F;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23834758.
Pubblicato su Gut 2015 Mar;64(3):406-17, autori Olivares M, Neef A, Castillejo G, Palma GD, Varea V, Capilla A, et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24939571.https://www.glutenfreesociety.org/corn-maize-gluten-causes…/.

Reflusso gastrico

10 maniere per potenziare i livelli di acido gastrico

Ci sono delle cose che si possono fare per aiutarti a migliorare la digestione nel caso tu soffra di ipocloridria. Seguendo queste strategie puoi ridurre lo stress cui è sottoposto il tuo sistema digestive e puoi assorbire meglio i nutrienti. Questo aiuterà il tuo corpo ad avere le risorse di cui ha bisogno per produrre corrette quantità di succhi gastrici nel futuro.

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1. Utilizzate nutrizione liquida durante tutto il giorno: Dovreste fare almeno metà dei vostri pasti in una forma liquida come un integratore liquido di proteine (protein shake) o un succo di foglie fresche e frutta (green smoothie).

Gli integratori liquidi di proteine sono pre-metabolizzati (pre-digeriti) e molto facili da digerire anche perché la loro digestione non dipende dalla produzione di HCL. Se avete bassi livelli di HCL è saggio assumere 1-2 integratori liquidi di proteine ogni giorno per aumentare l’assorbimento degli aminoacidi e ridurre lo stress sul sistema gastrointestinale.

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2. Utilizzate lo zenzero: Lo zenzero è una delle migliori cose per migliorare la quantità dei succhi gastrici. Lo zenzero fa parte di un gruppo di erbe dette carminative e che comprende anche pepe, anice, cardamomo, coriandolo, etc. Io raccomando di bere 2-3 tazze di tisana di zenzero ogni giorno:

potete mettere gocce di olio essenziale di zenzero nell’acqua (2-3 gocce in una tazza), spremere 1,5 cm di radice di zenzero in un succo di verdura ogni giorno e utilizzare lo zenzero in polvere o in scaglie sui cibi. Potete assumere anche zenzero fermentato, un cibo comunemente utilizzato nelle preparazioni dei piatti asiatici come il kimchi.

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3. Sottoponetevi a super idratazione lontano dai pasti: Io sono un FORTE sostenitore dell’ottima idratazione, che è molto importante nel caso soffriate di ipocloridria. La buona idratazione aiuterà ad attivare la motilità intestinale e a spingere il cibo attraverso il sistema digestivo, l’acqua a sua volta ridurrà la fermentazione microbica e la tossicità nel vostro corpo.

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4. Bevete molto poco con pasti che contengono la carne: Ogni volta che state per mangiare carne o qualche genere di cibo più pesante (non un estratto di frutta e verdura né una insalata), dovreste evitare di bere acqua almeno 30 minuti prima del pasto eccetto forse 60 ml che possono servirvi per assumere giù un integratore. Questo ridurrà ogni potenziale diluizione dei succhi gastrici e permetterà una migliore digestione.

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5. Astenetevi dall’acqua dopo i pasti: Per permettere una digestione ottimale io raccomando l’astensione da acqua o liquidi fino ad almeno 30 minuti dopo i pasti. Questo permette di avere una corretta acidità gastrica, la corretta sterilizzazione, il corretto metabolismo delle proteine, etc.

6. Utilizzate il limone o l’aceto di mele: Spremere limone fresco o utilizzare succo di limone o aceto di mele sulla carne e sulle verdure aiuta a pre-metabolizzare il cibo. Ciò permette a sua volta di migliorare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

Potete marinare il cibo col limone o con l’aceto di mele, oppure aggiungerli come un

condimento appena prima di mangiare il cibo.

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7. Mangiare i cibi proteici all’inizio del pasto: Lo stomaco inizierà a secernere i succhi gastrici quando iniziate a mangiare, specialmente quando mangiate proteine. É molto comune che la gente mangi prima l’insalata e dopo un cibo proteico, ma questo non va bene per la produzione di HCL. È molto meglio mangiare le proteine assieme all’insalata o alle verdure.

8. Utilizzate verdure fermentate: Cibi fermentati come i crauti, il kimchi, sottaceti, zenzero fermentato, etc. contengono tutti acidi organici, enzimi e probiotici che aiutano

Bottiglia, Acqua Minerale, Bottiglia Di Acqua

ad aumentare la secrezione di succhi digestivi. Io raccomando di utilizzare uno di questi con tutti i vostri pasti più pesanti e specialmente con tutti i pasti che contengono proteine.

9. Utilizzate bevande fermentate: Bevande fermentate come l’aceto di mele, il kefir di acqua di cocco e acqua e limone (non fermentato) contengono acidi organici che hanno effetti anti-microbici. In tal modo essi aiutano a ridurre il carico batterico, specialmente dei batteri nello stomaco come l’H pylori.

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Mantenere bassi i livelli di H Pylori è importante per permettere al corpo di produrre abbastanza succhi gastrici.

10. Mangiate il vostro pasto principale quando siete più rilassati: Per riuscire a produrre la giusta quantità di succhi gastrici, il vostro corpo richiede l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico. Se siete indaffarati e siete di fretta, siete nella modalità simpatica “fuggi o combatti”. Se combattete con l’ipocloridria, questo non vi permetterà di produrre mai abbastanza succhi gastrici.

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Utilizzate nutrimento liquido e cibo crudo come estratti vegetali, integratori liquidi di proteine e insalate leggere nei periodi in cui siete più indaffarati, perché la digestione di questi cibi non dipende molto dalla produzione di HCL. Pianificate i vostri pasti che contengono la carne in periodi della giornata in cui potete stare rilassati almeno per 30 minuti prima del pasto e per 1-2 ore dopo il pasto.

Se mangiate carne durante un momento maggiormente stressante, provate a prendere pochi respiri profondi prima di consumare il pasto in modo tale da rilassare il vostro corpo e uscire dalla modalità “combatti o fuggi”.

Integrare con acido ipocloridrico:


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Uno dei più importanti integratori con cui io abbia mai lavorato è l’acido ipocloridrico. Ho visto come esso possa fare una enorme differenza nella vita di molte persone. Si tratta delle capsula di HCL. Dovreste reperirle in dosaggi tra i 300 e i 500 mg per capsula in combinazione con 100-200 mg di Pepsina.

Ci sono due protocolli che utilizzo con i miei pazienti. Uno è per chi soffre regolarmente di reflusso acido mentre gli altri sono per quelli che di reflusso soffrono raramente (una volta al mese o meno) o non ne soffrono affatto.

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Assumete sempre la Betaina HCL o a metà del pasto o alla fine del pasto. Non prendetela mai prima del pasto o potreste avere una brutta esperienza di bruciore di stomaco e bloccherete la vostra naturale produzione di succhi gastrici per la digestione del pasto stesso. Inoltre, se state assumendo un qualsiasi tipo di farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS) come ibuprofene, tylenol o aspirina allora non dovete prendere HCL.

Se non soffrite di reflusso acido:


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Assumete 1 capsula durante o dopo il pasto (mai prima del pasto) e osservate se percepite una leggera sensazione di bruciore nello stomaco, nella zona del petto. Ciò significa una leggera indigestione o bruciore di stomaco. Quando notate ciò con una capsula di HCL, è segno che state producendo abbastanza HCL.

Se non vi succede, allora non ne state producendo abbastanza.

Al vostro prossimo pasto, provate a prendere 2 capsule e continuate [ad aumentare] fino a quando continue scoprite quante capsule dovete prendere per indurre una sensazione di indigestione/bruciore di stomaco.

Coppa, Tee, Porcellana, Drink, Arredamento, Rottura

Se 4 capsule inducono l’indigestione, allora prendetene 3 con i pasti in cui assumete le dosi maggiori di proteine (non quando ingerite integratori di proteine o brodo – ma solo quando mangiate carne e proteine). Una volta che iniziate a sentire indigestione con 3 capsule diminuite a 2 e così via.

Se soffrite di reflusso acido:


Caffè, Tazza Di Caffè, Torta, Copertina, Pausa, Schiuma

Non prendete farmaci anti-acido o contro il reflusso.


Assumete 1 capsula durante o subito dopo il pasto (mai prima del pasto) e osservate se smettete di soffrire di indigestione. Se continuate a soffrire di indigestione, ne avete un bisogno maggiore.

Al vostro pasto successive, prendete 2 capsule e continuate questo processo fino a quando trovate la giusta dose di cui avete bisogno per non soffrire di indigestione. Continuate a utilizzare questa dose fino a quando vi rendete conto di soffrire nuovamente di indigestione. Quando ciò succede, diminuite la dose di una capsula al pasto successivo.

Farmaci, Cura, Compresse, Farmacia, Medica, La Malattia

Quindi se 4 capsule vi hanno eliminato l’indigestione allora restate Fermi a quella dose fino a quando iniziate a SOFFRIRE di indigestione. Allora diminuite il dosaggio a 3 capsule fino a quando notate ancora una volta di soffrire di indigestione.

Quando notate indigestione con 3 capsule, scendete a 2 e continuate così fino a quando arrivate a un punto in cui la situazione è stabile oppure fino a quando non riuscite ad eliminare completamente l’assunzione di integratori di HCL.

Ho bisogno di prendere Betaina HCL per tutta la vita?


Zenzero, Pianta, Asia, Rizoma, Cucina, Spezia

Questa è la domanda più frequente che mi rivolgono i pazienti dopo che vedono i notevoli risultati ottenuti ottimizzando i loro livelli di acidità di stomaco e utilizzando le capsule di Betaina HCL. Siccome i succhi gastrici sono qualcosa che il nostro corpo dovrebbe produrre naturalmente, questa è una questione molto importante.

La risposta è forse.


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Gli individui che sono più giovani e più sani possono assolutamente riprendere una produzione di HCL quasi ottimale e mantenerla per tutta la vita con i corretti accorgimenti. Gli individui più anziani o quelli che hanno sofferto con problemi di salute cronici per un periodo di tempo più lungo potrebbero avere bisogno di una integrazione di acido gastrico per tutta la vita.

In ogni caso, la vostra vita sarà molto migliore prendendo gli integratori di HCL di cui avete bisogno per ottimizzare la vostra digestione piuttosto che cercando di farne a meno o di utilizzarli in maniera marginale. Fortunatamente si tratta degli integratori meno costosi che si possono trovare in commercio.

Tra le fonti di questo articolo ci sono:


Spezie, Aromi, Stagionatura, Cibo, Ingrediente

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