Il dottor Pantellini e l’ascorbato di potassio 

Un altro rimedio naturale (e poco costoso)

per il cancro ed altre malattie degenerative potrebbe essere l’ascorbato di potassio. Qui di seguito cerco di riassumere i risultati e gli studi del dottor Pantellini e dell’omonima fondazione.

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Nota bene: la fondazione Pantellini, alla domanda “Si possono fare dosaggi “fai da te” a livello di prevenzione, conoscendo i principi di funzionamento di questo composto?” risponde sul suo sito :

No, è sempre meglio ricorrere alla consulenza medica da parte della Fondazione o del proprio medico di base (se è a conoscenza dei protocolli utilizzati) perché i dosaggi sono legati sia all’anamnesi remota della persona (cioè alle informazioni relative alla storia sanitaria della persona e dei propri familiari) che alla valutazione di particolari parametri clinici (emocromo ed elettroliti)

L’uso dell’ascorbato di potassio contro il cancro trae origine da un fortuito fraintendimento.

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Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro terminale allo stomaco (con un’aspettativa di pochi mesi di vita) di bere limonate con bicarbonato di sodio per calmare i forti dolori di cui pativa.

Quando, a distanza di un anno, lo rivide e lo trovò in piena forma, potè verificare di persona, anche attraqverso le radiografie, la sua effettiva guarigione ((il paziente morì infatti d’infarto vent’anni più tardi). Indagando il dottor Pantellini scoprì che quel suo paziente, per errore, non aveva usato il bicarbonato di sodio, ma quello di potassio.

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Allora fece un primo esperimento di controllo, somministrando ad alcuni malati di cancro in fase terminale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio, senza ottenere alcun effetto.

Somministrando invece ascorbato di potassio (che è poi una forma della vitamina C, ovvero un sale dell’acido ascorbico), ottenne i primi riscontri positivi, con miglioramenti apprezzabili nell’arco di 10-15 giorni, scomparsa o attenuazione del dolore, nonché capacità di riprendere la normale attività lavorativa.

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Dopo questi risultati incoraggianti il dottor Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant’anni, scoprendo che l’ascorbato di potassio aveva una sua validità terapeutica anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni, e cercò di informare la comunità medica delle sue scoperte, tenendo conferenze, partecipando a vari congressi di oncologia, e pubblicando le sue scoperte su riviste mediche (oltre a curare migliaia di persone).

Il risultato di tutto questo lavoro furono alcune denunce da parte dell’Ordine dei Medici (terminate con l’assoluzione), continue diffamazioni ed altri problemi. Ma le sue ricerche, i suoi studi, le sue scoperte non furono mai confutate; piuttosto venne denigrato o ignorato dalla grande maggioranza dei suoi colleghi.

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Chiaramente le industrie del farmaco, che guadagnano almeno mille euro per un ciclo di chemioterapia non vedono di buon occhio un prodotto che può costa pochi euro e che non è nemmeno brevettabile.

Riporto qui sotto un breve stralcio di un’intervista fatta da qualche anno fa da Giuseppe Cosco al dottor Pantellini (che nel frattempo è deceduto).
Cosco: Quali sono i dosaggi?

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Pantellini: Per la prevenzione si possono somministrare due o tre dosi la settimana, la mattina a digiuno, per quattro o cinque mesi consecutivi, poi interrompere un mese e ricominciare. Per la cura, invece, di dosi bisogna assumerne tre al giorno. Cioè occorre prendere la dose preventiva di gr. 0.15 di acido ascorbico e gr. 0.30 di bicarbonato di potassio, tre volte al giorno.

Cosco: Posso scrivere che in caso di tumori definiti iniziali, con l’ascorbato, si ottiene la guarigione completa?
Pantellini: Certamente, si ha il 100% di regressione del tumore.
Cosco: Le persone in cura preventiva dal 1970 hanno…
Pantellini: Nessuna di loro, e sono molte centinaia, è stata colpita da cancro o da malattie virali.

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Cosco: Professore lei è solo in questo lavoro?

Pantellini: Sono affiancato da molti altri ricercatori, italiani e stranieri e poi in America diversi scienziati (tra cui Irwin Stone, Cameron e Pauling, N.d.R.) portano avanti protocolli sperimentali simili (fondati sull’ascorbato di sodio).
Cosco: Ci sono dei medici in Italia che usano l’ascorbato?

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Pantellini: Ci sono dei bravissimi medici in Italia, dei bravissimi chirurghi, anche dei bravissimi oncologi che utilizzano l’ascorbato di potassio.
Nota bene: dai tempi di questa intervista ci sono stati diversi sviluppi nello studio dell’ascorbato e delle modalità di utilizzo del medesimo, di cui trovate documentazione presso la fondazione Pantellini.

In particolare informandovi sul sito scoprirete che la formulazione dell’ascorbato più ribosio sembra potenziare l’efficacia dell’ascorbato di potassio, così come l’associazione con la vitamina B12.

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Approfondimenti sull’ascorbato di potassio (disponibili sul web):

– Video: http://youtu.be/Oj2nf4U54t0
http://www.youtube.com/watch?v=q3-AmcG0XV0
– Fondazione Pantellini Onlus: http://news.pantellini.org/
– Domande frequenti (e risposte) sull’ascorbato di potassio:http://news.pantellini.org/?page_id=23&lang=it
– Raccolta di studi e pubblicazioni sull’ascorbato di potassio:http://www.naturpedia.net%2Fwiki%2FRaccolta_Studi_e_Pubblicazioni_Ascorbato_di_Potassio&session_token=0WIIys87QcBRLvBbrPYSUA_IYY98MTMxMjIwNjAyOEAxMzEyMTE5NjI4
– Proteggersi dalle radiazioni nucleari con l’ascorbato di potassio:http://www.icansavetheplanet.com/proteggersi-dalle-radiazi…/
– http://www.mednat.org/cure_natur/ascorb_potassio.htm
– http://www.mednat.org/cancro/pantellini.htm
997 http://cosco-giuseppe.tripod.com/medicina/potassio.htm.

La Depressione è una Malattia Intestinale? 

Difficile da credere, eppure le evidenze ci sono e sono tante.

Ansia, depressione, stanchezza, cefalea, incapacità a concentrarsi come addirittura patologie ben più gravi e importanti quali epilessia, Parkinson, Alzheimer ed in generale molte neuropatologie e malattie autoimmuni, sclerosi multipla compresa, possono avere tutte un elemento in comune: l’intestino.

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A dirlo è uno tra i più importanti ricercatori in Italia su questo tema il dr. Paolo Mainardi, pubblicata a breve nel libro sulla “Prevenzione Primaria” a cura dell’associazione ANPPN.

Neurochimico di fama, impiegato presso il Centro Epilessia dell’Università di Genova, Mainardi è il primo ricercatore al mondo ad aver identificato ed isolato una siero proteina, l’alfa-lattoalbumina, capace di ottenere significativi risultati in diverse patologie neurologiche.

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Risultati che oggi hanno permesso a questa proteina di entrare nei programmi di screening nuovi farmaci dell’NIH (USA) e di accendere un elevato interesse nel mondo scientifico.

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“Patologie come Parkinson, Alzheimer, cefalee, depressione, epilessia, che riducono notevolmente la qualità della vita – racconta il neurochimico – hanno in comune una causa intestinale, così come diverse patologie autoimmuni, alimentate sovente da un’alimentazione ricca di zucchero, amidi, carboidrati insulinici, in un microbiota già disbiostico e permeabile. 

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Lo studio dell’asse intestino – cervello consente un nuovo approccio terapeutico mirato a curare il primo per migliorare la funzionalità del secondo e do altri organi ad esso collegati.”

Com’è possibile tutto questo?

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Qual’è il ruolo dell’intestino nella malattia neurologica come ad esempio la depressione o l’epilessia?

“È sorprendente come l’intestino fosse considerato l’organo responsabile di molte patologie neurologiche sin dai tempi della Bibbia, quando anche le crisi epilettiche venivano curate con il digiuno, da cui poi ebbe origine la dieta chetogenica, ricca di grassi e povera di carboidrati,

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ampiamente usata nell’epilessia fino agli anni ’30 e mai scomparsa: ancora nel 2008 Elen Cross riporta uno studio clinico che dimostra la superiorità della dieta chetogenica rispetto ai farmaci e la LICE ha recentemente costituito un gruppo di studio nazionale sulle diete nell’epilessia di cui faccio parte anch’io.

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Del resto una dipendenza “nutrizionale” del cervello dall’intestino è facilmente dimostrabile: alcuni importanti neurotrasmettitori, vale a dire quelle molecole che sono indispensabili al cervello per il suo funzionamento, sono sintetizzati a partire da amminoacidi essenziali derivabili, come noto, esclusivamente dalla dieta..

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Da qui si capisce come la capacità dell’intestino di assorbirli da ciò che si mangia è fondamentale per il corretto funzionamento cerebrale.

Un’alterazione della flora intestinale, la cosiddetta disbiosi intestinale, li distrugge prima dell’assorbimento riducendo così la possibilità di essere captati nel cervello e quindi di essere trasformarti in neurotrasmettitori.

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Ecco dunque che un malfunzionamento intestinale può tranquillamente modulare stati ansiogeni, depressivi, di irritabilità e dolorosità. Il mantenere il cervello in condizioni di scarse capacità riparative fa si che emergano sintomi diversi a seconda delle diverse vulnerabilità individuali .

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Dato che l’architettura cerebrale si trasmette geneticamente avremo una predisposizione genetica alle patologie, ad esempio genitori cefalgici avranno figli cefalgici, così i depressi o gli epilettici, ma questo solo se mettiamo in condizioni critiche il cervello.

Se manteniamo elevata la capacità autoriparativa del cervello non avremo sintomi nonostante la predisposizione genetica. ”

Dott. Poalo Paolo Mainardi

La laringe

Malattia linguaggio dell’AnimA

La voce – barometro dello stato d’animo
Tutti gli uomini attribuiscono un significato ai toni della voce, attraverso cui interpretano funzioni e sintomi. In questo campo è quindi facile ricavare delle interpretazioni.

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La voce diventa un sintomo quando non si adatta alla struttura corporea della persona. Rivela chiaramente quando qualcosa non è in armonia con il resto dell’organismo e per questo è più sincera delle parole che suo tramite ci giungono all’orecchio.

Una voce bassa e esile in un corpo grosso e robusto colpisce tanto quanto una voce profonda e sonora in un corpo sottile e minuto. Mentre il primo caso si manifesta di frequente, il secondo è invece piuttosto raro, dato che un fisico gracile non dispone in genere di una cassa di risonanza sufficientemente ampia da permettere alla voce profondità e volume.

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È però possibile non utilizzare l’intera cassa toracica e lasciar vibrare la propria voce in una cornice di dimensioni ridotte.

Una voce pigolante, che infastidisce se proviene da un corpo imponente, ci rivela che il soggetto in questione non ha fiducia nelle proprie capacità, che del resto neanche utilizza: non permette al suo organo di vibrare insieme al suo fisico.

La paura della propria forza e dei suoi effetti è in questo caso naturale quanto la distanza della voce dal corpo: l’atteggiamento interiore è, in contrasto con l’aspetto esteriore, timoroso e privo di fiducia in se stesso.

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Una voce tremula è indice di paura, ma può in certi momenti vibrare di commozione interiore. Simile a questa è la voce atona che appartiene alle persone mogie, le quali troppo presto sono state umiliate e non sono riuscite a sviluppare la propria forza e a esprimersi con maggiore vigore.

La voce rauca è dovuta a corde vocali irritate e a un non confessato stato d’animo altrettanto agitato. Può, ad esempio, indicare che il soggetto si trova costantemente prossimo a urlare, senza però riuscire a farlo veramente dal profondo del cuore. La voce sembra sovraffaticata, o perché ha gridato, anche se non in modo completo, o perché l’urlo deve essere continuamente represso.


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La raucedine indica che la voce proviene dalla zona della testa e del collo, certamente non dallo stomaco o dal cuore, il che significa che l’individuo non sostiene le sue affermazioni con tutto se stesso. Nell’attrito, traspaiono contemporaneamente l’impulso a parlare e la resistenza a farlo.

Chi ad esempio non rinuncia a parlare nonostante sia raffreddato, diviene immediatamente rauco: ha il naso pieno e preferirebbe non sentire, non vedere e non odorare più niente, vorrebbe chiudersi su tutta la linea. La voce rauca tradisce la situazione sovreccitata.

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Una voce calda diviene rauca solo se il soggetto, in particolari circostanze, ha parlato troppo. Senza la cassa di risonanza nel corpo c’è da chiedersi se la voce riesca a trovare risonanza presso gli ascoltatori. Più rauca e gracchiante è, meno credibile risulta.

La raucedine può arrivare fino alla perdita della voce (afonia), un sintomo che si riscontra nella maggior parte delle malattie della laringe, dall’infiammazione, alla paralisi e al tumore. Non avere più voce significa, anche in politica, non avere più diritto (di voto).


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Una voce messa a tacere rivela una inconfessata situazione di privazione delle proprie forze e dei propri diritti. Superficialmente può essere provocata da una strettoia fisica, ad esempio del gozzo, dietro però si nasconde certamente un blocco psicologico.

Gli insegnanti e i cantanti soffrono spesso di raucedine e segnalano con ciò da un lato l’eccessivo impegno vocale, dall’altro l’impossibilità di utilizzare appieno la voce. Spesso si arriva al punto in cui i problemi psicologici irrisolti depongono piccoli noduli sulle corde vocali cosicché queste non riescono più a flettersi nel modo giusto.

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Che un’operazione chirurgica non possa risolvere il problema, lo dimostrano i cantanti che ricorrono spesso ad interventi di questo tipo senza riuscire a risolvere il problema delle loro corde vocali e della loro voce insoddisfacente.

Pazientemente e con continuità, l’organismo ha incorporato i nodi dei problemi, posizionandoli quasi tutti nello stesso luogo. Se il nodo fosse collocato altrove, la voce potrebbe risuonare più forte e in modo più pieno, poiché vibrerebbe sfruttando tutte le sue possibilità.


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Spesso sono gli esercizi di respirazione che permettono ai nodi di sciogliersi e consentono al soggetto di esprimersi pienamente. Attraverso la corrente del respiro, considerato «sfogo dell’anima», si può riuscire a mettere in moto gli autentici stati d’animo.

Il compito, in caso di raucedine, consiste nel parlare a bassa voce e nell’imparare a tacere: quello che sul piano fisico porta ad aver cura di se stessi e al riposo, sul piano dell’anima spinge a scendere in profondità: tale comportamento diventa necessario quando ciò che diciamo ha bisogno del sostegno di tutta la personalità e di tutto il corpo. Solo allora la voce riesce ad adempiere alle sue funzioni.

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Chi parla con una voce scialba e confusa, avrà grandi difficoltà nel farsi capire.
Quando gli interlocutori non lo comprendono, si chiedono se questa persona vuole essere effettivamente capita e se crede in ciò che dice. I pensieri che esprime in modo così confuso gli sono effettivamente chiari?

Una voce scialba, che confonde parole, indica pensieri altrettanto confusi.


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Chi parla annaspa e ha paura di concludere: ciò che dice potrebbe risultare slavato e non convincente. Evidentemente non vuole apparire troppo risoluto nelle sue posizioni: i suoi punti di vista infatti non sono definitivi e certamente non sufficientemente chiari per essere annunciati con voce limpida e decisa.

Una tendenza analoga è indicata dalla voce insicura e bloccata. Ad ogni parola appena bisbigliata, chi parla, oltre a ciò che sussurra, sembra voler dire: «Per favore, non farmi del male, io non voglio farti niente». La sua enfatizzata mitezza fa sì che la sua autenticità venga subito messa in discussione e fa nascere il sospetto che sotto la pelle della pecora si nasconda in realtà un lupo.

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Lo stesso si può dire delle voci piagnucolose o lamentose, prive di energia. Nel caso in cui dietro alle parole ci sia effettivamente forza, bloccata però dalla paura, lo si avverte dal tono compresso, o da un’intonazione particolare del mormorio stesso.

Chi parla senza espressione e senza forza, cerca di sfuggire, con la mitezza, alla paura della forza e dell’espressività: il suo compito consisterà nell’imparare appunto la mitezza. Dovrà imparare a riconoscere la non autenticità della propria mitezza poiché una persona dal contegno sottomesso è pur sempre una persona. I toni bassi sono il suo compito e insieme la sua possibilità di ritrovarsi.

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Soltanto allora parlare a voce più alta diverrà per lui un’opportunità, altrimenti rimarrà sempre un lupo nella pelle di un agnello. Se però lungo il percorso si accorgerà di essere ricoperto completamente dalla pelle di pecora, scoprirà di nascondere in sé ben altre cose.

Finché continuerà a far la pecora, correrà continuamente il pericolo che tutta la sua mitezza resti per sempre nascosta dentro di lui. Se invece scoprirà e accetterà l’altra sua componente, la sua natura di lupo, la mitezza forzata diverrà sicurezza autentica, che potrà esprimersi sia con un dolce mormorio che con un energico ruggito.

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Una voce che risuona sempre alta e minacciosa è certamente sinto¬matica. Spesso annuncia le regole più rigide o addirittura le sottoscrive. I dispensatori di buon umore, che fanno rimbombare le mura col loro tono forte quanto il rombo di un cannone, a lungo andare infastidiscono il prossimo e in fin dei conti mettono se stessi di cattivo umore.

Lo stato d’animo è qualcosa che riguarda la sensibilità reciproca: per esprimersi armonicamente è necessario che ci sia accordo in ogni momento. Anche i noti allegroni si liberano di qualcosa attraverso il loro modo di fare, che è indubbiamente spassoso e gaio, ma al tempo stesso rumoroso fino a divenire molesto.

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Se si lasciassero andare completamente e profondamente almeno una volta alla gioia e al divertimento, potrebbero liberarsi e si aprirebbero a nuovi stati d’animo in nuove situazioni.

La voce sibilante maschera una personalità simile a quella di un serpente e include tutta la profonda simbologia collegata a questo rettile fin da epoca biblica. Non soltanto la falsità della lingua biforcuta, ma anche la seduzione ha in questo caso notevole rilevanza. Bisbigliare qualcosa a qualcuno ha in sé un brivido di pericolosità e di congiura. Il polo opposto è rappresentato dalle parole schiette pronunciate con chiarezza.


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La seduzione si avverte, o per meglio dire fa attrito, anche nella voce scellerata, la quale suggerisce che il suo possessore ha vissuto e amato fino all’eccesso. I fumatori, che affumicano costantemente la loro laringe, possono sempre ricorrere a questo significativo tono di voce.

Una voce roca indica che le cose non passano facilmente attraverso le labbra, ma incontrano una certa resistenza. Se la voce è rauca come se facesse attrito, rende percepibile un certo sforzo. La soluzione viene dal riconoscere veramente le resistenze interiori.

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Chi ha una voce stridula costringe gli altri a prestare attenzione alle proprie parole, attenzione che altrimenti non riuscirebbe a ottenere con ciò che dice. Il tamburino del romanzo di Gunter Grass, Il tamburo di lotta, rappresenta il prototipo di questo tipo di voce. Quando non riusciva ad ottenere ciò che desiderava col suo tamburo marziale, la sua voce stridula faceva tintinnare i vetri.

Una voce strozzata rappresenta tutto quello che l’individuo soffoca dentro di sé: le lacrime represse, rabbia, ira. La voce afflitta è in ultima analisi sempre espressione di una sofferenza interiore.


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Il fatto di sputacchiare mentre si parla è più un problema di espressione che di voce. Sebbene innocuo, a causa della sua simbologia invisibile, il sintomo è molto sgradevole. Qui ci troviamo di fronte all’esternazione della propria aggressività: si sputa in faccia agli altri ciò che non si riesce a presentare tranquillamente.

Dietro a ciò si nasconde il tentativo di esprimersi in modo particolarmente accurato. Invece di ricorrere a questo modo infantile di esprimersi, il soggetto non potrebbe provare a parlare con la necessaria precisione e pregnanza?

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Per essere in armonia con la propria voce, è assolutamente indispensabile vibrare in modo equilibrato a livello di sentimenti e lasciare che il mondo interiore si esprima attraverso le parole. Solo così c’è la possibilità di divenire armonicamente liberi e aperti a tutti gli stati d’animo.

Domande
1. La mia voce è in armonia? (Con il mio aspetto? il mio lavoro? la mia posizione sociale? i miei scopi?)
2. La mia voce emerge o si nasconde? Corrisponde alla mia vera esigenza di vita?
3. Posso fidarmi della mia voce e parlare liberamente? Riesco a farla arrivare al mio interlocutore?
4. Riesco, anche se contrastato, ad esprimermi liberamente?
5. Quale sentimento di base è espresso dalla mia voce? Corrisponde alla mia armonia spirituale?
6. Resto legato a certi stati d’animo o sono aperto alle esigenze del momento?
7. Cosa porta la mia voce come messaggio, oltre al contenuto delle parole?

(Dott. Rudiger Dahlke)

Microflora intestinale e sistema immunitario

La disbiosi è correlata a infiammazione intestinale, malattie autoimmuni, allergia e cancro

Per comprendere fino a che punto l’equilibrio della microflora intestinale può incidere sulle condizioni di salute e di malattia dell’essere umano, riporto qui alcune righe della traduzione del riassunto (abstract) dell’articolo The gut microbiota shapes intestinal immune responses during health and disease (“Il microbiota intestinale modula le risposte immunitarie durante la salute e la malattia”) .

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L’errata regolazione immunologica è la causa di molte malattie umane non infettive quali autoimmunità, allergia e cancro. Il tratto gastrointestinale è il sito primario di interazione tra il sistema immunitario dell’ospite [l’essere umano N.d.T.] ed i microrganismi, sia quelli simbiotici che quelli patogeni.

In questa rassegna discutiamo le scoperte che indicano che gli aspetti dello sviluppo del sistema immunitario adattivo sono influenzati dalla colonizzazione batterica dell’intestino. (…)

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Infine presentiamo prove recentemente scoperte che sostanziano l’ipotesi che gli squilibri nel microbiota batterico causano un’errata regolazione delle cellule adattive del sistema immunitario, e questo può sottostare a disordini quali le infiammazioni dell’intestino.

Ciò porta a considerare la possibilità che il sistema immunitario dei mammiferi, che sembra essere stato creato per controllare i microrganismi, sia in realtà controllato dai microrganismi.

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Sul rapporto tra disbiosi e malattie autoimmuni, vedi anche l’articolo Alterations in intestinal microbial flora and human disease (“Alterazioni nella flora microbica intestinale e malattie umane”) , nel quale si afferma che lo squilibro del microbiota intestinale porta ad aumento della permeabilità intestinale e attivazione del sistema immunitario (ovvero predisposizione ad allergie, intolleranze, malattie autoimmuni).

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Lo stesso viene affermato nell’articolo The role of gut microbiota in immune homeostasis and autoimmunity (“Il ruolo del microbiota nell’omeostasi immunitaria e nell’autoimmunità”) nonché nell’articolo Does the microbiota play a role in the pathogenesis of autoimmune diseases? (“Il microbiota gioca un ruolo nella patogenesi delle malattie autoimmuni?”) .

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Nell’abstract di quest’ultimo si legge che col procedure della ricerca si accumulano sempre più prove del ruolo causativo della disbiosi intestinale rispetto ad alcune malattie autoimmuni, per esempio “diabete di Tipo 1, celiachia e artrite reumatoide”.
Altre informazioni più particolareggiate sul rapporto tra disbiosi e cancro verrano fornite più vanti nel capitolo relativo.

Pubblicato su World Journal of Gastroenterology v.11(18); 2005 May 14, autori Tursi A, Brandimarte G, Giorgetti GM, Elisei W;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4305914/
Pubblicato su World Journal of Gastroenterology 2010 Jun 28; 16(24): 2978–2990, autori Bures J, Cyrany J, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2890937/
Pubblicato su Nature Reviews Immunology 9, 313-323 (Maggio 2009), autori June L. Round e Sarkis K. Mazmanian, del dipartimento di biologia del Caltech (Istituto californiano di tecnologia);http://www.nature.com/nri/journal/v9/n5/abs/nri2515.html.
Pubblicato su Current opinion in gastroenterology, autori Othman M, Agüero R, Lin H C.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18043226.
Pubblicato su Gut Microbes. 2012 Jan 1; 3(1): 4–14, autori Hsin-Jung Wu, Eric Wu; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3337124/.
Pubblicato su Gut 2005 Feb;64(2):332-41. doi: 10.1136; autori McLean M H, Dieguez D Jr, Miller L M, Young H A;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25416067.

La guarigione viene dalla comprensione

Così come l’amore non è quello che senti

ma è una decisione della mente di prendersi cura di qualcuno o di qualcosa, in cui l’inconscio si riconosce.

Romanticismo, Amanti, Felice, Uomo, Donna, Amore, Due

Ci si innamora quando non ha importanza quello che tu provi nel cuore.

Quello che è importante è ciò che decidi e senti TU

Coppia, Amore, Insieme, Donna, Giovane, Uomo

è come il Medico che non può curare nessuno, se non ha compreso le sue dinamiche che a specchio vede nei malati, a loro volta non guariscono.
un Bravo Terapeuta non ti Guarisce ma ti dice come Guarire.
Luna, Coppia, Blu, Amore, Innamorato, San Valentino
Così come Tu non puoi innamorarti e disinnamorarti;
non puoi delegare la tua Vita nelle mani di qualcun altro,
tu devi prenderti cura di te stesso.
Se non mi credi, o non ti riconosci in ciò che Sei veramente .. osserva la Creazione
osserva la Madre Terra che ci continua a dare Vita nonostante ciò che gli facciamo.
Analisi, Biochimica, Biologo, Biologia, Biotecnologie

Non confondere l’amore con la passione e il desiderio

Il desiderio nasce da una separazione interiore.
il Piacere da una Consapevolezza acquisita interiormente.
Questo è il tempo di prendersi cura di Sè
divenire Responsabili e Acquisire Consapevolezza di ciò che sei veramente
Olio Cosmetico, L'Olio Essenziale Di, Cosmetologia
(Francesco Ciani)

Colite ulcerosa

Appendicite, Diverticolite e Morbo di Crohn

Chi conosce i già citati libri La Sindrome Psico-Intestinale (scritto dalla dottoressa Campbell-McBride), Intestino sano con la dieta dei carboidrati specifici (scritto dalla biologa Elaine Gotschall) , ed il libro The management of celiac disease (“La gestione della celiachia” scritto dai coniugi Sidney Valentine Haas e Merrill Patterson Haas), dovrebbe avere pochi dubbi sul fatto che colite e appendicite siano correlate alla disbiosi intestinale.

Pizza, Cassette, Soda, Pop, Bevande, Sprite, Coca Cola

Ad ogni modo ecco alcune ulteriori informazioni desunte da alcune ricerche recenti, reperibili sul sito pubmed (database governativo statunitense che raccoglie moltissime ricerche scientifiche in ambito medico e biologico).

Iniziamo con Dysbiosis of the faecal microflora in patients with Crohn’s disease and their unaffected relatives (“La disbiosi della microflora fecale nei malati di morbo di Crohn e nei loro parenti sani”) , nel quale si evidenzia una differenza tra la microflora intestinale di chi soffre di tale malattia e quella dei soggetti sani.

Coca Cola, Bevanda Fredda, Soft Drink, Soda

Consideriamo quindi l’articolo Intestinal dysbiosis in inflammatory bowel disease (“Disbiosi intestinale nei disturbi infiammatori dell’intestino” – dove per tali disturbi si intendono per l’appunto morbo di Crohn e colite ulcerosa) , nel cui abstract leggiamo che:

Abbondante letteratura suggerisce che uno squilibrio tra batteri nocivi e batteri benefici dell’intestino, ovvero disbiosi, è largamente responsabile per l’aumento dell’incidenza dei disturbi infiammatori dell’intestino.

Koli Batteri, Escherichia Coli, Batteri, Malattia

In questo studio vengono presentati i dati che supportano la tesi della disbiosi come causa di disturbi infiammatori dell’intestino.

Molto interessante è anche la riflessione sul fatto che negli Stati Uniti si fa molta meno ricerca sulla disbiosi e sulla composizione del microbiota rispetto a quello che succede in Europa, fino ad ammettere che:

Il trend in aumento del consumo di antibiotici negli Stati Uniti fornisce ulteriore prova della mancanza di preoccupazione per l’effetto della disbiosi sulla salute umana.

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Per comprendere se davvero la disbiosi è una causa piuttosto che un effetto del quadro sintomatologico della colite ulcerosa basta consultare l’articolo VSL#3 probiotic-mixture induces remission in patients with active ulcerative colitis

(“La miscela di probiotici VSL 3 induce remissione in pazienti con colite ulcerosa attiva”) che tratta della somministrazione per sei settimane di un particolare insieme di probiotici NutriZym, NutriFlor, NutriCol, a pazienti sofferenti di colite ulcerosa attiva (di intensità da media a moderata), come i rimedi ECN, KlamExtra

Agar, Terreno Fertile, Rosso, Cellule Del Sangue

Il risultato è stata la remissione (guarigione, almeno temporanea) nel 53% dei casi, il miglioramento nel 24%, nessuna variazione nel 9%, peggioramento nel 9% e mancanza di dati nel restante 5%. Come i Probiotici Umani OX-M fermentati 3 anni su base di acidi grassi a corta catena frutta e verdura fermentata <3 .

Le biopsie hanno mostrato che alcuni ceppi di probiotici somministrati si erano impiantati nella mucosa di alcuni soggetti guariti.

Cocktail, Bevande, Liquore, Barista, Bar, Alcool

Per quanto riguarda il 9% dei pazienti peggiorati bisognerebbe forse avere dati più significativi riguardanti l’effetto a lungo termine, dal momento che una reazione di Herxheimer (vedi il articolo relativo)

Batteri, Malattia, Escherichia Coli, Agenti Patogeni

potrebbe spiegare il temporaneo acutizzarsi del disturbo (se così fosse dopo qualche tempo la situazione alla lunga potrebbe addirittura essere migliorata), ma è pur vero che ci sono dei casi particolari (forse alcune forme di “proliferazione batterica nel piccolo intestino” e/o persone che soffrono di qualche focus dentale che complica la situazione) nei quali i soggetti disbiotici non riescono a tollerare i probiotici e rispondono solo ad una dieta dei carboidrati specifici (SCD).

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Alcuni tollerano solo i cibi fermentati come i crauti, altri nemmeno quelli, mentre alcuni riescono a tollerare solo la somministrazione di probitici “morti”, ovvero fermenti lattici o cibi fermentati fatti cuocere; per quanto possa sembrare strano, anche così i probiotici esplicano una funzione positiva. Ad ogni modo un risultato positivo nel 90% circa dei pazienti è decisamente significativo.

È importante notare a questo punto che i farmaci spesso utilizzati per dare sollievo ai sintomi di queste patologie sono farmaci che squilibrano il microbiota intestinale e rendono l’organismo suscettibile ad infezioni opportunistiche.

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Ce lo conferma l’articolo Opportunistic infections due to inflammatory bowel disease therapy (“Infezioni opportunistiche dovute alla terapia dei disturbi infiammatori dell’intestino”) .

Tra le infezioni opportunistiche (che ricordo, sono infezioni che avvengono quando qualcosa deprime il sistema immunitario) segnalate in questo articolo troviamo infezioni da herpes, papillomavirus, influenza, tuberculosi, nocardiosi, infezioni da Clostridium difficile, da pneumococco, da funghi e lieviti (per esempio Aspergillus e Candida) e vermi parassiti (come lo Strongyloides stercoralis).

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Altro articolo significativo è Acute appendicitis is characterised by local invasion with Fusobacterium nucleatum/necrophorum (“L’appendicite acuta è caratterizzata dall’invasione locale di Fusobacterium nucleatum/necrophorum”) ;

in tale articolo come mostra già il titolo, si evidenzia come l’attacco di appendicite acuta sia caratterizzato (nella maggior parte dei casi) da un’invasione di questi batteri patogeni nell’appendice.

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Ma come possono questi batteri superare le normali difese dell’organismo e causare un tale danno?

Nell’organismo sano i batteri patogeni presenti nell’apparato digerente vengono tenuti a bada dai batteri simbionti, i “batteri amici” che ci aiutano a digerire e assimilare il cibo, che producono vitamine a noi utili, e la cui presenza impedisce ai germi cattivi di attecchire.

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Solo uno squilibrio della flora intestinale (disbiosi), che spesso si accompagna ad una proliferazione incontrollata della Candida, può indebolire le difese nel nostro intestino e far sì che i Fusobatteri infettino l’appendice.

Di quanto appena detto troviamo conferma nell’articolo Gut microbiota: next frontier in understanding human health and development of biotherapeutics (“Il microbiota dell’intestino: la prossima frontiera nella comprensione della salute umana e nello sviluppo di terapie biomediche”) ,

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nel quale si fa cenno a casi di colite causate da batteri patogeni che riescono a infettare il colon quando c’è una condizione di squilibrio della microflora dell’intestino.

Dei seguenti due articoli purtroppo non sono disponibili on line gli abstract ma solo i titoli, che tuttavia sono indicativi:

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Local appendiceal dysbiosis: the missing link between the appendix and ulcerative colitis? (“Disbiosi locale dell’appendice; l’anello mancante tra l’appendice e la colite ulcerosa?”) . Gut microbiota: Diet promotes dysbiosis and colitis in susceptible hosts (“Microbiota dell’intestino: la dieta promuove disbiosi e colite in pazienti suscettibili”) .

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Anche l’articolo Phylogenetic analysis of dysbiosis in ulcerative colitis during remission (“Analisi filogenetica della disbiosi nella colite ulcerosa durante la remissione”) testimonia l’alterazione della microflora intestinale (ovvero la disbiosi) dei pazienti che soffrono di colite ulcerosa.

L’articolo Enteric microbiota leads to new therapeutic strategies for ulcerative colitis (“Il microbiota enterico porta a nuove strategie terapeutiche per la colite ulcerosa”) partendo dalla constatazione della presenza di una disbiosi associata alla colite, suggerisce nuove strategie di cura basate su integrazione di probiotici, assunzione di prebiotici e trapianto di microbiota fecale .

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Per quanto basato su uno studio su cavie, e quindi non troppo affidabile, cito anche l’articolo The murine appendiceal microbiome is altered in spontaneous colitis and its pathological progression (“Il microbioma dell’appendice dei topi è alterato nella colite spontanea e nella sua progressione patologica”) che rivela la medesima associazione tra disbiosi e colite.

Dulcis in fundo abbiamo l’articolo Dysbiosis in inflammatory bowel disease (Disbiosi nelle malattie infiammatorie croniche intestinali – denominazione che comprende morbo di Crohn, colite ulcerosa ed altre malattie simili) .

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Una ricerca del 2016 ha fatto ulteriore luce su una delle possibili cause del morbo di Crohn. Si tratta di Bacteriome and Mycobiome Interactions Underscore Microbial Dysbiosis in Familial Crohn’s Disease .

In tale ricerca i malati di morbo di Crohn non solo risultano soffrire di disbiosi, con carenza di batteri simbionti (i “batteri amici”) ma che presentano una proliferazione notevole di tre patogeni, un fungo (Candida tropicalis) e due batteri (Serratia marcescens ed Escherichia coli) presenti soprattutto in una particolare aggregazione simbiotica detta “biofilm” nella quale i tre organismi si aggregano e si aiutano l’un l’altro (a danno però dell’organismo umano).

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Ma non è ancora finita, giacchè molti pazienti col morbo di Crohn risultano infetti da Mycobacterium avium paratuberculosis (MAP) , un batterio molto particolare, difficile da individuare con test di laboratorio (la sua coltura non è per niente facile) che si può trasmettere per mezzo della carne e soprattutto del latte dei bovini infetti, anche perchè non viene distrutto dal processo della pastorizzazione.

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In realtà ci sono molte altre malattie descritte in questo libro che potrebbero essere concausate da tale Micobatterio, e vi consiglio di leggere i pregevoli articoli che Giancarlo Luzzi ha scritto sulla questione. In particolare gli autori dell’articolo Causation of Crohn’s disease by Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis riferiscono che farmaci particolarmente attivi contro il micobatterio come rifabutina e claritromcina possono portare un profondo miglioramento e, in pochi casi, ad un-apparente eradicazione della malattia.

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Riguardo all’appendice c’è da segnalare che di recente alcuni scienziati del Duke University Medical Centre (Carolina del Nord), hanno ipotizzato che essa sia una sorta di contenitore di microfolora intestinale di riserva, utile a ripopolare l’intestino in caso di diarrea o altre malattie come il colera, che depauperano l’intestino dei suoi batteri simbionti;

se questo fosse vero, avremmo un motivo in più per cercare di riequilibrare la microflora intestinale in caso di occorrenza di un’infiammazione all’appendice ed evitarne (finché possibile) la rimozione chirurgica.

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Per lungo tempo la scienza medica ha considerato l’appendice un organo inutile, e 30/40 anni fa la rimozione di tonsille ed appendice veniva eseguita di routine al minimo segno di infezione/infiammazione dei due organi; secondo la medicina olistica invece anche l’appendice fa parte del sistema immunitario, e la rimozione delle tonsille sovraccarica il sistema immunitario rischiando di causare anche un’infiammazione all’appendice.

Medico, Medicina, Salute, Stetoscope

Dal sito dell’ABC riporto queste informazioni tratte dall’articolo Scientists discover true function of appendix organ (“Scienziati scoprono la vera funzione dell’appendice”) .
Essa fungerebbe da riparo per i batteri benefici, che possono essere utilizzati in maniera efficace per ripristinare la flora microbica intestinale in seguito ad un episodio di dissenteria o di colera (…)

Ma il professor Bill Parker afferma che questo non vuol dire che dobbiamo tenerci stretta le nostra appendice ad ogni costo.

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Nicholas Vardaxis, professore associato del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università RMIT afferma che la teoria degli scienziati della Duke University è sensata e precisa che secondo lui gli esseri più evoluti nel regno animale sono onnivori, e che questa dieta porta ad una minore necessità dell’appendice

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Per quanto riguarda la diverticolite innanzitutto ricordiamo che il libro Intestino sano con la dieta dei carboidrati specifici di E. Gotschall (Macro Edizioni) include la diverticolite tra le patologie che possono essere risolte da questo tipo di dieta paleolitica; siccome tale dieta mira ad affamare patogeni e parassiti, risulta evidente il ruolo della disbiosi intestinale, e possibilmente anche della parassitosi.

Bibliografia: 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

ECN

Epilessia

Epilessia cittadini di frontiera tra i mondi

L’epilessia si manifesta attraverso quegli attacchi spaventosi che ben conosciamo. La parola «attacco» indica che un individuo è aggredito da qualcosa, qualcosa di estraneo che viene dal di fuori. In diverse culture, ad esempio quella indiana, questa malattia è interpretata come una manifestazione del divino che da un’altra dimensione irrompe negli individui. 

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Gli indiani ritengono che entità spirituali sconosciute entrino nelle persone colpite: considerano la crisi come una lotta tra due demoni per un unico corpo. Anche la nostra medicina più antica utilizzava per l’epilessia il nome di Morbus sacer, cioè malattia sacra.

I fenomeni di possessione sono noti anche da noi, ma neppure la psichiatria, che dovrebbe conoscerli, se ne vuole occupare. La possessione, e soprattutto l’esistenza degli spiriti, si adatta così poco alla nostra visione del mondo, che preferiamo far passare questi eventi sotto silenzio. Ignorare i problemi, però, non influisce sulla loro esistenza.

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura

Nei casi non così rari di epilessia, in cui si dovrebbe parlare di possessione, ci si trova comunque di fronte a un problema psichiatrico, che dovrebbe essere affrontato al pari di ogni altra malattia di questo tipo, cioè con metodologie fondamentalmente diverse.

La classica grande crisi epilettica viene definita dalla medicina grand mal, termine francese che significa «grande male» o «grande malattia». Ad essa contrappone il petit mal, o «piccolo male», cioè la crisi che si manifesta senza convulsioni e in cui il soggetto perde conoscenza per un breve periodo. In entrambe le denominazioni è presente l’idea che l’attacco sia frutto di qualcosa di cattivo, che può provenire tanto da fuori quanto da dentro.

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I fenomeni che si manifestano a livello fisico vanno interpretati come tutti gli altri sintomi; in questo caso però ci si ritrova continuamente con¬frontati con la malattia psichiatrica. Tra tutti i tipi di epilessia la manifestazione più importante è costituita dalla perdita della conoscenza. I pazienti se ne vanno, sono realmente assenti.

La loro coscienza abbandona il corpo, esce da questa realtà per entrare in un’altra nella quale non sanno orientarsi e di cui, in generale, non riescono a riportare alcun ricordo. Anche la loro sofferenza si distingue dai problemi puramente fisici, poiché nei momenti decisivi loro sono assenti.

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Se l’attacco viene considerato da un punto di vista fisico, esso ci appare come una specie di terremoto. Dopo una breve aura59, che si manifesta di quando in quando e che annuncia ai malati l’avvicinarsi del minaccioso avvenimento, questi cadono a terra svenuti. La pressione del sangue precipita e la respirazione è all’inizio quasi inesistente.

Talvolta all’inizio i pazienti lanciano un grido. Subito dopo arrivano le convulsioni, la bava fuoriesce spesso dalla bocca e i malati possono arrivare a mordersi la lingua, urinare e defecare. Si cerca allora di proteggerli dai loro stessi morsi mettendo loro un pezzo di gomma tra i denti affinché non si lacerino lingua e labbra. Le pupille sono dilatate e prive di reazione, fisse come quelle di un morto.

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I presenti hanno la precisa sensazione che i malati siano arrivati alle ultime contrazioni. Dopo alcuni minuti di questa spasmodica battaglia, la loro energia è esaurita, le convulsioni cessano e i pazienti cadono in un sonno profondo, detto terminale, dal quale si risvegliano indeboliti, stanchi e spesso con emicranie. 

Tra gli attacchi epilettici di minore entità c’è una serie di crisi parziali, caratterizzate da un senso di stordimento di tipo onirico e da deliri. Si può arrivare a immaginazioni false, alla perdita dell’orientamento, a uno stato di eccitazione fisica e addirittura ad azioni violente. La malattia si può manifestare inoltre attraverso stati depressivi, di esaltazione, mania suicida, fino a manifestazioni strane, come la smania di fuggire o una inarrestabile loquacità.

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Per interpretare i singoli sintomi, vorrei prendere in considerazione un avvenimento che appartiene al macrocosmo e che, nella sua simbologia, corrisponde da diversi punti di vista all’attacco grand mal: il terremoto. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a forze enormi che si scaricano in un movimento di tipo regressivo.

La terra trema finché le tensioni più potenti non siano esaurite, per arrivare, poi, dopo scosse di minore entità, allo stato di quiete. La meccanica dei fatti e la distruzione che ne segue sono talmente simili, che si potrebbe pensare che la terra abbia subito un attacco epilettico. Sarebbe anche possibile chiamare entrambi con lo stesso nome, poiché ogni terremoto è certamente una grande disgrazia agli occhi di chi ne è colpito.

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Ci dobbiamo però chiedere se questo sia vero anche agli occhi della terra, specie considerando le origini del terremoto. I movimenti tellurici colpiscono le zone sismiche della superficie terrestre e sono causate dal fatto che due falde opposte scivolano l’una accanto all’altra.

Poiché i loro margini non sono omogenei, si arriva a una situazione di forte instabilità. Se l’arco è troppo teso, tutte le tensioni che si sono accumulate per decenni si scaricano attraverso sommovimenti di tutti i tipi.

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San Francisco, che si trova precisamente sulla faglia di Sant’Andrea, è paragonabile a un malato di epilessia in attesa del prossimo attacco. I sismologi non erano rimasti soddisfatti dal terremoto del 1990, che era sembrato loro troppo debole per bilanciare le enormi tensioni accumulate dall’ultimo grande sisma.

I ricercatori hanno dichiarato nelle loro argomentazioni che la terra necessita di tali movimenti per liberarsi delle proprie tensioni interiori. Allo stesso modo anche i pazienti hanno bisogno di scaricarsi: l’epilessia non costituisce affatto un’eccezione, anche se provoca danni terribili al sistema nervoso.

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Una terapia che determina l’insorgere di sintomi analoghi a quelli della crisi epilettica sarebbe l’elettroshock. Con questo metodo, la psichiatria del tempo passato cercava, attraverso forti scariche di corrente somministrate sotto narcosi, di ottenere miglioramenti nei pazienti psichiatrici.

Il tutto assomigliava a un esorcismo celebrato per espellere Belzebù. L’esperienza mostrava, però, che gli spiriti cattivi talvolta si allontanavano soltanto per breve tempo. Esternamente l’elettroshock appare come un attacco epilettico creato artificialmente, oppure si può anche dire che un attacco epilettico è un elettroshock naturale.

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Di fatto, l’attacco grand mal è un fenomeno elettrico, determinato da una scarica eccessiva, improvvisa e rapida dei neuroni cerebrali, con la quale l’attività elettrica del cervello viene messa a tacere. Contemporaneamente anche la coscienza del paziente viene spenta da una potenza superiore.

Si pone allora la seguente domanda: da chi e a quale scopo?

La risposta più profonda non può essere desunta dai sintomi fisici, poiché la causa essenziale riguarda la coscienza: noi però conosciamo ben poco di ciò che avviene a quel livello, inaccessibile alla coscienza vigile.

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I sintomi esteriormente visibili ci consentono tuttavia di accedere alle condizioni che fanno da cornice alla malattia e al compito insito in esse. L’aura, cioè il segno premonitore della crisi, insegna ai pazienti a prestare molta attenzione agli indizi, soprattutto a quelli che provengono da un’altra sfera. Spinti dal bisogno, i malati imparano a valutare il significato imminente di tali segnali, anche se non possono né capirli né spiegarli.

La crisi, caratterizzata da episodi convulsivi, è la rappresentazione di una lotta.

In ogni battaglia si contrappongono sempre almeno due partiti rivali. Come nel terremoto entrano in collisione due faglie, nelle persone colpite da epilessia sembrano scontrarsi due mondi opposti. Gli spasmi sono espressione del loro attrito. La coscienza lotta contro un altro piano inconsapevole e soccombe molto rapidamente.

Ponte, D'Oro, Luce, Mistica, Drammatico, Boschi

Il fatto che gli indiani accettino l’idea dell’intrusione di una realtà spirituale nella vita quotidiana è ammissibile quanto la possibilità che nella nostra esistenza possa irrompere un altro mondo spirituale. In ogni caso, il compito sembra essere quello di concedersi alla lotta tra i due mondi e di essere preparati ad affrontarla non appena i segni, anche quelli più irrilevanti provenienti dall’altra realtà, ci esortano a farlo.

Se il contatto con l’altra parte, che la malattia impone a forza, si verificasse liberamente, il corpo ne risulterebbe alleggerito.

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L’attacco epilettico evidenzia la tensione che i pazienti hanno accumulato dentro di sé: hanno la bava alla bocca, fatto che proverbialmente dimostra quale è la loro reale situazione. Se sbavano dalla rabbia o a causa di un qualsiasi altro tipo di energia, significa che qualcosa, che per molto tempo è rimasto bloccato dentro di loro, vuole uscire.

Nasce a questo punto l’ovvio sospetto che essi abbiano finora vissuto da bravi borghesi, trattenendo la loro bava. Per questo la crisi, che consente loro di scaricarsi fino in fondo, è anche, rilassante. Oliver Sacks descrive gli attacchi epilettici come qualcosa che «avanza a passi misurati insieme a sensazioni di libertà e di autentico benessere». Nei quadri clinici di cinque pazienti diversi si parla di eruzioni vulcaniche e di draghi che sputano fuoco.

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La tendenza, causata dalla contrazione muscolare, a mordersi la lingua, dimostra il livello di tensione che caratterizza l’inizio dell’attacco: è preferibile staccarsi la lingua con un morso piuttosto che rivelare qualcosa, questa è la situazione a cui gli epilettici rischiano di arrivare.

«Mandar giù un boccone amaro» significa essere impotenti di fronte a qualcosa e permettere che avvenga, «non mollare l’osso» significa non rinunciare a ciò che si desidera, qualunque sia il prezzo da pagare. Gli epilettici rivelano la loro ostinazione trattenendo qualcosa tra i denti: non lasciano trapelare niente dalle labbra eccetto la bava e le grida. Piuttosto che lasciar andare qualcosa preferiscono procurarsi da soli delle ferite.

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Dalla caduta e dal deliquio iniziali traspare la richiesta di liberare energia e di lasciarsi andare. Si tratta di cedere davanti a un’altra forza, con la quale non si può competere con i mezzi abituali.

I pazienti scelgono a livello inconscio il modo in cui cedere (cioè sottomettersi) drasticamente al proprio destino.

La necessità di arrendersi viene rafforzata dagli altri sintomi. La diminuzione della pressione del sangue dimostra che il malato non deve affatto combattere per riportare qualche successo, ma al contrario deve rassegnarsi e affidarsi a forze più potenti.

Yin E Yang, Fuoco, Acqua, Mano, Opposti, Equilibrio

La tematica della liberazione della tensione bloccata si rispecchia in una perdita involontaria di urina. La vescica è l’organo più sensibile a una pressione che risulta eccessiva per noi. Utilizziamo quindi ogni occasione possibile per svignarcela e per scaricare ciò che ci opprime in un posticino tranquillo, dove non temiamo confronti. 

Il quadro dell’attacco presenta, dopo la battaglia iniziale, una liberazione su tutta la linea, completata dall’azione dell’intestino che si lascia andare a un’involontaria defecazione. Gli escrementi provengono direttamente dall’oltre tomba del corpo, da quella terra delle ombre in cui domina Plutone, dio dell’Ade, il regno dei morti.

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Considerato in questi termini, tale sintomo offre l’opportunità di alleggerire sia se stessi che il proprio rapporto con gli inferi almeno per una volta in assoluta sincerità di fronte a tutti senza vergogna. I temi oscuri, qui bloccati, conquistano, durante la crisi, la luce del giorno che altrimenti sarebbe loro negata proprio a causa del loro profondo contenuto simbolico.

In conclusione, è necessario riconoscere anche in questo sintomo l’esigenza di lasciare tutto ciò che è materiale sotto di sé e dietro di sé. In fin dei conti si profila un quadro di mancanza di inibizioni che, crisi epilettica a parte, nella vita del soggetto non avrebbe alcuna possibilità di realizzarsi. Anzi, la scrittura pedantesca di alcuni malati di epilessia rivela un ordine creato dal bisogno di auto-controllo.

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Lo stato iniziale di quiete nella respirazione, la cosiddetta apnea, lascia supporre che Io stato prodotto dalla crisi non sia di questo mondo. La respirazione è l’espressione chiara del nostro legame con la polarità, con il mondo dei contrari. I due poli dell’inspirazione e dell’espirazione ci incatenano ad esso dal primo all’ultimo istante della nostra esistenza.

Con il primo respiro facciamo il nostro ingresso su questa terra, con l’ultimo ne siamo già fuori. Con le recenti ricerche effettuate sulle condizioni al momento del trapasso, è stato dimostrato che quando le persone smettono di respirare, vivono esperienze che concordano tra loro in modo sconcertante, ma che, d’altro canto, non appartengono a questo mondo60.

Lupo, Lupi, Forest, Invernale, Solitudine, Solitario

In seguito a studi fatti su persone in profonda meditazione, è stato possibile stabilire che le esperienze che avvengono al di fuori del corpo, in un nitro mondo spirituale, sono correlate a fasi in cui la respirazione è ferma.

A ciò contribuiscono anche le pupille dilatate e prive di reazione, che si comportano come se l’individuo fosse già morto. Il fatto che siano dilatate, forse a causa della paura e del grido iniziali, può indicare che i pazienti hanno inizialmente, di sfuggita, come in un lampo, l’impressione di un altro piano, che suscita in loro profondo terrore o un incredibile stupore.

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Si grida, in genere, di fronte a qualcosa di orrendo, di repellente, che supera le nostre forze, più raramente di fronte a qualcosa di incantevole. Anche la respirazione può fermarsi in seguito a uno spavento. Un grido di aiuto è tipico di questa situazione, analogamente all’urlo primordiale che può erompere dalle dimensioni più profonde del soggetto.

Il neuropsichiatra Oliver Sacks ricorda che anche Dostoevskij soffriva occasionalmente di aure epilettiche estatiche e cita quanto segue: «Ci sono dei momenti, che durano solo cinque o sei secondi, in cui si sperimenta l’esistenza di un’armonia divina …

Luce Del Sole, Foresta, Modo, Percorso, Serata

La terribile luminosità con la quale essa si manifesta e l’estasi di cui essa riempie l’uomo, sono spaventose. Se questo stato durasse più di cinque secondi, l’anima non lo potrebbe sopportare e dovrebbe fuggire via. In questi cinque secondi ho vissuto un’intera vita umana e sarei pronto ad abbandonare ogni cosa senza pensare di aver pagato troppo per questo … »61

Anche l’elettroencefalogramma sostiene le interpretazioni che vedono nell’attacco l’impatto con qualcosa di immane. L’attività elettrica propria del cervello cessa improvvisamente.

Energia, Al Plasma, Fiamma, Frattale, Luce, Fuoco

I dispositivi di sicurezza fondono e una forza molto più forte prende il sopravvento. Il sistema nervoso dei pazienti non è in grado di sopportare in stato di consapevolezza la forza della nuova corrente. Siamo chiaramente vicini all’interpretazione che gli indiani danno della crisi epilettica, secondo la quale nell’epilessia si manifesta una forza divina.

Anche noi conosciamo queste idee dalla Bibbia, quando gli uomini non sopportano lo sguardo diretto di Dio, e vengono messi in guardia dall’affrontarlo. Come minimo si può constatare che nell’attacco epilettico si produce una forza di gran lunga superiore a quella dei pazienti.

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Né il sistema nervoso né la coscienza sono all’altezza di sopportarla. È come se si verificasse una commutazione improvvisa da una corrente alternata a una industriale. Secondo le esperienze raccolte con la terapia della reincarnazione, con l’epilessia ci si trova soprattutto di fronte all’irruzione di forze oscure e superiori.

Che dopo tutto ciò i pazienti abbiano bisogno di dormire è comprensibile. Quel sonno profondo e ancora quasi incosciente, che non rigenera, ma addirittura stanca, dimostra che le esperienze ad altri livelli devono essere ulteriormente portate avanti, oppure integrate in un processo che consuma le forze, motivo per cui occorre una rigenerazione.

Esplosione, Scoppio, Sfondo, Esplosivo

È ovvio che la testa faccia male dopo la crisi; in definitiva le è stato richiesto di svolgere un compito esagerato, sia per l’energia che in esso è stata consumata sia, probabilmente, per il suo contenuto. I pazienti recuperano le forze solo lentamente dopo il lungo viaggio ai confini della loro coscienza. In seguito sono relativamente rilassati e non si ricordano quasi di niente.

Dal fatto che in ogni grand mal alcune cellule del cervello vengano distrutte, possiamo trarre la conclusione che a lungo termine i soggetti si allontaneranno dalla propria testa e dalla propria volontà. Tale realtà è confermata anche dai quadri clinici di persone che soffrono di epilessia da molto tempo e che possono mostrare un rallentamento delle attività cerebrali che può arrivare fino alla demenza. 

Via Lattea, Universo, Persona, Stelle, Cerca, Cielo

I sintomi della crisi petit mal vanno ancora oltre nel campo della psichiatria; ne accenniamo soltanto per sottolineare il fatto che muovono nella stessa direzione.

Dietro le assenze si nascondono stati crepuscolari che rapidamente si impossessano del paziente. La semi-incoscienza o crepuscolo è una situazione di passaggio da un piano all’altro: dal giorno alla notte o dalla veglia al sonno e viceversa.

Galassia Di Andromeda, Via Lattea, Collisione, Spazio

Le assenze costringono i pazienti a superare questi punti di passaggio tra i livelli, in questo caso tra lo stato di veglia e il sogno, o meglio, tra Io stato di veglia e il sonno. Il compito è allora chiaro: diventare consapevoli dell’esistenza di queste zone di penombra, per imparare a rivolgere volontariamente la propria attenzione verso di esse e per diventare cittadini dei due mondi.

Anche le apparizioni illusorie sono esperienze che provengono da un altro mondo. Il paziente che ha allucinazioni ottiche, vede qualcosa che nessuno oltre a lui è in grado di percepire. Lo stesso vale per le forme di allucinazioni acustiche, olfattive e tattili62, Il paziente evidentemente può e deve imparare a integrare nella vita queste altre dimensioni della sua realtà.

Via Lattea, Stelle, Notte, Cielo, Panorama, Deserto

Poiché con le immagini illusorie ci si trova di fronte a manifestazioni dell’ombra, i compiti che per lungo tempo sono stati repressi al di fuori della coscienza devono essere (ri)conosciuti e integrati.

Questo rapporto è ancora più evidente nei casi di delirio. Qui penetra l’ombra più pura, cioè quella più tenebrosa, che la psichiatria si limita a definire presenza estranea. Nel delirio si manifesta naturalmente tutto quello che i pazienti nella loro vita borghese non conoscono. Per molti aspetti sarà addirittura l’opposto.

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Questo fatto però non lo rende una presenza estranea, ma rivela che fa parte della realtà più profonda del paziente stesso: rappresenta la sua ombra, il suo altro lato oscuro. Quando esplodono «atti di violenza incontrollabili e senza senso», viene svelato, da un lato, che il paziente ha tenuto le sue energie sotto controllo per tanto tempo e in modo così totale che la loro unica via di uscita è stata quella di farsi largo con la forza.

D’altro lato si evidenzia che queste azioni, rapportate alla sua esistenza borghese, non hanno alcun senso; se però sono messe in relazione con la totalità della sua esistenza, rappresentano il suo altro lato oscuro, e da questo punto di vista acquisiscono maggior significato.

Summerfield, Donna, Ragazza, Tramonto, Crepuscolo

Questa metà tenebrosa avrebbe evidentemente dovu¬to continuare a condurre una vita d’ombra, come già aveva fatto per un periodo fin troppo lungo, al punto che con un colpo di scena si è spinta alla luce della coscienza. Rientrano in questo contesto anche alcune aure più rare, quelle in cui le voci diventano sempre più forti e pressanti e la coscienza del soggetto viene eliminata una volta raggiunto il culmine della crisi.

I sintomi della fuga epilettica rispondono a esigenze specifiche. Il paziente è chiaramente rimasto per troppo tempo sulla stessa posizione, nello stesso luogo o legato allo stesso tema. Ora è indubbiamente spinto a farsi strada e visitare nuovi ambienti e altri mondi.

Acero, Legno, Le Foglie, Ramoscello, Foglia, Struttura

L’espressione epilessia loquace spiega chiaramente il messaggio che questo tipo di crisi vuole lanciare: il malato non sceglie, in questo caso, di mordersi la lingua piuttosto che aprire la bocca. Il tempo dell’aristocratica e inibitrice riservatezza è finito.

Si è mantenuto calmo per molto tempo, ma ora ogni resistenza è stata abbattuta e la corrente a lungo bloccata defluisce nelle chiacchiere. Il sintomo rappresenta una rottura dell’argine, e da questo punto di vista tutti gli attacchi epilettici sono simili: sono come brecce di argini, che mettono in moto parti dell’essere finora trattenute.

Amore, Unione, Pace

Unirsi alla potente corrente dell’energia vitale e lasciar fluire liberamente le proprie energie, o meglio, permettere loro di scaricarsi, fa parte certamente del compito che dobbiamo svolgere con priorità assoluta, compito che si manifesta attraverso l’avvenimento epilettico.

D’altro canto, qui è compreso anche l’invito ad aprirsi ad altri livelli, in particolare a quelli a cui il normale stato di coscienza non è in grado di accedere. La malattia ci parla di nuovi piani di coscienza, dei mondi del sogno e della fantasia, ma anche di apertura medianica verso altre dimensioni spirituali. 

In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

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In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

Rappresenta una possibilità di prevenire le contrazioni, in quanto affronta volontariamente il principio dello spasmo e scarica gradualmente le contrazioni del mondo fisico e di quello dell’anima.

Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

Anche un orgasmo vissuto pienamente ha dei paralleli e una certa affinità con un attacco. Anche in questo caso le energie si scaricano sotto forma di onde attraverso il corpo, pur se il punto focale è nel basso ventre e non nella testa. Anche la psicoterapia interpreta la crisi epilettica come uno spostamento di forze dall’alto verso il basso.

I pazienti non osano liberare tutte le loro energie sui piani inferiori, in genere descritti come sporchi, e spostano l’avvenimento, per così dire il grande orgasmo, al piano della testa, che ai loro occhi appare più pulito. Una vita sessuale intensa, che permette all’energia di fluire e di esplodere, è di conseguenza una terapia efficace contro l’epilessia.

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L’aspetto essenziale, però, è cedere volontariamente alle tendenze indicate dalla crisi, divenire cittadini di frontiera tra i mondi, intraprendere consapevolmente viaggi negli altri piani della realtà, che includono anche il regno delle ombre, e abbandonarsi alla forte corrente della vita.

Domande 
1. Quali grandi correnti contrarie si urtano nella mia anima? 
2. Quali possibilità di scarico dell’energia bloccata mi concedo, oltre agli attacchi epilettici? 
3. Dove avrei bisogno di rompere l’argine della mia anima? 
4. Posso lasciarmi andare senza freni? 
5. Quali segni di un altro piano ho ricevuto e ignorato? 
6. Come potrei dare volontariamente spazio dentro di me alle ombre? 
7. Sono capace di abbandonarmi ad altre forze? 
8. Quale rapporto ho con il mondo trascendente al di là della nostra abi¬tuale percezione di tempo e spazio? 
9. Posso immaginare di diventare un cittadino di frontiera tra i mondi?

59Con aura, in questo contesto, vengono indicati brevi preallarmi che precedono l’attacco vero e proprio. Ci sono aure sensitive, cioè a carico della vista, ma anche altre a carico dell’udito, del gusto e dell’olfatto. 
60Cfr. i lavori di Elisabeth Kubler-Ross e di Raymond Moody. 
61Oliver Sacks, Der Mann, der seine Frau mit einem Hut verwechselte, Hamburg, 1987. 
62 Le allucinazioni acustiche confrontano con un udito illusorio, quelle olfattive con un odorato dello stesso tipo, quelle tattili col tatto e infine anche le allucinazioni del gusto.

(Dott. Rudiger Dahlke)

SCFAs e Colesterolo

Certo anche l’uovo, è ricco di colesterolo

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in quanto ormai da decenni sappiamo che il colesterolo fa bene, lo riportano anche cardiologi come Guido Balestra, fanno il mea culpa per i consigli stolti che hanno dato per anni, frutto di una campagna pubblicitaria americana a favore dell’olio di semi, che l’unica cosa che fa, abbassa il colesterolo, ma nessuno ha mai dimostrato che sia salutare abbassarlo, anzi.

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Eppure oggi ci sono persone che vanno fiere dei livelli introno a 140, veri morti che camminano

Sull’altare del colesterolo è stata fatta una guerra ai grassi, come se il colesterolo provenisse dalla dieta, e dai grassi, perdendo così un’importante fonte alimentare per la nostra salute.

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Basti pensare che nessun carnivoro sulla Terra mangia la carne magra se non fortemente putrefatta (i necrofagi)

Noi, che non abbiamo lo stomaco dei carnivori, capace di ottenere dai grassi i SCFAs, invece la scegliamo bella magra. La coldiretti ci ha assicurato che la nostra carne è la migliore in quanto è la più magra!!!!

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Ma noi non abbiamo nemmeno più il colon dei frugiferi, in essi costituisce il 60% del sistema digestivo, nel nostro è solo il 20%, solo il doppio di quello dei carnivori a cui non serve.

Lì, in quel tratto di intestino, vivono i batteri a noi simbiotici che trasformano le fibre indigerite in SCFAs, che sono il nutriente delle cellule intestinali.

Abbiamo assolutamente bisogno per mantenere l’intestino nutrito e forte

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I SCFAs più prodotti da questi batteri sono il butirrico (burro) e l’acetico (aceto) e Valerico “Valeriana” e Inulina. che si ottengono da burro, aceto, tagli grassi, pesce e verdura, non da alimenti insulinici o con forte carico glicemico,

Allora chi vi consiglia di non assumere alimenti che rinnovano la matrice cellulare e tissutale, mitocndriale, come l’uovo che viene usato a fini plastici al 100% o è ignorante come una scarpa oppure è in malafede. In entrambi i casi scappate a gambe levate.

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Prof. Paolo Mainardi modificato

Alchimia dell’Uno

(Maschile + Femminile = Integrazione Alchemica)

” hanno chiesto al maestro qual era la differenza tra chimica e alchimia nelle relazioni di coppia e rispondo queste belle e sagge parole:

Amore, AlchimiA, Unione, Uno

– le persone che cercano “chimica” sono scienziati dell’amore,
Cioè, sono abituati all’azione e alla reazione.
Le persone che trovano l'”Alchimia” sono artisti dell’amore,
Creano costantemente nuovi modi di amare.

I chimici amano per necessità.
Gli alchimisti per scelta.

Alchimia, Anima, unione, Completezza

La chimica muore col tempo,
L’ alchimia nasce attraverso il tempo…

La chimica ama la confezione.
L’ alchimia gode del contenuto.

Coppia, Facendo Fuori, Giovane, Persone, Donna, Uomo

La chimica succede.
L’ alchimia si costruisce.

Tutti cercano chimica,
Solo alcuni trovano l’alchimia.

Cuore Del Fuoco, Cuore, Fuoco, Amore, Simbolo, Design

La chimica attira e distrae macho e femministe.
L’ alchimia integra il principio maschile e femminile,
Ecco perché si trasforma in un rapporto di individui liberi
E con le ali proprie, e non in un’attrazione che è soggetta
Ai capricci dell’ego.

In conclusione, disse il maestro guardando i suoi allievi:

Disegno, Amore, Passione, Matita, Disegnare

L’ alchimia raccoglie ciò che la chimica separa.
L’ alchimia è il matrimonio reale, la chimica il divorzio
Che vediamo ogni giorno nella maggior parte delle coppie.

” iniziamo a costruire relazioni consapevoli,
Perché la chimica ci farà sempre invecchiare il corpo,
Mentre l’alchimia ci accarezza sempre dall’interno “

Impegno, Coppia, Romanticismo, Bici, Felicità, Insieme

Ipocloridria gastrite ulcera gastrica reflusso esofageo

Tumore allo stomaco e disbiosi intestinale

Risultati immagini per ipocloridria

La disbiosi intestinale ha fra i suoi tanti effetti una scarsa produzione di succhi gastrici. Ciò succede perché il lievito Candida ed altri microbi patogeni producono delle tossine che causano una riduzione della la secrezione dei succhi gastrici, la cosiddetta ipocloridria.

Siccome lo stomaco ha bisogno di un ambiente molto acido per digerire le proteine questa condizione patologica ha tutta una serie di conseguenze dannose, non ultima quella di contribuire in molti soggetti all’imperfetta digestione di glutine e caseina, che può portare anche alla produzione caseomorfine e gluteomorfine.

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La bassa acidità gastrica rende difficile tutto il processo di digestione perché impedisce la secrezione di due ormoni, la secretina e la colecistochinina, che servono a regolare l’attività di fegato, pancreas e cistifellea sincronizzandola correttamente.

La cattiva digestione di molte sostanze alimentari, dovuta all’ipocloridria come alla carenza di batteri benefici nell’intestino, può innescare dei fenomeni di allergia e intolleranza, anche perché la disbiosi (e la concorrente parassitosi) generalmente si accompagna ad un condizione di porosità dell’intestino, che permette a questi frammenti non completamente digeriti di essere assorbiti nel sangue.

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A questo punto il sistema immunitario (che ha moltissime delle sue cellule nel sangue), già squilibrato dalle tossine dei microbi patogeni presenti nell’intestino, si deve confrontare con la presenza nel circolo sanguigno di sostanze che sono completamene estranee a quell’ambiente.

La condizione di ipocloridria, ovvero la bassa acidità dei succhi gastrici sguarnisce una delle nostre prime linee di difesa, per l’appunto l’alta acidità dello stomaco, che in condizioni normali stronca ogni invasione microbica;

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la condizione di bassa acidità permette invece che nello stesso stomaco proliferino microbi patogeni come il lievito Candida e l’Helicobacter pylori (notoriamente correlato a ulcere gastriche, gastriti, tumore allo stomaco ).

L’Helicobacter pylori è stato classificato come “carcinogeno di gruppo I per l’insorgenza del cancro allo stomaco”

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Che tali sgradite presenze siano sostanzialmente un effetto, un sintomo dello squilibrio della microflora, lo mostra l’articolo The role of probiotics in the treatment and prevention of Helicobacter pylori infection (“Il ruolo dei probiotici nel trattamento e nella prevenzione dell’infezione da Helicobacter Pylori”) ,

una rassegna dei precedenti studi sulla questione che mostra come certe volte i probiotici da soli possano eradicare tale infezione, e che la loro assunzione apporta sempre dei benefici aggiuntivi a qualsiasi altra terapia in uso.

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Ben sapendo che i probiotici da soli poco possono fare per correggere una disbiosi (specie se piuttosto marcata) se non si agisce anche per affamare o uccidere i patogeni (per esempio con la dieta paleolitica) il fatto che in certi casi i probiotici da soli sconfiggano l’H. Pylori è un risultato di notevole importanza.

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Per chi avesse ancora dei dubbi l’articolo The gastrointestinal microbiome – functional interference between stomach and intestine (“Il micro bioma gastrointestinale – interferenza funzionale tra lo stomaco e l’intestino”) esprime il concetto che la perdita dell’equilibrio del microbioma gastrico causa l’infezione da H. Pylori, la quale a sua volta ha delle ripercussioni sull’ecosistema microbico dello stomaco che si estendono poi anche al microbioma intestinale. 

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Da notare che in uno stomaco col giusto grado di acidità vengono digerite solo le proteine, ma quando l’acidità è insufficiente nello stomaco i carboidrati fermentano, e la conseguente produzione di gas causa rutti e rigurgiti.

Anche il famoso reflusso gastro-esofageo può essere causato dalla disbiosi con conseguente ipocloridria e proliferazione di microbi patogeni nello stomaco.

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Alcuni patogeni infatti possono proliferare intorno al muscolo sfinterico che separa lo stomaco dall’esofago, emettendo tossine che paralizzano parzialmente tale muscolo.

La sensazione di sentirsi risalire del cibo acido non è certo piacevole, ma se a questo punto si interviene con degli antiacidi si finisce, almeno sul lungo termine, ad acutizzare il problema. Vedi a riprova di quanto suddetto l’articolo scientifico Bacterial biota in reflux esophagitis and Barrett’s esophagus (“Biota batterico nel reflusso esofageo e nell’esofago di Barrett”) .

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L’ipocloridria può essere una causa importante anche di un disturbo noto come “proliferazione batterica del piccolo intestino (Small Intestinal Bacterial Overgrowth, ovvero in sigla SIBO);

in genere infatti, quando nello stomaco i succhi gastrici raggiungono il corretto grado di acidità, nella seguente porzione dell’intestino si crea un ambiente sfavorevole alla colonizzazione batterica, ma in caso di ipocloridria possono traslocare nel piccolo intestino (detto anche intestino tenue, e formato da duodeno, digiuno e ileo)

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alcune forme batteriche che di norma non si trovano in quel sito (e che lo più provengono dal colon), causando una particolare forma di disbiosi associata tra l’altro a gonfiori addominali (altri sintomi sono eruttazioni, dolori addominali, diarrea, costipazione, reflusso gastrico, acne rosacea, artrite e persino anemia ).

È notevole segnalare che sia la dottoressa Campbell-McBride sia il dottor Gerson (all’interno del protocollo da lui ideato per la cura del cancro e di altre malattie croniche), propongono in certi casi di ipocloridria, l’integrazione di succhi gastrici sotto forma di Betaine HCl con aggiunta di pepsina. 

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Ma se volete un rimedio casalingo all’ipocloridria c’è il cavolo (da assumere all’inizio dei pasti): succo di cavolo, cavolo crudo, cavolo fermentato (crauti), succo dei crauti.

Anche un po’ di aceto di mele mescolato con l’acqua o del limone spremuto in un bicchiere d’acqua (se ben tollerati), possono essere utili specie se bevuti la mattina al risveglio.

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Se la condizione di ipocloridria è causata dalla disbiosi intestinale una dieta paleolitica (senza amidi ne carboidrati specifici) può aiutare a ristabilire una flora intestinale equilibrata e risolvere il problema alla radice.

Se invece volete perdervi nella spirale senza fondo dei farmaci potete prendere degli antiacidi (magari a base di idrossido di alluminio, e quindi neurotossici), che fanno sì che il reflusso sia meno fastidioso, ma non risolvono il problema alla base, anzi riducono ulteriormente la bassa acidità gastrica che generalmente ne è la causa,

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oppure degli inibitori di pompa protonica i quali si è scoperto ormai, con prove sostanziali, che inducono lo stesso sintomo che dovrebbero fare scomparire, come afferma l’editoriale di Gastroenterology intitolato per l’appunto Evidence That Proton-Pump Inhibitor Therapy Induces the Symptoms it Is Used to Treat .