L’Arte di Vivere

C’è in Te una grandissima Forza, che si chiama AnimA 
Non è l’arrendevolezza, l’incapacità di rimanere fermi e indecisi, tutt’altro, per differenza Tu Sei tutt’Altro.

La Consapevolezza del Sè è quella capacità interiore di accogliere ogni cosa, di farla veramente tua e al tempo stesso di rimanere te stesso: (osservato & osservatore)

L'immagine può contenere: oceano, uccello, cielo, spiaggia, spazio all'aperto, acqua e natura

è ciò che ti consente di non opporre resistenza e al tempo stesso di non lasciarti travolgere.

La roccia è dura ma può essere scalfita. 
L’acqua è fluida ma non ha una forma propria. 
Nella tua AnimA c’è l’Infinito Sè: 
c’è l’identità, la fermezza, il calore, l’accoglienza e il cambiamento consapevole.

È la tua AnimA a consentirti di accogliere il nuovo e il diverso sperimentandolo nella sicurezza di poter sempre scegliere se poi rifiutarlo oppure farne fonte di trasformazione.

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Sii fermamente e consapevolmente AnimA, 
il tuo Spirito si fonderà con TE stesso e la tua Mente comprenderà tutto ciò che Sei sempre Stato/a.

E la tua Essenza si leverà in volo, libera da ogni legaccio. 

Francesco Ciani Personal Experience

L’artrite reumatoide

Comprensione e risoluzione

Le comunità mediche usano l’espressione artrite reumatoide (AR) per diagnosticare la malattia che causa un’infiammazione cronica e dolorosa delle articolazioni. Sarebbe molto meglio usare definizioni come malattia del gonfiore alle articolazioni, o delle articolazioni doloranti o sindrome da dolori e disturbi inspiegabili.

Perché, siamo onesti: se la ricerca medica non è riuscita a dare una spiegazione a una determinata serie di sintomi, come nel caso dell’artrite reumatoide, allora sarebbe meglio chiamarla con un nome che riveli ciò che i medici sanno. Nascondersi dietro nomi altisonanti non aiuta nessuno, tanto meno i pazienti. Nei casi più comuni, l’AR colpisce le piccole giunture delle mani e dei piedi, può colpire anche le ginocchia, i gomiti e articolazioni maggiori, o intaccare altre parti del corpo, come i nervi, la pelle, la bocca, gli occhi, i polmoni e/o il cuore.

Ginocchio, Vecchio, Cura, Lesioni, Dolore

L’esito più diffuso è il dolore e il gonfiore alle articolazioni, e a lungo andare possono manifestarsi vere e proprie lesioni alle articolazioni e alle ossa e/o deformità. Le comunità mediche non sanno che il numero di americani attualmente colpiti dall’artrite reumatoide è in realtà più alto di quello riportato: si aggira intorno ai due milioni e mezzo di persone. L’età dei pazienti varia dai quindici ai sessant’anni e le donne sono colpite cinque volte più degli uomini.

Le comunità mediche ritengono che l’artrite reumatoide sia una malattia autoimmune, ovvero una patologia causata dalla confusione del sistema immunitario che scambia parti del corpo per invasori e risponde attaccandoli continuamente. Ciò implica che il tuo corpo si sta rivoltando contro di te senza interpellarti. La medicina ufficiale istruisce i medici a fare ampio ricorso a questo
genere di spiegazioni per le malattie del mistero.

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Si tratta di un artificio che serve a tranquillizzare i pazienti, a fargli credere che i medici capiscono cosa sta succedendo nel loro corpo e perché, a dar l’impressione che il problema sia in qualche misura sotto controllo. Ma la spiegazione della malattia autoimmune non è così utile come la medicina ufficiale crede. Quando un paziente si forma l’immagine mentale di cellule che si rivoltano l’una contro l’altra manda al proprio corpo il messaggio sbagliato: il suo corpo lo ha tradito e dunque non può contare su di lui per guarire.

È fondamentale sapere che il corpo non attacca se stesso. La verità è questa: l’infiammazione alle articolazioni serve a proteggerti dall’attacco di un virus particolarmente diffuso, e il tuo corpo lavora sodo per impedire agli agenti patogeni di penetrare ancora più a fondo nelle articolazioni e nei tessuti circostanti. Quando l’infiammazione si protrae e si cronicizza si trasforma nel problema definito “artrite reumatoide”, in realtà è ancora il segnale che il tuo corpo sta lavorando sodo per contrastare i danni del virus.

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I medici ritengono che non esista un modo per guarire dall’artrite reumatoide, e anche qui si sbagliano. In questo capitolo spiego che cos’è veramente l’artrite reumatoide e come riprendere il controllo e riconquistare la tua salute.

IDENTIFICARE L’ARTRITE REUMATOIDE

Se sei affetto da artrite reumatoide, probabilmente sperimenti molti dei sintomi elencati qui sotto, e a ragione. Questi sintomi derivano dal fatto che il tuo corpo sta usando le sue difese per allontanare un agente patogeno diffuso.

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Dolore alle articolazioni, specialmente ai polsi e alle nocche, alle ginocchia e/o al metatarso, ma tutte le articolazioni possono essere colpite. Infiammazione alle articolazioni. Rigidità alle articolazioni, specialmente al mattino, che si protrae per ore. Formicolio e/o torpore, specialmente alle mani e/o ai piedi. Accumulo di liquidi, specialmente alle caviglie e dietro le ginocchia. Affaticamento, febbre e altri sintomi simili all’influenza. Palpitazioni cardiache. Bruciore o prurito alla pelle. Dolori passeggeri, bruciori. Nevralgie.

I medici adottano diversi metodi per identificare l’artrite reumatoide, ma nessuno di essi offre certezze. Di seguito trovi un elenco degli esami utilizzati, tieni però a mente che sono fallibili, perché non sono concepiti per cercare la causa che sta alla radice dell’AR. Questi test non trovano l’agente patogeno virale che scatena la malattia, servono invece a determinare il livello di infiammazione presente nel corpo.

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Fattore reumatoide nelle analisi del sangue: l’esame cerca gli anticorpi che secondo i medici sono associati all’AR. Tuttavia può produrre un risultato positivo anche in persone completamente sane, o con malattie diverse dall’artrite reumatoide, come per esempio il lupus. Viceversa, può anche dare risultati negativi in persone che hanno davvero i sintomi dell’AR. Quindi non è molto utile.

Anticorpi antipeptide citrullinato (anti-CCP) nelle analisi del sangue: questo nuovo test per gli anticorpi è più efficace nell’individuare casi di infiammazione da AR rispetto al fattore reumatoide, ma anch’esso non dà certezze definitive. Velocità di sedimentazione degli eritrociti (VES) nelle analisi del sangue: questo esame cerca alti livelli d’infiammazione, la quale può avere molte cause, per cui il test non evidenzia necessariamente l’AR. Detto ciò, lo si può usare per determinarne il livello, quindi se sei affetto dall’artrite reumatoide può aiutarti a misurare il tasso di aggressività dell’infiammazione.

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Proteina C reattiva nelle analisi del sangue: questo esame verifica la presenza di alti livelli di una proteina associata a un’infiammazione in corso. Anche altri fattori possono determinare l’innalzamento della proteina, per esempio l’obesità, e anche in questo caso la semplice presenza di un’infiammazione non indica che la causa sia l’artrite reumatoide. Ultrasuoni e risonanze magnetiche: questi esami possono tracciare l’attività infiammatoria che con l’andare del tempo ha danneggiato le ossa.

Un altro modo per determinare se sei realmente affetto dall’artrite reumatoide è imparare la verità su cosa sia in effetti questa malattia.

CHE COS’È DAVVERO L’ARTRITE REUMATOIDE

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Le comunità mediche ritengono che l’artrite reumatoide sia una malattia autoimmune dovuta al sistema immunitario che per una qualche ragione scambia le articolazioni e altre parti del corpo per invasori e le attacca. Come ho già detto, il corpo non attacca se stesso, reagisce solo all’attacco di agenti patogeni.

L’artrite reumatoide è una versione del virus di Epstein-Barr (EBV), il quale colpisce cronicamente varie parti del corpo, tra cui le articolazioni, le ossa e i nervi. È il virus a causare il dolore e l’infiammazione alle articolazioni (e il tuo sistema immunitario non solo è innocente di qualunque misfatto, ma è la tua principale difesa dall’EBV).

Depressione, Tristezza, Uomo, Mi Dispiace Per

Come ho accennato nelle pagine precedenti, esistono oltre sessanta varietà del virus di Epstein-Barr; passeranno decenni prima che la ricerca medica riesca a far luce sulle condizioni e le mutazioni dell’EBV che determinano l’artrite reumatoide.

Quando finalmente si dedicheranno tempo, energie e risorse per indagarne la causa – si spera nei prossimi venti o trent’anni – i ricercatori scopriranno le varianti del virus che da oltre un secolo causano gravi danni alle articolazioni e ai nervi di molti pazienti. E quando i medici scaveranno un po’ più a fondo, potranno trovare reali soluzioni per debellarlo.

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Sapere che l’artrite reumatoide è una forma del virus di Epstein-Barr dissipa tutti gli oscuri misteri che circondano la malattia. Il virus è lesivo ma, si possono arginare i danni del virus ed eliminarlo quasi completamente dall’organismo.

GUARIRE DALL’ARTRITE REUMATOIDE

Per gestire l’emergenza, i medici di solito trattano l’artrite reumatoide con una varietà di farmaci antinfiammatori e immunosoppressori, perché non hanno altro da offrire. Data l’entità dei dolori e delle infiammazioni, è comprensibile che ricorrano a tali misure, ma è una strategia che comporta due problemi.

Depressione, Salute Mentale, Tristezza, Mentale, Salute

In primo luogo, i farmaci non curano la causa primaria dell’AR, che è il virus di Epstein-Barr, e poiché non fanno nulla per ridimensionare il virus, permettono alla causa della malattia di continuare a prosperare dentro di te, impedendo al tuo corpo di reagire contro il virus, come se non esistesse. In secondo luogo, la difesa principale contro l’EBV è il sistema immunitario, e i farmaci prescritti di solito lo indeboliscono; di conseguenza non solo non ti aiutano a sconfiggere il virus ma lo aiutano in misura significativa.

L’approccio migliore per comprendere a fondo il virus; spero che lo troverai liberatorio e credo che potrai trarre benefici dalle raccomandazioni in esso contenute. Poiché il virus di Epstein-Barr che causa l’artrite reumatoide può essere particolarmente insidioso e difficile da trattare, ti consiglio anche gli antinfiammatori naturali (che non indeboliscono il sistema immunitario) elencati qui di seguito più o meno in ordine di preferenza; ti aiuteranno ad alleviare il dolore e ad agevolare la guarigione dal virus di Epstein-Barr:

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Curcumina: componente della curcuma che riduce l’infiammazione e allevia il dolore.
Ortica: erba contenente alcaloidi che possono ridurre le infiammazioni specifiche del virus. Curcuma: radice che riduce l’infiammazione e allevia il dolore. 
N-acetilcisteina: amminoacido che riduce l’infiammazione e allevia il dolore.
Metilsulfonilmetano (MSM): composto che riduce l’infiammazione e allevia il dolore alle articolazioni.

Infine, puoi usare impacchi caldi e freddi: l’impacco freddo sulla parte dolorosa per circa mezz’ora riduce l’infiammazione e accelera la guarigione; l’impacco caldo sulla stessa zona per circa dieci minuti al giorno allenta la tensione muscolare che si accumula intorno alle articolazioni lesionate.

Se segui queste raccomandazioni segui il protocollo alimentare di ripristino intestino – cervello, puoi liberarti del virus di Epstein-Barr e dell’artrite reumatoide e riprendere il controllo della tua salute e della tua vita.

by anthony william

Eccesso di ferro

I sintomi di un eccesso di ferro di solito si manifestano quando i suoi livelli sono già alti, per questo è importante fare le analisi del sangue regolarmente. Inoltre i medici e i terapeuti che ti seguono potrebbero non comprendere a fondo i risultati degli esami, quindi è meglio che ti rivolga ad altri professionisti che hanno competenze specifiche in quest’ambito.

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I sintomi dell’eccesso di ferro
Livelli di ferro abbastanza elevati da compromettere la salute non causano sintomi immediati (come la pressione alta o la carenza di vitamina D). Ma se rimangono molto alti per periodi prolungati, possono causare i seguenti sintomi: 26,27

– dolori articolari; 
– pelle di colore bronzeo o grigiastro (diabete bronzino);
– battito cardiaco irregolare;
– spossatezza;
– dolori addominali;
– palpitazioni;
– appannamento mentale.

L’IMPORTANZA DI ANALISI ACCURATE

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Come mostra la tabella, i medici usano diversi test per misurare i livelli di ferro. Il problema è che la maggior parte di loro non ha studiato a fondo questa materia, perciò non è in grado di valutare l’importanza dei test più preziosi per misurare i livelli di ferritina nel corpo.

L’esame più importante è quello della ferritina sierica, che misura la quantità di ferritina presente nel sangue. Mi raccomando: non lasciare che il tuo medico ti dissuada dal fare questo esame scegliendone un altro che a suo avviso è più importante.

Fuoco, Fiamma, Di Calore, Caldo, Log, Bruciare, Marca

I due esami successivi servono a calcolare la saturazione della transferrina: l’analisi del ferro sierico misura la quantità di ferro in circolo e quella della capacità totale di legare il ferro (TIBC) rileva la facoltà delle molecole di transferrina di trasportare il ferro.29 Come puoi vedere dalla tabella, la finestra dei valori considerati accettabili è molto ampia, ma i valori che attualmente vengono ritenuti “salutari” non corrispondono ai livelli ottimali.

È un po’ come quello che è accaduto con i livelli di vitamina D: per gran parte del Novecento si credeva che solo i livelli inferiori ai 20 nanogrammi per millilitro indicassero una carenza di vitamina D, ma le ricerche più recenti hanno dimostrato che servono almeno 40 nanogrammi per millilitro affinché i livelli di vitamina D siano salutari. Nel caso della ferritina, il divario tra i livelli accettabili e i livelli ottimali è ancora più ampio.

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Diversi studi epidemiologici hanno riscontrato un legame tra l’aumento della longevità e livelli di ferritina sierica inferiori agli 80-90 nanogrammi per millilitro, che è il livello su cui solitamente tendono a stabilizzarsi le donne in postmenopausa.30 I parametri salutari della ferritina sierica vanno dai 20 agli 80 nanogrammi per millilitro. Sotto i 20 c’è una carenza di ferro; oltre gli 80 c’è un eccesso di ferro.

Nelle donne in età fertile, i livelli di ferritina sono in media di 35 nanogrammi per millilitro, mentre negli uomini della stessa fascia d’età sono in media di 150 nanogrammi per millilitro.31 I livelli di ferritina possono aumentare parecchio. Ho visto livelli superiori ai 1.000 ng/ml, ma qualunque cifra sopra gli 80 ng/ml è problematica. I livelli ideali sono tra i 40 e i 60 nanogrammi per millilitro.

GLI ESAMI DEL FERRO HANNO SALVATO LA VITA DI MIO PADRE

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Cominciai ad accorgermi dei pericoli dell’eccesso di ferro una ventina di anni fa. A quell’epoca feci misurare i livelli di ferritina di mio padre e quando scoprii che erano vicini ai 1.000 ng/ml rimasi scioccato.

Quell’eccesso era dovuto in parte alla sua età (sessantacinque anni), ma per lo più era una conseguenza della beta talassemia, una malattia ereditaria del sangue che causa un rapido ricambio dei globuli rossi e porta a un accumulo di ferro. Con regolari prelievi del sangue, i suoi livelli di ferro si normalizzarono, ma gli alti livelli precedenti avevano già danneggiato le cellule degli isolotti pancreatici.

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Ora mio padre ha quello che viene definito “diabete bronzino”, che gl’impone di usare l’insulina. Se non avessimo individuato per tempo la malattia, sono certo che sarebbe morto dieci o quindici anni fa. Mentre scrivo questo libro, si sta avvicinando ai novant’anni. Io ho ereditato la beta talassemia da lui. Per fortuna ho imparato che dovevo controllare attentamente i miei livelli di ferro da giovane e la malattia non mi aveva ancora danneggiato, quindi sono riuscito ad aggirare i problemi associati a questa patologia genetica.

Io miro a tenere i miei livelli di ferritina serica sotto i 60 ng/ml facendomi prelevare circa 120 millilitri di sangue ogni sei settimane.

COME PUOI TENERE SOTTO CONTROLLO I LIVELLI DI FERRO

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Non c’è una pillola magica per rimuovere il ferro dal corpo. Il metodo più sicuro, più efficace e generalmente più economico per eliminare il ferro in eccesso è semplicemente farsi prelevare il sangue, perché i globuli rossi sono carichi di emoglobina, che contiene grandi riserve di ferro. Se ritieni che i tuoi livelli di ferro siano troppo alti, potresti programmare delle donazioni di sangue per abbassare la ferritina sierica.

Donare il sangue è una maniera semplice e vivificante per trattare il sovraccarico di ferro e al tempo stesso aiutare altre persone. Una donazione riduce la ferritina di 30-50 ng/ml.32 Ecco i miei consigli su quante volte donare in base ai tuoi livelli di ferretina:

Se per qualche ragione non vuoi o non riesci a fare l’esame della ferritina, prendi in considerazione le raccomandazioni generali basate sui livelli medi della tua età e del tuo sesso. Se sei una donna in

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postmenopausa o un maschio adulto, l’ideale sarebbe donare il sangue due o tre volte l’anno per ridurre le riserve di ferro. Se hai ancora il ciclo mestruale, fai l’esame della ferritina e segui la tabella qui sopra.

Se non puoi donare il sangue per via dell’età, perché sei sottopeso o per altre controindicazioni, fatti prescrivere una flebotomia terapeutica: un prelievo del sangue che ha lo scopo di curare una malattia. Inoltre, dovresti stare attento a non assumere livelli troppo alti di ferro con l’alimentazione e di non assorbire quantità eccessive di ferro dai cibi che consumi. Puoi farlo in due modi.Riduci al minimo i fattori che favoriscono l’assimilazione del ferro, tra cui:

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cucinare in pentole o padelle di ferro, perché questi recipienti fanno penetrare parte del ferro che contengono nei cibi che prepari. Se cucini cibi acidi – come la salsa di pomodoro – in una pentola o padella di ferro, la quantità di ferro che penetra nel cibo è ancora maggiore;

mangiare cibi trattati come i cereali e i pani bianchi “arricchiti” di ferro. Il ferro che usano in questi prodotti è inorganico e di bassa qualità, simile alla ruggine, ed è molto più pericoloso del naturale ferro eminico (che significa “ferro del sangue”) contenuto nella carne; abbassare al minimo i livelli di ferro nell’acqua che bevi utilizzando un deferrizzatore e/o un depuratore a osmosi inversa;

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assumere complessi multivitaminici e integratori di minerali che contengono ferro, per questo motivo controlla attentamente gli ingredienti dei tuoi integratori se ne stai assumendo; prendere integratori di vitamina C o bere succhi di frutta arricchiti, perché aumentano l’assimilazione del ferro.

Anche dei semplici pomodori consumati insieme alla carne rossa aumentano l’assimilazione; eccedere nel consumo di proteine animali. Le proteine in eccesso vengono convertite in glucosio e accumulate sotto forma di grasso. Inoltre la carne rossa contiene alte concentrazioni di ferro eminico. Anche se questo tipo di ferro è meno nocivo di quello inorganico contenuto nei cibi arricchiti, il corpo non ha un meccanismo per arrestare l’assimilazione di ferro eminico quando ne ha già a disposizione grandi quantità.

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L’apporto proteico ottimale è di 1 grammo di proteine per ogni chilo di massa magra del peso corporeo; bere superalcolici, perché aumenta l’assimilazione del ferro contenuto nei cibi. Per esempio, se bevi un martini insieme alla bistecca, probabilmente assimili quantità di ferro superiori a quelle salutari.

Ridurre – con cautela – l’assimilazione del ferro nei seguenti modi: bere tè nero, perché riduce del 95 per cento l’assimilazione del ferro (i tè verdi, i tè bianchi e le tisane d’erbe non hanno lo stesso effetto); assumere calcio, perché inibisce l’assimilazione del ferro. Se prendi un integratore di calcio, faresti meglio a prenderlo durante i pasti che hanno l’apporto di ferro più alto; bere vino rosso, che riduce del 65 per cento l’assimilazione del ferro; bere caffè, che ha un effetto simile a quello del tè nero e inibisce fortemente l’assimilazione del ferro contenuto nei cibi;33

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astenersi dal consumo di cibo per alcuni periodi, per esempio praticando il Peak Fasting – il digiuno per fasce orarie – che io consiglio caldamente. Questa pratica favorisce l’incremento dell’epcidina, un ormone che riduce l’assimilazione del ferro contenuto nei cibi;34 svolgere regolarmente attività fisica, perché il movimento altera le modalità di assorbimento del ferro riducendone l’assimilazione complessiva, il che può spiegare perché gli atleti sono più inclini alla carenza di ferro.35

26 “Hemochromatosis,” National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Disease (2016), http://www.niddk.nih.gov/…/liver-disease/h…/Pages/facts.aspx consultato il 9 maggio 2016.
27 “Welcome,” Iron Disorders Institute (2016) http://www.hemochromatosis.org/#symptoms consultato il 9 maggio 2016.
28 “Serum Iron Test,” MedlinePlus Medical Encyclopedia (2016),
https://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/003488.htm consultato il 9 maggio 2016.
29 “TIBC, UIBC, and Transferrin Test: Iron Binding Capacity; IBC; Serum Iron-Binding Capacity; Siderophilin; Total Iron Binding Capacity; Unsaturated Iron Binding Capacity,” Lab Tests Online (2016),
https://labtestsonline.org/understan…/…/tibc/tab/test/consul ato il 9 maggio 2016.
30 L. Zacharski, “Ferrotoxic Disease: The Next Great Public Health Challenge,” Clinical Chemistry, 60, n. 11 (novembre 2014): 1362–4, DOI:
10.1373/clinchem.2014.231266.
31 P. Mangan, Dumping Iron: How to Ditch This Secret Killer and Reclaim Your
Health, Phalanx Press, 2016, ubic. 308–12.
32 Ibid., ubic. 1353–56.
33 Ibid., ubic. 1609–12.
34 Ibid., ubic. 416–18.
35 Ibid., ubic. 428–31.
36 Ibid., ubic. 582–95.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Gravidanza Consapevole

Gravidanza consapevole

Il bimbo parla ai suoi genitori dall’utero materno

Parla un bambino dall’utero materno:

“Sono felice che mi abbiate dato la possibilità di comunicare col mondo, perché ho tante cose da dire, anche a nome di tutti i bambini, quelli prossimi alla nascita, ma anche quelli che verranno concepiti in futuro.

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Prima di tutto vorrei ringraziare la mia Mamma che, con molta dolcezza, mi fa giungere non solo il nutrimento che serve per la costruzione del mio corpo, ma anche le sue dimostrazioni di tenerezza manifestate in varie forme. Io sento tutte queste cose, sento che mi vuole già molto bene e che attende ansiosamente il giorno di potermi stringere fra le sue braccia. Anch’io non vedo l’ora che giunga quel momento per conoscere il suo volto, il suo profumo, il suo calore ! Ma dobbiamo attendere con pazienza.

Intanto mi piace sentire la sua voce, specialmente quando mi parla. E anche se lo fa soltanto col pensiero, io la percepisco, perché in questo lungo periodo di nove mesi noi siamo un essere solo e un AnimA sola, anche se al tempo stesso siamo due persone distinte, ognuna con il proprio destino e col proprio programma di vita.

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E, come sento il suo pensiero, recepisco anche i suoi sentimenti e gioisco quando la sento serena e tranquilla. Se è tranquilla lei, lo posso essere anch’io; e, quando sono tranquillo, posso badare meglio alla costruzione delle cellule che devono andare a formare tutte le varie parti del mio corpicino. E’ un grosso lavoro, ma la mia Mamma mi aiuta facendomi giungere tutte le sostanze necessarie più pure e più importanti. Io le sono molto grato, anche perché tutto quello che mi manda è intriso di amore.

I suoi pensieri e i suoi sentimenti, tutto è intriso di amore, ed è così che ricevo gli elementi necessari per formare anche la mia psiche. E questa collaborazione è bellissima. Grazie, Mamma ! Quanto mi piace quando canta per me ! Sento che udire delle belle musiche mi fa bene e mi aiuta a crescere. La Mamma conosce tante belle canzoni. Ci sono delle ninnananne dolcissime, e sono sicuro che me le canterà anche dopo, quando sarò nella mia culla. Udendo i canti che già conosco, nei momenti di agitazione certamente mi calmerò, perché capirò che la nascita era soltanto un passaggio dal prima al dopo.

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Forse, è proprio per questo che le mie orecchie sono già in grado di udire, per memorizzare tutto sin da ora e per riconoscerlo e apprezzarlo meglio dopo. Infatti, conosco tutti i rumori della mia casa esterna: il telefono, l’aspirapolvere, ma quello che mi piace di più è la voce della mia Mamma, non solo quando mi parla, ma specialmente quando canta.

Sono trascorsi cinque mesi e sono già in grado di partecipare a tutto ciò che accade nel mondo circostante. Non riconosco soltanto la voce della mia Mamma, ma anche quella più grave del Papà. Che bello quando mi accarezza ! In realtà, lui accarezza il pancione della Mamma, ma io sento che è lui. E’ un tocco speciale che mi fa gioire tutte le volte. E, quando giochiamo a ‘calcetto’, come mi diverto ! Anche Mamma e Papà si divertono, perché mi sentono presente, e io sono felice più di loro perché sento di essere atteso e amato. Infatti, per noi piccini, l’amore è un nutrimento fondamentale.

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Mi dispiace per tutti i bambini che in passato non hanno potuto vivere questi momenti così gioiosi. Una volta tutti credevano che, prima della nascita, noi piccini fossimo degli esserini insensibili, incapaci di percepire alcunché, nemmeno il dolore fisico. Dicevano che soltanto alla nascita saremmo diventati una persona; prima ci consideravano soltanto una massa di cellule.

Solo la nostra Mamma ci portava nel cuore, Purtroppo, a volte nemmeno lei, ma di questo non voglio parlare. E’ troppo doloroso. Ora tutto è diverso, e ciò lo dobbiamo ai numerosi gli scienziati e ai ricercatori che ormai da tanti anni sondano il nostro mondo che sta nella pancia della Mamma. Lo possono fare perché ora dispongono di apparecchi, che però a noi piccini non piacciono affatto perché sono terribilmente rumorosi. E’ però vero che ora Mamma e Papà possono osservarci su una finestrella, e per loro questa possibilità suscita una forte emozione, in quanto si trovano di fronte a una realtà che prima era in gran parte ancora soltanto un sogno.

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Così ci possono vedere succhiare il pollice o mentre facciamo la pipì, ci vedono mentre ci muoviamo e, molto spesso, riescono persino a capire se siamo un maschietto o una femminuccia. Di solito è il Papà che vorrebbe sapere, mentre la Mamma dice che per lei non è importante, purché il bambino sia sano e perfetto. Intanto i medici ci osservano, ci controllano, ci misurano e giudicano se tutto procede bene. Per noi, però, la cosa non è tanto gradevole; ho sentito dire che saremo tutti una generazione di giovani amanti degli elicotteri, perché l’apparecchio che ci scruta fa lo stesso rumore, tutto a colpi.

A volte entrano nel sacco che ci racchiude con un ago molto lungo per prelevare del liquido, e questa è una cosa che fa paura. So che certi bambini riescono con la manina ad allontanare l’ago per paura che faccia loro del male. Sono tutte cose strane, però dicono che siano importanti.

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Comunque, è a tutti i ricercatori che dobbiamo essere grati, perché sono stati loro a metterci nella posizione che meritiamo, facendo sì che anche noi nascituri veniamo presi in considerazione e curati come è giusto fare, perché anche noi abbiamo delle esigenze, non soltanto i bambini già nati. In generale si parla sempre solo di loro, mentre anche noi siamo il futuro di una società in fase di rinnovamento.

Una cosa che mi piace tanto è quando Mamma e Papà vanno a fare una passeggiata in mezzo alla natura. In quelle occasioni sento proprio che mi giunge l’apporto benefico di qualcosa che chiamano ‘ossigeno’. Dicono che sia molto importante per la formazione del nostro cervello. Dicono che quando il cervello è bene sviluppato, ciò vada a beneficio anche di tutti gli altri organi.

Gravidanza, Bambino, Pancia Del Bambino, Incinta, Umano

Infatti, io sento che è proprio così. Spero proprio che Mamma e Papà vadano spesso a fare un giretto in campagna, non soltanto per me, ma anche perché per loro è un momento di incontro molto bello. La maggior parte del loro tempo lo trascorrono sempre al lavoro, per cui queste belle passeggiate sono momenti di riavvicinamento che, includendo anche me – perché i loro discorsi sono sempre rivolti al futuro con il loro bambino, che sarei io – aiutano a consolidare quello che chiamano ‘bonding’ (legame) Mamma/Papà/bambino, che ci terrà vicini e uniti anche in seguito.

E questa unione mi dà molta tranquillità e sicurezza, perché sento che avrò in loro sempre dei grandi e sinceri amici. Ora sono contento di aver potuto dire tutte queste cose. Ce ne sarebbero molte altre da aggiungere, ma lo farò un’altra volta. Ah, no, ho ancora due cose da far sapere: una è che quando dovrò nascere, vorrei che il mio Papà fosse con noi, per assisterci ed esserci vicino, e sono sicuro che anche la Mamma lo vorrebbe.

Donna Incinta, Gravidanza, Rosa, Rosso

La seconda è che, subito dopo la mia nascita, avrò bisogno di rimanere con la mia Mamma. Il passaggio da feto a bambino è un momento molto delicato, e vicino alla mia Mamma mi sentirò più protetto e al sicuro. Appena nato, è importante che io rimanga accanto alla mia Mamma, anche per incontrare il suo sguardo e ricevere i suoi baci e le sue carezze.

Dobbiamo rimanere insieme per far nascere nella realtà tutti quei sentimenti che avevamo sognato nei mesi precedenti. Che gioia grande sarà essere preso fra le sue braccia! La presenza di Papà sarà pure molto importante. Vorrei che fosse lui a tagliare il cordone ombelicale e a separarmi dalla Mamma per costituire così la nostra famiglia. Sarebbe bello che fosse Papà a farmi il primo bagnetto. Noi piccini siamo molto sensibili a queste amorevoli attenzioni, che ci aiutano a dare un inizio gioioso alla nostra esistenza nel mondo.

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Si chiederanno tutti: ma come fa a capire, a distinguere le parole, a sentire quello che gli dicono ? Infatti, non sono i significati delle parole che mi giungono, ma quel flusso di sentimenti profondi che superano tutte le barriere, che non ha bisogno di frasi o di concetti, ma che giunge diretto al mio cuoricino, sempre molto sensibile e aperto a ogni sentimento sincero e amorevole.

E’così che vado incontro con tanta fiducia alla mia vita nel mondo, e sento che sarò una creatura che vive in positivo, con tutte le conseguenze del caso, grazie naturalmente alla mia Mamma prima di tutto, ma anche a Papà e a tutti coloro che già mi aspettano con tanto amore.

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Quello che vorrei aggiungere è che nella Carta dei Diritti dei Bambini sarebbe giusto che venissero contemplati anche i diritti dei bambini che devono ancora nascere. Infatti, vorremmo far valere il nostro diritto di nascere in una famiglia che ci ha concepiti perché ci desiderava veramente, che ci ama già sebbene non ci conosca ancora personalmente e che possa darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per andare incontro a una vita sana, piena di interessi e utile alla nostra crescita fisica e psichica, alla nostra famiglia e a tutta la società.

Si eliminerebbero così tanti guai e dispiaceri che attualmente formano la preoccupazione di tutti. Noi non abbiamo tante pretese; abbiamo bisogno soltanto di essere amati, perché per noi l’amore è cibo. E se riceviamo tanto amore oggi, quando saremo grandi lo restituiremo in dose centuplicata, per il bene di tutti.

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Con tanta gratitudine. Un bambino prenatale 

Le parole del bambino prenatale rispecchiano i concetti enunciati dai numerosi scienziati e ricercatori di tutto il mondo che esplorano e studiano il mondo intrauterino e tutto ciò che riguarda la formazione fisica e psichica del bambino prima della nascita.

L’ignoranza di un tempo non è più tollerata, tanto più se si considera che, quale periodo determinante, la fase prenatale si riflette su tutto il resto dell’esistenza .

Il sesso e l’età influiscono sui livelli di ferro

Obesità. Diabete, Malattie cardiovascolari, Cancro

Le donne in età fertile perdono 500 ml di ferro ogni anno per circa trent’anni attraverso il flusso mestruale.(2) Questo è uno dei motivi per cui l’aspettativa di vita delle donne è più lunga di quella degli uomini. Gli uomini infatti non possono versare regolarmente cospicue quantità di ferro, perciò i loro livelli di ferro sono costantemente più alti di quelli delle donne in età fertile.

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Dopo la menopausa, però, le donne perdono questo beneficio. In media solo 1 milligrammo circa di ferro viene perso con il sudore, il ricambio delle cellule dell’epidermide e, in misura minima, con i normali sanguinamenti dell’apparato gastrointestinale, mentre la quantità di ferro assimilata con l’alimentazione è in media da 1 a 2 milligrammi.3 Man mano che l’età avanza, diventa sempre più importante monitorare e ridurre proattivamente i livelli di ferro. Oltre a danneggiare i mitocondri e a contribuire alle mutazioni genetiche, il ferro in eccesso ha effetti negativi sulla salute nei modi seguenti:

Promuove lo sviluppo degli agenti patogeni. Il ferro facilita la crescita ed è essenziale che i bambini abbiano sufficienti quantità di ferro per favorire il processo di sviluppo durante l’infanzia. Ma un eccesso di ferro nel corpo facilita anche la crescita degli agenti patogeni, dei batteri, dei funghi e dei protozoi, (4) e crea nel corpo un ambiente ospitale per microrganismi che possono nuocere alla salute.

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Obesità. L’aumento nel consumo d’integratori di ferro negli ultimi settant’anni è correlato all’incremento del tasso di obesità. Ricorda: il ferro è un fattore di crescita. Così come i bassi livelli di ferro in una donna gravida sono associati a uno scarso peso del bambino al momento del parto, gli alti livelli di ferro sono associati a un aumento del peso.5,6

Diversi studi hanno dimostrato che le persone obese tendono ad avere livelli elevati di ferritina.7,8 Un importante studio epidemiologico condotto su maschi adulti coreani ha dimostrato che livelli moderatamente elevati di ferritina sierica9 predicono un futuro accumulo di peso, fino ad arrivare all’obesità e persino all’obesità grave. Se hai deciso di leggere questo libro perché non riesci a perdere i chili superflui, hai una ragione in più per sospettare che la tua difficoltà nel dimagrire non sia dovuta solo alla dieta o al regime di attività fisica.

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Diabete. Diversi scienziati ritengono che il ferro influisca sui livelli di glucosio e d’insulina nel sangue10 e che ci sia una correlazione tra i livelli di ferritina sierica e il diabete di tipo 2. In una vasta indagine che ha seguito trentamila soggetti sani tra uomini e donne, gli elevati livelli di ferritina sierica erano associati a un rischio notevolmente più alto di sviluppare il diabete di tipo 2.11 Negli uomini con elevate riserve di ferro, le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 erano 2 o 4 volte superiori a quelle degli uomini con scarse riserve di ferro.

Un sistema per ridurre il rischio di sviluppare il diabete può essere la donazione del sangue, perché è stato dimostrato che chi dona il sangue di frequente ha una migliore sensibilità all’insulina e un rischio inferiore di diabete.12

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Malattie cardiovascolari. Dallo studio sopracitato è emerso anche che nei donatori di sangue le probabilità di avere un ictus o un attacco cardiaco sono inferiori del 50 per cento rispetto agli altri soggetti. È probabile che il ferro incida sulle malattie cardiache in quanto contribuisce all’ossidazione dell’LDL e al danneggiamento contribuiscono all’arteriosclerosi.13,14

Fin dagli anni Ottanta i ricercatori ipotizzano che le differenze di genere nei livelli di ferro spieghino la maggiore incidenza delle malattie cardiache negli uomini. Il primo ad avanzare questa teoria fu il patologo Jerome Sullivan in un articolo pubblicato su “The Lancet”. Lo studio su trentamila soggetti sani ha rilevato che per le donne il rischio di malattie cardiache aumentava notevolmente dopo la naturale entrata in menopausa o dopo aver subito un’isterectomia; in altre parole, quando smettevano di perdere il ferro ogni mese attraverso il flusso mestruale.

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Ciò suggerisce che c’è un legame tra i livelli di ferro e le malattie cardiovascolari.15 Malattie degenerative, tra cui il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica. Il cervello ha bisogno di ossigeno più di qualunque altro organo, e il ferro è essenziale per trasportare l’ossigeno dove serve. Ma come in ogni altra parte del corpo, anche nel cervello un eccesso di ferro non è positivo. Il fatto che i livelli di ferro aumentino con l’avanzare dell’età probabilmente è il motivo, o almeno uno dei motivi, per cui malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson sono associate alla vecchiaia.

Il ferro è presente in alte concentrazioni nelle placche che si formano nel cervello dei malati di Alzheimer,16 ed è presente in quantità anomale nel cervello di soggetti che mostrano i sintomi di un esordio precoce dell’Alzheimer e del Parkinson.17,18 Da uno studio è emerso che elevati livelli di ferritina nel liquido cerebrospinale preannunciano la conversione di un lieve deterioramento cognitivo in una forma di Alzheimer conclamato.19

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Inoltre è dimostrato che livelli elevati di ferro nel cervello sono associati alla gravità del deterioramento cognitivo.20 Lo stress ossidativo e le infiammazioni che ne conseguono sono i meccanismi che spiegano i danni causati dal ferro nelle funzioni cerebrali.

Cancro. Il ferro in eccesso contribuisce alla formazione del cancro danneggiando il DNA mitocondriale con un’eccessiva produzione di radicale ossidrile. La ferritina sierica è elevata in chi è affetto da diversi tipi di cancro, tra cui il cancro al pancreas e al seno, il melanoma, l’adenocarcinoma del rene e il linfoma di Hodgkin.21

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L’analisi del National Health and Nutrition Examination Survey [Indagine nazionale sulla salute e l’alimentazione] ha rilevato un legame tra il ferro assunto con l’alimentazione o presente nelle delle cellule endoteliali, due processi che a loro volta riserve del corpo e il rischio di sviluppare il cancro colon-rettale.

Le riserve di ferro sono associate anche ai polipi e alle lesioni precancerose del colon. È probabile che l’elevato contenuto di ferro nella carne rossa sia uno dei motivi per cui il suo consumo è un fattore di rischio per il cancro al colon, in quanto il ferro in eccesso promuove le infiammazioni che provocano danni alle mucose del colon. Si ritiene che le fibre alimentari aiutino a prevenire questi danni, perché si legano al ferro e aiutano il metallo a transitare nell’apparato digerente per poi uscire dal corpo.

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22 Altri riscontri supportano la tesi secondo cui il ferro in eccesso contribuisce alla formazione del cancro al fegato. A corroborare ulteriormente il legame tra ferro in eccesso e cancro c’è anche il fatto che chi dona regolarmente il sangue ha un rischio di cancro inferiore.

Da uno studio clinico randomizzato è emerso che i prelievi di sangue riducono l’incidenza del cancro del 37 per cento.24 Osteoporosi. Per la salute delle ossa, che è regolata da cellule sensibili al ferro, è importante che i livelli di ferro siano nella norma. In parole povere, un eccesso di ferro danneggia le ossa. Ciò spiega perché chi soffre di squilibri nel carico di ferro, come l’emocromatosi, ha una maggiore tendenza a sviluppare l’osteoporosi.25

1 “Ferritin: The Test,” American Association for Clinical Chemistry, https://labtestsonline.org/…/a…/ferritin/tab/test/consultato il 9 maggio 2016.
2 E. D. Weinberg, “The Hazards of Iron Loading,” Metallomics, 2, n. 11 (novembre, 2010):732–40, DOI: 10.1039/c0mt00023j.
3 M. D. Beaton, P. C. Adams, “Treatment of Hyperferritinemia,” Annals of Hepatology, 11, n. 3 (2012): 294–300, PMID: 22481446
4 G. Ortíz-Estrada et al., “Iron-Saturated Lactoferrin and Pathogenic Protozoa:Could This Protein Be an Iron Source for Their Parasitic Style of Life?” Future Microbiology 7, n. 1 (2012): 149–64, DOI: 10.2217/fmb.11.140.
5 D. J. Fleming et al., “Dietary Factors Associated with the Risk of High Iron Stores in the Elderly Framingham Heart Study Cohort,” American Journal of Clinical Nutrition, 76, n. 6 (2002): 1375–84, PMID: 12450906.
6 T. Iwasaki et al., “Serum Ferritin Is Associated with Visceral Fat Area and Subcutaneous Fat Area,” Diabetes Care, 28, n. 10 (2005): 2486–91, PMID:16186284.
7 S. K. Park et al., “Association Between Serum Ferritin Levels and the Incidence of Obesity in Korean Men: A Prospective Cohort Study,” Endocrine Journal, 61, n. 3 (2014): 215–24, DOI: 10.1507/endocrj.EJ13-0173.
8 Ibid.
9 S. K. Park et al., “Association Between Serum Ferritin Levels and the Incidence of Obesity in Korean Men: A Prospective Cohort Study,” Endocrine Journal, 61, n. 3 (2014): 215-224, DOI:10.1507/endocrj.EJ13-0173.
10 J. M. Fernandez-Real et al., “Serum Ferritin as a Component of the Insulin Resistance Syndrome,” Diabetes Care, 21, n. 1 (1998): 62–68, DOI: 10.2337/diacare.21.1.62.
11 J. Montonen et al., “Body Iron Stores and Risk of Type 2 Diabetes: Results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)- Potsdam Study,” Diabetologia, 55, n. 10 (2012): 2613–21, DOI: 10.1007/s00125-012-2633-y.
12 J. M. Fernández-Real, A. López-Bermejo, and W. Ricart, “Iron Stores, Blood Donation, and Insulin Sensitivity and Secretion,” Clinical Chemistry, 51, n. 7 (giugno 2005): 1201–5, DOI: 10.1373/clinchem.2004.046847.
13 B. J. Van Lenten et al., “Lipid-Induced Changes in Intracellular Iron Homeostasis in Vitro and in Vivo,” Journal of Clinical Investigation, 95, n. 5 (1995): 2104–10, DOI: 10.1172/JCI117898.
14 N. Stadler, R. A. Lindner, M. J. Davies, “Direct Detection and Quantification of Transition Metal Ions in Human Atherosclerotic Plaques: Evidence for the Presence of Elevated Levels of Iron and Copper,” Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, 24 (2004): 949–54,
DOI:10.1161/01.ATV.0000124892.90999.cb.
15 W. B. Kannel et al., “Menopause and Risk of Cardiovascular Disease: The Framingham Study,” Annals of Internal Medicine, 85 (1976): 447–52, DOI:10.7326/0003-4819-85-4-447.
16 M. A. Lovell et al., “Copper, Iron and Zinc in Alzheimer’s Disease Senile Plaques,” Journal of the Neurological Sciences, 158, n. 1 (June 11, 1998): 47– 52, DOI: 10.1016/S0022-510X(98)00092-6.
17 K. Jellinger et al., “Brain Iron and Ferritin in Parkinson’s and Alzheimer’s diseases,” Journal of Neural Transmission, 2 (1990): 327, DOI: 10.1007/BF02252926.
18 G. Bartzokis et al., “Brain Ferritin Iron as a Risk Factor for Age at Onset in Neurodegenerative Diseases,” Annals of the New York Academy of Sciences, 1012, (2004): 224–36, DOI:10.1196/annals.1306.019.
19 S. Ayton et al., “Ferritin Levels in the Cerebrospinal Fluid Predict Alzheimer’s Disease Outcomes and Are Regulated by APOE,” Nature Communications, 6 (2015): 6760, DOI: 10.1038/ncomms7760.
20 W. Z. Zhu et al., “Quantitative MR Phase-Corrected Imaging to Investigate Increased Brain Iron Deposition of Patients with Alzheimer’s Disease,” Radiology, 253 (2009): 497–504, DOI: 10.1148/radiol.2532082324.
21 A. A. Alkhateeb, J. R. Connor, “The Significance of Ferritin in Cancer: Anti- Oxidation, Inflammation and Tumorigenesis,” Biochimica et Biophysica Acta, 1836, n. 2 (dicembre 2013): 245–54, DOI: 10.1016/j.bbcan.2013.07.002.
22 J. I. Wurzelmann et al., “Iron Intake and the Risk of Colorectal Cancer,” Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention, 5, n. 7 (luglio 1, 1996): 503–7. PMID: 8827353.
23 Y. Deugnier, “Iron and Liver Cancer,” Alcohol, 30, n. 2 (2003): 145–50.
24 L. R. Zacharski et al., “Decreased Cancer Risk after Iron Reduction in Patients with Peripheral Arterial Disease: Results from a Randomized Trial,” JNCI:Journal of National Cancer Institute, 100, n. 14 (2008): 996–1002, DOI: 10.1093/jnci/djn209.
25 L. Valenti et al., “Association between Iron Overload and Osteoporosis in Patients with Hereditary Hemochromatosis,” Osteoporosis International, 20, n. 4 (aprile 2009): 549–55, DOI: 10.1007/s00198-008-0701-4.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Epatite

Altri effetti terapeutici della vitamina C includono ciò che segue. La vitamina C distruggerà anche lo pseudomonas, localmente come uno spray al 3% e sistematicamente con iniezioni frequenti e massicce. Questo è stato dimostrato in storie di casi di ustioni trattate allo Annie Penn Memorial Hospital, Reidsville, N. C..

È un principio dimostrato il fatto che la produzione di istamina, e di altri prodotti finali delle proteine cellulari de-aminizzate, rilasciati dalle cellule ferite, è una causa di shock.

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Il valore clinico dell’acido ascorbico nel combattere gli shock si spiega allorché ci rendiamo conto che gli enzimi de-aminizzanti delle cellule danneggiate sono inibiti dalla vitamina C. Chambers and Pollock [37] hanno riportato che il danno meccanico alle cellule risulta in cambiamenti di pH che invertono gli enzimi cellulari dall’attività costruttiva a quella distruttiva.

L’attività distruttiva rilascia istamina, una sostanza importante nella produzione dello shock. L’acido ascorbico, se presente in quantità sufficienti, inibisce questa transizione enzimatica.

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L’acido ascorbico inverte lo shock che si manifesta in altre aree della medicina. In un paziente che aveva preso 2.640 mg di Lotusato (talbutal), la pressione sanguigna era 60/0 quando fu visitato la prima volta al pronto soccorso. Furono somministrati 12 g di ascorbato di sodio con una siringa da 50 cc. In 10 minuti la pressione sanguigna fu registrata a 100/60.

Oltre 100 g addizionali furono dati endovena nel corso delle seguenti 3 ore, tempo in cui il paziente era sveglio. Lo shock da tossialbumina, neurotossina, proteotossina, muscarina ed acido formico risponde parimenti bene alle alte dosi di vitamina C. Mantenere i tessuti saturi impedirà tali esperienze o renderà un fatto di routine il recupero con vitamina C addizionale.

Blumberg, in un articolo sul Medical World News, ha notato che la scoperta dell’antigene australiano aumenta le speranze per un efficace vaccino dell’epatite. Molti studi controversi sono stati riportati sull’uso di questo antigene. Un’altra sostanza controversa, la vitamina C, curerà l’epatite virale in 2-4 giorni e permetterà al paziente di riprendere immediatamente le sue attività usuali. Dovrebbe essere data in una gamma di dosi da 500 a 700 mg per kg di peso corporeo ogni 8- 12 ore.

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Nel nostro ultimo caso furono dati 5 g di ascorbato di sodio, come cristalli disciolti in 200 cc di acqua o succo di frutta, ogni 4 ore, cioè 30 g in un periodo di 24 ore. Tutti i sintomi ed i segni furono rimossi in 96 ore.

In contrasto, il trattamento dell’epatite virale con un agente immunizzante richiederebbe probabilmente parecchie vaccinazioni in una sola epidemia epatica. Se volete i risultati, usate adeguato acido ascorbico.

37. Chambers, R. and Pollock, H.: J. Gen. Physiol., 10:739, 1927.
www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

L’Arte di Vivere

L’aspetto empatico che “colpisce” alcune persone è legato alle quattro parti di cui siamo fatti.

Anima, Mente, Corpo e Spirito. Vorrei sottolineare come il corpo è la cosa che conta meno anche se sembra che sia la cosa che conta di più, almeno al giorno d‟oggi dove l‟apparire è meglio che essere,

ma questo è dovuto al fatto che la manifestazione di anima, mente e spirito è fatta sul corpo.

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Dunque la manifestazione somatica in realtà dipende da psiche. Il corpo infatti non ha volontà né coscienza di sé e quindi è solo un tramite (il tabernacolo della Santissima Trinità direbbe la Chiesa Cattolica). Nel rapporto tra due esseri di sesso opposto, essi possono vibrare a frequenze simili solo a livello animico o spirituale o mentale o a due di questi livelli assieme o a tutti e tre.

L’essere umano, secondo me, di queste cose, ci capisce poco, a volte pensa di essere innamorato perché si trova in empatia con una, due o tutte e tre queste parti di sé, che rivede specchiate nell’altro e né riconosce una vibrazione simile.

In realtà l’amore sarebbe solo empatia legata agli stati vibrazionali dei due soggetti che riconoscono nell’altro una vibrazione analoga alla propria.

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Si potrebbe dire che questa cosa accade più frequentemente tra maschi e femmine ma solo perché si tratta, secondo me, di un bisogno di anima di contattare spirito. Mi spiego meglio; quando noi “dentro” non siamo uniti, cioè anima, mente e spirito non sono ancora legati tra loro, anima vuole parlare con il suo spirito e non riesce a farlo. Anima allora trova nello spirito dell’altro, il suo interlocutore; in altre parole la parte femminile di noi trova il modo di parlare con la parte maschile dell‟altro e viceversa.

Questo concetto lo espresse Neumann, allievo di Jung, cinquanta anni fa e neanche sapeva della razionalizzazione di anima e di spirito che, in questa sede, stiamo tentando di portare avanti.

Hillman sostiene che il rapporto con l’altro è il tentativo di conoscere se stessi attraverso l‟altro. Una donna va con un uomo per conoscere la parte maschile del proprio sè. Fin qui la parte razione del problema.

Anima non ama nessuno perché è una e, al massimo, si riconosce nell’anima dell’altro. Spirito può amare anima ma non se stesso anche perché esso stesso è unico; non unico come anima nel tempo ma unico nello spazio.

Dunque l’unico interesse che ci può essere è tra anima, nella sua totalità con spirito nella sua globalità.

In questa ottica vanno presi in considerazione i rapporti tra gay per esempio dove i due soggetti hanno difficili rapporti di prevalenza tra i loro lobi destro e sinistro.

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Il contenitore, il corpo, in questa ottica, non c’entrerebbe niente ma sembrerebbe essere solamente il portatore di emozioni e sentimenti animico spirituali.
In altre parole l’amore è il tentativo di conoscere se stessi attraverso l’altro.

L’atteggiamento protettivo verso l’altro ne è una conferma indiretta. Io proteggo la parte di me che vedo nell’altro, perché penso che sia mia. Comprendere queste cose, aiuta a svolgere i giusti ruoli nei rapporti interpersonali senza prendere inutili cantonate alla volememose bene, classiche della new age americana.


Dunque chi non ama nessuno è perché o è in pace con sè stesso, ed i suoi due lobi cerebrali sono in continuo contatto tra loro, comunque rimanendo unito con tutti e il tutto, tanto da rendere inutile la ricerca di un contatto con parti animiche o spirituali esterne a se stessi, oppure siamo in presenza di stupidi che non si accorgono, anche solo in parte, di vivere in un universo quasi tutto virtuale, cioè duale.

(Corrado Malanga)

Il papà

Diventare genitori insieme

In passato, la maggior parte degli studi sul comportamento dei genitori durante la vita prenatale e il loro effetto sul bambino in utero si focalizzavano sul comportamento delle madri.

Quasi nessuno si era soffermato sul comportamento dei padri. Iniziare a introdursi in questo campo rappresenta un passo molto importante. Attualmente si incontrano giovani padri che denotano un comportamento protettivo e amorevole verso la propria donna in gravidanza; sono quei padri che attendono di dare il benvenuto al loro bambino a braccia aperte.

I padri che manifestano questo comportamento proteggono e amano il loro bambino prenatale, si accertano che esso cresca in buona salute, che sia bene accudito e che riceva tutte le attenzioni necessarie. Essi parlano col bambino, cantano per lui, giocano con lui e lo accarezzano attraverso il pancione della madre, gioiscono quando sentono i colpetti dei suoi piedini e ascoltano il battito del suo cuoricino.

Genitori Consapevoli

Questi sono padri presenti, e, benché non se ne rendano conto, sono in comunicazione col bambino anche quando si dimostrano amorevoli verso la madre. Questi padri dimostrano empatia quando la madre è affaticata o non sta bene, e si danno da fare in casa più del solito.

Essi sono quei padri che accompagnano la madre al corso di preparazione al parto, che imparano a massaggiare la loro donna e che si sentono coinvolti con un interesse sorprendente, come se fossero loro a dover partorire. La gravidanza non è esclusiva della donna, ed è giusto che la coppia la viva insieme, perché è proprio durante la gravidanza che si instaurano i giusti equilibri all’interno della coppia.

Per la donna, il periodo della gestazione può presentare varie difficoltà sia dal punto di vista fisico che psicologico. In questi casi il padre reagisce con molta dolcezza e una buona dose di pazienza e di comprensione. Durante il parto, il padre rappresenta un importante sostegno per la donna, e nella maggior parte degli uomini la partecipazione viene vissuta positivamente.

Genitori consapevoli

Gli uomini seguono le contrazioni, respirano insieme alla donna e soprattutto agiscono da continuo e amorevole incoraggiamento. E’ proprio durante questo periodo che si rendono evidenti i ruoli di ognuno, specialmente il ruolo del padre che, già iniziato durante la gravidanza, per troppo tempo gli era stato negato.

Infatti, per infondere in sé una nuova immagine paterna e per assolvere bene a tale funzione, è bene iniziare a creare un saldo legame in seno alla triade sin dal primo momento della gestazione, possibilmente ancor prima, territorio ancora vergine per la maggior parte degli uomini in quanto i padri del passato non avevano mai affrontato questo argomento.

Padre, Figlio, Bambino, Ragazzo, Famiglia, Uomo

Gli uomini non possiedono una chiave di accesso al mondo intrauterino, tuttavia ora sono in grado di attivare un legame profondo e soddisfacente con i loro figli già molto prima della loro nascita, con grande gioia della madre. A nascita del bambino avvenuta, dichiarano di aver vissuto tale esperienza con un’intensità e una felicità che non avevano mai immaginato di essere in grado di provare.

Questi sono i padri della nuova generazione. Nessuna nostalgia, quindi, per la figura autoritaria del passato che non partecipava alla nascita dei bambini e che otteneva obbedienza assoluta dai figli di qualunque età, lasciando per sempre danni impressi nell’anima. Fortunatamente non erano proprio tutti così, ma pur sempre troppi.

Uomo, Bambino, Padre, Papà , Paternità , Amore, Famiglia

Oggi ci vogliono padri che sappiano rispondere nel modo più vero alle necessità dei figli, a qualunque età., che rappresentino un punto di riferimento importante. E non c’è modo migliore di conoscere il proprio figlio per poter svolgere in pieno il proprio ruolo di genitore, come quello di averlo seguito con amore sin dal concepimento.

Il padre rappresenta il terzo polo nel triangolo familiare, cioè l’elemento maschile che favorisce – quando è giunto il momento – il distacco dalla madre proiettando il figlio verso il mondo. Il ruolo del padre è quello di iniziare il figlio alla vita, di fargli da ponte verso la società, soprattutto a partire dai 7, 8 anni, indicando, attraverso i suoi comportamenti, le norme e i limiti e sostenendolo nelle prove che deve affrontare, a cominciare dalla scuola.

Ed è nello spirito del dono, non dello scambio, che il padre svolge la sua funzione educativa, senza aspettarsi alcuna ricompensa. La ricompensa, se ci sarà, verrà quando il figlio sarà cresciuto.

Le emicranie

Negli Stati Uniti, quasi trentacinque milioni di persone soffrono di emicranie

ovvero mal di testa ricorrenti che causano un dolore intenso e pulsante, di solito concentrato su un unico lato (la parola “emicrania”, infatti, deriva dal greco hêmíkrania, che significa “metà del cranio”).

L’emicrania colpisce persone di ogni sesso ed età, ma soprattutto le donne; negli Stati Uniti, ne soffre quasi il 35 per cento, a un certo punto della vita. Chi ha familiarità con questo disturbo sa bene che il dolore può essere accompagnato da un’estrema sensibilità alla luce, ai rumori e/o agli odori; vista appannata; visione di lampi di luce; nausea e/o vomito; difficoltà nell’eloquio e capogiri che possono sfociare in svenimenti.

Può durare da un paio d’ore a diversi giorni e privare del desiderio di fare qualunque cosa, a parte starsene sdraiati al buio in una stanza silenziosa, finché il malessere passa. Questa malattia del mistero può essere debilitante, tanto da compromettere il lavoro e la vita sociale. Le persone che ne soffrono spesso hanno la sensazione di dover organizzare la propria agenda in base all’emicrania, cercano sempre di prevedere se le riunioni, gli appuntamenti o le cene fuori con gli amici saranno rovinati dal dolore.

Per alcuni diventa perfino una superstizione: non possono nemmeno pronunciare la parola emicrania per il timore di scatenarla. Diversi miei clienti mi hanno riferito che soffrire di emicrania è come vivere in una prigione. L’impressione che essa eserciti un controllo sulla vita e su ogni movimento, a cui vanno aggiunti gli effetti deteriori del dolore fisico, può rendere chi ne soffre estremamente vulnerabile ed emotivamente sensibile.

L’emicrania è una malattia misteriosa e complessa, e la combinazione di fattori che può scatenarla varia da persona a persona. I medici provano a curarla con “cocktail” di farmaci procedendo per prove ed errori: se un gruppo di farmaci non funziona, ne prescrivono un altro, poi un altro ancora, fino a quando i sintomi cominciano ad alleviarsi.

Gli effetti collaterali di questi farmaci possono però generare nuovi problemi; inoltre, sono efficaci solo temporaneamente. In alcuni casi, con l’andare del tempo, il corpo può sviluppare una resistenza a un farmaco, ma anche l’astinenza dal farmaco scatena il dolore.

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Questo capitolo offre informazioni sull’emicrania che non sono mai state esposte prima d’ora, rivela i segreti che si celano dietro molti fattori scatenanti che la causano e ti orienta verso la guarigione.

I FATTORI SCATENANTI DELL’EMICRANIA 

Nella maggior parte dei casi, le comunità mediche non sanno quali siano le cause dell’emicrania. È in parte per questo motivo che procedono a tentoni per trattarla. Finora, la teoria dominante è che un neuropeptide rilasciato nel sistema trigeminale (i nervi cranici) provoca dolori alla testa in persone particolarmente sensibili a quel composto. In realtà, il più delle volte l’emicrania non è scatenata da un unico fattore ma da una combinazione di fattori.

Di seguito elenco i più comuni


Leggi tutte le manifestazione del tuo corpo ascoltati non sei separarti da te stesso, da ogni contesto, in cui si manifesta, mentre mangi, lavori, con chi sei? Come ti senti tu in quel preciso momento e tutte le informazioni che ricevi dall’esterno e intorno a te, ecc., e fai del tuo meglio per identificare quelle che assomigliano di più alla tua condizione; dopodiché cura ogni fattore in modo da avviare il processo di guarigione.

Tieni anche presente che, dopo aver identificato una causa, non dovresti smettere di cercare. L’emicrania è spesso il risultato di una serie di cause concomitanti: due, tre, quattro o più problemi che collettivamente agiscono da fattore scatenante. Per esempio, se non dormi abbastanza e sei sottoposto a uno stress cronico, ma per il resto hai un buono stato di salute, è probabile che non ti venga l’emicrania.

Ma se hai anche un’esposizione a metalli pesanti (come il mercurio e l’alluminio) e oltretutto mangi latticini e uova (che possono essere mucogeni, acidi e allergenici), allora la mancanza di sonno e lo stress, combinati ai metalli pesanti e alle sensibilità alimentari, possono sottoporre il tuo corpo a una pressione eccessiva e dar luogo all’emicrania.

I soliti sospetti 


È risaputo che alcune condizioni generano i sintomi dell’emicrania. Un medico affidabile passa in rassegna le condizioni descritte qui di seguito per valutare se hai qualcuno di questi problemi. Se soffri di emicranie, di sicuro avrai già consultato diversi medici ed esplorato una varietà di fattori concomitanti e test diagnostici.

A titolo di promemoria, ecco l’elenco: 
Commozione cerebrale: un trauma alla testa, solitamente causato da un colpo o da uno scuotimento violento del capo e della parte superiore del corpo. Se hai vissuto esperienze che hanno prodotto una commozione cerebrale, parlane al tuo medico; anche se è avvenuta tempo fa e le emicranie sono cominciate molto tempo dopo, è probabile che sia stata quella a scatenare la tua
predisposizione.

Meningite: una grave infiammazione con conseguente gonfiore delle membrane protettive che circondano il cervello e il midollo spinale. Di solito è provocata da un’infezione virale, altre cause sono i batteri e alcuni farmaci. Se hai avuto la meningite, anche molto tempo fa, è probabile che sia questo il fattore scatenante della tua predisposizione all’emicrania.

Ictus: una lesione cerebrale in cui l’afflusso di sangue a una parte del cervello si interrompe o si riduce drasticamente, causando la morte di alcune cellule cerebrali per mancanza di nutrimento e ossigeno. Questo tipo di danni sono facilmente identificabili. Attacco ischemico transitorio (TIA): provoca una lesione cerebrale più ridotta rispetto all’ictus; può essere così lieve da non accorgersene ma avere comunque un impatto considerevole sulla salute.

Aneurisma cerebrale:

è il rigonfiamento di un vaso sanguigno nel cervello. 
Tumore al cervello: è la formazione di un’anomala massa di tessuto nel cervello; può essere canceroso o benigno, ma entrambe le tipologie causano emicranie.  Cisti o microcisti cerebrale: una sacca (di norma benigna) piena d’aria, fluido o altro materiale che si forma nel cervello. 


Impedimento ai nervi cervicali: sono otto nervi che si diramano dal midollo spinale e che aiutano a controllare diverse aree del corpo. I primi due (C1 e C2) controllano la testa: se qualcosa interferisce con il loro funzionamento, possono insorgere diversi problemi, tra cui l’emicrania.

Se hai già fatto degli esami, hai rivisto la tua anamnesi con il medico e hai escluso le condizioni elencate qui sopra, sei nel regno del mistero. Qui di seguito ti spiego i fattori scatenanti dell’emicrania che le comunità mediche non comprendono ancora del tutto … oltre a svelarli per la prima volta. Il virus di Epstein-Barr e l’herpes zoster I medici non sanno che milioni di persone soffrono di emicrania a causa del virus di Epstein-Barr (EBV) o dell’herpes zoster.

Come spiego, l’EBV infiamma continuamente il sistema nervoso centrale, compreso il cervello; se il virus entra nel nervo vago, il nervo infiammato può scatenare l’emicrania. In alternativa, l’herpes zoster può infiammare il trigemino o il nervo frenico: anche l’infiammazione di questi nervi può scatenare l’emicrania.

Per combattere il virus (se è presente) segui le istruzioni contenute nei 4 stadi. Per capire se il responsabile è invece l’herpes zoster, leggiti la spiegazione. Debellare il virus di Epstein-Barr o l’herpes zoster potrebbe essere sufficiente per porre fine alle tue emicranie.

Micro-ischemie transitorie
Una micro-ischemia transitoria è simile a un attacco ischemico transitorio ma di minore entità. Le comunità mediche non sanno ancora che possono verificarsi queste piccole ischemie e che possono scatenare l’emicrania.

Emicranie collegate alla sinusite


Alcune emicranie derivano da infezioni croniche delle pareti dei seni paranasali dovute allo streptococco. In questi casi, gli otorinolaringoiatri spesso raccomandano un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti cicatriziali, ma siccome lo streptococco è molto difficile da rimuovere, questi interventi non sono efficaci o danno soltanto un sollievo temporaneo. Un modo migliore per curare le emicranie dovute alla sinusite è rafforzare il sistema immunitario, in modo che il corpo possa combattere l’infezione con le sue difese naturali. I consigli presentati in questo capitolo, “Come puoi guarire finalmente”, ti guideranno in questo processo.

La permeabilità all’ammoniaca 


Un altro fattore che scatena l’emicrania è un malfunzionamento dell’intestino (del Microbioma Intestinale) . Le comunità mediche non sanno che, quando l’apparato digerente non funziona nel modo corretto, il gas ammoniacale può disperdersi e raggiungere il nervo vago, il nervo frenico e/o i nervi trigeminali. L’ammoniaca può attraversare la barriera ematoencefalica e dilagare verso ogni componente del sistema nervoso centrale.

Quando il gas li priva dell’ossigeno di cui hanno bisogno, questi nervi si infiammano, e l’infiammazione a sua volta può interferire con le funzioni cerebrali, e creando le emicranie. Per capire se sei affetto da questo disturbo – e per risolvere il problema – leggi, “La salute dell’apparato gastrointestinale”.

La carenza di elettroliti


Per rimanere in salute, il corpo deve mantenere un certo livello di elettroliti, ioni composti da sali e da altri componenti dei fluidi corporei. Gli elettroliti servono a mantenere e a inviare gli impulsi nervosi elettrici che fanno funzionare il corpo, specialmente il cervello, che è il centro dell’attività elettrica dell’organismo. Quando il loro livello si abbassa, l’attività cerebrale può risultare gravemente compromessa, generando un sovraccarico sul sistema nervoso centrale e scatenando l’emicrania.

La causa più comune della carenza di elettroliti è la disidratazione. L’acqua di cocco e i centrifugati sono le fonti migliori per ripristinare le tue riserve di elettroliti. Prova a bere ogni giorno almeno trecentocinquanta grammi di estratto a bassi di giri al minuto, (prima di tutto inserisce sempre almeno 1 – 2 limoni asseconda della quantità, e se la fai da asporto in un termos per estratti” di cetriolo, o cetriolo e mela, o sedano e mela (per le dosi, calcola metà dell’uno e metà dell’altra).

Lo stress


Tutti ci sentiamo stressati di quando in quando, a volte di più, a volte di meno. Alcuni di noi sono più sensibili di altri. Se sei in una condizione cronica di stress, è probabile che i continui afflussi di adrenalina corrosiva creino scompiglio in diverse aree, tra cui il cervello e molti nervi che scorrono nel corpo. Questo scompiglio può creare una reazione ipertensiva che irrigidisce aree specifiche come il trigemino, scatenando l’emicrania. Per alleviare la tua tensione mentale, leggi, “Meditazioni e tecniche per la guarigione dell’anima”.

Il ciclo mestruale


Molte donne riferiscono che il mal di testa arriva subito prima, durante o subito dopo le mestruazioni. Questo accade perché, durante le mestruazioni, l’apparato riproduttivo impiega l’80 per cento delle riserve di energia del corpo e della funzionalità del sistema immunitario. Se il tuo corpo deve difendersi da altri fattori scatenanti come lo stress, le allergie alimentari, la tossicità dei metalli pesanti o la disidratazione, quando arrivano le mestruazioni ecco che insorge l’emicrania, perché tutte quelle riserve e l’attività del sistema immunitario passano ad aiutare l’apparato riproduttivo. È per questo motivo che a essere affette da emicranie ricorrenti sono per lo più donne.

Se anche tu rientri in questa casistica, prova a ridurre al minimo gli altri fattori in modo che le mestruazioni abbiano meno probabilità di sconvolgere il tuo organismo.

Disturbi del sonno


Se non ti concedi una quantità sufficiente di sonno profondo (un sonno ininterrotto che comprenda la fase dei sogni), con l’andare del tempo possono crearsi degli squilibri nella tua chimica cerebrale. È improbabile che subentri l’emicrania solo per questo motivo ma, quando si associa ad altri, la mancanza di sonno può essere un fattore scatenante. Se hai disturbi come l’insonnia, consolati:

quando sei sveglio a letto nel cuore della notte, metà del tuo cervello in realtà sta dormendo. Ciò significa che il tuo corpo sta comunque guarendo e che il tuo sistema nervoso centrale si sta rinvigorendo; dunque, se puoi, cerca di non innervosirti o arrabbiarti quando hai una notte insonne. Il solo fatto di comprendere questo segreto ti renderà meno suscettibile alle emicranie legate alla mancanza di sonno.

Se la tua insonnia è causata da una malattia fisica trattata in questo libro – per esempio il virus di Epstein-Barr, l’herpes zoster, la malattia di Lyme – segui i consigli esposti nei capitoli dedicati all’argomento del testo per curare quella malattia.

Se non dormi a sufficienza perché ti sembra che la giornata non abbia un numero sufficiente di ore per far fronte a tutti i tuoi impegni, prova a pensare a quali incombenze potresti eliminare. Sembra impossibile, ma
poiché l’alternativa è perdere ore preziose a causa dell’emicrania, è molto più saggio ricavarsi più tempo per il sonno. Meriti di rispettare i limiti del tuo corpo.

I metalli pesanti e altre sostanze tossiche dell’ambiente
Alcuni metalli pesanti come il mercurio, l’alluminio, il piombo e il rame possono insediarsi nel cervello e in altri organi, come il fegato, e comprometterne il funzionamento. Le possibili conseguenze includono ansia, depressione, sindrome ossessivo – compulsiva e sindrome da deficit di attenzione/iperattività. Un’altra possibile conseguenza è l’emicrania.

Esistono migliaia di sostanze chimiche controverse o decisamente tossiche a cui sei regolarmente esposto: sono nel tuo ufficio e nella tua casa, negli alimenti che consumi, nell’acqua che bevi, nell’aria che respiri e così via. Queste sostanze possono entrare nel cervello e interrompere gli impulsi elettrici, e anche se non abbiamo per lo più alcun controllo sul nostro ambiente – su quello che respiriamo e ciò a cui siamo esposti – abbiamo la possibilità di rimuoverle dal nostro corpo ne parlerò … (“Libera cervello e corpo dalle tossine”).

In alcuni casi, la disintossicazione continua, associata all’abitudine di evitare il più possibile l’esposizione a tali sostanze, è sufficiente a fermare le emicranie. Alimenti che tendono a scatenare l’emicrania. È improbabile che l’emicrania sia dovuta al consumo di un certo alimento se non hai specifiche intolleranze o se non soffri di un disturbo più nascosto. È più probabile che essa sia causata da una molteplicità di fattori, e gli alimenti elencati qui sotto possono essere tra questi:


Latticini e derivati dal latte

essendo mucogeni, sottopongono a un’eccessiva pressione il sistema linfatico e, di conseguenza, il sistema nervoso centrale.
Uova: se l’apparato digerente è indebolito, per esempio per una carenza di acido cloridrico, le uova possono far aumentare l’ammoniaca, che satura e irrita il sistema nervoso centrale.
Glutine (grano, segale, orzo, farro): il glutine confonde il sistema immunitario e alza i livelli delle istamine, che possono scatenare le emicranie.
Carne (manzo, pollo, maiale): se l’apparato digerente è indebolito, per esempio per una carenza di acido cloridrico, la densità di proteine può innescare la produzione di ammoniaca, che satura e irrita il sistema nervoso centrale.
Alimenti fermentati (per esempio sottaceti, ketchup): gli alimenti fermentati o sottaceto abbassano il pH dell’intestino generando acidità nell’organismo, che può scatenare l’emicrania.

disbiosi intestino

Sale

il sale celtico e il sale rosa dell’Himalaya sono i migliori; non usare mai il comune sale da tavola “ non è nato per l’alimentazione ma è un conservante, Spesso il sale da cucina include anche dei conservanti per i quali non esiste l’obbligo di denuncia, carbonato di calcio, carbonato di magnesio, E535, E536, E 540, E 550, E 551, E 552, E 553b, E 572 e idrossido d’alluminio, i quali servono a migliorare la cospargibilità del sale.

L’alluminio, un metallo leggero che ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e che noi assumiamo con gli alimenti preconfezionati e le bibite in lattina, è stata attribuita la responsabilità dell’elevata incidenza del morbo di Alzheimer negli USA. L’alluminio di fatto impedisce alle fibre nervose la sinapsi, interrompendo di conseguenza il flusso del pensiero.

Oli: quelli di colza, di mais, di cotone e di palma esercitano un’azione altamente infiammatoria. Additivi (glutammato monosodico, aspartame): sono neurotossici e possono essere particolarmente aggressivi come fattori scatenanti dell’emicrania.

diabete

Bevande alcoliche: esercitano un’azione disidratante e affaticano il fegato.
Cioccolato: ha un effetto sovreccitante e molto aggressivo sul sistema nervoso centrale; agisce come una neurotossina che scatena l’emicrania. Alcune persone ritengono che il cioccolato e altre forme di caffeina allevino il dolore, hanno sperimentato questa efficacia perché la caffeina induce le ghiandole surrenali a inondare il corpo di adrenalina, che agisce da rimedio temporaneo per l’infiammazione che causa l’emicrania. Con l’andare del tempo, però, la caffeina ha conseguenze controproducenti.

Per facilitare il processo di guarigione, ti consiglio di evitare di mangiate tutti gli alimenti elencati almeno fino a quando le tue emicranie scompariranno. Se è troppo difficile, comincia con quelli di cui riesci a fare a meno e parti da lì. Essere proattivi genera effetti positivi in ogni caso.

Reazioni allergiche


Quando entri in contatto con qualcosa a cui sei allergico, il corpo produce l’istamina per proteggerti dalla sostanza potenzialmente pericolosa. In alcuni casi il corpo risponde con una reazione eccessiva e produce troppa istamina, provocando l’emicrania. Può capitare che la reazione sia ritardata, per esempio qualche giorno dopo aver ingerito un cibo allergenico.

Prova a capire se c’è qualcosa che stai mangiando, bevendo, toccando o a cui sei esposto in altro modo che potrebbe creare scompiglio nel tuo sistema immunitario. Potrebbe essere anche il fumo passivo, il polline o il cane del nuovo vicino. Se le tue emicranie sono cominciate di recente, presta particolare attenzione a eventuali allergeni che si sono introdotti nella tua vita poco prima che iniziasse il mal di testa. Quando identifichi tutte le possibili cause di una reazione allergica, prova a eliminarle e vedi se le emicranie scompaiono contestualmente rieduca l’alimentazione e il tuo Metaboloma Intestinale, Milza e Fegato.

Quando si tratta di stabilire a cosa sei allergico o intollerante, il tuo intuito è molto più preciso dei test medici, che sono fallibili, quindi ascolta il tuo corpo e mantieni un alto livello di consapevolezza.

Curare le emicranie


Come avrai capito, i potenziali fattori scatenanti dell’emicrania sono moltissimi. Se hai identificato le probabili cause del tuo mal di testa, il rimedio più efficace è eliminare questi fattori dalla tua vita. Anche le erbe e gli integratori, oltre agli alimenti terapeutici, possono dare un contributo importante: aiutano ad alleviare il dolore e l’infiammazione, a mitigare le reazioni allergiche, a lenire i nervi, a calmarti, a migliorare la salute dell’apparato gastrointestinale e a offrire una blanda disintossicazione, in fondo al file all’interno troverai dei link da dove puoi scaricare le info di ogni rimedio da associare sempre ad un riprestino dell’Asse Intestino – Cervello, grazie ad un protocollo alimentare.

Alimenti terapeutici


Esistono cibi specifici che possono aiutare a prevenire e/o a guarire le emicranie perché rilassano i muscoli, agevolano l’espulsione delle tossine, rafforzano il tessuto cerebrale, migliorano la digestione, calmano i nervi e forniscono nutrienti fondamentali. I centrifugati di sedano, il coriandolo, i semi di canapa, la papaia, il peperoncino, l’aglio, lo zenzero, il cavolo riccio, la cannella e le mele sono alcuni degli alimenti migliori per curare le emicranie.

rieducazione del Metaboloma Intestinale attraverso i cibi terapeutici e piante officinali della farmacopea e Madre Natura.

anthony william

Asse intestino – Cervello

Il fattore di crescita insulino-simile di tipo 1 (IGF-1)

Le proteine in eccesso stimolano anche la produzione di un ormone chiamato fattore di crescita insulino-simile di tipo 1, o IGF-1. Come rivela il nome, si tratta di un parente stretto dell’insulina e svolge un ruolo abbastanza simile. I due ormoni sono così somiglianti che i loro recettori possono avere reazioni crociate.

L’ormone umano della crescita (HGH) funge da messaggero per l’IGF- 1. Quando viene rilasciato dall’ipofisi, l’HGH stimola la produzione e il rilascio dell’IGF-1, che è il vero responsabile di molti effetti anabolici e di crescita che vengono attribuiti all’HGH. Il dato cruciale è che l’IGF-1 segnala al corpo di crescere istruendo le cellule a riprodursi.

invecchiamento precoce

Ma questo processo, che ha per risultato un organismo più forte, comporta un prezzo molto alto. Come l’insulina, anche l’IGF-1 è un potente stimolatore dell’invecchiamento; alcuni studi dimostrano che gli animali che producono meno IGF-1 vivono molto più a lungo e sono meno vulnerabili alle malattie rispetto a quelli che producono alti livelli di questo ormone.

Altri studi condotti su una comunità che viveva in una zona remota dell’Ecuador i cui abitanti erano affetti dalla sindrome di Laron – una rara forma di nanismo – hanno confermato il legame tra l’IGF-1 e le malattie.(4) Gli scienziati di tutto il mondo rimasero stupefatti quando fu rivelato che le persone affette dalla sindrome di Laron vivevano più a lungo ed erano praticamente immuni al diabete e al cancro.

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Dopo aver seguito per cinque anni 99 soggetti affetti da questa sindrome, i ricercatori non riscontrarono nemmeno un caso di diabete e Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia” registrarono un unico caso di cancro che si risolse nel migliore dei modi.

I ricercatori confrontarono questi dati con quelli relativi ai parenti di altezza normale dei soggetti colpiti da nanismo e scoprirono che tra loro l’incidenza di morte per cancro era di uno su cinque. Inoltre, il 5 per cento dei parenti moriva di diabete. Questi dati stupefacenti furono confermati da uno studio condotto su persone affette dalla sindrome di Laron in Europa.

invecchiamento

Quando i ricercatori analizzarono il sangue dei soggetti colpiti dal nanismo, scoprirono alti livelli di HGH e ne restarono sorpresi. Ma quando approfondirono le analisi trovarono la risposta: una mutazione nel recettore dell’HGH. In altre parole, i soggetti affetti dalla sindrome di Laron erano incapaci di rispondere all’HGH producendo l’IGF-1.

Per molti ricercatori fu sbalorditivo scoprire che la mancanza dell’IGF-1 potesse avere un impatto così forte su due delle malattie più perniciose e devastanti del mondo sviluppato.

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Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”