Vitamina D

Parliamo della vitamina D.

Migliaia di studi hanno proclamato la sua importanza per la nostra salute e a causa di essa si sono verificati numerosi cambiamenti nel nostro modo di vedere la medicina.

È davvero notevole che la vitamina D agisca in quasi tutti i fattori sopra menzionati: aumenta le prestazioni fisiche, aiuta a ottenere il peso ideale, influenza l’assorbimento dei sali minerali, è necessaria per ottenere buon sonno e ridurre lo stress, favorisce i meccanismi di disintossicazione ed escrezione dei metalli pesanti dal corpo e rafforza il nostro sistema immunitario.

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La vitamina D e i suoi effetti sulla salute

Si è trovato che alti livelli di vitamina D nel nostro sangue si associano a:

– Ridotta mortalità da qualsiasi causa;

– ridotta incidenza del cancro al seno fino al 77%;

– ridotta incidenza del cancro al colon;

Immagine correlata– minore incidenza del cancro alla prostata;

– ridotta incidenza del diabete negli adulti e nei bambini;

– ridotta incidenza dell’ipertensione e delle malattie cardiovascolari;

– ridotta incidenza della depressione,

soprattutto durante i mesi invernali;

– ridotta incidenza delle infezioni respiratorie;

– un incremento di 20 ng/ml dei livelli della vitamina D nel sangue riduce il rischio di sclerosi multipla del 45%;

– l’incidenza dell’autismo e dei disturbi dello sviluppo diminuiscono;

– ogni incremento di 1ng/ml comporta una perdita di peso supplementare di 200 g mantenendo la stessa dieta;

– miglioramento della psoriasi;

VItamina D alimenti

– la differenziazione e l’attivazione dei globuli bianchi;

– l’attivazione e la replicazione di 3005 geni;

– aumentata produzione di 200 sostanze endogene ad azione antibiotica nel corpo umano.

E questi sono solo una parte del contributo della vitamina D alla nostra salute. Se questo non è il fattore più importante per essere sani non riesco a immaginare quale altro possa esserlo.

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Infatti la comunità scientifica ha spostato gran parte della sua attenzione sulla ricerca delle azioni e degli usi terapeutici della vitamina D. Al momento, sono in corso oltre 1752 studi clinici sulla vitamina D.

La medicina è ormai entrata nell’era“Dopo vitamina D”.

Quali sono i livelli ideali?

Quali sono i livelli ideali e quanta vitamina D è necessario assumere per avere tutti i benefici possibili?

Anche se questo è un tema che sembra non essere completamente risolto per la comunità scientifica, secondo uno studio condotto e pubblicato nel settembre del 2011 da Robert Heaney autorità mondiale sulla vitamina D, abbiamo bisogno di livelli superiori a 48 ng/ml per ridurre l’ incidenza delle malattie croniche.

Sempre secondo Heaney, il limite superiore normale è di 90 ng/ml mentre la tossicità è rara con livelli inferiori ai 200 ng/ml. Questi sono i livelli raggiunti nelle popolazioni in cui si vive e si lavora nella natura aperta, senza protezione dal sole e sono simili ai livelli osservati in popolazioni primitive.

Per questi motivi, non ci si dovrebbe concentrare sulla dose da assumere ma al raggiungimento di livelli di vitamina D (OH25D3) superiori come minimo ai 48 ng/ml. L’ideale sarebbe un livello tra 60-80 ng/ml.

Sicuramente la fonte migliore è l’esposizione al sole, ma questo non è sempre possibile per la maggior parte di noi, che siamo sufficientemente esposti al sole per soli 15-30 giorni l’anno.

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Dobbiamo anche tenere conto che questa esposizione avviene usando la protezione solare (una crema solare con un SPF 15, blocca la produzione di vitamina D dal sole del 99%). Infatti, è raro anche nei paesi mediterranei ottenere livelli di sufficienza senza integrazione con vitamina D3.

La vitamina D agisce direttamente sui nostri geni! Fino a non molto tempo fa, sapevamo che l’azione della vitamina D era principalmente confinata sul tessuto osseo. La verità è che la vitamina D è un ormone, l’ormone più potente nel corpo umano.

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Non è forse la pillola magica che tutti aspettiamo, ma è la proposta scientifica che più si avvicina a tale definizione, in questo momento. Come fa un fattore singolo ad avere tanti effetti sulla funzione del nostro corpo?

Ricercatori dell’Università di Oxford hanno confermato l’azione della vitamina D su 3005 geni. È risultato che ciascuno di questi geni ha un recettore specifico per la D3. La vitamina D si lega a questo recettore e regola direttamente il funzionamento di gran parte del genoma (la somma dei geni nel nostro DNA) umano.

Considerando che più di un miliardo di persone nel mondo sono carenti di vitamina D, a causa di una bassa esposizione al sole, è facile capire l’importanza di questa scoperta per la nostra salute.

Effetti sul Sistema Immunitario Con lo stesso meccanismo la vitamina D è necessaria all’attivazione dei globuli bianchi. Quando il corpo entra in contatto con un nuovo virus o un batterio, si reclutano globuli bianchi dal sangue – in particolare i linfociti T – per combattere l’invasore.

Ciascuna di queste cellule sono programmate per riconoscere un particolare tipo di virus o batterio. Così, per ogni 100.000 cellule T, forse solo una fra queste combacia col fattore patogeno.

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Queste cellule hanno bisogno di moltiplicarsi immediatamente in modo da non permettere al “nemico” di causare malattia. Per essere in grado di attivare i linfociti T e trasformarli in cellule Natural Killer (globuli bianchi del sistema immunitario che riconoscono e distruggono cellule tumorali e virus) è necessaria la presenza di vitamina D in quantità sufficienti.

Una volta che le cellule T vengono a contatto con un agente microbico, estendono “antenne” ad accogliere la vitamina D. Se vi è abbondanza di vitamina D nel nostro sangue, i linfociti cominciano ad attivarsi e si ha una efficiente risposta immunitaria.

Co-fattori della vitamina D

Risultati immagini per protezione solare vitamina D e K

È fondamentale sapere che la vitamina D opera nel nostro corpo in presenza di alcuni componenti, necessari per esprimere la sua azione. Questi componenti si chiamano cofattori della vitamina D e sono i seguenti: Magnesio; Vitamina K2; Zinco; Boro.

Per avvalerci di tutti i benefici della vitamina D abbiamo bisogno di quantità sufficienti anche dei suoi co-fattori.

La più efficiente “assicurazione” per la nostra salute sarebbe di fornire questi cofattori al corpo e di avere livelli di vitamina D superiori a 48 ng/ml durante tutto l’anno, è facile, di basso costo e di vitale importanza avere dei livelli sufficienti di questa sostanza quasi miracolosa.

La chiave per l’autismo

autismo

Non risiedere nella mente, ma nell’intestino 

Molti dei nostri bambini e giovani adulti soffrono di problemi gastrointestinali e comportamenti connessi. Il più grave è la autismo , i più gravi problemi gastrointestinali.

autismo

Un team guidato da ricercatori dell’Arizona State University sta adottando un nuovo approccio nella ricerca di efficaci trattamenti per l’autismo, concentrandosi sul miglioramento del microbioma intestinale attraverso trapianti microbica fecale …..

… Il programma di trattamento ha mostrato benefici a lungo termine , tra cui una media di miglioramento 80 per cento dei sintomi gastrointestinali associati con disturbi dello spettro autistico e il 20-25 per cento di miglioramento nei comportamenti autistici , tra cui il miglioramento delle abilità sociali e migliori abitudini di sonno ….

Autismo

…. I microbi aggiunti attraverso il programma di trattamento sono rimasti dopo il trattamento interrotto.

“Questo è interessante, perché non solo abbiamo a disposizione buoni microbi, ma i microbi abbiamo fornito cambiato l’ambiente intestinale in un modo che ha aiutato la recluta ospite microbi benefici e ha permesso loro di rimanere intorno, …….

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Molto importante lavoro accadendo a ASU e la mia profonda gratitudine a Jim Adams, Rosa Krajmalnik-Brown e Dae-Wook Kang. Abbiamo bambini molto malati e i trattamenti medici per l’autismo non sono stati studiati a sufficienza. Questa è una buona notizia e mostra anche l’importanza della Microbioma in altre malattie neurodegenerative.

Il Microbiome viene anche implicato nella malattia di Alzheimer :

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Tutti i risultati suggeriscono che AD può iniziare nell’intestino , ed è strettamente legato allo squilibrio del microbiota intestinale. La modulazione della flora intestinale attraverso la dieta personalizzata o intervento microbiota benefico, probabilmente, diventerà un nuovo trattamento per l’AD.

Il Microbiome viene anche implicato nel Parkinson :

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Gli scienziati in California dicono di aver trasformato la comprensione della malattia di Parkinson. I test sugli animali suggeriscono il disturbo cerebrale può essere causato da batteri che vivono nell’intestino …. Gli scienziati ritengono che i batteri stanno rilasciando sostanze chimiche che attivano un eccesso di parti del cervello, causando danni.

I risultati potrebbero portare a nuovi modi di trattare la malattia, come i farmaci per uccidere i batteri intestinali o assumere pre/probiotici umani fermentati su acidi grassi a corta catena, frutta e verdura .

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Questi risultati stanno trasformando il paradigma dall’essere autisitci, che Leo Kanner ha descritto in psichiatria nel 1943, dopo l’incontro con quei primi undici figli del 1930, ad una condizione medica curabile, con le radici del malessere nell’intestino cioè il microbioma

Rimanete sintonizzati! 
http://www.ageofautism.com/…/small-study-shows-big-success-…

L’arteriosclerosi e l’integrazione

L’integrazione può essere un valido aiuto per prevenire e curare l’arteriosclerosi su diversi fronti.

1) Integrare i seguenti micronutrienti per contrastare l’arteriosclerosi:

La vitamina B3 funge da vasodilatatore, rimuove i lipidi dalle parete delle arterie (ateromi), diminuisce la quantità di colesterolo Ldl (cattive) ed aumenta quelle Hdl (buone). Migliora la circolazione e la pressione alta negli anziani.

omocisteina


La vitamina B7 è fondamentale per il metabolismo del colesterolo in quanto è in grado di promuovere la rimozione dei grassi dalle arterie (ateromi) permettendo alle cellule di utilizzarlo. Inoltre è stata riscontrata la capacità di rafforzare il sistema circolatorio (comprese vene e capillari) riducendone anche l’indurimento (diminuzione della pressione alta).

La vitamina C è uno straordinario antisclerotizzante ed agisce su diversi fronti. Scioglie gli ateromi delle arterie, ripara il tessuto endoteliale e riduce il numero di Ldl (dal 15 al 20% in meno).

Risultati immagini per vitamina D

La vitamina D agisce direttamente nelle cellule dell’endotelio vascolare e sui mastociti che generano la risposta immunitaria (con la formazione degli ateromi). È stata confermata una relazione inversa tra quantità di calcio che si deposita sull’epitelio (la calcificazione delle vene) e la quantità di vitamina D (maggiore è la vitamina, minore è il calcio).

La vitamina E agisce contro la malattia arteriosclerotica su più fronti. Contrasta l’ossidazione delle Ldl (quando sono ossidate si attaccano alle pareti delle arterie), diminuisce l’aggregazione piastrinica (diminuendo la possibilità di trombi, coaguli ed ictus), ricostruisce le pareti vascolari ed ha un effetto vasodilatatore.

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Il magnesio svolge diverse azioni protettive nei confronti del sistema circolatorio. Favorisce la diminuzione della pressione sanguigna, agendo sulle cellule muscolari del cuore (facendole rilassare), prevenendo palpitazioni e battito cardiaco irregolare. È un ottimo vasodilatatore, inibisce la coagulazione del sangue (diminuzione del rischio dell’ictus ischemico), riduce il colesterolo.

Il potassio favorisce la diminuzione della pressione sanguigna ed è usato per la prevenzione d’infarti e per normalizzare il battito cardiaco.

rame negli alimenti

Il rame, secondo alcuni studi ha avuto un ruolo importante nella riduzione dei danni all’aorta ed al cuore (successivamente ad eventi come l’infarto) grazie alla sua azione antiinfiammatoria. Regola inoltre la pressione sanguigna.

Il selenio è utilizzato per fluidificare il sangue, regolare le prostaglandine e la viscosità delle piastrine (prevenendo le malattie coronariche, l’ictus e l’insufficienza cardiaca). Il calcio può essere usato per la cura dell’ipertensione e la sua carenza può creare ipereccitabilità o aritmie cardiache.

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L’arginina è un prezioso alleato del sistema cardiocircolatorio. L’utilizzo di tale aminoacido ha prodotto la riduzione del colesterolo totale (comprese le Ldl), la riduzione delle dimensioni degli ateromi, una diminuzione dell’aggregazione piastrinica, un effetto dilatatorio dei vasi e la ricostruzione dell’epitelio delle vene.

È essenziale per contrastare patologie quali l’ipertensione, l’angina pectoris, l’aterosclerosi e l’ipercolesterolemia.

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La carnitina è un aminoacido il cui uso ha dimostrato una diminuzione del colesterolo nel sangue. In pazienti in cura per insufficienza cerebro vascolare, migliora la circolazione cerebrale. La cisteina è un aminoacido che promuove l’utilizzo del grasso da parte delle cellule, diminuendo le lipoproteine nel sangue.

La prolina è un aminoacido utilizzato dal corpo per la ricostruzione del collagene. L’integrazione di prolina ha dimostrato (in combinata con la vitamina C) di ricostruire l’endotelio arterioso e ridurre il fenomeno aterosclerotico.

taurina aminoacidi

La taurina è un aminoacido utilizzato nel trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia. Incrementa l’efficienza e la contrattilità del cuore, aumentando l’apporto di sangue nel miocardio ed è un potente vasodilatatore (tramite la sintesi dell’ossido nitrico).

La curcuma ha dimostrato di essere un prezioso alleato contro l’arteriosclerosi. In alcuni studi ha ridotto del 12% la quantità delle Ldl (cattive) ed aumentato del 25-30% le Hdl (buone). È inoltre un antiaggregatore piastrinico con la medesima efficacia dell’aspirina, nella prevenzione della trombosi e dell’ictus.

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Lo zenzero ha confermato le capacità per la cura delle malattie arteriosclerotiche. In particolare si é riscontata una riduzione sulle cavie da laboratorio del 44% delle lesioni aterosclerotiche, del 27% dei trigliceridi, del 53% delle lipoproteine Vldl, del 33% delle lipoproteine Ldl (cattive) ed una riduzione complessiva dell’ossidazione e dell’aggregazione delle lipoproteine.

I chiodi di garofano migliorano la fluidità del sangue, proteggendo le lipoproteine dall’ossidazione dei radicali liberi. Tale attività protegge il sistema cardiovascolare dall’aterosclerosi. 

epigallocatechina antiossidante

L’epigallocatechina gallato ha un effetto inibitorio sull’ossidazione delle Ldl. Può inoltre ridurre il colesterolo. In uno studio di ricercatori olandesi è stata riscontrata una minore incidenza d’ictus e aterosclerosi aortica severa e meno rischi di trombosi.

incidenza d’ictus e aterosclerosi aortica severa e meno rischi di trombosi.

Il resveratrolo è uno del bioflavonoidi più efficaci per contrastare la patologia dell’arteriosclerosi. Gli è riconosciuta la capacità di vasodilatatore, d’inibire l’aggregazione piastrinica, di ridurre la pressione arteriosa, d’inibire la per ossidazione delle lipoproteine (Ldl) e di rigenerare l’elasticità dei vasi periferici.

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La quercitina è un bioflavonoide con interessanti capacità antiarteriosclerotiche. Favorisce la cicatrizzazione delle micro lesioni delle vene, impedendo la creazione delle placche aterosclerotiche. Aumenta la resistenza parietale e la permeabilità dei vasi capillari, proteggendoli da rotture ed emorragie. Ottiene una diminuzione della pressione arteriosa ed un aumento delle Hdl (buone).

Il picnogenolo (Opc) è un polifenolo che stabilizza e protegge il collagene dei vasi, risultando molto utile contro disordini circolatori quali: infarti, edema, ipertensione, vene varicose, renitopatia. Inoltre inibisce l’ossidazione delle lipoproteine (Ldl) impedendo che si depositino sulle pareti arteriose.

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L’esperidina anche chiamata bioflavonoide degli agrumi, ha dimostrato di riuscire ad aumentare l’efficienza del collagene e del tessuto connettivo (soprattutto quello dei vasi) riducendo la fragilità e la permeabilità delle pareti dei capillari. L’esperidina è in grado di mantenere bassi i livelli di colesterolo e può essere utilizzato nel trattamento e la prevenzione della trombosi.

2) Diminuire la quantità di glucosio nel sangue, in modo da rallentare la progressione della malattia arteriosclerotica. Elenco dei nutrienti necessari: 
curcuma, resveratrolo, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “Il diabete ed i carboidrati insulinici”.

Risultati immagini per cordyceps

3) Diminuire la secrezione del cortisolo, per evitare la produzione di glucosio dalla massa magra. Elenco dei nutrienti necessari: cordyceps sinensis, schisandra, ginseng, teanina, l’epimedium, rhodiola rosea, magnonolo e l’onochiolo, tirosina, fosfatidilserina, melatonina, vitamina D. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’ipercortisolemia ed i carboidrati insulinici”

4) Contrastare la produzione di radicali liberi, Ages ed Ales in modo da evitare l’ossidazione delle lipoproteine (Ldl), dell’endotelio arterioso e venoso. Elenco dei nutrienti necessari: esperidina, picnogenolo, quercitina, resveratrolo, l’epigallocatechina gallato, chiodi di garofano, origano, cannella, pepe nero, curcuma, taurina, Nacetil cisteina, molibdeno, selenio, cromo, coenzima Q10, acido alphalipoico, vitamina E, vitamina C, vitamina A.

Vivere 120 Anni

Piccolo addendum su rame, alluminio, zolfo, morbo di Parkinson e di Alzheimer 

Asse Intestino – Cervello

Cookies, Mirtilli, Ciotola, Delizioso, Dessert, CiboNella precedente traduzione è stato messo in evidenza il ruolo del rame, elemento metallico che inibisce l’attività positiva dello zolfo organico, la cui carenza sembra correlata all’insorgere di varie malattie tra le quali il morbo di Parkinson e di Alzheimer.

Che l’eccesso di rame sia correlato al rischi di sviluppare la malattia viene rivelato anche dall’articolo Value of serum nonceruloplasmin copper for prediction of mild cognitive impairment conversion to Alzheimer disease .

Ma da dove viene il rame, si chiederà qualcuno?

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Ebbene il rame è utilizzato come pesticida / fungicida ed il suo uso entro certi limiti è persino ammesso per legge nell’agricoltura biologica . Forse questo spiega anche la correlazione tra pesticidi e morbo di Parkinson sancita anche da una recente sentenza di un tribunale francese .

Dall’articolo È ufficiale pesticidi causano il morbo di Parkinson sul sito quotidiano legale traggo le seguenti righe

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Per prima in Europa, la Francia riconosce il Morbo di Parkinson come malattia professionale per gli agricoltori entrati a stretto contatto con i pesticidi. Il decreto francese è stato pubblicato lo scorso maggio ed è entrato in vigore di fatto un mese fa.

Alla base una serie di ricerche scientifiche che hanno evidenziato i legami tra il Parkinson e l’esposizione professionale ai pesticidi

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Alle informazioni sul possibile ruolo dello zolfo nell’insorgenza del morbo di Parkinson (e dell’Alzheimer) possiamo aggiungere quelle che vengono dalla lettura dell’interessante articolo Morbo di Parkinson amici e nemici nel piatto pubblicato sul sito terranews dalla cui lettura si evince che consumare molta frutta e verdura fresca possibilmente biologica aiuta a combattere la malattia,

(d’altronde i vegetali provenienti da coltivazioni biologiche sono più ricchi di zolfo) e che invece secondo una recente ricerca epidemiologica il consumo di latte e latticini aumenterebbe il rischio di ammalarsi.

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L’articolo Consumption of dairy products and risk of Parkinson disease (“Assunzione di latte e latticini e rischio di contrarre il morbo di Parkinson”) indica un discreto aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson tra le persone che assumono in notevole quantità latte e latticini.

Per i più alti consumatori di questi prodotti il rischio relativo è risultato 1,6 (con un intervallo di confidenza del 95 percento) il che vuol dire un aumento del 60 per cento della probabilità di sviluppare la malattia.

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Tale dato è però una media del valore 1,8 per gli uomini e 1,3 per le donne. Ovviamente i dati non tengono conto del fatto che latte e latticini assunti siano interi magri o scremati, che il latte sia pastorizzato o crudo;

personalmente condivido l’analisi del dottor Perugini che invita piuttosto a preferire il latte intero, sebbene io mal vedo il consumo di latte (il latte intero biologico è pur sempre pastorizzato e a volte sottoposto anche ad altri trattamenti che lo rendono ben poco digeribile per l’uomo).

Prima Colazione, Cibo, Mangiare, Pasto, Mattina

Ad ogni modo reputo interessante anche l’analisi del dottor Perugini sul mito del colesterolo .

L’articolo morbo di Parkinson amici e nemici nel piatto (scritto da Silvia Carri e Paolo Giordo per Terra Nuova) afferma che:

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Fino a pochi decenni fa il disturbo colpiva principalmente individui oltre i 60 anni, ma oggi l’età d’insorgenza è scesa, con manifestazioni già attorno ai 40 anni; si sono registrati addirittura casi di ventenni colpiti dal cosiddetto parkinsonismo giovanile, frutto di inquietanti mutazioni genetiche.

Colpa delle intossicazioni?

Gli autori sono quindi arrivati alla stessa mia conclusione quando valutando il fatto che i malati di Alzheimer aumentano vertiginosamente nel giro di 6 anni ipotizzavo un forte contributo dato dall’inquinamento ambientale, dall’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo, anche perché l’aumento del numero degli ultraottantenni non può bastare a spiegare tale aumento.

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E adesso forse abbiamo un quadro completo quando osserviamo che alluminio e rame, due metalli che con meccanismi differenti contribuiscono all’insorgenza delle due più famose malattie neurodegenerative vengono riscontrati in ciò che “piove dal cielo” in seguito al passaggio degli aerei con bianca scia al seguito.

909 Vedi l’articolo Studio italiano, l’Alzheimer è una specie di diabete pubblicato su La Stampa del 13/10/2012 http://www.lastampa.it/…/studio-italiano-il-mor…/pagina.html.
910 Pubblicato su Annals of Neurology Apr;75(4):574-8, autori Squitti R, Ghidoni R, et al.; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24623259.
911 Vedi http://www.giardinaggio.it/…/giardino-biolog…/Rame-zolfo.asp ehttp://www.compoagro.it/consumer/contents.asp….
912 http://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=F02….
913 http://www.quotidianolegale.it/…/e-ufficiale-pesticidi-caus….
914 http://www.terranews.it/…/morbo-di-parkinson-amici-e-nemici….
915 Pubblicato su American journal of epidemiology, 2007, 1, 165, pag. 998-1006, autori Chen, O’Reilly, Mc Cullough et al;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17272289.
916 Vedi http://www.dottorperuginibilli.it/index.php/articoli/186.
917 Vedi http://www.dottorperuginibilli.it/…/75-mangia-grasso-e-vivi….

John Eccles

Premio Nobel per la medicina per la scoperta dei processi responsabili della propagazione degli influssi nervosi, sostiene che : 

john eccles
John Eccles

Gli scienziati si sono in gran parte formati alla scuola del materialismo. 
E’ una matrice estremamente rigida composta da un insieme di dogmi che non sono necessariamente spiegati scientificamente!

Ad esempio, affermare che la nostra esistenza non è altro che un intreccio biologico senza cercare di comprendere tutto ciò che non rientra in questo insieme 
– col pretesto che non è “scientifico” – 
è non solo un dogma: peggio, è una superstizione!

comprendere l'universo dentro di te

La scienza è piena di superstizioni , di credenze di ogni genere… Ma ciò che più sconcerta, è che la gente è persuasa che la scienza abbia una risposta a tutto!

La scienza non potrà mai spiegarvi, così quella cosa che pulsa Energia Vitale chiamata Anima degli Esoteristi o delle chiese di ogni cultura o tradizione

comprensione dell'Uno dentro di TE

Non potrà mai spiegarvi il vostro passato..
perché siete nati qui al posto che in India…

Che siamo Esseri Superiori che stanno facendo un Esperienza Terrena per Acquisire Consapevolezza grazia alla Conoscenza esperienziale per raggiungere e divenire Coscienza.

La terapia mitocondriale

terapia mitocondriale

Asse intestino – Cervello 

A COSA SERVE ?

Se vuoi trattare un problema di salute o se vuoi potenziare al massimo
la tua salute, questo libro sulla TMM fa proprio al caso tuo.

Come ho già sottolineato, il funzionamento ottimale dei mitocondri è assolutamente fondamentale per la salute dell’organismo. In quasi tutte le tue cellule hai tra gli ottanta e i duemila mitocondri, che generano circa il 90 per cento dell’energia di cui hai bisogno per sopravvivere e restare in salute.

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Se il funzionamento dei mitocondri è compromesso – come accade quando segui una dieta povera di grassi, ricca di carboidrati e di cibi trattati – la normale segnalazione metabolica è disturbata, il che a sua volta provoca danni nel DNA cellulare e mitocondriale o causa un deficit nella capacità di riparare i danni prodotti da altre fonti, per esempio le radiazioni ambientali.

Per consentire al tuo corpo di prevenire e combattere il cancro e molte altre gravi malattie, devi prenderti cura dei tuoi mitocondri dedicando loro un’attenzione speciale. Il sistema più efficace per ripararli, rigenerarli e ottimizzarne il funzionamento è fornire loro il miglior carburante possibile.

terapia mitocondriale

La Terapia Metabolica Mitocondriale serve proprio a questo scopo. Invece di limitarsi ad attenuare i sintomi, la TMM mira a curare la causa radicale delle malattie croniche e dell’invecchiamento, intervenendo sull’integrità – o sulla perduta integrità – dei mitocondri.

Il problema è ovvio. Da un lato i mitocondri sono importanti per la salute: generano l’ATP e controllano l’apoptosi (la morte programmata delle cellule), così come l’autofagia e la mitofagia, processi con cui le cellule e i mitocondri danneggiati vengono eliminati prima che concorrano allo sviluppo di malattie croniche.

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Dall’altro, i mitocondri sono la sede principale della produzione di ROS e sono responsabili dei danni prodotti dai radicali liberi, perché contengono due membrane cellulari, una interna e una esterna, entrambe vulnerabili.

L’importante è riuscire a produrre l’ATP nella maniera più efficace per ottimizzare la salute e garantire la longevità, annullando gli anni passati a mangiare alimenti che producono un eccesso di radicali liberi quando vengono metabolizzati.

Risultati immagini per alimentazione  mitocondriale

La buona notizia è che se usiamo i chetoni per ricavare energia, nel nostro organismo si producono radicali liberi in quantità assai inferiori rispetto a quando utilizziamo gli zuccheri. Siccome i chetoni sono un carburante molto più pulito degli zuccheri, causano meno danni ossidativi, e questo è uno dei motivi principali per cui un programma alimentare basato sulla combustione dei grassi, come la TMM, è così potente.

È importante notare che l’esposizione ai danni ossidativi si riduce al minimo se mantieni bassi i livelli di glucosio nel sangue, come dimostra il lavoro del dottor Seyfried per istituire l’Indice Glicemico-Chetonico (GKI).2 Per questo motivo il controllo dei livelli di glucosio nel sangue è parte integrante.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Chiarezza Mentale

Chiarezza mentale

Asse Intestino Cervello

Il cervello è composto al 60 per cento di grassi e per questo il consumo di grassi sani, che formano le membrane cellulari biologicamente reattive, è cruciale per un suo funzionamento ottimale.

Viceversa, un consumo eccessivo di zuccheri e cereali può causare un deterioramento neurale, in parte esso perché blocca la capacità dell’insulina di regolare le normali attività cellulari.3

Risultati immagini per chiarezza mentale

Il legame tra livelli di zuccheri e morbo di Alzheimer fu evidenziato per la prima volta nel 2005, quando in via sperimentale la malattia fu etichettata come “diabete di tipo 3”. Alcune ricerche precedenti avevano mostrato che nei soggetti diabetici il rischio di sviluppare l’Alzheimer era il doppio rispetto ai non diabetici.

Perciò non c’è da meravigliarsi se la TMM – che agevola il passaggio alla combustione dei grassi e rimuove dalla dieta quasi tutti i cibi ad alto contenuto netto di carboidrati – migliora le funzioni cerebrali nel presente e riduce il rischio di demenza in futuro.

Risultati immagini per chiarezza mentale
Chiarezza mentale

Non sarei mai riuscito a scrivere questo libro così speditamente senza la chiarezza mentale che mi ha offerto la TMM, sperimentando in prima persona un aumento delle mie facoltà creative e cognitive.

Libertà dalle voglie malsane


I cibi trattati con additivi chimici, zuccheri aggiunti, carboidrati e oli raffinati, generano assuefazione. Lo dimostrano diversi studi e decenni di ricerche.4,5 L’industria alimentare, infatti, utilizza gruppi di scienziati che lavorano per migliorare la “sensazione al palato” di cibi artefatti e raffinati proprio per sviluppare una dipendenza nel consumatore.

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Sana Alimentazione

Se il carburante principale è lo zucchero, i livelli glicemici precipitano dopo poche ore attivando vie di segnalazione metabolica che inducono a desiderare un nuovo rifornimento. Così si rimane intrappolati nel circolo della fame, delle voglie e dei crolli.

I grassi, invece, hanno un naturale potere saziante e appagano il bisogno di cibo. Quando effettui il passaggio alla combustione dei grassi come carburante principale, puoi accedere alle decine di migliaia di calorie6 immagazzinate nel tuo stesso grasso corporeo; calorie a cui non puoi accedere se utilizzi gli zuccheri come carburante principale.

Risultati immagini per chiarezza mentale, corpo sano
L’energia fluisce dove c’è pulizia

Effettuata la transizione, resterai per lunghi periodi senza pensare al cibo e le voglie scompariranno quando il tuo corpo si sarà adattato alla combustione dei
grassi.

Una precisazione:

se ti accorgi che hai voglia di grassi, probabilmente non ne hai consumati a sufficienza.

Risultati immagini per chiarezza mentale, frequenze benefiche
Frequenza del Cuore

È uno dei motivi per cui amo le “bombe di grasso” – gustosi spuntini i cui ingredienti principali sono olio di cocco e altri grassi sani – perché sono un sistema semplice, delizioso e pratico per incamerare un paio di cucchiaini di grassi.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Il Fegato

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente.

È l’organo più grosso del corpo umano. Svolge infatti un ruolo essenziale nella digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura anche un’altra attività molto importante filtrando il sangue.

Interviene inoltre sulla composizione e sulla qualità del sangue, sia a livello nutritivo sia a livello immunitario (difesa, cicatrizzazione, immagazzinamento, ecc.).

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Pertanto è responsabile della «consistenza» del sangue, della sua composizione, del suo livello vibratorio, del suo «colore». D’altronde il suo duplice ruolo si materializza nel ricevimento di una duplice alimentazione sanguigna, una proveniente dalla vena epatica che lo nutre di ossigeno e l’altra dalla vena «porta» che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall’intestino tenue.

Questi due canali si ricongiungono nel fegato e si «uniscono» nella vena «cava inferiore». Partendo dal fegato, questa trasporta il sangue arricchito di sostanze nutritive con altri globuli, che sarà in seguito ridistribuito in tutto il corpo grazie al cuore e, dopo essersi arricchito di ossigeno, grazie ai polmoni.

Le malattie del fegato

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Anche i problemi epatici indicano, beninteso, che ci è difficile «digerire» qualcosa nella nostra vita, ma con una sfumatura più sottile rispetto allo stomaco. L’emozione principale associata al fegato è la collera. Le tensioni o le sofferenze di quest’organo possono voler significare che il nostro modo abituale ed eccessivo di reagire alle sollecitazioni della vita è la collera.

Ogni volta che «regoliamo» i nostri problemi con il mondo esterno urlando, abbandonandoci a grandi collere, mobilitiamo tutta l’energia del fegato in quella direzione, privandolo così di buona parte dell’energia necessaria al suo funzionamento.

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L’organo comincerà allora a non svolgere più correttamente il proprio ruolo nella fase digestiva. Tuttavia, all’estremo opposto, collere troppo spesso represse o trattenute sistematicamente all’interno, addenseranno l’energia nel fegato e rischieranno di trasformarsi in patologie più gravi (cirrosi, cisti, tumore).

Le malattie del fegato possono anche parlarci della nostra difficoltà a vivere o ad accettare i nostri sentimenti, i nostri affetti o ciò che gli altri ci trasmettono. La nostra immagine, quella che abbiamo di noi stessi o quella che gli altri ci trasmettono, dipende in gran parte dal fegato.

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La percezione che ne abbiamo è responsabile della nostra gioia di vivere, di ciò che ritroviamo attraverso il ruolo di filtrazione e di «nutrimento» del sangue svolto dal fegato.

Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo. Qui ci troviamo nel pieno del senso di colpa.

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Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario e in particolar modo nell’immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze fatte dall’organismo. Ora, il senso di colpa ci «obbliga» a giustificarci, a difenderci.

Mobilita le nostre energie di difesa psicologica e le numerose collere sono il segno e l’espressione di una paura che non trova altro mezzo di difesa.

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Se questa strategia viene messa in atto frequentemente, indebolisce l’energia del fegato e in seguito quella della cistifellea che ne soffrono. Il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell’essere.

Vedremo che per quanto riguarda la cistifellea, che è di natura Yang, è il lato sociale dell’individuo ad essere in gioco.

(Michel Odoul)

 
 

Ictus e demenza

Un nuovo studio di Giapponese ha indagato sul Ruolo della salute orale in Casi di ictus e demenza e ha presentato un MECCANISMO MOLECOLARE per l’Interazione.
(Foto: SpeedKingz / Shutterstock)

Scoperto un legame Tra batteri orali, microemorragie cerebrali e ictus
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Ictus

KYOTO (Giappone). Le microemorragie cerebrali (CMBS) Hanno attratto L’attenzione di parecchi Ricercatori Quali Segni premonitori Importanti.

La ricerca avanza l’ipotesi Che il batterio Streptococcus mutans CNM-positivo, un tipo di batterio orale Associato alla carie, SIA implicato nel Loro Sviluppo.

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Nel cercare di chiarire il Collegamento, la squadra di Ricercatori Giapponesi ha dimostrato che lo Streptococcus mutans CNM-positivo è un nuovo Fattore di deterioramento cognitivo legato ai CMBS e quindi può essere collegato a disturbi quali ictus e demenza.

Per chiarire la SIA Portata clinica dei CMBS Che i Meccanismi alla base, i Ricercatori della Kyoto Prefectural University of Medicine Hanno esaminato 279 Pazienti (ETA i media 70 anni) per constatare la Presenza o l’Assenza dello Streptococcus mutans CNM-positivo Nella saliva. Hanno In oltre preso in esame Altri Fattori quali la Funzione cognitiva, Lo Stato di Salute dentale e la Presenza di CMB.

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Nel Valutare la Situazione orale Si e Preso in considerazione il numero dei denti Residui, la Presenza o l’Assenza di carie e lo Stato parodontale dei Pazienti. Il 94% E RISULTATO positivo alla Presenza dello Streptococcus mutans, il 33% allo Streptococcus mutans CNM-positivo MENTRE il 25% ha shown un’attività di legame con il collagene Associata tutti ‘S. mutans.

In 73 Partecipanti (il 26%) la risonanza magnetica cerebrale ha rilevato microemorragie Per Quanto riguarda l’esame dei denti, Sono stato rilevate carie nel 31% dei Partecipanti MENTRE il 28% Si e attestato al Livello 3 o also Di Più Nella Comunità parodontale Indice di trattamento deve (Scala parodontale).

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Le Analisi hanno dimostrato che lo Streptococcus mutans CNM-positivo e Stato rilevato Più Spesso in soggetti affetti da microemorragie cerebrali RISPETTO a quelli senza. Inoltre, la percentuale di Pazienti colpiti da carie era significativamente più alta nel gruppo characterised dall’attività Legata al collagene.

Secondo i Ricercatori, i RISULTATI suggerirebbero un MECCANISMO MOLECOLARE d’Interazione Tra le infezioni orali Croniche e Disturbi geriatrici, Quali ictus e deterioramento cognitivo.

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Al bene di chiarire la causalità, sarebbe interessante – Dicono i Ricercatori – Un’indagine focalizzata sull’igiene orale e il microbiota Intestinale in soggetti affetti da microemorragie cerebrali.

Poichè i dati a Disposizione sottolineano l’influenza Importanti del microbiota orale Sulla Malattia neurologica, si auspica, Nella ricerca, Una miglior Collaborazione Tra i medici e Gli odontoiatri.

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Ictus

Intitolato “Oral Streptococcus mutans CNM-positivi che esprimono il collagene attività di legame è un fattore di rischio per microsanguinamenti cerebrali e deficit cognitivo”, lo Studio e Stato Pubblicato on-line il 9 dicembre do rapporti scientifici di riviste.

https://it.dental-tribune.com/news/scoperto-un-legame-tra-batteri-orali-microemorragie-cerebrali-e-ictus/

Ipercortisolemia

L’integrazione può essere un valido aiuto per contrastare l’ipercortisolemia ed i suoi effetti devastanti per il nostro organismo.

L’azione svolta dai vari micronutrienti si focalizza su due diversi fronti d’intervento:

Astenia del cortisolo alto: (debolezza) Ipertensione Osteoporosi Obesità Iperglicemia Insonnia

1) Integrare i seguenti micronutrienti che hanno sia un effetto inibitorio e adattogeno del cortisolo e quindi dello stress e stimolano la produzione di testosterone (antagonista del cortisolo).

La vitamina D è essenziale per modulare la risposta del sistema immunitario e quindi contrastare le infiammazioni croniche (che al contrario attivano il cortisolo).

Cortisolo Alto
Eccessiva produzione

La melatonina è un ormone prodotto soprattutto di notte dalla ghiandola pineale. La presenza della melatonina inibisce la produzione di cortisolo, ma a sua volta è inibita dalla presenza dell’ormone dello stress.

Per tale motivo l’integrazione della melatonina per via esogena permette la diminuzione del cortisolo nel sangue ed il ripristino della fase circadiana.

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Stress

La fosfatidilserina è un fosfolipide presente sulle membrane cellulari dei neuroni. L’utilizzo da parte degli atleti, ha dimostrato una riduzione dal 20 al 30% nella produzione di cortisolo.

La tirosina è un aminoacido utilizzato dai neuroni per produrre i neurotrasmettitori in grado di ridurre l’ansia e la depressione.

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Il magnonolo e l’onochiolo hanno dimostrato in diversi studi clinici, un’azione di modulazione dei vari neurotrasmettitori.

La rhodiola rosea la serotonina nelle cellule neuronali, mantenendola attiva più possibile. Ha un effetto adattogeno.

Stress violento

L’epimedium è una pianta di origine cinese. Il cui estratto ha effetti adattogeni e stimolanti. Ha un effetto adattogeno, quindi diminuisce lo stress e la produzione di cortisolo. Stimola inoltre la produzione di testosterone.

La teanina è un derivato dell’acido glutammico, capace d’influenzare il rilascio di dopamina, conferendo una sensazione di rilassamento e di contrasto agli eventi stressori. Ha un effetto adattogeno.

eccessivo stress da cortisolo

Il ginseng è una radice di una pianta cinese. Il cui estratto ha un’azione diretta sul sistema nervoso centrale, in grado di modulare l’eccitazione dei neuroni. Ha un effetto adattogeno.

La schisandra è una pianta rampicante. Il cui estratto aiuta il corpo a resistere a fattori
stressanti come il cambiamento della temperatura, il rumore, il sovraccarico emotivo.

Il cordyceps sinensis è un fungo cinese che aumenta la produzione del testosterone e di conseguenza riduce quella di cortisolo.

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2) Diminuzione delle infiammazioni croniche che richiedono l’intervento del cortisolo. Elenco dei nutrienti necessari: vitamina D, omega 3, potassio. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’infiammazione croniche ed i carboidrati”.

3) Diminuzione della produzione d’insulina e quindi di un maggior calo glicemico.
Elenco dei nutrienti necessari: curcuma, resveretrolo, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo. Le spiegazioni sul loro effetto si possono trovare nel capitolo “Il diabete ed i carboidrati”.

Vivere 120 Anni