Disbiosi – Cause – Alimentazione – Pro/Prebiotici

Asse Intestino – Cervello 
 
L’alterazione del normale equilibrio della flora batterica enterica (dell’intestino). Dopo la nascita ci troviamo ad avere il nostro intestino abitato da una enorme quantità di germi cosiddetti saprofiti, che collaborano in modo indispensabile al normale svolgimento della digestione.
 
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Come tutti sappiamo la digestione è molto importante tanto dal punto di vista fisico come da quello psicologico.
 
Si cercherà, in questo contesto, di chiarificare questo argomento, sperando di riuscire a far comprendere un poco l’importanza dell’intestino.

L’intestino, ovvero il canale digerente, comincia con la bocca e termina coll’ano.

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Del canale digerente fanno parte anche il fegato e il pancreas. Ogni porzione del canale digerente ha delle funzioni ben precise e ha collegamenti col resto dell’organismo e, naturalmente, col sistema immunitario e con la psiche.
 
La superficie dell’intestino è 100 volte superiore a quella della pelle e rappresenta quindi quella parte di noi che ha maggior contatto col mondo esterno. Dopo l’introduzione del cibo, già in bocca, inizia il processo della digestione dalla quale si dovrà ottenere l’assimilazione di quanto è necessario per il nostro organismo; non solo proteine, grassi e zuccheri ma anche vitamine e minerali.
 
Mangiare, Prima Colazione, Cibo, Piatto
 
L’intestino dovrà assorbire il necessario ed espellere l’inutile sotto forma di feci. Nello stesso modo come è utile assumere pasti regolari, così è utile espellere regolarmente feci di qualità e in quantità giusta. Indipendentemente da disturbi di tipo diverso, la qualità e la quantità delle feci, possono diventare una sorta di termometro del nostro stato di salute.

E, per una buona digestione, la flora batterica enterica è non solo importantissima, ma semplicemente indispensabile. Molte persone sono convinte essere sufficiente andare regolarmente di corpo. Non basta la regolarità ma è necessaria, appunto, anche la qualità e la quantità.
 
Prima Colazione, Bagel, Ham, Uovo, Sandwich, Spuntino

Cause esterne 

Alimentari: quello che mangiamo, indipendentemente dai fattori inquinanti, quanto mangiamo non sempre è corretto. Spesso l’educazione ci ha portato alla convinzione che la nostra alimentazione sia quella giusta. In molte regioni italiane si fanno pasti abbondanti serali e si dimentica quasi di fare la prima colazione.
 
Inoltre, senza accorgecene mangiamo più volentieri gli alimenti ai quali siamo intolleranti. Potrà accadere che il vostro medico confonda le intolleranze con le allergie e minimizzi il problema.
 
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Inquinanti: sono legate, non solo a quello che mangiamo, ma anche a ciò che ci circonda. Certo ci sono i coloranti, i pesticidi e gli ormoni steroidei che noi assumiamo ogni giorno. Sono inquinanti anche certi rumori, metalli tossici e certe radiazioni frutto de cosiddetto progresso.
 
Patologiche: malattie infettive, e particolarmente, dell’intestino dovute ad agenti infettivi e/o parassitosi.
 
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Iatrogene: ossia dovute ai farmaci più o meno indispensabili. Dai semplici lassativi agli antibiotici sempre più potenti. La gamma dei medicamenti dannosi per la flora intestinale sembra molto ampia anche per il fatto che possono cambiare il grado di acidità nell’intestino.

Psicologiche: dallo stress di qualsiasi natura all’impossibilità di pasti slow food a causa del lavoro.
 
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Vita irregolare e sregolata: spesso una vita con ritmi irregolari è dettata da esigenze lavorative. Molte volte si dimentica di rispettare l’organismo. Ne risente l’intestino, a lungo andare l’organismo presenterà il conto.
 
Abuso di medicinali e droghe: non sempre la medicina è necessaria. Spesso all’insorgere di qualsiasi sintomo ingurgitiamo farmaci.
Mancanza di moto: è necessario, per essere in forma non è necessario frequentare la palestra, è sufficiente il semplice camminare all’aria aperta.
 
Ragazza, Letto, Capelli, Camera Da Letto, RelaxDa non confondere con il camminare della casalinga che esegue le faccende domestiche, o il passeggiare per guardare le vetrine.
 
E’ basilare ricordare l’importanza dell’intestino come “organo” collegato al sistema immunitario. Si può quindi desumere quanto sia importante un buon equilibrio della flora batterica intestinale.
 
Di conseguenza, ogni qualvolta eliminiamo una causa di disbiosi, portiamo un contributo positivo al nostro sistema immunitario.
 
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Approfondendo le cause esterne di disbiosi:

 
L’uomo è un onnivoro; può cioè, praticamente, mangiare di tutto. Se qualche alimento non va bene può dipendere o dal modo come mangia o perché è intollerante a quell’alimento.

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Nel modo come uno mangia può esserci una insufficiente masticazione, un metodo sbagliato nella preparazione del cibo, una insufficiente varietà (sempre le stesse cose) o un errato abbinamento degli alimenti.
 
Non si deve sottovalutare la preparazione industriale della materia prima che ha perso la propria genuinità.
 
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Fra gli inquinanti non sono solo i pesticidi o gli steroidei che mangiamo senza saperlo ma anche molti coloranti e additivi usati sempre più frequentemente per dare agli alimenti un bell’aspetto e un buon gusto, nonché per permettere una sempre più lunga conservazione. Non sono da sottovalutare i contenitori o coperchi di alimenti rivestiti di alluminio (che è un metallo tossico. L’acqua minerale è, sempre di più, in bottiglie di plastica.
 
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Poi c’è lo stress, ogni situazione stressante influisce sulla motilità dell’intestino. Si pensi al colon irritabile, alle gastriti, ai gonfiori addominali o alle colecistopatie.

Per non parlare delle certe diarree cosiddette da paura vera o prevista.

L’insoddisfazione, la rabbia e la paura, solo per citare alcuni dei nostri stati d’animo, influiscono sul nostro intestino e, naturalmente, aiutano l’instaurarsi delle disbiosi.
 
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Il microbiota si definisce “simbiotico” in quanto esiste un mutuo vantaggio: l’uomo offre una sede in cui i microorganismi possono proliferare, e trae a sua volta un vantaggio da questo insediamento.
 
Ad esempio la flora batterica del colon è in grado di sintetizzare alcune vitamine che noi non assorbiamo e usiamo, come la vit. K o alcune forme di vitamina B, rafforza il sistema immunitario, sintetizza alcuni acidi grassi che sono protettivi per la salute, ad esempio l’acido butirrico (burro) che inibisce la proliferazione di cellule tumorali nel colon.
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Il microbiota intestinale produce anche gas, che in certi soggetti sensibili può causare fastidioso gonfiore e meteorismo: la produzione di questi gas è direttamente correlata alla quantità dell’alimentazione..
 
Sappiamo che la fibra è un componente presente in molti vegetali che aiuta il transito intestinale ma essendo la fibra è costituita da carboidrati che il nostro organismo non è in grado di usare come energia, e che dunque vengono eliminati nelle feci senza essere digeriti può accadere, se il soggetto soffre di disbiosi, che trasformi la fibra in zucchero e poi in grasso, dunque ingrasserà.
 
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Prima di intervenire con una dieta alta in fibra sarebbe opportuno agire promuovendo una modifica della flora batterica intestinale, un risultato ottenibile attraverso il cambiamento delle abitudini alimentari magari in associazione ad un’integrazione di prebiotici e probiotici che per essere tali devono rispondere a questi requisiti:
 
Prebiotici:
• devono essere in grado di superare, senza subire sostanziali modifiche delle proprie caratteristiche, i processi digestivi che avvengono nel primo tratto del tubo digerente;
• devono fungere da substrato nutritivo fermentabile per la microflora presente nell’intestino, stimolando in modo selettivo la crescita e/o il metabolismo di una o più specie batteriche;
• devono mutare in modo positivo la flora microbica a favore della flora intestinale simbionte rappresentata da bifidobatteri, lattobacilli ecc.
• devono indurre effetti positivi per la salute umana.
 
Probiotici:
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perchè lo siano devono:
• essere normalmente presente nell’intestino umano
• resistere all’azione di succhi gastrici, enzimi intestinali e sali biliari
• sopravvivere nel tratto gastrointestinale e aderire alla mucosa riproducendosi
• essere perfettamente tollerabili (non devono dare reazioni immunitarie o comunque nocive per l’organismo)
• avere effetti benefici per la salute antagonizzando i microrganismi patogeni e producendo sostanze antimicrobiche.
 
Bibliografia :
K. Harris, A. Kassis, C.J. Chou – Is the Gut Microbiota a new factor contribuiting to obesity and its metabolic disorders? – Journal of Obesity, 2012
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quando subisce un progressiva degenerazione legata all’età o alle attività sportive.

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I succhi di carota barbabietola e cetriolo

I calcoli alla cistifellea e ai reni e la cosiddetta renella sono la conseguenza naturale

dell’incapacità del corpo di eliminare i depositi di calcio inorganico che si formano dopo avere mangiato amidi e zuccheri concentrati.

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La cistifellea è direttamente collegata al fegato e al flusso sanguigno attraverso il dotto biliare e il dotto epatico. Tutti i cibi che mangiamo vengono scomposti nel tratto digestivo e gli elementi contenuti in essi sono trasportati dal sangue al fegato perché siano trasformati e separati.

Nessun cereale o farinaceo concentrato può essere completamente utilizzato per la ricostruzione di cellule e tessuti, soprattutto se è stato devitalizzato dal calore.
Gli elementi costitutivi, comunque, devono necessariamente passare attraverso il fegato e tra questi elementi c’è il calcio.

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Questo genere di molecole negli amidi non è solubile nell’acqua.

Il calcio organico vitale è necessario all’intero organismo ed essendo l’unico solubile nell’acqua, può essere ottenuto solo dalla frutta e dalla verdura e dai loro succhi quando sono freschi e provengono da frutti e vegetali crudi.

Questo tipo di calcio passa attraverso il fegato ed è assimilato completamente e utilizzato per la funzionalità ghiandolare e la rigenerazione di cellule e tessuti.

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Il calcio contenuto negli amidi e negli zuccheri sottoposti a calore è inorganico e non è idrosolubile.

La sua presenza nell’organismo risulta impropria ed estranea e, come tale, questo minerale viene scartato alla prima occasione dal sangue e dal sistema linfatico. Il punto più comodo dove relegare questo tipo di calcio è il dotto biliare che lo trasporta poi nella cistifellea.

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Altro “deposito” è la parte terminale dei vasi sanguigni che si può localizzare nell’addome e quindi dare origini a tumori, oppure nell’ano e provocare le emorroidi. Oppure questi atomi di calcio inorganico possono finire, come spesso accade, nei reni.

Se gli atomi di calcio inorganico sono pochi, siano essi nella cistifellea o nei reni, non fanno un gran danno, ma se si consumano d’abitudine pane, cereali, dolci e altri farinacei, i depositi diventano progressivamente maggiori e possono portare alla formazione di renella o calcoli.

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L’esperienza ha dimostrato che rimuovere tali depositi con la chirurgia spesso non è necessario ad eccezione forse dei casi più estremi; e anche in tali casi, è indubbio che i risultati migliori si ottengono aiutando la natura, Grande Guaritrice, attraverso l’utilizzo intelligente proprio dei metodi naturali.

Il succo di limone, nella proporzione di un limone per un bicchiere da bibita pieno di acqua calda, assunto più volte al giorno, integrato da un bicchiere da bibita con succo di carota, barbabietola e cetriolo tre o quattro volte al giorno, si è dimostrato utilissimo in molti casi di persone che hanno potuto verificare con soddisfazione la scomparsa sia della renella che dei calcoli in pochi giorni o in poche settimane.

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Come perfetto esempio possiamo considerare l’esperienza di un uomo d’affari che ha oltrepassato la quarantina. Il riferimento è a una figura di primo piano nel mondo degli affari, che ha percorso la strada della fortuna a grandi passi, con diverse catene di negozi affermati negli Stati Uniti e qualcuna anche in Inghilterra.

Ha sofferto di forti dolori per oltre vent’anni, è stato sottoposto a raggi X con e senza iodoftaleina, un metodo che utilizza appunto questo colorante per individuare eventuali problemi nella zona della cistifellea. La diagnosi del medico è stata confermata dai risultati dei test. Ossia, soffriva di calcoli alla cistifellea.

La sua paura e l’avversione per la chirurgia sono state le uniche cose che hanno permesso a quella cistifellea di restare dov’era.


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Quell’uomo apprese informazioni riguardo la TERAPIA A BASE DI SUCCHI, lesse una delle prime edizioni di questo libro e trovò aiuto da parte di una persona competente che aveva esperienza di questo trattamento.

Gli fu spiegato che sottoporsi a un trattamento con effetti rapidi poteva significare avvertire, per un breve periodo, dolori ancora più forti di quelli che aveva avuto prima. Tali dolori avrebbero potuto durare per pochi minuti o anche ore, ma sarebbero terminati tutti d’un tratto una volta che si fosse dissolto il calcio.

Egli bevve dieci o dodici bicchieri di acqua calda con il succo di un limone in ognuno di essi durante il giorno e circa 1 l e ½ di succo di carota, barbabietola e cetriolo. Il secondo giorno ebbe terribili spasmi dolorosi di 10 o 15 minuti ciascuno.

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Alla fine della settimana arrivò la crisi e per circa mezz’ora si rivoltò a terra quasi agonizzante; ma il dolore scomparve improvvisamente e immediatamente dopo i calcoli passarono rendendo l’urina di una consistenza simile al fango. Quella sera era un uomo nuovo.

Il giorno dopo affrontò un lungo viaggio – da New York a Washington e poi verso il Canada – con me sulla mia auto; si sentiva di vent’anni più giovane e ancora si meravigliava di quanto semplici fossero i miracoli della natura. Questo non è un caso isolato.

Migliaia di persone nel mondo hanno avuto la prova dei benefici che si ottengono con i succhi di vegetali freschi e crudi. E di questo sono grati.


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La miscela di succo di carota, barbabietola e cetriolo costituisce un aiuto prezioso dal punto di vista della depurazione e della guarigione per la cistifellea, il fegato, i reni, la prostata e le altre ghiandole riproduttive.

Occorre inoltre tenere a mente che quando mangiamo carne, nell’organismo si genera una quantità eccessiva di acido urico, che non può essere eliminato completamente dai reni i quali sostengono quindi uno sforzo non indifferente facendone poi pesare gli effetti sull’intero organismo.

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Questa miscela di succhi ha un ruolo prezioso nell’aiutare l’organismo a ripulirsi. Nello stesso tempo è anche consigliabile eliminare zuccheri e amidi concentrati, così come la carne, almeno per un periodo, in modo da dare al corpo l’opportunità di riequilibrarsi e tornare alla normalità.

Una volta che la condizione di salute dell’organismo è ristabilita, avremo imparato dall’esperienza che per deprimerla di nuovo, se scegliamo di farlo, basta soltanto ricominciare a mangiare cibi devitalizzati.

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È veramente gratificante scoprire che tanti non avvertono il bisogno di ritornare a uno stato mediocre o peggiore di salute.

Essi hanno compreso attraverso l’esperienza che la salute, il vigore, l’energia e la vitalità si conservano molto meglio e che non è un sacrificio sostituire ciò che appare più appetitoso con ciò che invece sanno essere più nutriente.

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Inoltre anche i cibi nutrienti sono, e possono essere resi, appetitosi semplicemente imparando a prepararli. Per questo date un’occhiata al mio libro Diet & Salad Suggestions.

Dottor Norman W. Walker

I sistemi di regolazione del glucosio nel sangue

Come già saprete, il sangue veicola in tutte le cellule del nostro corpo le sostanze nutritive

come i sali minerali, l’ossigeno, le vitamine, gli acidi grassi, il colesterolo (lipoproteine), l’acqua, il glucosio, etc.

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Altra incombenza del sangue è quella di trasportare via le scorie acide prodotte dalle nostre cellule, inviandole ad organi detti “emuntori” (esempio: polmoni e reni), che provvederanno alla loro eliminazione.

Gli organi emuntori sono anche deputati alla produzione di nutrienti

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(vedi il colesterolo) ed alla loro eliminazione, in caso di quantità eccessive presenti nel sangue (ad esempio il sale). Infine ci sono gli “ormoni sentinelle”, i quali verificano che i livelli dei nutrienti non superino range (troppo alto o troppo basso) accettabili per il nostro metabolismo.

Per quanto riguarda il glucosio, la nostra evoluzione ha costruito un sistema perfetto per mantenerne stabile il livello nel sangue, che ricordo essere di 0,8 grammi per litro. Sappiamo inoltre che il cervello è l’unico organo ad utilizzare il glucosio, consumandone circa cinque grammi ogni ora.

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Man mano che il sangue s’impoverisce di glucosio (perché consumato dai neuroni), il fegato svolge la funzione di valvola regolatrice, reintroducendo pari quantità di glucosio, ricorrendo alla sua riserva di 70 grammi.

Tale deposito è reintegrato tramite due vie ben distinte: l’elaborazione del fruttosio e la gluconeogenesi (dalle proteine).

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Difatti quando mangiamo della verdura (3% circa) o della frutta (7% circa) il fruttosio contenuto in esse, pur essendo assimilato direttamente dai villi intestinali (ed immesso nel sangue come accade per il glucosio), per essere utilizzato dalle cellule necessita di una trasformazione chimica all’interno del fegato.

Per cui, dopo aver subito tale trattamento, si trasforma in glicogeno, reintegrando a questo punto la riserva del fegato (se inferiore ai 70 grammi) o essere trasformato in trigliceridi. Il processo della gluconeogenesi è invece la trasformazione delle proteine in eccesso (oltre a quelle usate ai fini plastici) in glicogeno.

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Quando la riserva è completa, il fegato trasforma il glucosio in trigliceridi (formazione delle Ldl dal fegato) e quindi immessi nel flusso sanguigno per trasportare il grasso a tutte le cellule o in caso di eccesso calorico, consegnato alle cellule adipose.

Anche per quanto riguarda l’attività fisica, se non eccessiva o errata, non modifica la quantità di glucosio nel sangue. Infatti le fibre muscolari di tipo 2 (fibre veloci e di potenza) utilizzano un loro speciale serbatoio di glucosio (circa 300 grammi);

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mentre le fibre di tipo 1 (fibre lente), utilizzano maggiormente il grasso. Per risolvere anche il problema di eventuali cali glicemici improvvisi, il nostro corpo può contare sul cortisolo, il così detto “ormone dello stress”.

Questi è in grado di catabolizzare molto velocemente le proteine del nostro corpo (muscoli e matrice), trasformandole in glucosio (ripristinandone il giusto livello). Il corpo è in grado di gestire perfettamente il glucosio nel sangue e soprattutto, vista la sua pericolosità, è in grado di mantenerlo nei limiti di sicurezza di 0,8 grammi per litro sanguigno.

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Tutto questo è stato possibile finché l’uomo ha mantenuto l’alimentazione che lo aveva caratterizzato per milioni di anni.

Come ben sappiamo, circa 10.000 anni fa, l’uomo ha scoperto l’agricoltura, introducendo nuovi cibi, i cereali. Vediamo come un evento epocale, abbia potuto modificare la nostra “via del fruttosio” sostituendola con la “via del glucosio”.

LA VIA DEL GLUCOSIO

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Abbiamo detto che quando mangiamo 100 grammi di pasta o di pane, l’80% del loro peso è costituito da amido, quindi dopo due ore di digestione, si trasforma in 80 grammi di zucchero.

Il problema rivela due differenti sfaccettature.
La quantità eccessiva ed un percorso diverso per l’assimilazione del glucosio. Abbiamo già detto che il fruttosio, pur essendo assimilato dai villi, per l’utilizzazione ha bisogno di essere processato dal fegato.

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Il glucosio (derivato da amidi e zuccheri semplici), assimilato dai villi intestinali e quindi immesso nel flusso sanguigno, non ha bisogno di essere processato nel fegato e quindi alza l’indice glicemico).

Infatti dopo circa due ore di digestione, i villi intestinali immettono nel flusso sanguigno circa 80 grammi di glucosio contro una quantità di 4 grammi complessiva (0,8 grammi per 5 litri), normalmente presente.

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Stiamo parlando di 20 volte le quantità del glucosio previsto dal nostro metabolismo; considerando che con 20 grammi di glucosio nel sangue il corpo entrerebbe in coma diabetico (con conseguente morte). L’evoluzione ha previsto un meccanismo d’emergenza (salva vita), che il nostro corpo è in grado di attivare: parliamo dell’ormone dell’insulina.

ARRIVA L’INSULINA
Ristorante, Vino, Occhiali, Servito, Cena, Celebrazione

A me piace paragonare l’insulina ad una squadra di pompieri.
Perché come la squadra di emergenza è efficace per salvare la casa da un incendio, l’insulina salva la nostra vita, con altrettanta efficacia.

Quello che non potete chiedere ai pompieri è di salvare il vostro mobilio ed i vostri elettrodomestici, inevitabilmente distrutti dall’utilizzo degli idranti. In qualche modo anche l’insulina non va per il sottile, creando dei problemi che possiamo considerare come danni collaterali.


Risultati immagini per cibi insulinici
Il compito di quest’ormone non è quello di mantenere costante la quantità di glucosio nel sangue, ma di eliminarlo il più velocemente possibile ed utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione.

Impariamo a conoscere questi strumenti:

chiede al fegato di reintegrare la scorta di glucosio (70 grammi); stimola le cellule muscolari (fibre di tipo 2b, bianche) a prendere più glucosio possibile (tramite il carrier Glut induce il fegato alla produzione delle Vldl (che poi diventeranno Ldl, colesterolo cattivo) le quali trasporteranno gli acidi grassi alle cellule adipose.

Tagliatelle Al Sugo, Uovo, Gamberetto

Ordina ai reni di trattenere il sodio che utilizzerà per costringere le cellule (ad esclusione dei neuroni e delle fibrocellule), tramite il meccanismo dell’osmosi, a far entrare lo zucchero all’interno del Citosol.

Maggiore è la quantità di glucosio che entra nel sangue, maggiore sarà l’insulina prodotta dal pancreas, perché non possiamo rischiare di avere un picco maggiore di 1,4 grammi per litro.

Purtroppo però maggiore è la quantità d’insulina prodotta, maggiore sarà il calo glicemico successivo. Il calo glicemico è molto pericoloso per i neuroni del cervello, perchè la penuria di zucchero potrebbe causarne la morte (recenti studi confermano il rapporto tra cali glicemici e la malattia di Alzheimer).


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Quindi quando ciò accade, il nostro cervello entra nel panico e riduce l’attività neuronale. Ci accorgiamo di quest’azione, perché dopo aver mangiato i carboidrati, percepiamo la necessità di fare un riposino.

Il nostro corpo ha un altro ormone salva vita che è il cortisolo, il quale attivandosi velocemente, rialza il livello di glucosio, stimolando il fegato all’utilizzo della sua riserva. Se ciò non fosse sufficiente aggredisce le nostre proteine e le trasforma in glucosio (catabolismo muscolare e della matrice).

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di AsparagiTali meccanismi salva vita, creati dall’evoluzione, erano attivati di rado nella vita paleolitica. Poteva per esempio accadere in caso di grandi mangiate di frutta (che contiene una parte di saccarosio, oltre al fruttosio), ma non sicuramente nelle proporzioni odierne (20 volte il limite).

Se pensiamo alla dieta moderna, ci si rende conto che ad ogni pasto, attiviamo dei meccanismi che invece dovremmo utilizzare, solo in caso di emergenza.
Pensiamo all’italiano medio, che ha l’abitudine di fare tre pasti e due spuntini a base di carboidrati.

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Ciò significa attivare per cinque volte al giorno questi ormoni, avendo per 10-12 ore (2-3 ore per ogni post pasto) al giorno, il nostro livello di glucosio a livelli eccessivi.

Se considerate che la presenza di 1,1 grammi per litro è ritenuta come fase pre-diabetica e 1,25 come patologia diabetica, noi tecnicamente siamo in tale condizione per la metà della nostra giornata, senza esserne consapevoli.

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La nostra evoluzione ha creato una “via del fruttosio” ben precisa, impostata sull’alimentazione ancestrale, basata principalmente sul consumo di questo tipo di zucchero. Al contrario noi oggi, utilizziamo la “via del glucosio”, attivando continuamente l’insulina.

È come continuare a dare fuoco alla nostra casa e richiamare ogni volta i pompieri.

Vivere 120 anni

Artiglio del Diavolo

Arpagofito, (Harpagophytum procumbens)

Gli indigeni del Sudafrica conoscono la pianta da lungo tempo
utilizzandola contro malattie reumatiche ed in caso di disturbi gastro-intestinali; volgarmente chiamata Artiglio del diavolo per la sua forma.
 
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Le principali sostanze contenute sono: arpagide, arpagoside, procumbide, una miscela di fitosterina, triterpene, flavonoidi, acidi grassi insaturi, acido di cannella ed acido clorogenico.
 
Si sono ottenuti grandi successi con l’arpagofito che è in grado di sciogliere le congestioni epatiche, di stimolare la cistifellea ed il pancreas.
 
Massaggio, Spalla, Umano, Relax, Massaggio Classico
 
L’ arpagofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. Può anche essere utilizzato nei casi di dolori articolari, artrosi, reumatismi, artrite, malattie della cartilagine, sciatica, varici e emorroidi.
 
Ha proprietà antireumatiche (combatte la formazione di acido urico) e depurative del sangue. Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’acne e la foruncolosi.
Risultati immagini per artiglio del diavolo
Parti usate : radice secondaria, ricco di glicosidi iridoidi, stachiosio, fitosteroli, flavonoidi, arpagochinone. Generalmente si usa in pastiglie e opercoli, spesso associato al salice (aspirina naturale) e spirea.
 
Si consiglia l’uso di compresse gastroresistenti per un miglior assorbimento, con una posologia di 16 mg/die d’arpagoside). In dosi elevate può causare problemi gastrici, stimolando la secrezione dell’acido cloridrico- peptico.
 
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Da non assumere in associazione con i cortisonici, con ulcera gastrica e in gravidanza. In commercio si trova anche sotto forma di TM ( 20-40 gocce tre volte al giorno in poca acqua).
 
Per trattamento del reumatismo cronico degenerativo e artrosi (cervicoartrosi, lomboartrosi, coxartrosi, gonartrosi).
Per il trattamento di: reumatismo cronico – artrite reumatoide, osteoartrosi, dolori articolari, stimolatore digestivo, in particolare della cistifellea.

Depressione, Salute Mentale, Tristezza, Mentale, Salute
 
Studi recenti hanno confermato la sua azione ipotensiva, abbinare ad oligoelementi (Mg+Cu+Zn+Mn). Non sono disponibili i testi per l’uso durante la gravidanza, pertanto si sconsiglia l’uso della droga durante il periodo di gestazione.
 
(Adverse effects of herbal drugs. De Smet PAGM. Keller K. Haensel R. Chandler RF (eds), Springer-Verlag Berlin, 1992, pag. 98-99) (Biological analysis of Harpagophytum procumbens D.C.
 
II. Pharmacological analysis of the effects of harpagoside, hapragide and harpagogenine on the isolated guinea-pig ileum.
 
Journal de Pharmacie de Belgique 1981:26:321-4) (Investigations of Harpagophytum procumbens (Devil’s Claw) in the treatment of experimental inflammation and artriitis in the rat. British journal of Pharmacology 1979; 66:140-141)

La mano 

La mano è, come il piede per la gamba, il «pezzo forte» del braccio.

È proprio sull’estremità del braccio che poggia tutta l’azione, la cui realizzazione finale non sarebbe possibile senza di essa.

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Rappresenta lo stadio finale mediante il quale si compiono gli atti, come pure la loro rifinitura e la loro efficienza. Del resto, la parola mano ha la stessa origine delle parole «manifestazione, manifesto».

La mano rappresenta a tal punto il passaggio dal concettuale al reale, dall’idea alla realtà, che serve anche per «parlare», per comunicare. Ciò è vero non solo per i muti, ma anche per numerose culture sparse in tutto il mondo.

mani

La gestualità delle mani ha del resto molto spesso più potenza e rilevanza di quella delle parole. Numerosi studi hanno dimostrato l’importanza di quella che viene chiamata comunicazione gestuale.

Questo è il primo tipo di comunicazione che giungiamo a conoscere e sperimentare nella vita. Infatti la relazione tra la madre e il bambino, gli scambi e i segni di riconoscimento e di affetto si attuano mediante il contatto e la mano.

È dunque un vettore di trasmissione e di comunicazione.

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Serve a dare e a ricevere.
Può anche toccare, sentire e persino giungere a sostituire l’occhio. In questo senso è anche un vettore di percezione. Attraverso le mani vengono percepite o trasmesse le energie.

L’imposizione delle mani è religiosa, terapeutica, pacificante. Il palmo e ciascun dito sono trasmettitori e sensori delle nostre energie. Del resto, in ognuno di essi comincia o termina un meridiano dell’agopuntura.

Michelangelo, Astratto, Ragazzo, Bambino, Adulto

Questo determina, mediante il tipo di energia veicolata, il ruolo del dito al quale è connesso. Riprenderemo questo discorso più avanti parlando delle dita.

Ma, in quanto supporto finale dell’azione, la mano è anche il vettore del potere e simbolo di potenza. In varie culture rappresenta il potere reale nonché divino (essere nelle mani di Dio).

Fratelli, Fratello, Sorella, Bambini, Ragazza, Ragazzo

La mano permette infatti di afferrare, tenere, stringere, imprigionare o schiacciare. Il modo di stringere la mano, del resto, riflette chiaramente la considerazione che le persone hanno della relazione con coloro che salutano.

Le persone che abbandonano la loro volontà di potere sull’altro si danno la mano.

Ritroviamo quindi per la mano la maggior parte dei ruoli, simbolici o meno, che corrispondono al braccio. La differenza risiede nel fatto che la mano agisce allo stadio finale, laddove il braccio trasmette.

Bambino, Ragazzo, Ritratto, Bambini, Persone, Carino

Possiamo paragonare simbolicamente l’intero braccio ad una freccia. La mano è la punta della freccia, mentre il braccio è l’asta. Il movimento della freccia viene trasmesso dall’asta (il braccio), ma è la punta (la mano) ad assicurare la penetrazione della freccia nel bersaglio.

Le malattie delle mani
dita della mano

Le malattie delle mani ci parleranno del nostro rapporto con l’azione manifesta sul mondo esterno. Tensioni, dolori, sofferenze delle mani indicano che il nostro rapporto con il mondo esterno è un rapporto di dominio, di potere, di possesso o di avidità.

Vogliamo tenere in pugno, serrare, dominare troppo le cose o gli individui, sia per volontà di dominio che per paura. La mano che si chiude è quella che trattiene, che ha paura che le cose le sfuggano, che si difende oppure che attacca e vuole colpire (pugno serrato).

Ritratto, Bambino, Le Mani, Nascondi

Tuttavia, come talvolta mi capita di spiegare ad alcuni dei miei pazienti, la vita e tutto ciò che accade può essere simboleggiato da un pugno di sabbia. Se vogliamo averla e conservarla, dobbiamo tenere la mano ben aperta perché se la richiudiamo, per trattenere la sabbia, per tenerla e conservarla, questa scivolerà da tutti gli interstizi della mano.

Una mano calma o che accoglie è sempre aperta, laddove la mano che lotta, che grida vendetta o che minaccia è sempre chiusa.

Mano, Uniti, Insieme, Persone, Unità, Squadra

Mani e polsi sono strettamente collegati e il dolore che spesso colpisce entrambi contemporaneamente è indicativo di una grossa difficoltà ad abbandonare la presa sul mondo, sulla volontà, il dominio, il possesso o il potere che esercitiamo su tale mondo.

(Michel Odoul)

Polso

Malattia Espressione dell’AnimA

 
Il polso è l’articolazione della mobilità completa ed è collegato al gomito mediante l’avambraccio e permette alla mano, vettore finale dell’azione, di muoversi nello spazio in ogni direzione assiale.
 
Mano, Uniti, Insieme, Persone, Unità, Squadra
 
Qui la mano si congiunge al braccio, donandole tutta la sua potenziale mobilità. Il polso costituisce il legame tra ciò che trasmette l’azione (braccio) e ciò che la compie (mano). Rappresenta la «porta della scelta», la «porta del coinvolgimento», come la caviglia, ma questa volta nel mondo dell’azione.
 
Nell’esecuzione di un’azione, il braccio è il vettore principale e di trasmissione, laddove la mano è il vettore finale e di realizzazione. Il polso permette il collegamento tra i due consentendo alla mano una mobilità totale, una flessibilità e una precisione direzionale che non potrebbe avere altrimenti.
 
Peso, Chilo, Sollevamento Pesi, Portare Il Peso, Hard
 
Pertanto, il polso permette la mobilità, la flessibilità, la «schiettezza» delle nostre azioni ed opinioni e costituisce la proiezione di queste stesse qualità in rapporto alla nostra volontà e alla nostra ricerca di potere sulle cose e sugli esseri.
 
Il polso è l’articolazione conscia dei nostri punti di riferimento rispetto all’azione e al dominio, dell’espressione manifesta della nostra volontà, mentre la spalla rappresenta l’articolazione inconscia di quegli stessi punti di riferimento.
 

Le malattie dei polsi


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Distorsioni, dolori o traumi dei polsi ci parlano delle nostre tensioni, della nostra mancanza di elasticità o di sicurezza nei nostri atti o nei desideri volti all’azione o nelle opinioni. Indicano che il nostro rapporto con l’azione, che quello che facciamo manca di sicurezza, di solidità.

Allora induriamo i polsi allo scopo di «renderli più solidi».

Uomo, Muscolo, Fitness, Allenamento, Formazione
 
Le tensioni ai polsi ci parlano anche della nostra rigidità nell’azione, ossia della nostra ricerca di potere sul mondo esterno (gli oggetti, la materia o gli esseri) e su noi stessi. Quando impediamo a noi stessi di fare, quando non ce ne diamo la possibilità, i nostri polsi (e le mani) diventano tesi e soffrono.
 
I prigionieri ai quali si vuole impedire di agire vengono incatenati ai polsi (mentre quelli ai quali si vuole impedire di fuggire sono incatenati ai piedi).
 
Michelangelo, Astratto, Ragazzo, Bambino, Adulto
 
Ma, analogamente, quando vogliamo fare troppo, quando siamo determinati o eccessivamente autoritari e l’azione passa esclusivamente attraverso la volontà e la forza, i polsi manifesteranno la loro opposizione e limiteranno tale volontà eccessiva e tale impiego di forza attraverso il dolore!
 
(Michel Odoul)

La trementina e la sua efficacia contro Candida Batteri patogeni e Parassiti 

Artrosi, gotta, reumatismo, e tanto tanto altro ….

L’articolo Cytokines inhibit the development of liver schizonts of the malaria parasite Plasmodium berghei in vivo descrive un esperimento sui roditori, e mostra che l’iniezione sottocutanea di olio di trementina prima dell’inoculazione di un parassita unicellulare (anche 24 ore prima) ne inibisce la proliferazione.

Coni, Larice, Albero, Iglak, Coni Di Larice, Rametto
 
L’articolo attribuisce tale effetto protettivo ad una risposta del sistema immunitario mediata dalle citochine.
 
Parto da questo esempio apparentemente di secondaria importanza per mostrare che la trementina, ben lungi dall’essere un potente veleno, può essere, in opportune piccole dosi una sostanza medicamentosa, di cui non solo si studiano le applicazioni in campo medico e veterinario, ma il cui utilizzo è noto e sperimentato sin dall’antichità.

Persino il medico più famoso dell’antichità, Ippocrate, ne faceva uso.

Lärchenblüte, Larice, Conifera, Albero, Larice Europeo
 
Troviamo traccia di questo uso antico della trementina (un liquido che si ottiene dalla distillazione della resina delle conifere) nel libro La scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz (Edizioni Mediterranee) dove a pagina 325 si legge dell’antico uso della trementina come vermifugo, stimolante, antidoto per il tetano e per la peritonite puerperale (del libro si possono leggere alcuni stralci su google books).
 
Scoiattolo, Mangiare, Carino, Il Roditore, Natura, Fame
 
Dell’antico uso della trementina riferisce anche l’articolo scientifico The essential oil of turpentine and its major volatile fraction (alpha- and beta-pinenes): a review (“L’olio essenziale di trementina e la sua più importante frazione volatile, alfa e beta pineni:
 
una rassegna”) , il quale spiega nel dettaglio l’azione di questa sostanza naturale contro molti patogeni, portando come referenze molti altri articoli scientifici che ne corroborano le affermazioni.

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Nell’articolo non viene però dettagliata nessuna procedura sul suo utilizzo terapeutico riguardo a modi, tempi, dosi, ed eventuale tossicità (la quale indubbiamente esiste superata una certa soglia.
 
Sul web troviamo diverse testimonianze dell’uso di questa sostanza (estratta dalla resina del pino) non solo come agente contro candida e patogeni intestinali (e non), ma anche come antiparassitario.
 
Larice, Pigna, Macro
 
Una testimonianza particolarmente rilevante è quella descritta dalla dottoressa Jennyfer Daniels nel suo libro (un e-book gratuito) The candida cleaner .
 
La dottoressa Daniels ha subito una pesante repressione da parte delle autorità istituzionali per il fatto che invece di imbottire i propri pazienti di farmaci sintomatici si impegnava a curarli per davvero per mezzo di cambiamenti allo stile di vita e all’alimentazione stato pesantemente (decidete voi se questo ne fa un professionista più o meno attendibile, magari leggendo anche il suo libro di denuncia sul sistema sanitario moderno basato sulla somministrazione di farmaci si sintesi che alla lunga risultano persino mortali.
 
Larice, Natura, Albero, Fiore, Impianto, Foglia, Vicino
 
Il libro si intitola The lethal dose (murder by medicine is no accident) ovvero “La dose letale (la morte a causa della medicina non è un incidente)” .
 
Il suo libro sulla trementina parte da una chiacchierata con un paziente la cui nonna utilizzava la trementina e quindi descrive la sua esperienza di utilizzo di questa sostanza (in opportune e piccole dosi) dapprima su se stessa e poi su alcuni pazienti disposti a sperimentare questo metodo di cura una volta molto diffuso tra le persone meno abbienti, specialmente tra le comunità afro-americane.

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La dottoressa spiega che l’uso tradizionale è quello di inzuppare letteralmente una zolletta di zucchero nella trementina: lo zucchero rappresenta l’esca per la candida (ed altri patogeni e parassiti che di esso sono ghiotti) mentre la trementina rappresenta il veleno che sta dentro l’esca.
 
Queste prime esperienze, l’hanno portata a dedurre che la dose massima per un adulto è di un cucchiaino da tè (per l’esattezza 5 ml) di trementina per inzuppare tre cubetti di zucchero (piccoli però, di un cm3), due volte alla settimana.
 
Larice, Alpine, Tyrol, Bruciatore, Nößlach, Albero
 
Se fosse vero sarebbe un incredibile miracolo, una medicina da prendere appena due volte a settimana, altro che protocolli complicati!
 
Però la dottoressa afferma che per funzionare per bene la cura comprende anche tutta una serie di passaggi preliminari di modifica della dieta e di ottimizzazione delle funzionalità degli organi dedicati alla depurazione, giacche (come abbiamo già visto in precedenza) uccidere i patogeni significa spesso esporsi a delle pesanti reazione di disintossicazione e bisogna essere in grado di smaltire questo flusso di tossine.
 
Larice, Cono Di Conifera, Ramo, Ramoscello, Natura
 
In alternativa è forse ipotizzabile partire da dosi microscopiche espresse in gocce e piano piano aumentare non superando mai le dosi di due cucchiaini da tè a settimana (per un adulto); di pari passo ovviamente, in qualsiasi tentativo di riduzione della disbiosi intestinale, occorre integrare probiotici e/o cibi fermentati.
 
Ovviamente la dottoressa Daniels, quando parla di trementina, intende puro olio di trementina di grado alimentare, e non una qualsiasi sostanza reperibile in ferramenta o sullo scaffale di un supermercato o in un colorificio (dove è facile trovare trementina mescolata con prodotti derivati dal petrolio).
 
Risultati immagini per trementina pianta
 
Ci si riferisce quindi a trementina purissima di grado alimentare, o a trementina rettificata; la trementina rettificata è quella sottoposta a doppia distillazione, ed è anche quella utilizzata in ambito medico per applicazioni topiche. La migliora è che abbia la Cromatografia dei gas essendo un olio essenziale e la percentuale del chemitipo.

Purtroppo, a differenza del biossido di cloro, per la trementina non è possibile dire che il suo utilizzo sia assolutamente sicuro, ma occorre anche qui non confondere tra effetto tossico (che si ha anche con un antibiotico o un analgesico preso a dosi maggiori di quelle terapeutiche) e reazione di Herxheimer (ovvero le tossine liberate dai patogeni uccisi dal rimedio).
 
Ragazza Triste, Ragazza Piange, Dolore, Attrice
 
Sicuramente bere mezzo bicchiere di trementina può essere alquanto rischioso, come è rischioso inghiottire tutte in una volta le capsule di una confezione di farmaci; persino bere 5 litri di acqua in un giorno solo può costituire un grosso rischio per la salute.
 
Ugualmente pericoloso è assumere un etto di sale in un giorno solo, quando un pizzico di sale non fa certo male (specie se è integrale).
 
Cervello, Infiammazione, Corsa, Medico
 
In realtà spulciando diversi antichi libri di medicina si scopre che molte malattie citate in questo libro e correlate a disbiosi/parassitosi si curavano un tempo con l’olio di trementina pura (trementina rettificata) o con l’olio essenziale di trementina, sia per via orale che per via rettale (clisteri) e le dosi in alcuni casi sono persino maggiori di quelle più prudentemente enunciate dalla dottoressa Daniels.
 
Sicuramente bisogna stare attenti e prendere con le dovute cautele alcune informazioni che vengono da questi libri, scritti in un’epoca in cui non c’erano ancora gli studi in doppio cieco con gruppo di controllo, ed in cui (appunto per questo) si utilizzavano anche pseudo-rimedi inutili se non addirittura dannosi (vedi il ricorso al salasso o a rimedi a base del tossicissimo mercurio).
 
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Quello che conforta è proprio il fatto che nella grande maggioranza dei casi si tratta di testimonianze sulla cura di malattie che in questo stesso libro abbiamo visto essere legate alla condizione di disbiosi/parassitosi.

Il primo libro che passo in rassegna è Instituzioni di materia medica di Domenico Bruschi (con note del dottore Giovani Pozzi, Volume 2, Società Editrice, Milano 1837) nel quale troviamo i seguenti riferimenti alla trementina.
 
Pancia, Cuore, Amore, Ragazza, Relax, Rilassarsi
 
A pagina 113 si discute dall’associazione di un olio animale (olio di DIppel) all’olio di trementina, come mezzo antielmintico (contro i vermi parassiti); questa mistura al 75% di trementina viene indicata dal dottor Chabert come valida anche per espellere le tenie, assumendone un cucchiaio da caffè al giorno ed aumentando pian piano la dose.
 
A pagina 254 si afferma che la trementina, al pari di altre sostanze, ha una sorta di “affinità elettiva” per i reni, ed ha effetto diuretico.
 
Amore, È Morto, Croce, Spine, Corona, Cuore, Bibbia
 
A pagg 293-309 troviamo un lungo capitolo (circa 15 pagine) sugli usi medici della trementina. Secondo l’autore la trementina in generale è stimolante, ed eccita a maggiore attività gli organi secernenti; egli riporta il fatto che gli antichi medici conoscevano già la trementina come rimedio antisettico, e non dubitarono perciò di usare la trementina nella cura di quelle malattie, che eglino riferivano alla classe dei morbi originati da stato di setticismo negli umori.

Della trementina si afferma la validità terapeutica per le affezioni dei reni, suppurazione dei reni, piaga e catarro della vescica, di gonorrea acuta o cronica. Si segnalano le testimonianze nella letteratura medica antecedente di casi cachessia cronica e di amenorrea curati con la trementina.
 
Massaggio, Spalla, Umano, Relax, Massaggio Classico
 
Si segnalano altri successi ottenuti nei confronti di malattie cutanee, nel reumatismo acuto e cronico, nell’artrite e nella gotta, Uno dei metodi di somministrazione della trementina (egli considera specificamente quella di Venezia, ottenuta dalla distillazione della resina del Larice), anzi quello che l’autore considera il migliore, consiste nel formare con questa sostanza dei boli, riunendola a sufficiente quantità di zucchero polverizzato, di amido, di polvere di liquirizia e di gomma arabica. Altro metodo consiste nello sciogliere la trementina nel tuorlo d’uovo.
 
Risultati immagini per larice pianta
 
Le dosi indicate sono fino a 2 grammi, per due o tre volte al giorno.
Notevole quanto riferito dei clisteri con la trementina, laddove va ricordato che un’oncia corrisponde a circa 30 grammi.
 
Siccome contro alcune malattie intestinali si sono lodati da qualche medico scrittore i clisteri colla trementina; cosi ci piace indicare che la dose di questa sostanza da impiegarsi per ogni clistere può essere da mezz’oncia ad un’oncia.
 
Backpain, Mal Di Schiena, Indietro, Dolore, Dorso
 
(…) E infine d’avvertirsi che alcuni clinici si sono utilmente serviti della iniezione di clisteri preparati coll’olio di trementina, tanto nei casi di verminazione, quanto ancora nella cura di certe speciali malattie del tubo intestinale.
 
L’autore quindi inizia a discutere dell’olio di trementina che si ottiene dalla distillazione della trementina stessa, il quale, oltre ad azione diuretica, ha una forte azione antiparassitaria, e che secondo alcuni medici dell’epoca è considerato il rimedio d’elezione contro i vermi parassiti, più forte anche del decotto di radici di melograno.
 
Medicina Alternativa, Bellezza, Cinese
 
Egli riporta che il dottor Pommer utilizza contro le tenie da due a quattro once al giorno di olio di trementina suddivise in 4 somministrazioni ad intervalli regolari nel corso della giornata.
 
Detto questo alcuni amici che hanno sperimentato la trementina non sono riusciti ad andare oltre i 10 ml in una volta sola, dose che ha procurato qualche fastidio di un certo rilievo, come problemi emorroidari.
 
Bambino, Istruzione, Paura, Terrore, Violento
 
Un altro medico inglese citato nel libro consiglia l’assunzione di un’oncia di olio di trementina la mattina a digiuno, ripetendo la somministrazione per 3/4 giorni, utilizzando una mistura di olio di trementina e olio di ricino nei soggetti più sensibili ad irritazione intestinale (l’olio di ricino essendo un purgante, rallenta il tempo in cui la trementina resta nel corpo del paziente).
 
Di seguito nel libro si passa a trattare di affezioni dei nervi curabili con la trementina, ovvero certi casi di paralisi, di epilessia (che quanto meno migliorano in seguito alla somministrazione di trementina), di ogni sorta di nevralgia, e persino di un caso di idiotismo (è presumibile che l’idiotismo fosse in realtà il risultato di disbiosi e parassitosi, risolto per l’appunto dall’azione della trementina contro la candida, i batteri patogeni ed i parassiti).

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Dopo avere discusso dei problemi che pone l’uso della trementina in pazienti con irritazione dell’intestino, che rischiano seri effetti collaterali se prima non si risolvono per altro mezzo questi problemi, l’autore menziona 12 casi di guarigione dalla febbre gialla per mezzo dell’olio di trementina.
 
Viene quindi menzionato l’uso delle frizioni con olio di trementina lungo la colonna vertebrale contro dolori reumatici, artritici e gottosi, per risolvere le ecchimosi e trattare alcune specie di tumori.
 
Ritratto, Bambino, Le Mani, Nascondi
 
A pag 304 leggiamo persino della guarigione dal tetano per mezzo dell’olio di trementina! Il dott. Hutehin son riferisce un’ osservazione dalla quale risulta, che l’olio di trementina ha giovato in un caso di tetano; la quale malattia fu inutilmente trattata in prima col salasso, coll’oppio, e con altri decantati rimedi antispasmodici:
 
il medico inglese ha in questa circostanza amministrato il rimedio alla dose di mezz’oncia, mescolato ad una decozione di orzo in ogni due ore.
 
Hamburger, P, Patatine Fritte, Pancia
 
Il dott. Toms animato dall’ esito felice avuto da Hutchînson nella cura del tetano, mediante l’olio di trementina, usò questo stesso rimedio in una giovane tetanica, nella quale si ebbe in breve spazio di tempo un simile avventurato risultamento:
 
nella giovane di Toms il tetano tornò a svilupparsi, per particolari cagioni, ben altre quattro volte,e sempre fu dissipato prontamente collo stesso rimedio.
A pagina 308 viene poi descritto un metodo per eliminare dall’olio di trementina il pessimo sapore, lasciando intatto il principio medicamentoso:

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Il dott. Nimmo di Glascow ha immaginato un particolare processo farmaceutico per avere l’olio di trementina cosi depurato: egli propone di mescolare a questa sostanza un’ottava parte di alcool purissimo, di agitare il miscuglio, di lasciarlo in riposo per alcun tempo, e quindi di decantare diligentemente il liquido alcoolico che sopranuota:
 
ripetendo questa operazione per quattro o cinque volte, ed usando sempre la stessa quantità di alcool, assicura il farmacista di Glascow, che l’olio di trementina del commercio perde, con tal mezzo di depurazione, quasi ogni sua sensibile qualità, e che si può far prendere a larga dose agl’infermi senza che essi ne risentano alcun incomodo, e senza che si diminuisca l’ attività del rimedio.
 
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A Pag 308 troviamo anche l’interessante parere di un altro medico britannico
Il dott. Money, che abbiamo già altre volte nominato in questo articolo, sostiene a tutta possa, che l’olio di trementina deve prescriversi a dose forte, ed asserisce di aver egli osservato che le piccole dosi di questo medicamento danno luogo allo sviluppo di sintomi gravi, i quali non si vengono giammai avvenire in seguito all’uso delle grandi dosi, e ciò perché amministrato a piccole dosi si trattiene esso troppo lungo tempo nell’interno delle vie digerenti, il che non accade allorquando il rimedio si sia fatto prendere in larga copia.

Cibo, Patatine Fritte, Burger, Pasto, Pranzo, Chip
 
Queste parole vengono riportate sia per dovere di cronaca, sia per mostrare che uno dei problemi più importanti riguardo alla trementina è proprio quello del dosaggio e del protocollo di utilizzo. Probabilmente il suggerimento più sensato è quello di iniziare con poche gocce ed aumentare molto lentamente per verificare se e quando compaiono reazioni di Herxheimer, o altri effetti collaterali.
 
Per quanto riguarda l’assunzione, come abbiamo visto lo si utilizzava da solo, mescolato allo zucchero, all’olio di ricino, a grasso animale, mescolato al miele, ed anche associato a un po’ di amaro (come il famoso amaro svedese, che pare ne potenzi l’efficacia).
 
Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet
 
Un altro libro che parla diffusamente della trementina è il Dizionario Compendiato di terapeutica di Lad. A. Szerlecki di Varsavia (Minerva Sebezia editore, Napoli 1842).
 
Si parla di trementina utilizzata per problemi mestruali, per combattere la blenorragia (infezione a trasmissione sessuale), per curare i calcoli biliari, i calcoli delle vie urinarie, il catarro vescicale, la cefalea (sia clisteri che assunzione orale), il colera (frizioni di trementina – uso esterno – e assunzione orale -10 30 gocce 3-4 volte al giorno nei bambini) , contro l’infestazione da tenia (varie dosi nel giro di 12 ore fino ad evacuazione della tenia a pezzetti), corea.
 
Mirtilli, Estate, Frutta, Fresco, Sano, Sweet, Organici
 
In alcuni casi si propone l’utilizzo della trementina come cura per il diabete e la diarrea, l’epilessia causata da commozione cerebrale (assunzione orale), contro il tifo, la cancrena secca, la sciatica, erisipela (assunzione orale e clisteri nonché applicazione esterna), ritenzione urinaria, nevralgie, idropisia, ernie strangolate, malattie mentali come il cosiddetto isterismo, leucorrea, emorragia uterina, alcuni casi di peritonite.
 
Si discute anche dell’uso esterno della trementina come antispasmodico, come rimedio per la debolezza muscolare (frizioni lungo la colonna vertebrale), frizioni nella zona dei reni per potenziarne l’attività, linimento per l’artrite, spugnature per l’idrocefalia, applicazione locale per l’indurimento del tessuto cellulare del neonato e per la paralisi, balsamo di trementina per le ulcere degli estremi inferiori.

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Altri utilizzi sono per il mal di denti (canfora e trementina, non è chiaro che tipo di uso, ma suppongo locale), iridite (assunzione orale e vapori), oftalmia (vapori e un goccio spalmata sul bordo della palpebra), reumatismi (assunzione orale e frizioni locali), scabbia (unguento alla trementina).

Interessante anche una testimonianza sulla cura delle malattie infettive

Primavera, Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero
 
Il dottor Delony adoperava con vantaggio l’olio di trementina alla dose di 10–60 gocce con 1–3 cucchiaiate di olio di ricino) durante un’epidemia di scarlattina maligna, nei casi in cui la eruzione avveniva difficilmente. ( Boston Journ., t. x, p. 95)
 
Il dottor Cheyne faceva distillare per parecchie volte l’olio di trementina con parti eguali di alcool, e lo somministrava 3 volte al giorno. Inoltre faceva dei cataplasmi coll’aggiunta della farina di semi di lino, da applicare in caso di nevralgia nel primo giorno dalla tuberosità dell’osso ischio fino alla metà della coscia, per 6 ore; nel secondo giorno si ricovre il secondo terzo seguente della coscia, e nel terzo, il terzo inferiore.
 
Dente Di Leone, Semi, Fiore, Natura, Impianto, Estate
 
Questo pratico pensava che così amministrata, l’essenza serbava tutte le proprietà antinevralgiche ed era esente dai suoi inconvenienti. Sull’uso locale per le ustioni ecco due citazioni dal succitato libro Quando vi ha formazione di vescichette, il sig. D. fa uso dell’olio caldo di trementina, badando che questo non venga in contatto colla pelle sana;
 
VERGARI fece disparire una scottatura di primo grado per mezzo delle unzioni di vernice composta di alcool e di trementina e di sandaracca. In meno di un quarto d’ora il gonfiore ed il dolore erano scomparsi. (Osservatore medico, Gennaio, 1810).
 
Crema Di Zucca, Brodo, Arancione, Zucca, Mangiare
 
Continuando la lettura si trovano indicazioni della trementina per la cura del singhiozzo, la stitichezza (clistere con 30 grammi di olio di trementina), indurimento del testicolo (spesso causato dalla blenorragia, si parla in questo caso di assunzione orale), tic dolorosi alla faccia, tigna (pomata con la trementina), malattie croniche delle articolazioni e tumori indolenti (frizioni con un linimento a base di trementina), le ulcere profonde (balsamo a base di trementina)
 
Contro il tetano si riferisce di successi ottenuti sia con l’assunzione orale che con i clisteri; in alcuni casi con trementina mescolata ad olio di ricino. Contro la tenia c’è chi prescrive assunzione orale di due dosi di trementina e se il verme non è ancora uscito, la sera un clistere con addirittura 90 grammi (tre once di trementina)

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Un altro medico consiglia due once di trementina a digiuno, e dopo un poco una terza che agisce come purgante.
 
Contro i vermi parassiti viene riportata la procedura di un certo Alexander
Dopo aver amministrato alcuni leggieri lassativi, adopera ordinariamente l’essenza di trementina che alcune volte mescola all’olio di ricino.
 
Brodo, Zuppa Di Manzo, Zuppa Di Spaghetti
 
Egli continua ordinariamente questa cura per una quindicina di giorni, avendo cura di unirvi verso la fine alcune bevande amare, e l’uso delle polveri di carbonato di ferro, di china, e di rabarbaro. (The Lond. med. Gaz., 1833, nov.)
 
Altro uso della trementina è quello dei vapori contro la tubercolosi e la tosse convulsiva : Dopo aver ben umettato il petto o la gola colla trementina, copre la parte con un pezzo di flanella per impedire l’accesso dell’ aria e nel tempo stesso per aumentare la irritazione alla superficie.
 
Zuppa, Verdure, Pentola, Cucina, Cibo, Sano, Carota
 
Quando si crede necessario accrescere la proprietà antispasmodica , vi si aggiunge un poco di canfora o di laudano. Raramente bisogna ripetere queste applicazioni più di una o due volte al giorno, a meno che i sintomi fossero gravissimi.
Tra le tante citazioni raccolte in questo libro sono riporto ancora una relativa all’espulsione dei calcoli biliari
 
Olio Essenziale: https://www.aroma-zone.com/info/fiche-technique/huile-essentielle-terebenthine-bio-aroma-zone
 
RINNA DE SARENBACH amministrò in un caso con successo le pillole composte di trementina, di sapone, di un poco di rabarbaro, e di polvere di cicuta acquatica (Phelandr. aq.); egli inoltre dava l’acqua di lauro ceraso collo sciroppo di rabarbaro, ed a capo di 8 dì, già uscirono, nelle evacuazioni ventrali, dei calcoli della dimensione di 1 pollice e mezzo lunghi, e larghi un pollice.
 
Durante l’accesso, il signor R. DE S. sollevava l’infermo colle bevande acidolate, coi fomenti sulla regione epigastrica, e soprattutto coll’unguento composto di estratto di belladonna, 3j; e di sugna, 3ij. (R. de S. Repert. der vorz. Operat. meth. KURARTEN, ec. Wien, 1835)
 
926 Pubblicato su Medical Hypotheses. 2006;67(5):1136-41, autore Eby G A; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16797866.
27 Pubblicato su International Journal of Preventive Medicine. 2012 Nov; 3(11): 791–797, autori Alaleh Gheissari, Amin Ziaee et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3506091/.
928 Pubblicato su Critical Care Medicine 1992 Feb;20(2):263-75, autori Harkema J M, Chaudry I H; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1737460.
929 Pubblicato su European Journal of Immunology 1992 Sep;22(9):2271-5, autori Vreden S G, van den Broek M F, Oettinger M C, Verhave J P, Meuwissen J H, Sauerwein R W; abstract suhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1516619, articolo complete suhttp://www.researchgate.net/…/41669083_The_essential_oil_of….
930 Pubblicato su Internal Journal of Occupational Medicine and Environmental Health. 2009;22(4):331-42, autori Mercier B, Prost J, Prost M;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20197260.
931 http://candidacleaner.s3.amazonaws.com/The_Candida_Cleaner.….
932 http://www.amazon.com/Lethal-Dose-Murder-Medi…/…/B00DR6JPNW….
933 Questo libro, come il successivo che viene citato, assieme a decine di altri, si può consultare e/o scaricare liberamente da google libri..

Il Succo di Barbabietola

Questo è uno dei succhi più validi per aiutare la ricostruzione dei globuli rossi e tonificare il sangue in genere.

Soprattutto le donne ne traggono benefici bevendone almeno ½ l al giorno, combinandolo con succo di carota.

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La proporzione può variare da 88 a 236 ml di succo di barbabietola, utilizzando radici e sommità, in 470 ml di succo miscelato, tra carota e barbabietola. Se assunto da solo, il succo di barbabietola, in quantità maggiori di un calice da vino e tutto in una volta, può avere effetti depurativi e provocare vertigini e nausea.

Si tratta della reazione all’effetto purificante sul fegato e potrebbe anche risultare spiacevole. L’esperienza insegna che è meglio assumere un po’ meno succo di barbabietola e più succo di carota all’inizio fino a che non si riesce a tollerare l’effetto depurativo – poi si possono aumentare le proporzioni di succo di barbabietola gradualmente.

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Un bicchiere con 170-240 ml di succo due volte al giorno è solitamente considerato sufficiente.

Per i disturbi mestruali il succo di barbabietola si è rivelato molto utile, in particolar modo quando, durante il ciclo, viene utilizzato in piccole quantità, non più di un calice da vino alla volta (dai 60 ai 90 ml) due o tre volte al giorno.

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Durante la menopausa questa procedura si è dimostrata utile e in maniera molto più definitiva rispetto ai farmaci o agli ormoni sintetici che portano con sé effetti degenerativi.

È infatti noto come qualsiasi farmaco o sostanza chimica sintetica e inorganica non possa che avere un effetto temporaneo nell’alleviare i sintomi; chi assume tali farmaci od ormoni sintetici rischia poi di stare male nel momento in cui il corpo e la natura stessa uniranno i loro sforzi per eliminare queste sostanze inorganiche dal corpo.

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Ogni farmaco che promette di alleviare o curare in maniera definitiva qualsiasi condizione patologica del corpo, non potrà che causare, più in là nel tempo, altri problemi, forse addirittura più gravi.

Ad avere problemi nel lungo periodo sarà chi assume i farmaci, non chi li pubblicizza o li prescrive. Detto questo, voglio aggiungere che la natura ci ha messo a disposizione i mezzi necessari per ottenere salute, energia, vigore e vitalità.

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Ci ha anche fornito, a livelli più o meno elevati, l’intelligenza con la quale possiamo portare avanti la nostra ricerca della conoscenza. Se noi usiamo la nostra intelligenza, la natura ci sorride.

Se non la usiamo, la natura resterà a guardare con infinita pazienza e compassione chiedendosi perché mai ciò che lei stessa ha creato debba buttarsi via così malamente.

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Malgrado il contenuto di ferro della barbabietola rossa non sia elevato, qualità degli elementi contenuti nella barbabietola è riferita al fatto che per oltre il 50% è costituita da sodio, mentre il contenuto di calcio è pari a circa il 5%.

Si tratta di un’ottima proporzione per mantenere la solubilità del calcio soprattutto quando, in conseguenza del consumo di cibo cotto, il calcio inorganico tende ad accumularsi nell’organismo e a formare depositi all’interno dei vasi sanguigni che provocano l’indurimento delle pareti come nel caso delle vene varicose, delle arterie sclerotizzate, dell’addensamento del sangue che poi portano ad aumento della pressione sanguigna e ad altre forme di disturbi cardiaci.

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Il contenuto di potassio, pari al 20%, fornisce il nutrimento generale utile a tutte le funzioni fisiologiche del corpo, mentre l’8% di cloro ha un ottimo effetto depurativo per il fegato, i reni e la cistifellea e stimola l’attività del sistema linfatico.

La miscela di succo di carota e barbabietola fornisce una buona percentuale di fosforo e zolfo da una parte e di potassio e altri elementi alcalini dall’altra, che, insieme all’elevato contenuto di vitamina A, completano quello che è probabilmente il mix migliore per la formazione delle cellule del sangue e in particolar modo dei globuli rossi.

I Succhi di Carota, Barbabietola e Cocco

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Aggiungendo un po’ di latte di cocco estratto dalla polpa fresca al succo di carota e barbabietola, si ottiene un alimento che, oltre alle proprietà di ricostituzione dell’organismo, esplica anche altre funzioni, come la depurazione dei reni e della cistifellea.

Se preparata in modo corretto, questa miscela contiene elementi alcalini quali potassio, sodio, calcio, magnesio e ferro in abbondanza e altri elementi quali fosforo, zolfo, silicio e cloro in elevate ed equilibrate proporzioni.

Dottor Norman W. Walker

L’importanza del magnesio (e del cloruro di magnesio) per la nostra salute

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Il magnesio è stato utilizzato in passato prevalentemente sotto forma di “Sali di epsom” ovvero solfato di magnesio eptaidrato (formula chimica MgSO4 7H2O) che ha anche una funzione lassativa (qualcuno riporta anche un’efficacia nella riduzione della pressione), e come antiacido.

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Attualmente viene utilizzato anche sotto forma di idrossido di magnesio, che ha funzione sia lassativa che antiacida ed anche in altre forme.

All’interno del corpo la quasi totalità del magnesio si trova all’interno di cellule e tessuti (99%) e solo l’1% circola ne sangue.

Per questo motivo è difficile valutare le eventuali carenze di magnesio solo a partire dal livello di magnesio del sangue (invece è attendibile la stima del magnesio intra-eritrocitario, ovvero del magnesio intracellulare dei globuli rossi).


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Nelle ossa troviamo il 70% del magnesio presente nel corpo umano, il resto si distribuisce principalmente tra tessuto muscolare e tessuto nervoso; già questo dovrebbe far comprendere quanto sia importante il magnesio per una buona salute di ossa (denti compresi), muscoli (cuore compreso), e sistema nervoso (cervello compreso).

Ma il magnesio è coinvolto nell’attività di circa 300 enzimi e quindi sostanzialmente non esiste attività, non esiste funzione del nostro corpo per il quale il magnesio non sia importante. Per esempio anche i calcoli delle vie urinarie possono essere una conseguenza della carenza di magnesio.


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Il dottor Price nel su libro Nutrition and physical degeneration riporta che alcune popolazioni “primitive” che ancora nei primi anni del 1900 si alimentavano secondo le usanze tradizionali (caccia, raccolta e a volte un po’ di agricoltura o di allevamento) arrivavano ad assumere quantità di magnesio fino a 20 volte maggiori degli occidentali “progrediti” che li avevano conquistati.

Adesso, dopo quasi cent’anni, la situazione è ancora peggiorata giacché l’agricoltura industriale depriva regolarmente il suolo di magnesio, così come l’abitudine di cuocere i cibi gettando l’acqua di cottura, così come il consumo di cereali raffinati.

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Le dosi di assunzione che le nostre istituzioni sanitarie raccomandano per il magnesio sono riferite a quella che appare una “normale” (ovvero diffusa) condizione di carenza.

Non sorprende che le persone sofferenti di disbiosi, e quindi di un maggiore o minore problema di malassorbimento dei nutrienti abbiano nei loro corpi livelli di magnesio ancora minori, e che l’integrazione di magnesio apporti loro dei particolari benefici.

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Qui di seguito una carrellata di articoli scientifici conferma di quanto appena detto.
L’articolo The effectiveness of essential fatty acid, B vitamin, Vitamin C, magnesium and zinc supplementation for managing stress in women: a systematic review protocol mostra per esempio (come dice lo stesso titolo), l’efficacia dell’integrazione di acidi grassi essenziali (omega 3), vitamina del complesso B, della vitamina C e magnesio nella gestione dello stress nelle donne.

E qui occorre aprire una parentesi per chiarire che, alla luce di quanto detto sugli effetti delle pillole contraccettive e delle cure ormonali per la menopausa per comprendere come la donna sia soggetta mediamente ad un maggiore carico di farmaci che danneggiano il microbiota con notevoli conseguenze sullo stato mentale e la suscettibilità allo stress.


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La carenza di magnesio nei malati di diabete di tipo 1 e di tipo 2 viene riportata dagli articoli Chromium, zinc and magnesium status in type 1 diabetes e Magnesium and type 2 diabetes .

Il secondo in particolare ci informa che una diminuzione della concentrazione intracellulare del magnesio inibisce parzialmente alcune funzioni biologiche che portano alla fine al peggioramento della resistenza insulinica, e che oltre ai bassi livelli di magnesio assunti è da considerare anche l’aumento della perdita di magnesio con l’urina.

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L’articolo Oral magnesium supplementation decreases C-reactive protein levels in subjects with prediabetes and hypomagnesemia: a clinical randomized double-blind placebo-controlled trial , ci informa che l’integrazione di magnesio (in soggetti pre-diabetici e carenti di magnesio) porta alla diminuzione dei livelli di un indicatore dell’infiammazione.

L’articolo Addressing potential role of magnesium dyshomeostasis to improve treatment efficacy for epilepsy: A reexamination of the literature , ci informa che l’integrazione di magnesio ha aumentato il livello di soglia per lo scatenarsi delle crisi epilettiche (rendendole quindi meno frequenti).


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L’articolo Effects of transdermal magnesium chloride on quality of life for patients with fibromyalgia: a feasibility study , riferisce della positiva efficacia dell’applicazione del cloruro di magnesio sulla pelle delle gambe e delle braccia dei malati di fibromi algia.
Infine l’articolo Role of fatty acids and micronutrients in healthy ageing: a systematic review of randomised controlled trials set in the context of European dietary surveys of older adults

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ci informa (a ulteriore conferma di quanto già scritto) che i livelli di acidi grassi essenziali (omega 3) magnesio, vitamina D, zinco, potassio e rame nelle nostre popolazioni occidentali sono spesso al di sotto dei livelli raccomandati, e che per invecchiare bene occorre integrarli.

Detto questo, i casi di eccesso di magnesio sono rarissimi (per quanto pericolosi) ed essenzialmente legati ai casi di disfunzione renale; normalmente infatti una certa parte del magnesio ingerito viene escreta con l’urina, ma se questo meccanismo è bloccato o mal funzionante si può andare incontro ad un pericoloso accumulo di magnesio.


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Per avere dei livelli ottimali di magnesio occorre quindi cambiare abitudini alimentari: evitare i cereali raffinati, non buttare mai via l’acqua di cottura dei cereali e delle verdure orientandosi quindi verso la cottura di cereali in chicchi (cotti a risotto con le verdure) o ancora meglio verso una dieta “ancestrale” (paleolitica) scegliendo dove possibile cibi biologici.

In diversi casi di carenza di magnesio può essere utile per un certo periodo assumere degli integratori.

Fra i tanti integratori uno dei più facilmente assorbibili e decisamente il più economico è il cloruro di magnesio, che ha però il brutto inconveniente di avere un sapore decisamente amaro; per gli adulti determinati a stare meglio questo può non essere un grosso problema, ma per i bambini sì.


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È possibile pensare a sciroppi di cloruro di magnesio col miele (in tal caso dopo l’assunzione dello sciroppo andrebbe bevuto un sorso d’acqua) ed esistono in commercio anche pillole di cloruro di magnesio (per i bambini più grandi che riescono già ad inghiottirle, o per gli adulti schizzinosi e frettolosi).

Il cloruro di magnesio ha una qualità in più rispetto a qualsiasi altro composto a base di magnesio: rafforza il sistema immunitario e permette di affrontare le infezioni (batteriche e virali) ed aiuta quindi anche a sbarazzarsi dei patogeni.

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Ciò vuol dire che il cloruro di magnesio può essere un ottimo e naturalissimo alleato per sconfiggere la disbiosi intestinale specie se utilizzato assieme a dei probiotici specifici (e magari a dell’amido resistente che permette ai probiotici di attecchire meglio).

Che ci crediate o no alcuni medici sin dai primi anni del 1900 utilizzarono con successo il cloruro di magnesio sia per endovena che per via orale (oltre che applicato sulle ferite) per curare le più disparate condizioni patologiche, curando persino casi di poliomielite, difterite ed altre malattie infettive infantili.

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Se volete toccare con mano le prove di quanto appena riferito vi consiglio di leggere il libro Curarsi con il magnesio di Raul vergini (Red Edizioni), dove sono riportate le lettere che il dottor P. Delbet spedì al dottor A. Neveu per informarlo dell’incredibile ostruzionismo posto dalle istituzioni sanitarie francesi alla cura col cloruro di magnesio a dispetto delle tante sperimentazioni positive e della totale assenza di effetti collaterali alle dosi utilizzate.

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Tale semplice, naturalissima e poco costosa cura non venne mai pubblicizzata per una precisa volontà da parte di quelle stesse istituzioni sanitarie sanitari che proprio in quegli anni aprirono le porte a un’altra strategia (questa volta più complessa, più artificiale, più rischiosa e decisamente più costosa, ma proprio per questa apportatrice di maggiori profitti), quella delle vaccinazioni.

Prima dell’epoca delle vaccinazioni si prescrivevano farmaci solo ai malati, ma con l’invenzione dei vaccini si realizzò il sogno segreto di qualsiasi azienda farmaceutica: inondare di farmaci tutti i soggetti sani.

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Di conseguenza il cloruro di magnesio, l’ennesimo rimedio miracoloso e di bassissimo costo, pur essendo ancora disponibile come integratore in qualsiasi farmacia, è stato messo nel dimenticatoio perché il suo utilizzo si scontrava con gli interessi delle case farmaceutiche. Nonostane tutto troviamo alcune sporadiche ricerche sul suo utilizzo.

L’articolo Rescue treatment and prevention of asthma using magnesium throat lozenges: Hypothesis for a mouth-lung biologically closed electric circuit riferisce dell’efficacia delle patiglie al cloruro di magnesio per il trattamento e la prevenzione dell’asma.

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L’articolo Evaluating the Effectiveness of Adding Magnesium Chloride to Conventional Protocol of Citrate Alkali Therapy in Children with Urolithiasis riferisce dell’efficacia dell’aggiunta di cloruro di magnesio alla terapia convenzionale per i calcoli delle vie urinarie.

L’articolo Magnesium-adenosine triphosphate in the treatment of shock, ischemia, and sepsis mostra che una molecola ottenuta dalla combinazione di cloruro di magnesio e ATP ha degli effetti benefici nei casi di shock, ischemia e sepsi.

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Per assumere il cloruro di magnesio basta comprare il sale (anche in farmacia, sebbene ordinato via internet spesso costi di meno) e scioglierne 25 grammi in un litro d’acqua. Per un adulto Raul ergini nel suo libro Curarsi con il magnesio indica due dosi da 125 cc di tale soluzione (circa mezzo bicchiere d’acqua) due volte al giorno nei casi più gravi e/o di maggiori carenze da magnesio, per poi passare dopo un poco ad una dose di mantenimento di una dose sola (per i bambini di meno di 5 anni le dose vanno opportunamente diminuite).

In realtà, specie se l’assunzione di cloruro di magnesio è associata ad una dieta paleolitica, potrebbe essere necessario iniziare con dosi molto minori ed aumentare gradatamente, altrimenti si rischia di soffrire di una fastidiosa reazione di Herxheimer (diarrea, gonfiore, flatulenza, il temporaneo acuirsi dei sintomi di alcuni disturbi causati dalla disbiosi).

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