Glicemia e Movimento sono correlati?

Come funziona il nostro metabolismo?

Usiamo un paragone per un momento:

Se il corpo umano sia come una macchina. Cosa serve ad una macchina per funzionare? Il carburante. E cosa serve per funzionare bene? Un buon carburante. Allo stesso modo perché il nostro corpo stia bene, non è sufficiente fornirgli gli alimenti, ma è necessario che siano quelli giusti.

Anche perchè a volte anche se necessari e introdotti non è detto che vengano metabolizzati dal nostro intestino se “disbiotico”.

Qualsiasi cosa introduciamo come cibo viene trasformato in zuccheri dal nostro metabolismo per poter svolgere tutte le sue funzioni, tra le quali produrre energia. Ovviamente a seconda di cosa mangiamo, i tempi di conversione e le quantità di quest’ultima variano sensibilmente.

Facciamo un esempio: un piatto di pasta o una banana verranno tradotti molto velocemente dal nostro corpo in molta energia, mentre una porzione di carne, o più in generale di proteine, verrà comunque trasformata in zuccheri e sfruttata dal corpo, ma in tempi più lunghi.

E’ bene ricordare che non tutto lo zucchero prodotto viene immesso nel sangue, ma i suoi livelli sono gestiti dall’insulina, un’importante ormone che serve a mantenerli sotto un certo limite.

La quantità in eccesso, per non essere sprecata, viene immagazzinata sotto forma di grasso in cellule specifiche.

Quando mangiamo, il picco glicemico (ossia la quantità massima di zucchero presente nel sangue) non avviene subito, ma in media un’ora e mezza dopo il pasto, giusto il tempo che impiega il nostro corpo per metabolizzarlo.

Fatte queste lunghe premesse, ti starai chiedendo, “cosa c’entra tutto questo con l’attività fisica?”

Abbassiamo la glicemia!

Sicuramente saprai che fare attività fisica è fondamentale per restare in salute e raggiungere una condizione di equilibrio e benessere. Quello che forse non è così noto è come il movimento abbia anche degli enormi effetti positivi sulla gestione della glicemia e sul miglioramento delle condizioni di insulino-resistenza (la condizione in cui un corpo non è più in grado di produrre le giuste quantità di insulina per gestire i livelli di glicemia).

Questo perché il nostro organismo, sotto sforzo, richiede molta energia, che, come abbiamo visto prima, è fornita dagli zuccheri. Se nel sangue ce ne sono a sufficienza, entrano direttamente nelle cellule muscolari, altrimenti il corpo converte le riserve di grassi fino a raggiungere il livello richiesto. L’attività fisica è quindi fondamentale anche per diminuire i valori alti di glucosio nel sangue.

Di che tipo di attività fisica si parla?

Alcuni studi dimostrano che non servono sport estremi o esercizi fisici troppo particolari per vedere un’azione benefica sulla glicemia. Può bastare anche un piccolo sforzo come una passeggiata giornaliera di almeno 30 minuti per vedere i primi effetti positivi.

Consiglio utile è alternare la tipologia di attività fisica: quella di tipo aerobico (camminata, corsa, aerobica, bicicletta, etc.,) e quella di tipo anaerobico (pesi, piegamenti, esercizi di potenza e di sforzo intenso).

Altra buona regola per ottimizzare l’attività fisica e il mantenimento della glicemia a livelli desiderati è quella di svolgere lo sforzo fisico non subito dopo aver mangiato, ma nel momento corrispondente al massimo picco glicemico, ossia circa un’ora e mezza dopo il pasto.

Così facendo infatti, lo zucchero, che è presente in elevate quantità nel sangue, entrerà velocemente nei muscoli e questi potranno avere più energia da consumare.

In conclusione, cosa dobbiamo fare per gestire al meglio i livelli di glicemia nel sangue?

È sufficiente solo una sana alimentazione? Può bastare solo una corretta attività fisica? Ebbene, entrambe singolarmente apportano dei benefici, ma se abbinate determinano risultati nettamente migliori!

Partire con una buona alimentazione pensando prima al nostro metaboloma intestinale per l’aumento di Aminoacidi, ATP prodotta dalla Fibra fresca di frutta e verdura è l’azione migliore che si possa fare per mantenere ottimi livelli di energia, Triptofano, Dopamina , serotonina ecc..

Dott.ssa Carolina Capriolo Modificato Ciani Francesco.

Bardana

Bardana (Arctium lappa)

Parti impiegate: radici, foglie e semi.

La Bardana contiene un olio essenziale, l’inulina (zucchero assimilabile anche dai diabetici), mucillagini, acido palmitico, acido caffeico (che ha azione antibiotica).

Ha proprietà diaforetiche (cioè che aumentano la secrezione del sudore), diuretiche, depurative, detersive, stimolanti, la funzionalità epatica cicatrizzanti.

Per uso esterno è indicata nelle emorroidi, nella foruncolosi, nell’acne e nella seborrea. Della pianta si usano principalmente le radici.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle dermatiti, stasi biliare, iperglicemia, insufficienza pancreatica, iperazotemia, uretrite, acne ed emorroidi.

Ricca di glicosidi amari (arctiopicrina), flavonoidi, poliacetileni, olio etereo.

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Modalità d’uso: un cucchiaino da tè di radici sminuzzate per tre tazza d’acqua, tenere a macero a freddo per un ora poi bollire per 8 minuti. Coprire e lasciare a riposo fino al raffreddamento alla temperatura giusta da bere, dose 2 tazze al giorno, una al mattino a digiuno e una la sera prima di coricarsi.

Bardana si trova nelle erboristerie anche in sospensione di pianta fresca, in TM (30-40 gocce tre volte al giorno), in pastiglie e opercoli, estratto biochelato (8-10 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, due volte al giorno).

Modo d’uso consigliato: titolato all’1,9% d’acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico,

Metodo di determinazione: spettrofotometrico, 5 mg di principio attivo, pari ad una posologia di 20 mg/die d’acidi caffeilchinici).

Si sconsiglia: l’assunzione in dosaggio elevato, in gravidanza e durante l’allattamento, alcuni testi riferiscono una possibile azione sulla muscolatura uterina, per cui è opportuno in questi casi utilizzare il prodotto con prudenza. (Potential value of plants as sourcer of new antifertility agents I- Farnsworth NR, J Pharm Sci 1975:64-535-98).

Si usano i cataplasmi: di foglie cotte per reumatismi e gotta, decotto di radici (tre manciate per un litro), bollire per 20 minuti si usa per affezioni cutanee, come lozione per la caduta dei cappelli.

Proprietà: depurativa – disintossicante – epatoprotettiva, sudorifera, coleretica, antidiabetica – ipoglicemizzante, topico, si consiglia per dermatosi intossicative e seborroiche (acne, eczemi, psoriasi).

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Malattie esantematiche: morbillo e rosolia, iperglicemia e diabete, inoltre si consiglia per iperuricemia e gotta, calcoli renali.

La sua attività: detossicante ed epatoprotettiva è clinicamente dimostrata. Per il suo elevato contenuto in inulina (fino al 45%), polisaccaride di riserva contenuto nella radice di sapore leggermente dolce e che non è assorbito dall’intestino,

la bardana è utilizzata: per rallentare la digestione dei carboidrati, per ridurre l’assorbimento del glucosio e per controllare condizioni d’iperglicemia (intolleranza al glutine).

Ha una moderata attività diuretica ed antilitiasica ed è utilizzata nella medicina popolare nell’iperuricemia e nelle calcolosi renali. (Department of Chemistry, University of Balearie Islands, Palma de Mallorca, Spain. Urolithiasis and phytotherapy. International Urogoly and Nephrology 1994;25:507-11.

Sbagliare dieta è pericoloso

L’uomo nasce frugivoro e poi diventa onnivoro.

Questa scelta è stata fondamentale per diventare quello che siamo.

Infatti introducendo alimenti diversi da quelli per i quali l’impianto era stato progettato, abbiamo introdotto patogeni aggressivi.

Allora abbiamo accorciato l’intestino per ridurre il tempo di contatto. Gli organi che consumano più energia sono il cervello e l’intestino, accorciando quest’ultimo abbiamo avuto più energia a disposizione del cervello, che è molto aumentato dal Neanderthal al sapiens-sapiens.

Senza la riduzione dell’intestino non avremo avuto abbastanza energia. La maggiore aggressività del cibo ha portato a rinforzare l’intestino che ha dovuto imparare a gestire maggiori processi infiammatori, abbiamo quindi aumenato l’infiammazione intetsinale a cui corrisponde una maggior stato ansioso.

Quello che ci differenzia maggiormente dagli altri mammiferi è…l’ansia della conoscenza. però abbiamo accorciato solo il colon, ovvero l’unica parte dalla quale ricaviamo nutrimento (energia) per le cellule intestinali e ricaviamo i mattoncini con cui sintetizziamo ciò che ci serve… …abbiamo così trasformato un lento ma robusto motore agricolo in uno da F1, elevate prestazioni, ma MOLTO DELICATO.

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Sbagliare dieta oggi è per noi MOLTO pericoloso, non possiamo annullare in pochi anni le modifiche che hanno richiesto millenni. Abbiamo aumentato la forza del nostro intestino, paragonabile a quella di un palestrato,

oggi ha bisogno di mantenere l’esposizione a cibi complessi per mantenere questa forza, altrimenti si indebolisce e diminuisce i processi con cui ci RIPARA continuamente e sono guai!!!

Il grosso problema della carne è che la mangiamo troppo magra e troppo poco putrefatta, nessun carnivoro la mangerebbe. Certo il vitello come i finti polli, in realtà pulcini gonfiati, è meglio evitarli, ma sforzatevi di mangiare più grassi, anche animali. Mangiare carne magra è l’errore più importante,

al nostro Intestino interessano Fibra da Frutta e verdura e grassi a corta catena per trasformarli in ATP energia vitale e da lì produrre anche Aminoacidi, antinfiammatori ecc..

Si parte dalla Colazione sana con Frutta o estrattori, burro da latte crudo non chiarificato, pane integrale con germe di grano (vero) ecc.

Prof. Paolo Mainardi modificato Francesco Ciani

Bambù

Bambu Tabashir (Bambusa arundinacea)

Pianta dell’Asia tropicale, specialmente nell’India e Cina,

Parti usate: le radici, foglie, germogli. Ricca di silice. Nella tradizione erboristica riveste un ruolo importante. Impiegata nella medicina indiana e ayurvedica, la radice è rinfrescante.

Si usa per: calmare i dolori articolari e le astenie in generale.

Le foglie per: stimolare le mestruazioni, per alleviare i dolori mestruali, per tonificare le funzioni gastriche ed espellere i vermi.

I germogli per: alleviare la nausea, cattiva digestione e flatulenza.

Il succo è ricco di silice, si usa per fortificare le cartilagini in condizioni come osteoartrite ed osteoporosi. Ottimo rimineralizzante, si usa anche per la fragilità ossea, favorisce la fissazione del calcio nelle ossa (sulla massa proteica) e giova anche all’elasticità delle pareti arteriose.

Marrubio

Marrubio Bianco (Marrubium vulgare)

Il marrubio è una pianta conosciuta da tempi remoti per le sue proprietà balsamiche, tossifughe, espettoranti.

Queste proprietà, che ne fanno un buon rimedio nelle malattie polmonari, caratterizzate specialmente da fatti catarrali, sono state confermate dai moderni ricercatori.

La frazione amara contenuta nel marrubio è responsabile delle virtù digestive e coleretiche.

Questa pianta ha inoltre buone proprietà febbrifughe, specialmente nelle febbri di origine intestinale, e può essere usata in sostituzione della china nei casi in cui quest’ultima non agisca o non sia tollerata.

Per uso esterno il marrubio è stato tradizionalmente impiegato come blando detergente e blando antisettico su ulcere, piaghe e croste.

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La proprietà espettorante e mucolitica è propria dei lattoni di terpenici come la marrubina, il cui metabolismo porta poi alla formazione di acido marrubio dotato di proprietà colecistocinetica. Sono anche presenti acido caffeico, stachidrina, piccole quantità di olio essenziale e tannini.

Parti utilizzate: foglie e sommità fiorite. Modo d’uso: infuso di mezzo o un cucchiaino da caffè di foglie secche per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.

Dose: massimo 3 tazze al giorno. Si trova anche sotto forma di TM, 10-15 gocce due o tre volte al giorno.

Per obesità e cellulite si lascia macerare 60 g di pianta in un litro di vino bianco. Filtrare, dose mezzo bicchiere prima dei pasti principali.

In dosi elevate può causare aritmie cardiache, si consiglia di evitare la somministrazione alle persone cardiopatiche.

Le donne in gravidanza dovrebbero evitarlo. In dosi raccomandate marrubio è considerato una pianta sicura.

Proprietà: Tonico, depurativo, stomachico, espettorante, tonicardico, diuretico, favorisce le regole, si usa per anemie, asma, bronchite acuta e cronica, enfisema, obesità, pertosse, insufficienza biliare, TBC, aritmie extrasistoliche, sudorazione abbondante, obesità, cellulite, reumatismi, artritismo, affezioni nervose e isterismo, anoressia, cirrosi epatica, acufeni, depressione in menopausa, tachicardia nell’ipertiroidismo (marrubio acquatico).

Diabete

Il diabete è una malattia cronica, anche detta sindrome metabolica, che comporta sempre una condizione di iperglicemia, ossia una quantità di glucosio nel sangue molto elevata. Questo è dovuto ad un calo dell’insulina, ormone che ha il compito di regolare i livelli glicemici nel sangue e nei tessuti e che se deve intervenire sottrae lo zucchero dal sangue e lo mette in riserva sotto forma di grasso.

Questa patologia nel tempo tende ad associarsi ad altre complicanze: danni ai vasi sanguigni, comparsa di altre infiammazioni croniche, aumento del peso, alcuni studi scientifici dimostrano anche una correlazione tra diabete e la comparsa di tumori.

Come si arriva al diabete?

Il glucosio rappresenta la più importante fonte di energia per le cellule del nostro corpo e proprio per questo, oltre ad essere utilizzato immediatamente, viene anche immagazzinato per andare a costruirne una scorta. Il glucosio, dunque, dal sangue (nel quale viene disciolto dopo il processo di digestione di tutti gli alimenti) deve essere trasportato all’interno delle cellule per essere utilizzato e immagazzinato.

Quando sosteniamo uno stile di vita scorretto e mangiamo in maniera sbagliata, esponiamo il nostro corpo a continue concentrazioni molto elevate di zuccheri nel sangue. Questa condizione comporta una costante stimolazione da parte del pancreas a produrre insulina per mantenere la situazione sotto controllo.

Dopo un po’ il nostro corpo inizia a diventare “sordo” alle costanti richieste di insulina, oppure la sua disponibilità è insufficiente a soddisfarne le richieste. Questa fase viene definita “insulino-resistenza” e precede quella più grave di diabete anche per questo detta “pre-diabete”.

Se la disponibilità di insulina è insufficiente o se le cellule rispondono inadeguatamente ad essa o ancora se l’insulina prodotta è difettosa (queste tre condizioni variano a seconda del tipo di diabete), il glucosio non può essere efficacemente sottratto dal sangue ed essere utilizzato dal nostro organismo: la conseguenza è uno stato di carenza di glucosio nelle cellule con elevati suoi valori nel torrente sanguigno.

Il diabete è legato solo agli zuccheri?

Il diabete è un tema di grande attualità purtroppo, infatti si possono contare, solo in Europa, 75 milioni di casi. Escludendo la possibilità che questa grande diffusione sia solo dovuta a cause genetiche (l’elevata incidenza è aumentata in un tempo troppo ristretto), ci sono altri fattori che influenzano la comparsa di diabete. Non a caso infatti spesso viene definita la malattia dell’era moderna e della civiltà, il suo sviluppo è massiccio nei paesi altamente industrializzati e più ricchi. Perché?

1) LA VITA SEDENTARIA

Questo è il primo grosso ostacolo. Le persone si muovono meno, e, se lo fanno, hanno tutti i mezzi per impiegare il minor sforzo possibile. Il lavoro in ufficio, il poco sport e poco movimento ci portano ad “impigrire” il corpo e di conseguenza a rallentarne il metabolismo.

2) L’ALIMENTAZIONE POCO NATURALE

Il consumo sempre più massiccio di carboidrati raffinati e la produzione di alimenti industrialmente elaborati, hanno fatto sì che i nostri cibi fossero molto poveri da un punto di vista nutritivo nonostante avessero un apporto calorico altissimo.

Che ruolo ha la leptina?

Quando si parla di diabete si sente sempre parlare di insulina e poco di leptina. Quest’ultimo è anch’esso un ormone fondamentale in questo ambito, poichè gestisce la sensazione di sazietà.

In una condizione in cui il cibo ricco di zuccheri abbonda e l’attività fisica è poca, il nostro corpo si sforza di mantenere i livelli di glucosio entro i limiti, e lo fa secernendo quantità crescenti sia di insulina che di leptina.

Maggiore è la velocità con cui assorbiamo il cibo, maggiore è la velocità con cui crescono i livelli di zucchero nel sangue e maggiore è la necessità d’insulina e leptina. Più un alimento è stato raffinato e più sarà assorbito velocemente dal corpo e più questo squilibrio ormonale si aggrava.

Il nostro organismo si abitua a livelli costantemente elevati di questi due ormoni e non risponde più allo stesso modo. Quantità crescenti portando ad esigenze sempre maggiori, questo fenomeno, come abbiamo già visto, è detto “resistenza” all’insulina, ma in realtà lo è anche per la leptina.

In caso di diabete e pre-diabete si crea uno squilibrio anche nella sensazione di sazietà.

La soluzione è semplice!

Miglioriamo il nostro stile di vita per quanto possibile. Questo è il primo consiglio. Cerchiamo di fare attività fisica e se non abbiamo il tempo, sfruttiamo i brevi momenti di pausa per muoverci un po’.

Non immaginate neanche quanto possa giovare anche una semplice camminata al giorno, all’aria aperta, per migliorare i livelli alti di glicemia.

Sforzarsi a volte di rinunciare a qualche comodità, visto quanto può far bene, è un sacrificio che possiamo fare volentieri.parcheggiare 300 metri più lontano per esempio ..

Proviamo a prediligere i cibi più naturali possibile, a sostituire le farine raffinate con quelle integrali, ad evitare lo zucchero per apprezzare il vero gusto degli alimenti.

Insegniamo ai nostri figli il valore di queste piccole cose e ad apprezzarle come meriterebbero!

introducendo a digiuno quantità importanti di fibra della frutta magari aiutandosi con un estrattore a bassi giri al minuto, magari farsi degli estratti di frutta e verdura verde da portarsi via anche in un termos con dei limoni dentro ovviamente.

prima rieduchiamo il nostro Intestino – Cervello, prima portiamo un’informazione di coerenza al nostro corpo, e prima ci riappropriamo dello stato di salute.

Dott.ssa Carolina Capriolo modificato by Francesco Ciani

Mandorlo

Mandorlo (Prunus amygdalus)

Il gemmo derivato si ottiene dalle gemme fresche; Prunus amygdalus possiede un tropismo simile a Olea europaea:

le gemme agiscono sui vasi arteriosi con modalità anti – sclerosi – vascolare, ipotensive e ipocolesterolemizzanti. Riduce le beta-lipoproteine, abbassa il colesterolo totale e riduce i trigliceridi.

Organotropismo: Sistema vascolare arterioso; Fattori di coagulazione;

Keywords: Dismetabolie dislipidemiche; Arteriosclerosi dell’anziano; Ipertensione arteriosa; Ipercolesterolemia; Ipertrigliceridemia; “Trigliceridi”; Tromboflebiti; Nevrosi fobica; Diminuzione della memoria.

MG 50 gocce una volta al giorno, potenzia gli effetti curativi dell’olivo.

Si consiglia per ipercolesterolemia associato ad olivo MG, per dislipidemia, ipertensione arteriosa e arteriosclerosi, tromboflebiti (associato a MG limone e sanguinella MG), manifestazioni trombo-emboliche (scorza della radice).

Intestino – Cervello

L’intestino è un organo anatomicamente distinto in due tratti, il primo viene detto intestino tenue, il secondo è dato da quello crasso.

Quest’organo può essere considerato il proseguimento dello stomaco e infatti anch’esso è coinvolto in diversi processi digestivi. Come lo stomaco infatti è fondamentale per l’assorbimento di sostanze nutritive. Per fare questo l’intestino ha una forma particolare: tutta la sua superficie interna è caratterizzata da piccole estroflessioni dette villi, la cui presenza fa in modo di aumentare la superficie intestinale, aumentando di conseguenza anche la sua capacità digestiva e di assorbimento.

A livello intestinale il nostro organismo riesce a completare la digestione degli amidi (elemento presente nella pasta, nel riso e nelle patate) e dei grassi, mentre nello stomaco si completa la digestione delle proteine.

La flora batterica, un elemento essenziale

Moltissimi microrganismi di diversa natura colonizzano il nostro intestino e sono fondamentali per il nostro benessere.

Essi possono essere batteri (sia specie anaerobie, ossia che vivono in assenza di ossigeno e sono i bifidobatteri; sia aerobie, per la sopravvivenza dei quali è necessario l’ossigeno, questi sono i lattobacilli), funghi e virus.

Il metaboloma Intestinale è composto da circa 10 miliardi di “commensali” in più di tutte le le cellule che formano il corpo umano.

Potrebbe venir naturale pensare, come possono convivere in armonia altre specie viventi nel nostro corpo? Ebbene esiste un rapporto di buona convivenza tra loro e noi che viene chiamato simbiosi attraverso il quale entrambi gli organismi traggono vantaggio.

Le diverse specie batteriche iniziano a colonizzare il nostro intestino fin dalla nascita, Grazie all’Alfa-lattoalbumina nel latte materno, che fa partire un intestino da sterile a funzionante, sviluppando tutti i processi metabolici, i “commensali” sfruttano il cibo che fornisce il nostro corpo (l’ospite) per poter vivere e in cambio svolgono funzioni molto utili per noi:

1) Producono neurotrasmettitori e quindi partecipano alla trasmissione degli impulsi nervosi.

2) Costituiscono un sistema di difesa contro le specie batteriche estranee, poiché sono in grado di produrre sostanze antimicrobiche grazie alle quali gli organismi patogeni non riescono ad aderire alla superficie dell’intestino.

3) Producono vitamine essenziali per il nostro metabolismo, ad esempio la B12 e la vitamina K.

4) Favoriscono la digestione di diverse sostanze.

5) Prevengono disturbi come coliti, diarrea e costipazione.

6) Modulano la risposta e trascrizione genetica, (DNA/RNA), il Sistema ormonale, Immunitario, Nervoso, Psichico.

7) Attivano o spengono i geni o le cause dell’infiammazione.

La disbiosi

Quando i rapporti tra la flora cosiddetta “buona” (batteri aerobi) e quella patogena si modificano, si crea un’alterazione della flora intestinale. Si chiama disbiosi la condizione per la quale si ha un’eccessiva proliferazione di batteri “cattivi” a scapito degli altri.

Per una condizione ottimale la flora intestinale dovrebbe essere costituita per un 85% dai probiotici* e per un 15% dai batteri potenzialmente patogeni.

In caso di disbiosi può essere compromessa la funzionalità dell’intestino, il quale quindi inizia ad assimilare anche sostanze indesiderate e a non essere una buona barriera provocando nel tempo lo sviluppo di intolleranze o nel peggiore dei casi allergie e malattie autoimmuni. La condizione della flora intestinale per di più influenza la capacità di affrontare situazioni di stress.

Sintomi

Di solito in caso di alterazione della flora batterica i sintomi più comuni sono gonfiore, meteorismo, aerofagia, dolori addominali, stipsi, diarrea; ma possono anche essere mal di testa o problemi alla pelle (acne, dermatiti, eczemi, psoriasi).

Quali possono essere le cause?

– Alla base può esserci un’alimentazione scorretta, ricca di alimenti industrialmente elaborati e di zuccheri. Tali cibi non fanno altro che infiammare e alterare la flora.

– Essere sottoposti a stress psicofisici o sostenere una vita troppo frenetica può provocare un peggioramento della condizione intestinale appunto per il grande legame che c’è tra cervello e quest’organo.

– L’abuso di farmaci a sua volta può minare la stabilità della microflora.

Come puoi tornare alla condizione ottimale?

E’ possibile ristabilire una flora equilibrata seguendo diversi accorgimenti, come ad esempio eliminare il più possibile nell’alimentazione di tutti i giorni gli zuccheri e quei cibi che ne contengono grandi quantità, poiché i batteri si nutrono principalmente di zucchero per poter proliferare.

Inoltre anche pasta, patate, riso e pane peggiorerebbero la condizione intestinale quindi sarebbe opportuno limitare anche questi alimenti. Al contrario è auspicabile mangiare molta verdura, poiché ricca di fibra. Aiutandosi con un Estrattore a bassi giri al minuto integrando così tanta fibra che divverà ATP per tutto l’organismo.

Infine sarebbe necessaria l’integrazione di probiotici* e prebiotici* per ristabilire il regolare equilibrio della microflora, depurando con Rimedi naturali che aiutino in questo processo, e altri per recuperare Energia nel periodi che intercorre la depurazione, per sopportare meglio la crisi di guarigione.

GLOSSARIO:

*Probiotici: microrganismi non patogeni presenti negli alimenti o aggiunti ad essi, in grado di apportare un beneficio alla salute dell’uomo.

*Prebiotici: Sostanze presenti negli alimenti che non vengono digerite dall’uomo e che servono a nutrire i batteri che costituiscono la flora batterica.

by: Dott.ssa Carolina Capriolo Biologa Nutrizionista Modificato Ciani Francesco

http://meetabacademy.com/intestino-un-organo-fondamentale-perche/

Ragazze e sindrome policistica

Mamme policistiche & segni della sindrome nelle figlie

Pubblicato il Apr 25, 2016 07:25 PDT

Un nuovo studio condotto presso la Northwestern University ha scoperto che le bambine figlie di donne con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) mostrano i marcatori della malattia.

In questo studio, i dati hanno rivelato che le bambine nate da mamme con PCOS producono alti livelli di un enzima che attiva l’ormone testosterone.

Precedenti studi in modelli animali hanno dimostrato che l’esposizione al testosterone nella prima infanzia aumenta il rischio di sviluppare sintomi PCOS simili, come la resistenza all’insulina negli animali esposti.

Questi risultati aprono nuove opportunità per il trattamento di questa malattia complessa, che pone le donne a rischio per l’obesità, pre-diabete, infertilità e altre malattie croniche come malattie cardiache.

Attualmente, PCOS non può essere diagnosticata prima della pubertà, quando si manifesta in modi diversi, tra cui ritardo o irregolari mestruazioni, l’acne e la crescita di peli in eccesso sul viso e sul corpo.

La PCOS aumenta anche il rischio di depressione e ansia, che accoppiato con i sintomi fisici, disturbi sociali ed emotivi.

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La PCOS è spesso sottodiagnosticata, perché i sintomi rispecchiano molti dei cambiamenti associati con la pubertà. Molte donne non scoprono che hanno PCOS fino a quando si cerca senza successo di una gravidanza.

Proattività è la chiave con PCOS. Una volta diagnosticata, PCOS risponde molto bene agli interventi di stile di vita come la dieta ricca di fibra da frutta e verdura e l’esercizio fisico, che sono di aiuto di per sè per migliorare la sensibilità all’insulina e all’inizio dell’ovulazione e le mestruazioni.

Capire il collegamento genetico alla PCOS rappresenta un passo da gigante nella nostra comprensione di questa condizione e la possibilità di gestire e anche prevenire, gravi conseguenze per la salute in una generazione di giovani donne.

http://www.pullingdownthemoon.com/blog/2016/april/infant-girls-of-moms-with-pcos-show-signs-of-syn.aspx?utm_content=buffercec9e&utm_medium=social&utm_source=plus.google.com&utm_campaign=buffer

Malva sylvestris

Malva (Malva sylvestris)

Nella medicina popolare la malva è ben nota.

Le nostre nonne ne conoscevano il valore e la utilizzavano anche esternamente contro patereccio, foruncoli, focolai di pus e ferite facilmente infiammabili, ma anche contro eczemi.

Principi attivi: glicosidi flavonici, mucillagine e tannini. I fiori contengono anche malvina.

Quali sostanze attive sono note mucillagini che per idrolisi danno acido galatturonico, galattosio, glucosio ed un metil pentoso, piccole quantità di tannini, un pigmento antocianico (Malvina), acido caffeico e acido clorogenico.

La malva possiede proprietà emollienti, antinfiammatorie e debolmente lassative. La malva forma uno strato protettivo sulla mucosa irritata ed infiammata come pure delle vie respiratorie ed agisce nelle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree.

Parti utilizzate: foglie e fiori.

Modo d’uso: infusi di un cucchiaino da tè di fiori e foglie secche per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10-15 minuti. Filtrare.

Dose: a volontà.

Per uso esterno si usa per cataplasmi di foglie con farina di lino nelle dermatosi.

Decotto (una manciata per un litro d’acqua, bollire 15 minuti) per lavaggi oculari, irrigazioni vaginali, lavaggi delle piaghe e ferite, sciacqui alla bocca per afte e glossite.

Macerati di radice (una manciata per un litro d’acqua a temperatura ambiente, lasciar macerare per 5-6 ore, possibilmente le radici fresche) si usano per esofagiti, gastriti, coliti e stipsi.

Malva rotundifolia si usa per minestre e minestroni. L’industria usa la mucillagine di malva nelle creme per la pelle screpolata e nei gel solari.